Ma i tempi sono mutati

Ma i tempi sono mutati;

 i re della  terra hanno dichiarato guerra alle lettere;

 temono, io credo, di macchiare d’inchiostro l’oro e le gemme,

 ma non d’avere un animo sordido e accecato dall’ignoranza.

 (Petrarca – Familiari, VII, 15, indirizzata a Luchino Visconti)

 

Sabato pomeriggio tutti i soci del CSA Petrarca avevano gli occhi lucidi per la commozione e il cuore gonfio d’orgoglio come quando si conquista una cima lungamente desiderata e dalla quale, finalmente, si può dominare tutto il panorama circostante.

Per la prima volta l’assemblea annuale dei soci si teneva a casa Petrarca, la sede che tutti hanno sempre avuto nel cuore e che per tanti anni si è fatta attendere. Casa Petrarca ospitava, aprendo le sue stanze avite, a noi tutti accogliendoci come se fosse sempre stata la nostra casa.

Non vi parlerò della seduta, lascio questo incarico al verbale ufficiale, io desidero parlarvi solo dell’emozione e dei sentimenti scatenati da questo luogo magico. Qui potremo progettare liberamente il nostro futuro culturale, non più in esilio, qui potremo issare ben alta la bandiera  dell’impegno culturale che ci ha sempre accompagnato anche nei tempi meno favorevoli. Qui potremo aderire alla richiesta del nostro amato nume tutelare che ci  invita, come nella lettera a Luchino Visconti, a tener duro e lavorare sempre per la cultura.

Verso il tramonto il sole penetrava dolcemente dalle finestre, la riunione era terminata, i soci si erano raccolti attorno al tavolo per un momento di festa, dall’empireo dei poeti Francesco Petrarca sorrideva felice di vedere un gruppo di amici che si riuniva in suo ricordo e con un cenno del capo ci benediceva.

La certezza di essere nel giusto, l’ostinazione che ci viene dal combattere una battaglia meritevole del nostro impegno ci ha sempre mosso e sostenuto, quindi, amici, ora che siamo arrivati, schiena dritta, teniamoci per mano e intoniamo il poderoso peana dei costruttori di città (noi invece di Cultura):

 In luoghi abbandonati

 Noi costruiremo con mattoni nuovi

 Vi sono mani e macchine

 E argilla per nuovi mattoni

 E calce per nuova calcina

 Dove i mattoni sono caduti

 Costruiremo con pietra nuova

 Dove le travi sono marcite

 Costruiremo con nuovo legname

 Dove parole non sono pronunciate

 Costruiremo con nuovo linguaggio

 C’è un lavoro comune

 Una Chiesa per tutti

 E un impiego per ciascuno

 Ognuno al suo lavoro.

(T.S. Eliot, La Rocca, coro I)

Casa Petrarca apre le sue porte ai visitatori

Lo spirito di Francesco Petrarca, lo scorso 19 marzo è tornato ad aleggiare sulla sua residenza di Linterno e sul vicino parco. La visita, promossa dall’Associazione Marco Budano nell’ambito del progetto ‘’Brahms a Milano’’, è stata organizzata dal CSA Petrarca Onlus partendo dall’ingresso del Parco delle Cave di via Rossellini, verso il tramonto, camminando sui sentieri che il nostro amato Francesco percorreva nelle sue estati milanesi. I deliziosi sentieri si sono così animati di voci come un tempo, nuovi amici del Poeta ripercorrono curiosi di vedere e conoscere tutto su Petrarca e la sua vita, la sua produzione letteraria e il contesto sociale in cui viveva. La passeggiata era accompagnata da Massimo de Rigo presidente del CSA Petrarca Onlus che ha illustrato le testimonianze letterarie e documentarie che certificano l’effettiva residenza del Poeta in questo magico luogo, aiutato in questo da Roberto Gariboldi, vice presidente della medesima associazione, che spiegato il contesto letterario e sociale in cui viveva Petrarca a Milano, il tutto accompagnato dalla recita di sonetti e una lettera delle Familiares da parte dell’attrice Debora Mancini. Il lento tramontare del sole, i dolci colori che accompagnano i sereni tramonti milanesi hanno contribuito a rendere veramente magica questa escursione. Ormai a sera, dopo il definitivo tramonto del sole, il gruppo è entrato alla Linterno, villa Petrarca, e il tutto si è concluso con la visita all’abitazione affrescata abitata da Petrarca al tempo del suo soggiorno milanese. Questa è stata la prima esperienza di visita che il CSA ha condotto nel Parco delle Cave e quindi a Casa Petrarca. È stata una grande esperienza di vita e di alta cultura, dimostrando che questa struttura è in grado di diventare veramente un punto qualificato di cultura non solo cittadina ma anche a livello nazionale.

Al termine del percorso, da Villa Linterno il gruppo ’Brahms a Milano’’ ha raggiunto lo Spazio EVENT nella nuova sede, il CN L’HUB in via Luigi Mengoni, per il il concerto NUOVE VI[T]E.

Petrarca riappare nella scatola magica di Cascina Linterno

Articolo di Franco Morganti

Francesco Petrarca ci guiderà nella sua stessa casa. Quella milanese. Avrà un volto virtuale: la sua figura verrà ricreata dalla tecnologia più moderna (anche attraverso una videoinstallazione), capace di fornirci un accompagnatore d’eccezione per un viaggio nel lontano XIV secolo. Sugli schermi apparirà il Poeta che, impersonato da un attore in costume, racconterà i suoi otto anni in città. Anche i libri otterranno una ribalta: sarà allestita una biblioteca speciale in cui le pagine finiranno al centro di un percorso interattivo e coinvolgente per i visitatori, durante il quale i racconti prenderanno vita. Un progetto che unisce storia e applicazioni hi-tech: è suggestivo e capace di farci dire che, davvero, questa volta, la memoria di Petrarca rivive nella sua dimora: Cascina Linterno a Quarto Cagnino. Quando la località si chiamava Infernum , Petrarca vi soggiornò: tra il 1353 e il 1361 la frequentò soprattutto durante l’estate.

La sala multimediale con le proiezioni dedicate al Poeta, le sezioni interattive create in biblioteca, così come un laboratorio didattico in cui consultare tavole storiche e allestire lezioni fanno parte del piano appena presentato negli uffici del Touring club, da sempre patrocinatore e promotore della tutela della Cascina che ha ospitato il grande poeta, che qui passeggiava alla ricerca della «diletta solitudine». Il progetto è frutto del lavoro di affinamento dell’idea con cui Csa Petrarca, onlus in prima linea nella valorizzazione della struttura, l’anno scorso ha vinto un bando-concessione del Comune. Palazzo Marino chiedeva di lanciare un percorso culturale dedicato alla memoria petrarchesca. Ora l’idea è stata affinata dallo Studio di architettura Ermentini con la collaborazione di Studi museali di Maria Cristina Vannini, che si occuperà dell’allestimento.

Mentre la onlus sta seguendo – con Municipio 7 e Soprintendenza – le pratiche per l’abitabilità, il progetto dello Studio Ermentini, a dispetto del poco spazio disponibile, fa proprio dire che Petrarca torna a Milano. La prima parte del percorso prevede uno spazio dedicato al paesaggio tanto amato dal Poeta. Poi, il clou del piccolo museo con la sala multimediale con videoinstallazione divulgativa in cui Petrarca virtuale racconta i temi della mostra: la residenza, il territorio, i personaggi del luogo. A seguire, si passerà nella biblioteca con video interattivi e nel laboratorio. La generosità tradizionale dei milanesi consentirà a chiunque sia sensibile di scegliere fra varie formule di partenariato che leghino al proprio nome un’offerta culturale eccezionale.

Fonte: https://milano.corriere.it/19_marzo_11/petrarca-riappare-scatola-magica-cascina-linterno-6a7cf434-43c6-11e9-bcde-19097826363a.shtml

Novità! Folder ‘La Solitudine di Petrarca ritrovata’

Se si considera che un piccolo libro, con l’apporto di nuovi contributi, contribuisce alla crescita del patrimonio di conoscenze, così come le ricerche storiche di maggior evidenza e rilievo, il saggio breve argomentativo ‘Linterno/Infernum. La Solitudine di Petrarca ritrovata’ è uno strumento originale e dinamico, molto flessibile poiché studiato per essere articolato in più argomenti estrapolabili, nella moderna dinamica interattiva della multimedialità.

Si tratta di un compendio di anni di ricerche, alla luce delle recenti scoperte archeologiche nel nucleo storico di Linterno, dimora agreste milanese di Francesco Petrarca, dichiarata Monumento nazionale con DM 9.3.99. Sulla dimora petrarchesca dell’antica Infernum (come venne chiamata Linterno fino al XVI sec.) esiste un’eccezionale quantità di fonti, che il CSA Petrarca ha raccolto e pubblicato negli anni con il plauso del mondo della Cultura. Sono fonti biografiche che vengono riassunte in questo pieghevole, a partire dal primo incunabolo nel centenario della morte del Poeta, realizzato da Pier Candido Decembrio, segretario ducale con libero accesso agli archivi.

Rispetto alle altre 4 dimore principali petrarchesche (Arezzo, Fontaine de Vaucluse, Selvapiana e Arquà) il nucleo più antico di Linterno è la testimonianza più genuina di Petrarca giunta ai giorni nostri. La scoperta delle imprese araldiche di Casa Petrarca ha il suo più significativo emblema nella ‘Radia magna (Razza)‘, il sole raggiante visibile sulla vetrata absidale del Duomo e simbolo dei Visconti. La ‘Razza‘, pur senza il dovuto restauro, emerge nel suo fulgore a Casa Petrarca assieme ad altre decorazioni a “mezzo fresco”. Qui si respira l’Umanesimo di Petrarca e scopo del saggio breve argomentativo è divulgare il nodo culturale del Monumento nazionale: Linterno è un vero, autentico luogo della memoria e Francesco Petrarca è un riferimento universale all’origine dell’Umanesimo e del Rinascimento.

In questa prospettiva, CSA Petrarca Onlus (recente concessionario dell’antica dimora petrarchesca) ha presentato al Comune di Milano un’idea progettuale con importanti sbocchi turistici: il Museo interattivo, spazio culturale con le nuove tecnologie in un luogo d’ingresso tra città e campagna, in sistema con le altre località legate a Petrarca. Uno spazio multimediale che accompagnerà il visitatore in un affascinante viaggio nel Medioevo in compagnia del Cantore di Laura.

Questo pieghevole strutturato è stato pensato, quindi, come un ponte tra il mondo archivistico tradizionale e le nuove tecnologie multimediali, più complesso di altri prodotti editoriali nell’ideale di connettersi con il paradigma multimediale, il diffondersi della comunicazione telematica, attraverso un canovaccio realistico che indichi gli elementi base del futuro “Museo interattivo” in fase di progettazione a Casa Petrarca di Linterno.

La sua funzione primaria è comunicare un percorso culturale senza appesantimenti, coinvolgendo il target a cui è rivolto, sia che richieda raffinata qualità e rigore scientifico, sia che più semplicemente sia alla ricerca di nozioni basilari per ulteriori approfondimenti.

L’insieme dell’opera si suddivide in argomenti diversificati.

– Predominante è la componente storica scientifica, con riferimenti bibliografici per consentire ulteriori approfondimenti.

– Nell’ambito di questa ricerca, si allegano attestazioni e fonti iconografiche.

– Vengono descritti il contesto storico con lo splendore della Signoria dei Visconti e il contesto ambientale del Parco delle Cave (Parco Petrarca) che si identifica nel contado medievale di Milano.

Si sottolinea che la ricerca storica, la redazione e l’impaginazione sono state eseguite a titolo di volontariato dal CSA Petrarca Onlus con il Patrocinio del Municipio 7 e la sovvenzione del Comune di Milano.

Progetto grafico e fonti iconografiche: Massimo de Rigo

Testi e indagini storiche: Massimo de Rigo, Roberto Gariboldi e Renato Bosoni

Fotografie: Renato Bosoni

Revisione testi: Eraldo Alenghi

© 2018 CSA Petrarca Onlus

Presentato in Municipio 7 il progetto Museo interattivo di Casa Petrarca

Martedì 6 marzo, Marco Ermentini, autore dello studio, ha presentato e descritto il progetto ‘Museo interattivo di Casa Petrarca’ alla Giunta del Municipio 7 (Marco Bestetti Presidente; Antonio Salinari, Tina Ghilardi e Tiziana Vecchio, Assessori) e al Direttore Gabriella Della Valle.

L’illustre professionista, nell’argomentare lo studio, ha evidenziato la radicazione del Poeta nel luogo del suo soggiorno, a contatto con una particolare natura agreste, divenendone così, l’inventore del “Paesaggio”. È stato quindi mostrato il plastico degli spazi del futuro museo, integrati da disegni e copie dello stesso che illustrano le destinazioni e le relative soluzioni suggerite per ogni ambiente interessato. Per esempio, all’ingresso (scala) si immagina rappresenti l’ambiente agreste con alberi ed acque, l’ingresso al primo piano fungerà da spazio accoglienza-segreteria, la sala principale diventerà il cuore della multimedialità del “personaggio” Petrarca; la sala affreschi sarà integrata con pannelli; la stanza del Poeta ospiterà la sua biblioteca e la di Lui storia; la sala posta al fondo della residenza ospiterà un laboratorio multimediale con due tavoli smontabili e movibili per attività scolastiche, mentre la sala più piccola sarà dedicata alle mappe del Trecento visconteo.

Presenti all’incontro GianMario Maggi per il Touring Club Italiano, una delegazione del CSA Petrarca Onlus, Maria Cristina Vannini di Soluzioni Museali e Luigi Santambrogio.

Passeggiata Petrarchesca e Concerto Nuove Vi(t)e

Brahms a Milano vi aspetta a CN l’HUB in via Luigi Mengoni, 3

martedì 19 marzo alle ore 20.30, in collaborazione con Libera.

Via Luigi Mengoni, 3 è raggiungibile con linea metropolitana M1 Bisceglie, con gli autobus 58 e 78.

 

Il concerto sarà preceduto alle ore 18.00 da una passeggiata petrarchesca a cura del CSA Petrarca:

Massimo de Rigo illustrerà la storia di Villa Linterno (Infernum), citando le principali attestazioni storiche che testimoniano la presenza del Poeta.

Roberto Gariboldi parlerà di Petrarca come inventore dell’Umanesimo e di Milano come culla di questo movimento culturale.

L’attrice Debora Mancini reciterà Rime e brani petrarcheschi.

Arrivo a Casa Petrarca.

Al termine del percorso sarà possibile raggiungere CN l’HUB in via Luigi Mengoni, 3 con un breve trasferimento in autobus (linea 78) o a piedi (15 minuti).

Per garantire la migliore fruibilità a tutti, l’affluenza è limitata a  70 posti, con prenotazione.

Sarà richiesto un piccolo contributo di 3 € a persona per la radioguida.

Punto ritrovo: via Rossellini angolo Paone (bus 49 oppure a piedi da M5 San Siro Stadio).

Per iscrivervi scrivete a:  info@associazionemarcobudano.it  specificando nell’oggetto “VISITA GUIDATA 19 MARZO

 

BRAHMS a MILANO È UN PROGETTO DI ESECUZIONE INTEGRALE DELLA MUSICA DA CAMERA DI JOHANNES BRAHMS.

 

https://brahmsamilano.it/

 

Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata

Damnatio memoriae è una locuzione in lingua latina che significa letteralmente “condanna della memoria”, decretata in Roma antica per cancellare ogni ricordo di figure scomode. Al contrario, il monumento (dal lat. “monumentum” ricordo) è un’opera a celebrazione di persone illustri.

Villa Linterno vive una psicosi schizofrenica: è monumento nazionale vincolato (DM 9.3.99) quale dimora agreste di Francesco Petrarca, eppure subisce la delirante Damnatio memoriae del suo personaggio più illustre. Una sola associazione, CSA Petrarca Onlus, si è fatta carico di tutelarne il Vincolo nel suo nucleo storico (che noi chiamiamo Casa Petrarca). La battaglia di civiltà si è rivelata un’odissea dai risvolti inquietanti per lo sbarramento di un fronte trasversale organizzato che ha intralciato la nostra azione, senza la quale non ci sarebbero più tracce della memoria milanese di Petrarca. Pochi sanno che nella nostra città il Poeta e precursore dell’Umanesimo visse un lungo periodo che copre la maturità della sua vita. Nella quiete agreste del contado, la “Solitudine di Linterno”, riposava dagli impegni di ambasciatore dei Visconti e dalla frenesia che già allora perseguitava la vita di Milano. Delle sue dimore milanesi, Linterno, chiamata fino al ‘600 Infernum toponimo longobardo dal tedesco “fern”, lontano (fondo lontano) è l’unica miracolosamente in piedi grazie all’amore di tanta brava gente che si è passata il testimone della sua difesa per generazioni. Grazie all’abnegazione dedicata a Linterno per tutta la vita da Franco Zamboni, l’agricoltore recentemente scomparso, sopravvive anche il suo antico territorio rurale: stradine, fontanili e marcite rimasti intatti, le stesse atmosfere e i profumi come ai giorni di Petrarca. Nel 1994, quando conobbi casualmente questo luogo in degrado, c’erano tutti i permessi per un devastante “progetto di recupero”, pianificato per demolire l’antico gioiello e sostituirlo con un complesso residenziale, senza che nessuno muovesse un dito. Poi, la battaglia ad oltranza con un gruppo di volontari tesi a difenderla dalla demolizione; una giunta comunale onesta e Linterno fu salvata in extremis dalle ruspe. Almeno, restò in piedi. Quindi, un’azione concertata del nostro gruppo culturale alla riscoperta di documenti, lettere, incunaboli che la identificarono nei secoli come la dimora prediletta di Petrarca. La compianta Annamaria Ambrosioni ci guidò al ritrovamento della pergamena “Carta Investiture”, prima fonte sul binomio “Infernum/Linterno” presso l’Archivio della Canonica di Sant’Ambrogio. Alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, riscoprimmo la lettera autografa di Petrarca “Papiae vicesimus juni ad vesperam raptim” all’amico Modius de Modiis, in cui descrive “Infernum” quale luogo di pace per la sua anima contemplativa. Convegni, giornate di studio, pubblicazioni, il coinvolgimento della scuola “Benedetto Marcello” e dell’Assessore alla Cultura Philippe Daverio, culminarono nel Decreto ministeriale che la vincola come monumento nazionale. Un Vincolo benedetto che tuttora la protegge, essendo censita B2 (edificabile). Nel giugno 2010 pareva fatta: tante battaglie, manifestazioni, petizioni portarono alla meta dell’acquisizione pubblica. L’ultimo proprietario, il mecenate Claudio De Albertis, vincolò un milione di euro al suo restauro. Da questo momento Casa Petrarca entrò nel delirio della Damnatio memoriae. La delibera comunale di recupero, se offriva ampi spazi agli Amici della Linterno, nascondeva tra le pieghe una mela avvelenata: l’oscuramento di ogni riferimento al Poeta e il raschiamento irreversibile delle pareti medievali con le decorazioni sottostanti descritte da più fonti storiche. Contro questo crimine, il gruppo culturale all’origine del Vincolo tranciò il cordone ombelicale e proseguì la sua azione nel CSA Petrarca. Da quel momento iniziò a soffrire le pene del suo toponimo originale: l’Inferno. Sulla dimora petrarchesca esiste un’eccezionale quantità di fonti, che abbiamo raccolto e pubblicato negli anni con il plauso del mondo della Cultura. Sono fonti biografiche, a partire dal primo incunabolo nel centenario della morte del Poeta, realizzato da Pier Candido Decembrio, segretario ducale con libero accesso agli archivi, figlio Uberto Decembrio, già segretario ducale e conoscente del Poeta. Rispetto alle altre 4 dimore petrarchesche (Arezzo, Fontaine de Vaucluse, Selvapiana e Arquà) il nucleo più antico di Linterno è la testimonianza più genuina di Petrarca giunta ai giorni nostri. Nei nostri sogni doveva essere la Perla di Milano nell’ambito di Expo 2015, avendo tutte le condizioni per diventare un centro culturale internazionale: proprietà pubblica, fondi per il restauro e un bel progetto aperto al futuro nell’evento di richiamo mondiale, attraverso uno sponsor e i volontari del Touring Club, a costo zero per le casse comunali. Tutto rimase lettera morta. La Damnatio memoriae si accentuò in occasione del progetto di recupero, da parte di uno staff del Politecnico costato circa mezzo milione di euro (un terzo del budget complessivo). Tutto l’immobile fu analizzato per due anni con costose apparecchiature ma nella relazione progettuale furono ignorate le nostre segnalazioni, oscurata l’essenza del Vincolo, le preziose decorazioni latenti del nucleo antico, omologato con la parte più recente. Addirittura i progettisti si inventarono, per il recupero di un camino abusivo, una canna fumaria che taglia arbitrariamente una parete affrescata. Grazie ai nostri esposti giudiziari e ministeriali, il progetto fu modificato in corso d’opera, un’équipe di restauratori riportò alla luce gli affreschi, definendo l’ambiente “Dimora agreste di pregio” con una storia esclusiva. La tracotanza al potere se ne guardò bene dal fare autocritica e oscurò ai milanesi la scoperta delle imprese araldiche di Casa Petrarca, di cui esemplare è la “Razza”, il sole raggiante visibile sulla vetrata absidale del Duomo ed emblema dei Visconti. La “Razza”, pur senza il dovuto restauro, emerge nel suo splendore a Casa Petrarca assieme ad altre decorazioni a “mezzo fresco”. Qui si respira l’Umanesimo di Petrarca. Irrecuperabile, purtroppo, la “colombina” altro simbolo affrescato troppo vicino al camino abusivo, ideato da Petrarca per il giovane Gian Galeazzo Visconti quale emblema augurale per le nozze con Isabella di Valois.

Linterno è un vero, autentico luogo della memoria e Francesco Petrarca è un riferimento universale. In qualsiasi altro Paese, basterebbe il sospetto della presenza del Poeta per coinvolgere tutte le istituzioni. Da noi perdura, nonostante il Vincolo e la certezza storica, questa infernale Damnatio memoriae che ci auguriamo venga approfondita da una procura. La chiave di lettura potrebbe essere l’immenso valore immobiliare di Linterno e delle sue aree private, tra il Parco delle Cave e la ghiotta area del Centro Sportivo Kennedy che rendono Petrarca e il Vincolo ostacoli alla strategia edificatoria. Concludo con l’ultimo saluto di Luigi Zanzi (1938-2015) docente della metodologia delle scienze storiche nelle università di Genova e Pavia. “Mi sta a cuore rinnovare a tutti Voi del CSA Petrarca la mia più cordiale gratitudine. Mi sento veramente coinvolto in amicizia nella Vostra Associazione che tiene viva strenuamente la memoria di Francesco Petrarca in Milano. Speriamo, e Ve lo auguro con tutte le mie forze, che si riesca a rimediare alla vergognosa ignoranza con cui la città di Milano sta inerte nei confronti di questa, che potrebbe essere una delle grandi ‘rinascite’ di una Milano attenta al suo grande passato culturale. Grazie ancora di cuore”.

A Porta Vercellina, sulle orme dei Pellegrinaggi medievali.

È una piacevole consuetudine di CSA Petrarca Onlus organizzare periodicamente la “Pedalata tra storia e natura, un suggestivo ed inedito viaggio della memoria tra chiese, borghi, cascine e fontanili dell’antica Porta Vercellina che, assieme alle altre cinque Porte, era il fulcro dell’ordinamento civile e militare della città nello splendore comunale di Milano del XII secolo. Questo decentramento, che garantiva un’attenzione capillare alle diverse popolazioni, fu la ‘chiave di volta’ della grandezza di Milano, in cui non esisteva un unico centro ma sei centri autonomi. Ognuna delle sei Porte partiva dal Broletto e comprendeva la regione oltre le mura fuori città, lungo le vie verso il contado. La Porta rappresentava il cuore pulsante del Comune e si distingueva con vessilli ed insegne proprie. Porta Vercellina aveva gli stessi colori che hanno ispirato lo stemma del Municipio 7: ‘superius rubram, inferius albam’ ovvero il rosso e l’argento (in araldica bianco) che simboleggiano rispettivamente la nobiltà e il popolo.

A ricordo di Porta Vercellina, che ha mutato nome in Porta Magenta nel 1859, è rimasto un tratto della strada Vercellina fino a piazza Piemonte, divenuto corso Vercelli dal 1878.

 

Il nostro itinerario parte dalla colonna che sostiene la statua dedicata a Maria di Magdala (Maddalena) in piazza De Angeli, l’ultima memoria fisica di un luogo che porta nella sua storia il toponimo La Maddalena. Le narrazioni evangeliche delineano la figura di Maria Maddalena che, assieme a Maria madre di Gesù e Maria di Cleofa, rimase presente alla morte e alla deposizione di Cristo nella tomba ad opera di Giuseppe di Arimatea. Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere la salma, divenendo così prima testimone della Resurrezione e guadagnandosi l’appellativo di “Apostola degli Apostoli”. Il rione “La Maddalena” era un prospero borgo agricolo, nonostante le ricorrenti inondazioni della Vepra, l’antico nome con cui era conosciuto l’Olona. Nel periodo dei Pellegrinaggi medievali (XII-XIII sec.) viene attestato, nei pressi della colonna, l’hospitale della Maddalena, un ospizio al crocevia di percorsi di transito di pellegrini. La colonna recante la statua della Maddalena, fu eretta da San Carlo Borromeo al tempo della terribile pestilenza che colpì il territorio milanese nel biennio 1576-1577. Poiché nel periodo di quarantena era vietato uscire dalle case, in varie piazze vennero organizzati altari, colonne votive, per la celebrazione delle messe. L’antico hospitale venne soppresso e ricordato in un altare della chiesa di San Pietro in Sala. Nel 1896 alla “Maddalena”, venne edificata la fabbrica tessile De Angeli Frua, uno dei principali centri dell’industria tessile italiana. Dal 1880 il mitico “Gamba de legn”, la tranvia interurbana a vapore, attraversava questo rione fino all’ultima corsa effettuata il 31 agosto 1957. Negli anni Cinquanta la fabbrica si spostò e lasciò vuota l’area, lasciando il posto ad un nuovo e moderno quartiere. “La Maddalena” divenne piazza De Angeli.

 

Procediamo sulla “strada Vercellese”, l’odierna Via Novara, fino a trovare, occultato dalle case incombenti di via Molinazzo, un monumento citato più volte dalle pergamene della Canonica di Sant’Ambrogio. Qui, nei pressi di viale Aretusa, è ancora visibile una chiesetta oggi privata, di aspetto nobile e possente nonostante le dimensioni ridotte. È quanto resta dell’hospitale Sancti Jacobi Zebedei Rathocanum (San Giacomo al Ristoccano). Un testamento del 1152 l’accomuna ai monaci cavalieri di S. Maria del Tempio e l’hospitale di S. Croce. Il Ristoccano era un corso d’acqua che raccoglieva diversi fontanili: le pergamene del tempo lo descrivono attorniato da cascine con mulini, da cui il toponimo sopravvissuto “Molinazzo”. San Giacomo al Ristoccano è legata all’antica Infernum (l’odierna Linterno), molto tempo prima del suo più celebre ospite: Francesco Petrarca, come risulta da un documento testimoniale del 1207. Atti di visite pastorali documentano che la stessa chiesa, nel secolo XVII era dedicata ai Santi Giacomo e Donato; infine ai Santi Filippo e Donato.

 

Nuova suggestiva sosta alla Cascina Torrette di Trenno (Cassina i Torrett) in via Cenni tra la Caserma Santa Barbara e il deposito ATM di via Novara, anticamente attigua alla strada consolare romana “ad Novarium” e il cui nome deriva dalla presenza di una torretta di guardia romana sorta attorno al cippo che delimitava il terzo miglio (il secondo miglio corrispondeva al borgo di San Pietro in Sala).

Nel ‘700 la cascina era di proprietà dei Padri Barnabiti. Nel 2011 si è interrotta la secolare attività agricola, e con essa il prezioso “Museo della fatica” che raccoglieva immagini e strumenti di lavoro, oltre ad un cimelio della II Guerra di indipendenza lasciato nel 1859 dal passaggio delle truppe sabaude e francesi dopo la battaglia di Magenta. La nuova gestione della Cascina è stata affidata a MARE Culturale Urbano, un centro internazionale di innovazione, con l’intento di coniugare la cultura locale con la ricerca contemporanea in un ambito creativo. Il restauro, molto curato, è stato realizzato nel rispetto delle linee originali. All’interno della cascina, si nota un affresco del ‘500 ben restaurato, raffigurante la Madonna col Bambino.

 

Grandi spunti di carattere storico e culturale emergono nella successiva sosta al Borgo antico di Quarto Cagnino, uno dei nuclei urbani più caratteristici del Municipio 7 e dell’intera città. Il borgo ha origini che si perdono nella notte dei tempi: deve infatti il suo nome a “quartum castrum” che indicava il quarto miglio della strada consolare romana diretta nelle Gallie. All’epoca dei Pellegrinaggi medievali, il suo “castrum” in muratura costituiva un sicuro punto di riferimento per i viandanti che, volendo evitare la grande città e relativo pedaggio, si ricongiungevano con il percorso tradizionale della Via Francigena, importante itinerario di pellegrinaggio che attraversava l’Europa da Canterbury verso Roma e la Terrasanta. Nonostante un’edilizia poco rispettosa delle sue antiche vestigia, nel borgo sopravvivono deliziosi cortili con la presenza di antiche colonne. Nel cuore del borgo la caratteristica colonna sormontata da una croce ci ricorda che anche in quel luogo esisteva un lazzaretto, forse precedente a quello della grande peste, probabilmente risalente all’Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme, per la cura dei lebbrosi e dell’accoglienza dei cavalieri di altri ordini che avevano contratto questa grave malattia.

 

Da questo punto in poi, grande protagonista diventa il Parco delle Cave (Parco Petrarca). Dopo un approfondito focus sui fontanili e le marcite che costituiscono un museo vivente del contado medievale, questo nostro percorso della Memoria si conclude presso Linterno/Infernum, monumento storico legato a Francesco Petrarca di eccezionale interesse culturale e turistico, per cui la nostra associazione ha speso enormi energie nella battaglia a difesa del nucleo più antico e degradato: la dimora del Poeta. A nostro avviso il suo recupero conservativo ad opera di un team del Politecnico, nonostante la cospicua dote per lo scomputo urbanistico, di conservativo ha ben poco, e salta subito all’occhio il paragone con il felice restauro di Torrette di Trenno. La storia di Infernum inizia molto prima di Petrarca, all’epoca dei Pellegrinaggi medievali, quando era insediamento rurale di una comunità monastica, verosimilmente gli stessi fratres templari dell’hospitale di San Giacomo al Ristoccano da cui dipendeva. La novità che è nostro orgoglio comunicare alla cittadinanza è costituita dalle fonti di archeologia medievale scoperte nel nucleo storico a seguito dei nostri esposti giudiziari e ministeriali; le imprese araldiche viscontee affrescate, di cui non c’erano tracce nel progetto iniziale di recupero, sono state riportate alla luce, anche se purtroppo senza il dovuto restauro. Irrecuperabile, invece, la ‘Colombina’, importante testimonianza storica senza protezione e troppo vicina al camino abusivo al piano terreno. À bon droit’ (A buon diritto) è il motto che si accosta a quest’impresa, ideata dal Poeta per Gian Galeazzo Visconti e la colomba della pace è il simbolo ideale per il rientro di Francesco Petrarca nella sua dimora prediletta. In questa prospettiva, CSA Petrarca Onlus ha presentato al Comune di Milano un’idea progettuale con importanti sbocchi turistici: il Museo interattivo, spazio culturale e di incontro in un luogo d’ingresso tra città e campagna. Sarà uno spazio multimediale che accompagnerà il visitatore in un affascinante viaggio nel Medioevo in compagnia del Cantore di Laura.

 

Massimo de Rigo e Simone Sellerio – CSA Petrarca Onlus – www.csapetrarca.it

TEMPLARI. Cavalieri della Fede

Anno Domini 1118. Guglielmo di Tiro, arcivescovo di quella città dal 1174, nel suo resoconto delle prime crociate, scrive: “… nel 1118 alcuni pii nobili timorosi di Dio, del rango di cavalieri, e devoti al Signore, al cospetto del patriarca si votarono al servizio di Dio come regolari canonici. I primi e i più illustri tra questi furono Hugues de Payns e Geoffroy de Saint-Omer (Hugo de Paganis et Gaufredus de Sancto Aldemaro) …”. Quindi, per Guglielmo di Tiro, nel 1118 nove cavalieri presero l’impegno di porsi al servizio di Dio, in una sorta di confraternita laica, di fronte al patriarca di Gerusalemme. Giurano di osservare i voti monastici di castità, povertà e obbedienza e difendere con le armi i cristiani in viaggio verso la Terrasanta. La preghiera e la spada contraddistinguono i Poveri Cavalieri di Cristo. Baldovino II, il Re di Gerusalemme, impressionato dall’ardimento e dalla vocazione del gruppo, concede loro alloggio in una ala del Palazzo Reale, posto sull’immensa spianata ove un tempo sorgeva l’imponente Tempio di Re Salomone. Divenuti custodi di quello che, dopo il Santo Sepolcro, era il luogo sacro più importante di Gerusalemme, i cavalieri assunsero presto la denominazione di “Milites Templi, Templarii”.

A 900 anni dal leggendario giuramento dei primi nove Templari, il CSA Petrarca propone la sesta Giornata di Studi sull’Ordine Templare, nella magica cornice di Morimondo, che si ricollega al mistero dei Poveri Cavalieri di Cristo.

Lucia Zémiti descriverà l’architettura simbolica templare con proprie caratteristiche riconoscibili.

Roberto Gariboldi metterà a fuoco una figura del declino templare: Ruggero da Flor, un monaco guerriero che vedrà la caduta dell’ultima città cristiana in Terrasanta, corsaro e infine conte a Costantinopoli.

Massimo de Rigo affronterà il tema della fondazione dell’Ordine dei Templari indagando sulle origini del suo fondatore: Hugues de Payns, cavaliere franco originario di Payns, oppure Hugo de Paganis, originario di Nocera dei Pagani in provincia di Salerno?

Introduzione 1118 – 2018 ‘Le Origini’

Lucia Zèmiti 
Architettura simbolica templare

Roberto Gariboldi 
Dalle glorie dell’origine alla tragedia finale: Ruggero da Flor, templare e pirata

Massimo de Rigo
 Hugo de Paganis cavaliere di Campania fu il fondatore dei Cavalieri Templari?

https://www.partecipami.it/calendar/event/1/7291

Info: Massimo de Rigo 339 4448574  derigomassimo@gmail.com – Lucia Zémiti 328 9272193 pirula8@yahoo.com