Cascina Linterno un bisogno di memoria e verità

Layout 1Forse qualcuno si è illuso che con la delibera comunale riguardante la conduzione della Cascina Linterno, lasciataci in eredità dall’ex vicesindaco Ada Lucia de Cesaris e firmata a mandato scaduto il 23 luglio 2015, tutto fosse concluso; dobbiamo dire nostro malgrado, che non è così. Nonostante la gioia manifestata da alcuni, come ben risulta nell’oleografico e rassicurante articolo apparso su “Il Rile” di ottobre 2015, per noi la questione Linterno non è finita e continua a mostrare alcune zone di opacità che vorremmo fossero approfondite.

Compito del giornalista non è quello di dire cose piacevoli o cose che tutti conoscono, il suo compito è quello di sollevare domande, di individuare incongruenze, cercare di illuminare zone tenute in ombra e spezzare i silenzi assordanti del conformismo. In sintesi quello di dire cose spiacevoli a costo di esporsi alla pubblica antipatia.

Questa delibera comunale assegna all’Apicoltura Veca, per quindici anni e a titolo gratuito, la gestione di Cascina Linterno; da parte sua l’Apicoltura Veca si impegna a tenere “decorosamente” la struttura che diventa improvvisamente una fattoria didattica, così come è detto nella delibera stessa. Chiariamo di non conoscere l’Apicoltura Veca e che queste righe non intendono occuparsi di questa azienda: queste righe sono rivolte esclusivamente all’amministrazione comunale. Se al posto di questi allevatori di api ci fosse stata per assurdo la Montedison avremmo scritto le medesime righe.

Perciò chiediamo ai nostri amministratori: con quale criterio si è scelta questa società commerciale e non altre associazioni, magari di volontariato? Come mai si è pensato di trasformare un monumento vincolato in una fattoria didattica? Che rapporto ha la nobile arte dell’apicoltura con la tradizione agricola che da secoli si sviluppa nell’area di Cascina Linterno? Sarà in grado l’Apicoltura Veca di sostituire il lavoro dell’esperto contadino che da sempre tiene in ordine i fontanili e le marcite dell’area agricola? Come mai si concede a una società commerciale, per quindici anni gratuitamente, l’uso della Cascina solo con il contraccambio della manutenzione, direttamente senza alcun bando e senza coinvolgere altre associazioni che già operano sul territorio?

Nella delibera in questione si scrive che i nuovi gestori della Linterno svolgono dal 1999(?) attività di apicoltura presso la neo promossa “Cascina Corte del Proverbio” (che non figura nemmeno nel massiccio libro Ad ovest di Milano, Le cascine di Porta Vercellina opera di Angelo e Gianni Bianchi edito nel 2004). Solo per doverosa informazione va ricordato che la famiglia Proverbio è imparentata con i fratelli Bianchi i quali posseggono alcuni appezzamenti di terreno adiacenti alla Linterno.

Sarebbe bello che i nostri amministratori spiegassero meglio come intendono valorizzare la figura di Francesco Petrarca (citato per ben tre volte nella delibera in questione): quest’aspetto non è ben definito, l’ex vicesindaco scrive che si farà un museo interattivo gestito direttamente dal Comune di Milano: bene, ma questo non era stato proposto da almeno due anni dal CSA Petrarca che aveva persino trovato uno sponsor disposto a versare ben 500.000 euro (siamo ancora stupefatti di come questo scandalo sia stato silenziato dalla stampa cittadina e dall’ignavia dell’opposizione a Palazzo Marino che non ha aperto bocca sulla questione)? Così si arriva a uno squallido plagio, a un furto intellettuale, dimenticandosi che è stata l’ostinata insistenza, sempre del CSA Petrarca, a costringere questo inserimento petrarchesco, visto che sino a pochi mesi fa se ne negava persino la permanenza a Linterno e parlare di Petrarca era oggetto di compatimento… Ora l’amministrazione comunale chiede un finanziamento alla Regione Lombardia (cioè con il nostro denaro) per un progetto che ci sembra più povero e generico rispetto a quello più organico da noi pubblicamente presentato in un Convegno al Touring Club, che poteva già da tempo essere in funzione senza chiedere soldi ai milanesi!

Su un socialnetwork si è anche letto che il CSA Petrarca ha denunciato l’amministrazione comunale: questo è falso. Il CSA Petrarca ha prodotto due esposti chiedendo di approfondire alcune problematiche e anche in questo caso la nostra attività ha portato ad alcune modifiche al progetto originario che permettono di meglio salvaguardare il nucleo storico della struttura, che è la cosa che a noi sta più a cuore. Nell’articolo apparso su “Il Rile” sopra citato, i fratelli Bianchi si fanno vanto di descrivere i lavori dello studio Usellini esperti di restauro… evidentemente è da molto tempo che questi signori non compiono un pellegrinaggio in Beozia alla grotta delle dee Lete e Mmemosine, dee greche della memoria, le quali per vendetta hanno annebbiato la memoria dei suddetti signori: lo studio Usellini è arrivato a Linterno esclusivamente in conseguenza ad un esposto protocollato alla Soprintendenza su iniziativa del CSA Petrarca e con molti mal di pancia dei suddetti e della vice sindaco Ada Lucia De Cesaris. Si dice anche che noi abbiamo perseguitato l’amministrazione comunale e altre associazioni che le ruotano attorno: qui ci rifiutiamo di rispondere per non offendere l’intelligenza di chi legge. Come può una piccola associazione di volontari, con una sede provvisoria, che si auto finanzia esclusivamente con i contributi dei soci, perseguitare un colosso come la città di Milano? Rispondete voi perché a noi scappa da ridere.

Il CSA Petrarca non è sorto dal nulla, ma è un’associazione nata da un gruppo di volontari – che operano nel territorio da 25 anni! – cofondatori e fuoriusciti dagli Amici di Cascina Linterno per salvaguardare la memoria di Francesco Petrarca e della sua dimora milanese, in quanto riteniamo che l’azione degli Amici di Cascina Linterno abbia tenuto, dal momento dell’acquisizione pubblica (9 giugno 2010) una posizione opportunistica ed ondivaga al riguardo. Se si guardano i nominativi che hanno firmato le iniziative culturali degli “Amici” in tanti anni – al lavoro dei quali si deve in buona parte il riconoscimento dell’Ambrogino d’oro – si può vedere come la gran parte di questi è confluita nel CSA Petrarca ed è per questa ragione, ma anche per la squallida azione di “damnatio memoria” nei nostri confronti, che rivendichiamo come frutto delle nostre ricerche quello che gli Amici di Cascina Linterno continuano a vendere abusivamente facendosene vanto – salvo poi denigrare gli autori stessi in altre sedi – a questo proposito li diffidiamo dal vendere volumi o far propaganda su siti internet, nei quali compaiono nostre pubblicazioni in quanto non ne hanno il copyright e nemmeno il permesso degli autori per trarre vantaggi economici e di immagine dal nostro lavoro intellettuale.

Sempre nell’articolo citato si dice che l’impegno dei fratelli Bianchi a difesa della Cascina Linterno risale al lontano 1981… Possiamo convenire sul coinvolgimento locale, ma va chiarito che la vera lotta contro le ruspe è cominciata nel 1994 con la mobilitazione dei nuovi volontari contro il progetto “Adamoli” esecutivo (senza voci contrarie!) che si accingeva ad abbattere Cascina Linterno e la sua agricoltura.

Ricordiamo ancora una volta, che la nostra associazione non è da confondere con gli Amici di Cascina Linterno, ma ne porta avanti gli ideali all’origine del suo statuto: salvare la dimora di Petrarca e la sua antica agricoltura.

Nonostante infinite azioni a difesa del Monumento storico vincolato – oscurate con perversa puntualità – dobbiamo forzatamente agire dall’esterno perché ingiustamente esclusi, nonostante le nostre richieste di poter condividere quella struttura e le nostre molteplici proposte di collaborazione culturale, sempre respinte o ignorate e senza mai motivare tale rifiuto. Un vero esempio dell’arroganza del potere.

Noi ci facciamo vanto di come le nostre iniziative dall’esterno abbiamo portato consistenti miglioramenti ai nefasti progetti iniziali del cosiddetto “restauro” (del quale restiamo comunque insoddisfatti), di come la nostra insistenza su Petrarca abbia costretto, obtorto collo, il Comune di Milano a inserire questa importante figura nella vita della Cascina/Villa Linterno, mentre nel progetto originario risultava negata… La nostra opposizione, determinata e sempre molto civile, ha contribuito a migliorarne la situazione e solo per questa ragione avremmo diritto ad un nostro posto all’interno della Cascina dove poter svolgere la nostra attività culturale, in collaborazione con l’esistente e senza escludere nessuno, perché una cultura che esclude (come succede oggi) non è degna di tale nome.

Infine, per rispetto della verità, sia chiaro che se Linterno non ha fatto la fine di due storiche cascine rase al suolo di recente per far posto al cemento (Cascina Case Nuove XVI sec. e Cascina Cassinazza XVII sec.) il merito va soprattutto al prezioso e oscurato lavoro di ricerca dei volontari confluiti nel CSA Petrarca che ne hanno salvaguardato le peculiarità storiche.

Un’odissea senza fine che forse può far sorridere la gente comune, ma non certo gli studiosi di storia e letteratura.

Solo due esempi. Il primo, fondamentale, è la lunga istruttoria con sopralluoghi analitici (arch. Lucia Gremmo e arch. Rosa Auletta Marrucci) all’origine del Vincolo Monumentale (DM 9.3.99) che l’ha salvata dalle ruspe. Senza questo Vincolo non ci sarebbero contrapposizioni e polemiche fastidiose, in compenso avremmo la calma piatta della morte: un bel residence, già pianificato con 144 appartamenti… Altra imprescindibile scoperta, grazie allo stesso gruppo, è il ritrovamento, quasi vent’anni fa della “Carta Investiture” pergamena del 1153 all’Archivio della Canonica di Sant’Ambrogio, che ha radicalmente cambiato la storia di questa cascina (divenuta poi Monumento nazionale) chiamata sino ad allora “Linterno” invece dell’originale toponimo ai tempi di Petrarca “Infernum” – da cui l’importanza storica di un’altra nostra riscoperta alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, grazie al prezioso aiuto della direttrice, dott.ssa Franca Arduini: la lettera autografa “Ad vesperam raptim” di Petrarca  con un chiaro riferimento alla dimora agreste di “Infernum”.

A prova di detrattori in mala fede, con mire speculative.

Lo spazio tiranno ci costringe a chiudere, avremmo molto altro da dire, noi ribadiamo che il progetto presentato nella delibera comunale non ci convince, anzi è foriero di danni (come sempre speriamo di sbagliarci), non vediamo adeguatamente tutelato il monumento e la presenza petrarchesca, inoltre non riusciamo a capire come un’associazione di volontari come la nostra sia sempre pregiudizialmente esiliata dalla Linterno quasi fossimo dei terroristi; il nostro unico vanto è di aver sempre lavorato per la cultura milanese, affinché la verità trionfasse e così continueremo a lavorare.

 

Roberto Gariboldi e Massimo de Rigo – CSA Petrarca http://csapetrarca.it/

facebooktwitterfacebooktwitterby feather

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *