Lettera del socio del CSA Marco Giulio Castelli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del socio del CSA Marco Giulio Castelli 


 

 

 

Cari Amici,

è ormai passata una settimana da quando Il Giornale dell’Arte di aprile 2015 ha ospitato nella Rubrica ‘Opinioni’ la mia denuncia del rifiuto delle autorità cittadine capitanate avv. De Cesaris , Vice Sindaco di Milano, di dare a Petrarca una casa museo a Linterno utilizzando il finanziamento di uno sponsor privato e l’assistenza dei volontari del Touring.

Personalmente ho già messo al corrente della mia denuncia le uniche persone a me note, il Prof. Carlo Bertelli e il Dr. Salvatore Carrubba, che sappia vicine alle alte gerarchie del Ministero dei Beni Culturali e anche vicine al nostro sentire di semplici cittadini umiliati e offesi nei più elementari sentimenti di fronte al comportamento sfacciatamente “anticulturale” di una “nomenclatura” milanese che mi sembra poco definire indegna della responsabilità affidatale. Spero che almeno uno dei due riesca a far intervenire il Ministero o il Ministro stesso.

Una breve considerazione chiarificatrice in difesa di un (ultimo?) appello che può apparire inutile al punto da non essere stato ancora commentato e divulgato da una Newsletter apposita del CSA Petrarca. Eccola: “Casa-museo”, o comunque la si voglia chiamare, è un concetto molto più esplicito che “rispetto delle pareti affrescate”. Ero presente il giorno 1° aprile alla Cascina/Villa Linterno e ho sentito con le mie orecchie il Sig. Usellini dichiarare “State tranquilli perchè l’impresa assegnataria farà un ottimo lavoro e così pure la Usellini Restauri nel restauro di Linterno”! Io non sono affatto tranquillo al pensiero che ACL e i Fratelli Bianchi disporranno fra poco di una bellissima sede rinnovata con bagni, ascensori, pannelli radianti e affreschetti d’epoca dovutamente ripuliti ecc.

Io pensavo che la memoria di Petrarca a Milano poteva e doveva essere onorata grazie a operazioni multimediali e interattive destinate a far rivivere il personaggio, in tutta la sua dimensione culturale, attraverso proiezioni sulle bianche pareti che lui abitò.. e guardando da quelle finestre, come lui sicuramente fece, i campi e la vegetazione circostante.

Ma Il Comune di Milano non la vede al mio stesso modo. Vorrà dire che sono un …superato!

Aggiungo di aver appreso solo nel 2009, quando me lo disse Massimo, del soggiorno milanese per ben otto anni di uno dei tre grandi della nascente letteratura nazionale e umanistica in Italia.

So che in Provenza, Francesco Petrarca è considerato il massimo intellettuale regionale al punto di aver intestato al suo nome , nel 2012, un nuovo premio di saggistica (De l’”essais d’intervention” , creato da France Culture e Le Monde a Montpellier se ben ricordo). Il “Prix Petrarque”, appena nato, fa dunque pensare a un personaggio della cultura francese e forse così è giusto che finisca la storia di Linterno per i vari Pisapia, De Cesaris, Del Corno, Artioli, Boeri, Scazzosi e Pratesi (cito i nomi che si sono assunti il bel merito di aver cancellato dalla memoria storica di Milano questo evidentemente non gradito personaggio!).

Petrarca grazie a loro è diventato ancora più francese!

Mi permetto questa volta quindi di usare l’indirizzario collettivo a cui ci aveva abituato Massimo de Rigo, (il grande combattente sfortunato?) ma non è ancora detta l’ultima parola, per Massimo, vero?

Cari Amici, è stato bello battersi insieme per una buona causa: un forte abbraccio a tutti,

Marco Giulio Castelli

9-4-15