Il racconto dell’appuntamento petrarchesco a Villa Linterno “Petrarca poeta…ignorante?”

Lo scorso 12 aprile 2025 nella cornice di Casa Petrarca ci siamo chiesti: “Francesco Petrarca, poeta ignorante? “. Un’offesa imperdonabile ricevuta a Venezia, città poco amica.
Il Prof. Franco Sanna, già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano, ha intrattenuto una platea attenta e incuriosita, raccontando un episodio poco noto di Francesco Petrarca. 

Petrarca, dopo il lungo periodo milanese (1353 – 1361) interrotto dall’epidemia di peste, durante la quale perse il figlio Giovanni, scelse Venezia (1362 – 1368) per cercare una sistemazione sicura. 

Aveva presentato una domanda al Senato della Repubblica di Venezia per avere assegnata “una casa non grande ma decorosa” con la promessa di lasciare l’intera sua biblioteca (la famosa “Libraria”) alla città e far sorgere una prestigiosa biblioteca pubblica. A Venezia mancavano: strumenti di studio, la campagna, l’acqua ispiratrice, il silenzio, un ambiente amichevole e un posto sicuro per i libri. 

Il suo fu “un domicilio saltuario” durante il quale cambiò il giudizio sulla città e i suoi abitanti usando  parole di un’attualità impressionante. Durante il suo soggiorno veneziano, il poeta venne giudicato “ignorante” da quattro presunti amici che frequentavano la sua casa. In questa occasione i quattro giovani aristocratici considerarono Petrarca un sempliciotto per aver rigettato il pensiero aristotelico. 
Petrarca raccontò il fatto in una lettera scritta all’amico Donato Albanzani nella quale attribuì all’invidia le accuse mossegli.
A seguito di questa scortesia Francesco Petrarca abbandonò Venezia, tornò a Padova, e ritirò il lascito della sua preziosa biblioteca alla Repubblica di Venezia.

Il Presidente CSA Petrarca ha dato l’avvio all’incontro culturale che ha conquistato i presenti per la sua originalità.

Laura Viganò ha coinvolto il pubblico con il suo straordinario pathos, recitando brani scelti tratti da “de ignoranthia” e da “inferno” dantesco canto XXI (7-15).

(A cura di Maria Maffucci, Massimo de Rigo)

Considerazione finale: invidia e ignoranza sono all’origine della dispersione della famosa “Libraria” del Poeta che transitò anche a Infernum/Linterno, come ha riconosciuto il prof. Marco Petoletti, professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; membro della Commissione scientifica dell’«Edizione Nazionale delle opere di Francesco Petrarca».

Nessun altro luogo storico legato a Francesco Petrarca (scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, considerato il precursore dell’umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana) ha avuto tanta avversione, fomentata inverosimilmente dal suo interno. L’eredità culturale di Petrarca tanto avversata, ha patito un danno incalcolabile di immagine e di finanziamenti verso la sua dimora prediletta.

Invito alla Conferenza “Petrarca poeta… ignorante?”

Sabato 12 aprile 2025 ore 15:30 presso Casa Petrarca.
Un titolo intrigante, dedicato a questo evento, che susciterà inizialmente stupore tra gli estimatori del grande Poeta: la definizione “Petrarca Poeta … ignorante?” venne coniata all’ epoca da quattro giovani aristocratici veneziani che si degnarono, almeno, di ritenerlo “un brav’uomo”. 

Scopriremo l’antefatto, che portò a questa offesa rivolta al Poeta, direttamente dalla voce e dalla penna dello stesso Petrarca, che reagì componendo quella che fu definita “la più simpatica e la più importante delle operette filosofiche”: il De sui ipsius et multorum ignorantia o De ignorantia, non molto conosciuta ma determinante per comprendere le sue scelte di vita.

La presentazione dell’esperto prof. Franco Sanna che si avvale del contributo artistico della lettrice Laura Viganò, avviene nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca di Linterno, che conserva la parete delle imprese viscontee legata al Poeta, restaurata con la supervisione della Soprintendenza, grazie all’autofinanziamento del CSA Petrarca Onlus, che ha in concessione lo spazio dal Comune di Milano.

Relatore Prof. Franco G. Sanna, già docente di materie letterarie presso alcuni licei di Milano e provincia e del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano; collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano. Nel suo sito latinamente.it pubblica articoli riguardanti la lingua italiana, latina e greca, con uno sguardo attento all’archeologia e alle nuove tecnologie.

Saluto e presentazione Massimo de Rigo – Presidente del CSA Petrarca
Letture recitate Laura Viganò – Officine Teatrali

Per informazioni: CSA Petrarca Onlus
Ingresso fino a esaurimento di postitel. 339 4448574 
e-mail: info@csapetrarca.it

Ho pensato di dare al mio studio da presentare in primavera un titolo in grado di suscitare curiosità: chi può aver così definito uno degli intellettuali più importanti della sua epoca, un eccelso studioso ammirato in tutta Europa, il padre dell’umanesimo? Furono quattro giovani aristocratici veneziani che lo definirono “del tutto ignorante” attenuando appena l’offesa con il magnanimo riconoscimento che era però “un brav’uomo”.

Petrarca dal 1362 ebbe una residenza a Venezia, dove godeva dell’amicizia di Donato Albanzani e di Benintendi Ravagnani; aveva una buona considerazione della città, allora grande potenza marittima ed economica; in cambio dell’ospitalità aveva promesso di donare i suoi libri (i suoi amici più cari) alla città. Poi era avvenuto un fatto che lo aveva offeso: l’accusa di ignoranza. Il poeta subì quel giudizio senza reagire, ma ne fu colpito, anche perché pare che non ci si siano levate voci in sua difesa, a parte quella dell’amico fedelissimo Albanzani, che lo esortò a replicare.

Petrarca si offese con la città intera: nel 1368 se ne andò per sempre da Venezia, trovando una ben diversa accoglienza a Padova; si ritirò ad Arquà, dove non molti anni dopo concluse la propria vita.

Dando ascolto all’amico Donato, scrisse il De sui ipsius et multorum ignorantia, un’operetta polemica con la quale rispose all’offesa facendo professione di umiltà, mettendo sullo stesso piano l’ignoranza propria e quella di tanti altri.

Dei quattro giovani detrattori superbi, mai nominati dal poeta, resta solo la fama anonima e collettiva conquistata grazie all’opera del Petrarca e forse questo è il loro più grande merito: aver dato al poeta lo spunto per scrivere questa operetta originale e interessante, “la più simpatica e la più importante delle operette filosofiche” (L.M. Capelli).

[“La più brillante delle sue invettive” Wilkins p. 250 ma l’espressione (o la traduzione) è impropria: opere polemiche sarebbe meglio] Cfr. Progetti veneziani W p. 220

Prof. Franco G. Sanna