Conferenza “Francesco Giuseppe l’ultimo imperatore”

Un Paese che riesce a salvaguardare attraverso i secoli e le vicende spesso drammatiche la denominazione di “Austria felix” merita un’attenzione particolare. Specie se ha recentemente celebrato un millennio di storia.

Esistono, nella nostra cultura, due diverse e contrastanti percezioni dell’Austria:

– una, in negativo, legata alle vicende del Risorgimento che si è protratta fino a pochi decenni fa

– l’altra, in positivo, che riprende i connotati del grande Impero: l’Austria felix appunto, dove nel corso di mille anni si producono eventi storici in difesa a oltranza del Cristianesimo, nascono personaggi straordinari, si formano movimenti letterari e artistici che influenzano profondamente la storia dell’Europa.

È il momento di accendere i riflettori su questo secondo luminoso volto dell’Austria e l’occasione è il centenario della morte dell’ultimo grande imperatore: Francesco Giuseppe.

Ci hanno aiutato in questo nostro percorso i contributi dei relatori.

Il prof. Nerio de Carlo (docente germanista, storico e saggista) con la sua analisi straordinaria e controcorrente

Roberto Gariboldi (vicepresidente CSA Petrarca e archivista della Certosa di Milano) con la sua relazione: “Ai miei popoli”. Storia e destino dei territori dell’Impero”

Ha concluso il mio contributo dal titolo: “Austria felix, l’ultimo sole di Francesco Giuseppe” con un’attenzione particolare a Sissi, imperatrice, donna e mito di cui ho potuto approfondire aspetti sconosciuti.

Una ricerca con circa 90 immagini d’epoca (in gran parte inedite) che hanno descritto i personaggi e le situazioni menzionate.

Il CSA Petrarca ringrazia il Municipio 7, in particolare il suo Presidente Marco Bestetti e l’Assessore Antonio Salinari per l’ospitalità concessaci in questa prestigiosa sede istituzionale. Un rigraziamento all’assessore Tiziana Vecchio per la sua attenta presenza in quest’ultima nostra fatica.

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Francesco Giuseppe, l’ultimo imperatore

Un mondo sconosciuto a noi vicino, con le immagini originali dell’imperatrice Sissi e dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Dalla “Felix Austria” alla “Finis Austriae“, lo splendido e drammatico tramonto di un impero millenario che ha forgiato la storia dell’Europa. La ricostruzione storica di questa lunga vita è accompagnata da immagini fotografiche d’epoca, alcune delle quali inedite, reperite negli archivi storici viennesi. Partendo dall’illustrazione della complessità di questo impero, sia dal punto di vista territoriale che linguistisco, etnico e religioso.

Come in tutti grandi imperi ci sono pagine di storia esemplari e altre meno convincenti: quella dell’impero asburgico è determinante per la salvezza dell’Europa, in quanto è stato sempre l’argine estremo a tutti i tentativi di invasione provenienti da est.

Al di fuori dalla nostra retorica risorgimentale, che tanto male ha fatto alla verità storica, la figura di Francesco Giuseppe emerge per la sua importanza e coerenza. Questa conferenza intende dare un contributo al ristabilimento della realtà storica, superando quanto ci è stato insegnato nelle aule scolastiche da testi ancora sudditi dell’enfasi patriottica risorgimentale.

 

Sabato 13 Maggio 2017 alle ore 16

Sala degli Olivetani – Cascina Monastero

Via Anselmo da Baggio, 55, Milano

(MM Pagano/MM Bande Nere – bus 67)

Pedalata tra Storia e Natura

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Ciclobby Onlus

Con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Pedalata tra storia e natura,

Un “viaggio” della memoria, lento e affascinante, su due ruote, intriso di storia, cultura e fede.

Domenica 7 maggio è in programma l’uscita in bicicletta, aperta a tutti, denominata “Pedalata tra storia e natura”: un itinerario storico e naturalistico articolato in cinque tappe nell’area di Porta Vercellina.

Partenza da piazza De Angeli (ore 9.20) con tragitto:

La Maddalena (antico crocevia in p.zza De Angeli),

Jacopo al Ristoccano (località di origine templare),

Cascina Torrette (legata al Risorgimento),

Quarto Cagnino (borgo medievale),

Cava Aurora (primo nucleo del Parco delle Cave),

Villa Linterno (casa di Petrarca).

Arrivo a Villa Linterno alle ore 12.30 e rientro.

A cura CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Milano Ciclobby.

Itinerario storico naturalistico adatto a tutti!

Ritrovo Domenica 7 maggio 2017 h 9:20 Piazza De Angeli (fermata MM1 De Angeli) capolinea bus ATM 72

Bici consigliate: City bike, Mountain bike, Bici da corsa, Ibrida/cicloturismo (trasportabili in Metropolitana).

Il percorso verrà accompagnato dalle descrizioni storiche di Massimo de Rigo dei vari monumenti e siti  che riprendono temi ormai trascurati e dimenticati dalla quotidiana attività.

Quota assicurazione: 1.00€, altro: 2.00 se non soci Fiab – info: Siro Palestra 335 6558267 – Massimo de Rigo 335 4448574

http://vivimilano.corriere.it/eventi-festemercati/pedalata-tra-storia-e-natura/

http://www.ciclobby.it/cms/calendario/2017/05/07/pedalata-tra-storia-e-natura

FRANCESCO GIUSEPPE, L’ULTIMO IMPERATORE

Con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

La fine della Mitteleuropa

Cento anni fa (21 novembre 1916) moriva Francesco Giuseppe, il sovrano che dominò la scena del tramonto dell’Impero anche con le sue tragedie familiari, l’assassinio della moglie Elisabetta – indimenticabile imperatrice Sissi di una fortunata serie cinematografica – e la tragedia di Mayerling con la morte del figlio Rodolfo, erede al trono.

Il motto imperiale di Francesco Giuseppe era: “Viribus Unitis” (“Con le forze unite”, o meglio “L’unione fa la forza”) da lui scelto al momento della sua ascesa al trono, avvenuta nel 1848 a seguito degli eventi rivoluzionari di quell’anno. Esso esprimeva il programma politico del giovane Imperatore, teso a contrastare le spinte centrifughe che pervadevano l’Impero con un richiamo all’unità fra diversi, programma al quale restò fedele per i 68 anni del suo lunghissimo regno.

Con Francesco Giuseppe scompare un’epoca e un mondo. La Mitteleuropa, dimensione non solo territoriale ma politica e culturale, frana sotto i colpi del nazionalismo.

Sabato 1 Aprile 2017 alle ore 16

Casa delle Associazioni e del Volontariato di Zona 7

Piazza Cesare Stovani, 3 – Milano

 

Roberto Gariboldi

“Ai miei popoli”. Storia e destino

dei territori dell’impero

 

Massimo de Rigo

“Austria felix” l’ultimo sole

di Francesco Giuseppe

 

INGRESSO LIBERO

info: derigomassimo@gmail.com – roberto.romilde@alice.it

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Il Centro Carlo Poma è per il CSA Petrarca Onlus un luogo privilegiato ove fare cultura. Da anni teniamo incontri culturali toccando i temi più vari e sempre l’adesione è stata positiva. Anche questa volta tutte le sedie erano occupate da spettatori interessati e curiosi.

Il tema di questo incontro era: Petrarca e la Milano dei Visconti. L’invenzione dell’Umanesimo.

Il soggetto proposto era stimolante e suggestivo in quanto proponeva una chiave di lettura del sorgere dell’Umanesimo, alternativa a quella che ci viene tuttora impartita a scuola. Francesco Petrarca è senza dubbio l’inventore dell’Umanesimo, il diffusore a livello mondiale di questa nuova concezione di interpretare e vivere la cultura e proprio durante il suo soggiorno milanese ha potuto mettere in pratica per la prima volta questo suo modo particolare di vivere e agire secondo le strade maestre della cultura classica e della cultura religiosa.

Quindi è la Milano dei Visconti il terreno fertile sul quale il nostro poeta ha potuto piantare questo giovane alberello che in seguito ha dato ovunque in Europa splendidi frutti. E proprio nella sua residenza di campagna, Villa Linterno (a quei tempi chiamata “Infernum”) ha potuto trovare l’ambiente favorevole per coltivare questa sua passione per il bello, per i libri, per l’antichità classica e per gli amici che, grazie a lui, hanno in seguito tramandato e sviluppato il suo insegnamento.

Villa Linterno o Casa Petrarca, come ci piace chiamarla, è quindi il luogo privilegiato di questa invenzione che ha fatto crescere l’umanità.

Proprio da questo fatto così importante ne esce la necessità di salvaguardarla sempre di più, di inserire una programmazione di valore culturale adatto e significativo e di creare uno spazio museale che perpetui questi fatti così determinanti nella storia della cultura europea.

Roberto Gariboldi

La donna. Simbolo e Storia

Palazzo Sormani, quest’antica residenza nobiliare ora sede della biblioteca centrale cittadina, nasconde pudico, in una delle sue sale, un vero gioiello di arte nota come la “Sala del Grechetto”, nome derivato dal pittore genovese Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (1609-1664) al quale sino a pocotempo fa era attribuito il grande ciclo di dodici tele a olio che ne ricoprono completamente le pareti.

Questo importante ciclo pittorico raffigura il mito di Orfeo ed è perciò un luogo per sua natura destinato all’arte, qui infatti si tengono conferenze, presentazioni di libri, concerti e tutto quanto può introdurre al bello questo nostro animo spesso distratto da cose futili.

Il CSA Petrarca Onlus non è nuovo a questo spazio di sogno dove ha già presentato sue opere culturali, alla presenza delle raffigurazioni incantate dalla soave musica e voce di Orfeo, perciò abituate a convivere e condividere la bellezza della cultura.

Venerdì 10 febbraio 2017 alle ore 18 la sala era gremita, alcune persone sono state costrette a rimane in piedi. L’occasione per la riunione era la presentazione dell’ultima opera di monsignor Giovanni Balconi, amico da sempre del CSA Petrarca, dal titolo “La donna. Simbolo e storia” scritta in collaborazione con Pietro e Maria Rosa Praderi.

Conduceva la serata Massimo de Rigo presidente del CSA e coordinatore dell’evento, il quale ha introdotto la professoressa Laura Sofia Caramellino, che con la sua arpa ha sorpreso il pubblico per la bravura e la bellezza dei brani eseguiti.

Roberto Gariboldi vicepresidente del CSA e archivista della Certosa di Milano, con brevi parole ha spiegato al pubblico cosa è il CSA Petrarca, rivendicando, fra l’altro, il giusto onore all’associazione di aver salvato da certa distruzione gli affreschi medioevali di Villa Linterno.

Massimo de Rigo ha introdotto il libro di monsignor Balconi, ricordando le donne che animano i diversi episodi della Bibbia, donne eroiche, orgogliose, oneste, coraggiose e talvolta anche malvagie, mettendo in rilievo così le infinite sfaccettature dell’insostituibile mondo femminile che non stancherà mai di sorprendere e stupire.

Ha preso poi la parola il coautore del libro Pietro Praderi, il quale ha concentrato il suo intervento sull’attualità ricordando come sia importante il ruolo femminile nel mondo d’oggi e come sia importante che si ritorni a svolgere un ruolo attivo e concreto di famiglia, unica ancora di salvezza della civiltà moderna, perché nulla può sostituire l’uomo e la donna nel coadiuvare l’opera di Dio nell’universo.

Infine, mons. Giovanni Balconi ha ricordato come quest’opera sia dedicata alla mamma e alla sorella recentemente scomparsa. Dopo alcune considerazioni sulle motivazioni del libro, si è concentrato proprio sul ricordo di sua madre, quasi commovendosi nel raccontare alcuni episodi della sua infanzia, ricordando come la mamma gli mise in mano a otto anni i “Promessi sposi” di Manzoni affinché cominciasse a leggerlo e meditarlo. Da qui, ha raccontato mons. Balconi, è nato il suo amore per la cultura.

Dopo uno spumeggiante saluto dello storico e saggista prof. Nerio de Carlo, ha chiuso la serata l’arpista Laura Sofia Caramellino, con una sua composizione e qui le sue note incantate sembravano uscire dai quadri come se fosse la cetra di Orfeo a ringraziare gli ospiti.

Un incontro conclusosi tra l’universale soddisfazione, i libri disponibili sono andati esauriti in pochi minuti. Venerdì 10 febbraio 2017 il CSA Petrarca Onlus ha aggiunto un’altra preziosa perla alla collana delle sue attività al servizio della bellezza e della cultura.

Roberto Gariboldi

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

 

INVITO ALLA CONFERENZA

Petrarca e la Milano dei Visconti
L’invenzione dell’Umanesimo

Sabato 11 Marzo 2017 alle ore 16

Associazione “Carlo Poma”
Via Caio Mario, 18 –  Milano (Bus 58 – 76)

Saluto di Adolfo Cozzolino
Presidente Associazione Carlo Poma

Roberto Gariboldi
Vicepresidente CSA Petrarca Onlus e archivista della Certosa di Milano
“Petrarca e l’Umanesimo a Milano”

Massimo de Rigo
Presidente CSA Petrarca Onlus
“Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata”

È tesi comune che l’Umanesimo italiano sia di matrice toscana, forse è ora di avviare una riflessione circa questa ipotesi. Nessuno vuole sminuire la grande importanza del contributo toscano all’Umanesimo in Italia, ma non bisogna dimenticare che l’Italia di allora era un insieme di stati e ogni principe si sforzava di arricchire la sua corte con personaggi illustri, questo ha portato ad una sorta di frantumazione dell’Umanesimo, consentendogli di diffondersi in tutto il territorio italiano.

Francesco Petrarca che tutti gli studiosi considerano a ragione il primo umanista in assoluto, stabilendosi a Milano ha creato e formato un insieme di persone che poi hanno continuato questa tradizione di ricerca e di studio che si può definire, senza tema di essere smentiti, umanistica. Questo fa di Milano e della corte viscontea un polo umanistico fra i primi e di primaria importanza nel panorama della cultura europea dell’epoca.

In questo incontro si cercherà di illustrare questo aspetto poco esplorato dell’attività di Francesco Petrarca a Milano, qui il poeta ha vissuto la sua maturità e ha dato il meglio delle sue capacità, arricchendo il mondo culturale milanese, che partendo dal suo esempio, ha saputo creare generazioni di umanisti di valore.

Uno dei luoghi preferiti da Petrarca era certamente la sua residenza estiva di Villa Linterno e nella seconda parte della conferenza si approfondirà questo tema, raccontando come questo luogo magico è stato sicuramente uno dei motori ispiratori che hanno spinto il poeta verso la ricerca umanistica.

La natura che si poteva trovare a Linterno, che solo in parte si può trovare ancora oggi, il fascino della residenza con la sua corte accogliente e i suoi preziosi affreschi, sono stati un ambiente insostituibile per la sua ispirazione, nostro dovere quindi è quello di preservarlo e valorizzarlo, in maniera che le prossime generazione ne possano ancora godere.

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Ingresso libero

info: derigomassimo@gmail.com – roberto.romilde@alice.it

Percorsi d’arte in Certosa

Galleria Certosa 14 gennaio-29 gennaio 2017

La Galleria Certosa propone una mostra del pittore Alberto Venditti, il tema prescelto è quello delle sue opere a soggetto sacro che coprono l’arco temporale che va dal 1998 e il 2016.

L’arte sacra di Alberto Venditti è immediatamente riconoscibile e conquista subito chi la osserva: il movimento, il colore e l’incisività sono le caratteristiche che rendono le sue opere uniche. L’efficacia e la passione si associano all’esperienza accumulata in molti anni di intensa attività artistica, donandoci opere che ci riempiono della potenza creativa che solo i veri artisti sanno donare.

Il messaggio che queste opere ci trasmettono è immediato e forte, ci costringe a riflettere, assolvendo così il compito che l’arte sacra ha avuto in tutti i suoi secoli di storia: conquistare l’osservatore con i colori, il movimento, l’ambiente e la capacità tecnica e costringerlo a fermarsi a meditare sul soggetto per recepirne il messaggio teologico, morale o anche semplicemente emozionale.

L’arte, ed in particolare quella a soggetto sacro, ha il compito di farci condividere la bellezza che l’artista plasma, l’arte cura le piaghe del mondo d’oggi con la bellezza e la potenza dell’insegnamento che comunica, la creazione è un messaggio di speranza che ci fa capire che veramente la bellezza salverà il mondo, e Alberto Venditti è un buon messaggero.

Alberto Venditti attinge anche dalla tradizione millenaria dell’arte sacra, in alcune opere esposte è evidente il richiamo a grandi artisti (Michelangelo, Brueghel, Grunewald, Ribera), che vengono reinterpretati donandoci una nuova chiave di lettura, palpitante e più leggibile ai nostri occhi.

Il sentimento del sacro in Venditti nasce da questo incontro con le opere dei grandi artisti del passato, vissuto di volta in volta per approfondire un possibile dialogo tradotto con un linguaggio espressivo dentro il divenire del nostro tempo.

La mostra espone 15 opere dell’artista, dove si esprime con diverse tecniche: tele ad olio, tecniche miste, acquerelli e incisioni, a dimostrazione della capacità espressiva e dell’esperienza di chi espone.

E’ confortante se il lavoro di un artista approda e trasmette risultati interessanti, anche e specialmente alle nuove generazioni, nel cammino della nostra esistenza, travagliato finché si vuole, ma mai privo di speranza.

Erregi 2016

PRESENTAZIONE MOSTRA “RITRATTO DI DONNA 1840-1940. UN SECOLO DI IMMAGINI FEMMINILI”

CERTOSA DI MILANO – GALLERIA CERTOSA –  19 NOVEMBRE/ 4 DICEMBRE 2016

Gli dei dell’antica Grecia avevano il potere di concedere l’immortalità a persone a loro care, quando alle soglie della modernità, nel XIX secolo, il loro ricordo era ormai confinato sui libri di scuola e sui testi eruditi, hanno pensato di donarci comunque un ultimo prezioso regalo: la fotografia, cioè l’arte di rendere immortale una persona, un paesaggio, un’opera d’arte  o un evento attraverso la fissazione di un immagine su un supporto cartaceo di consistenza e grandezza variabile.

Partendo da questa ispirazione Renato Bosoni, fotografo professionista e appassionato raccoglitore di cimeli fotografici, ha pensato di farci godere una parte della sua raccolta di ritratti fotografici, portandoci per mano dai primi incerti balbettii sino alle soglie degli sviluppi più recenti di questa arte.

E’ incredibile come questa galleria di donne, ci faccia vedere e scoprire un mondo ormai scomparso da tempo, ma che continua vivere indistruttibile attraverso questi supporti di carta più o meno pesante, questo è il dono stupendo che gli antichi dei hanno regalato a noi umani smemorati, per aiutarci a non dimenticare il passato.

Come detto, questa mostra è dedicata ai ritratti fotografici femminili, a figura intera dove si possono anche ammirare gli abiti più o meno ricchi, oppure a mezzo busto dove tutto è concentrato sull’espressione del soggetto della fotografia stessa. Non mancano anche le fotografie di gruppo, veri squarci di umanità ormai dimenticata, ma resa eterna dallo scatto di un fotografo.

Guardare questi ritratti di donne è un vero esercizio di storia, senza queste foto dovremmo ricorrere alla nostra incerta fantasia per cercare di ricostruire il passato più vicino a noi al fine di poter trasmettere ai nostri eredi un immagine da fissare nella loro memoria.

Renato Bosoni si è assunto questo incarico di trasmettere le immagini del passato ai nostri nipoti, fissandole in questa mostra. Importante è anche il glossario che spiega le diverse tecniche fotografiche, indispensabile per comprendere sino in fondo il racconto che ci viene proposto dallo scorrere delle immagini esposte.

Roberto Gariboldi