FRANCESCO GIUSEPPE, L’ULTIMO IMPERATORE

Con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

La fine della Mitteleuropa

Cento anni fa (21 novembre 1916) moriva Francesco Giuseppe, il sovrano che dominò la scena del tramonto dell’Impero anche con le sue tragedie familiari, l’assassinio della moglie Elisabetta – indimenticabile imperatrice Sissi di una fortunata serie cinematografica – e la tragedia di Mayerling con la morte del figlio Rodolfo, erede al trono.

Il motto imperiale di Francesco Giuseppe era: “Viribus Unitis” (“Con le forze unite”, o meglio “L’unione fa la forza”) da lui scelto al momento della sua ascesa al trono, avvenuta nel 1848 a seguito degli eventi rivoluzionari di quell’anno. Esso esprimeva il programma politico del giovane Imperatore, teso a contrastare le spinte centrifughe che pervadevano l’Impero con un richiamo all’unità fra diversi, programma al quale restò fedele per i 68 anni del suo lunghissimo regno.

Con Francesco Giuseppe scompare un’epoca e un mondo. La Mitteleuropa, dimensione non solo territoriale ma politica e culturale, frana sotto i colpi del nazionalismo.

Sabato 1 Aprile 2017 alle ore 16

Casa delle Associazioni e del Volontariato di Zona 7

Piazza Cesare Stovani, 3 – Milano

 

Roberto Gariboldi

“Ai miei popoli”. Storia e destino

dei territori dell’impero

 

Massimo de Rigo

“Austria felix” l’ultimo sole

di Francesco Giuseppe

 

INGRESSO LIBERO

info: derigomassimo@gmail.com – roberto.romilde@alice.it

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Il Centro Carlo Poma è per il CSA Petrarca Onlus un luogo privilegiato ove fare cultura. Da anni teniamo incontri culturali toccando i temi più vari e sempre l’adesione è stata positiva. Anche questa volta tutte le sedie erano occupate da spettatori interessati e curiosi.

Il tema di questo incontro era: Petrarca e la Milano dei Visconti. L’invenzione dell’Umanesimo.

Il soggetto proposto era stimolante e suggestivo in quanto proponeva una chiave di lettura del sorgere dell’Umanesimo, alternativa a quella che ci viene tuttora impartita a scuola. Francesco Petrarca è senza dubbio l’inventore dell’Umanesimo, il diffusore a livello mondiale di questa nuova concezione di interpretare e vivere la cultura e proprio durante il suo soggiorno milanese ha potuto mettere in pratica per la prima volta questo suo modo particolare di vivere e agire secondo le strade maestre della cultura classica e della cultura religiosa.

Quindi è la Milano dei Visconti il terreno fertile sul quale il nostro poeta ha potuto piantare questo giovane alberello che in seguito ha dato ovunque in Europa splendidi frutti. E proprio nella sua residenza di campagna, Villa Linterno (a quei tempi chiamata “Infernum”) ha potuto trovare l’ambiente favorevole per coltivare questa sua passione per il bello, per i libri, per l’antichità classica e per gli amici che, grazie a lui, hanno in seguito tramandato e sviluppato il suo insegnamento.

Villa Linterno o Casa Petrarca, come ci piace chiamarla, è quindi il luogo privilegiato di questa invenzione che ha fatto crescere l’umanità.

Proprio da questo fatto così importante ne esce la necessità di salvaguardarla sempre di più, di inserire una programmazione di valore culturale adatto e significativo e di creare uno spazio museale che perpetui questi fatti così determinanti nella storia della cultura europea.

Roberto Gariboldi

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

 

INVITO ALLA CONFERENZA

Petrarca e la Milano dei Visconti
L’invenzione dell’Umanesimo

Sabato 11 Marzo 2017 alle ore 16

Associazione “Carlo Poma”
Via Caio Mario, 18 –  Milano (Bus 58 – 76)

Saluto di Adolfo Cozzolino
Presidente Associazione Carlo Poma

Roberto Gariboldi
Vicepresidente CSA Petrarca Onlus e archivista della Certosa di Milano
“Petrarca e l’Umanesimo a Milano”

Massimo de Rigo
Presidente CSA Petrarca Onlus
“Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata”

È tesi comune che l’Umanesimo italiano sia di matrice toscana, forse è ora di avviare una riflessione circa questa ipotesi. Nessuno vuole sminuire la grande importanza del contributo toscano all’Umanesimo in Italia, ma non bisogna dimenticare che l’Italia di allora era un insieme di stati e ogni principe si sforzava di arricchire la sua corte con personaggi illustri, questo ha portato ad una sorta di frantumazione dell’Umanesimo, consentendogli di diffondersi in tutto il territorio italiano.

Francesco Petrarca che tutti gli studiosi considerano a ragione il primo umanista in assoluto, stabilendosi a Milano ha creato e formato un insieme di persone che poi hanno continuato questa tradizione di ricerca e di studio che si può definire, senza tema di essere smentiti, umanistica. Questo fa di Milano e della corte viscontea un polo umanistico fra i primi e di primaria importanza nel panorama della cultura europea dell’epoca.

In questo incontro si cercherà di illustrare questo aspetto poco esplorato dell’attività di Francesco Petrarca a Milano, qui il poeta ha vissuto la sua maturità e ha dato il meglio delle sue capacità, arricchendo il mondo culturale milanese, che partendo dal suo esempio, ha saputo creare generazioni di umanisti di valore.

Uno dei luoghi preferiti da Petrarca era certamente la sua residenza estiva di Villa Linterno e nella seconda parte della conferenza si approfondirà questo tema, raccontando come questo luogo magico è stato sicuramente uno dei motori ispiratori che hanno spinto il poeta verso la ricerca umanistica.

La natura che si poteva trovare a Linterno, che solo in parte si può trovare ancora oggi, il fascino della residenza con la sua corte accogliente e i suoi preziosi affreschi, sono stati un ambiente insostituibile per la sua ispirazione, nostro dovere quindi è quello di preservarlo e valorizzarlo, in maniera che le prossime generazione ne possano ancora godere.

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Ingresso libero

info: derigomassimo@gmail.com – roberto.romilde@alice.it

«SI CANCELLA LA MEMORIA DI MILANO» -LA DENUNCIA DI MASSIMO DE RIGO, PRESIDENTE DI CSA PETRARCA

untitled«Il restauro non tiene conto delle peculiarità per cui Linterno è diventato un monumento nazionale – denuncia a Mi-Tomorrow Massimo De Rigo, presidente di Csa Petrarca –. Studiando bene le carte per i progetti dei canali di Expo, abbiamo constatato che le aree accanto a Linterno sono ancora tutte private: con un Piano di Governo del Territorio piuttosto volubile, che cambia quasi ogni anno, pensiamo che possa essere l’edificabilità di queste aree, molto produttive dal punto di vista finanziario, il motivo per cui non viene particolarmente apprezzata questa memoria petrarchesca».

A che punto è il cantiere?

«Doveva essere consegnato prima per Expo, poi a fine 2015, ma ancora non se sa nulla: i lavori sembrano fermi e non sappiamo perché. In generale, si è andati oltre i (buoni) propositi di mettere in sicurezza la cascina: la struttura è stata rivista completamente, dalle fondamenta ai tetti, e ora non ci sono più soldi per il restauro vero e proprio».

Motivo?

«La filosofia è semplice: tutto quello che emerge da quella cascina è giudicato meritevole di conservazione al pari di memorie che hanno magari 600 anni o anche più».

 Tutto giusto, sulla carta…

«Non del tutto: alcuni affreschi, riemersi grazie a nostri sopralluoghi, verrebbero, per esempio, coperti da tinteggiature banali. Ci è stato detto che questo diverrà un luogo delle memorie agricole, ma noi temiamo che, cancellando le tracce del passato petrarchesco, si voglia solo sfrattare l’inquilino più illustre di Linterno per interessi non chiari».

Se c’è una documentazione così ricca, perché Linterno non viene considerato luogo di cultura?

«Lo chiedo io a lei: forse negli anni abbiamo trovati interlocutori sbagliati. L’ignoranza e la superficialità hanno fatto sì che Linterno fosse considerata al pari di una delle tante cascine tradizionali del panorama lombardo, ma non è così».

Perché?

«Il binomio Linterno-Petrarca è andato avanti fino a inizio Novecento e oggi la cascina è l’ultima località petrarchesca superstite a Milano, considerando che a Sant’Ambrogio c’è solo un lapide, a San Simpliciano più nulla».

 Cosa chiedete al Comune?

«In 25 anni ho parlato con assessori alla Cultura di ogni colore politico: con alcuni c’è stato un dialogo, con altri sono state organizzate iniziative interessanti, mentre da parte dell’attuale Giunta c’è stata un’incomprensibile chiusura.

È stata anche rifiutata la proposta (a costo zero) di un museo interattivo, finanziato dal Touring Club e da uno sponsor privato, che nel frattempo, dopo anni d’attesa, ha deciso di andare all’estero».

Dimore che parlano

CSA Petrarca e Touring Club Italiano

presentano ai milanesi una riflessione sul passato e presente di Milano attraverso un incontro dal titolo

Dimore che parlano

1a. Locandina_Dimore che parlanoLa lettura recitata, a cura di Franco Morganti e Matteo Luoni, ha il compito di aprire la conferenza.

Si tratta di un percorso abbreviato con l’ausilio di immagini, che parte dai Navigli di Ripa Ticinese con Bonvesin da la Riva e termina di nuovo ai Navigli di Alda Merini, attraverso le dimore di Petrarca, Stendhal, ManzoniToscanini, Buzzati, Testori.

La lettura recitata propone una breve visita ad alcune di queste dimore milanesi, che parlano attraverso le parole dei loro grandi ospiti: una di queste è la Cascina/Villa Linterno e l’ospite è Francesco Petrarca.

Scoprirete una Milano in parte inedita, certamente affascinante. “Dimore che parlano” è per ora un trailer di una pièce teatrale, curata da Franco Morganti e Matteo Luoni e recitato da due attori: Valentina Mandruzzato e Giovanni Di Piano.

La pièce vedrà la luce prossimamente in un teatro milanese.

1c. web_Invito Dimore che parlano copia

EXPO 2015 alle porte e una vicenda paradossale, CASA PETRARCA SENZA PETRARCA

Le ragioni di una protesta

Il pomeriggio del 23 Febbraio 2015, davanti a Palazzo Marino si è svolta una legittima protesta civile che va avanti da più di vent’anni, in difesa della presenza milanese, presso Cascina/Villa Linterno, del “Sommo Poeta”, il grande Francesco Petrarca, figura culturale di caratura internazionale. È invece sconcertante l’atteggiamento dell’attuale amministrazione comunale che sembra minimizzare, se non addirittura snobbare, una figura così prestigiosa che, in concomitanza con l’apertura di Expo 2015, darebbe ancora più lustro alla manifestazione ed alla città di Milano.

Siamo in compagnia di Massimo de Rigo, Presidente del CSA Petrarca, che ha letteralmente salvato dalle ruspe Cascina Linterno…

“Sì questo avvenne nel 1994, quando il proprietario Cabassi intendeva edificare un residence di lusso con ben 144 appartamenti, distruggendo, ovviamente, questo prestigioso retaggio storico e culturale. Ma il gruppo fondatore degli “Amici della Cascina Linterno”, l’allora Consiglio di Zona 18 e la Giunta Formentini riuscirono a bloccare quello che sarebbe stato uno scempio imperdonabile. Il gruppo culturale ACL (poi confluito nel CSA Petrarca) produsse la documentazione per il Vincolo Ministeriale (DM 9.3.99) senza cui non ci sarebbe più nulla da discutere essendo classificata B2 e quindi edificabile… Ci tengo a precisare che fui – assieme al contadino Franco Zamboni – tra i primi due fondatori dell’Associazione, dato che sembra volutamente oscurato dagli attuali membri degli “Amici di Cascina Linterno”, che ne disconoscono così una storia pluridecennale. Anche se la consuetudine popolare la definisce come “Cascina Linterno”, ritengo che sarebbe più corretto chiamarla col suo vero nome, “Villa o Casa Petrarca”. Sono ormai consolidate le prove documentali a suffragio della presenza del poeta presso questa grangia medioevale, per gran parte degli otto anni in cui Petrarca soggiornò a Milano, inizialmente presso la corte dei Visconti. Franciscus, il nome latino dell’epoca, era di animo contemplativo, mal sopportava il frastuono della città, fu così che, su sua richiesta, gli venne concessa una villa agreste dove potere scrivere, leggere, meditare, coltivare le sua passione preferita, l’orticoltura, sempre all’insegna della solitudine, dato saliente della complessa personalità di Petrarca, figura su cui la ricerca storiografica internazionale  ha ancora molto da dire…. E si pensa che su questi sentieri, oggi all’interno del Parco delle Cave, possa avere preso forma il “Canzoniere”, una delle sue principali opere..La storiografia rinascimentale ci dà conferme precise sulla presenza di Petrarca in questi territori, ed in particolare nell’attuale “Villa Linterno”..Così nel “Libro annotationum” stampato a Lione dall’editore Guglielmo Rovillius,nel 1576, si legge. “Linterno era sua diletta Solitudine, assai delitiosa, poco discosta da Milano, contigua a Quarto, e vicina a Baggio (…) Ed ivi anche oggidì vedesi la Sua casa, da lui stesso fabbricata, con qualche vestiggio de delitiosi passeggi  (…) egli fabbricò e aggiustò questo Luogo di solitudine l’anno 1351,. Le Virtù che esercitava in questa Solitudine erano: l’Austerità Heremitica, il vivere de cibi grossi, de frutti d’Arbori e d’Herbe crude; il bere parcatamente Vini leggerissimi e frequentemente solo acque correnti” (gli attuali fontanili, n.d.r.). Va precisato che la figura del Petrarca ha preservato nei secoli questo luogo dalla distruzione, ed è all’origine del Vincolo Ministeriale del 9 Marzo 1999.

Oltre ai riferimenti storiografici abbiamo altri tipi di prove della effettiva presenza di Petrarca in questa Villa?

L’arch. Marco Ermentini, restauratore di Italia Nostra, vincitore del premio Assisi per il restauro e della menzione speciale del premio internazionale “Domus restauro”, ha confermato la presenza, nel nucleo storico basso-medievale della Cascina Linterno di significative decorazioni floreali e affreschi da salvare: in particolare le tracce della colombina”, logo attribuito direttamente a Petrarca, preziosa testimonianza petrarchesca. Sono poi presenti dei monogrammi, attribuibili a Petrarca, sui capitelli delle colonne gemelle che reggono il porticato interno della Villa. D’altronde la stessa struttura di “grangia medioevale” della Villa, rimanda all’epoca del Petrarca.

 

Ci risulta che, in questi anni, numerose personalità dellla città hanno sostenuto la posizione dell’Associazione CSA Petrarca….

 

Certo, e questo ci conferma di essere sulla strada giusta, al di là di quello che possono pensare in certi ambienti istituzionali… a cominciare da Monsignor Giovanni Balconi, responsabile dei Centri Cultrali della Diocesi che ne vedrebbe il luogo ideale per un nuovo Umanesimo; Philippe Daverio, critico d’arte e giornalista, che in modo brillante e sarcastico ha affermato che la valorizzazione della Cascina Linterno quale sito petrarchesco sia la cosa più intelligente da farsi in vista di Expo 2015. Sempre per Daverio, di tutte le cascine milanesi, la Cascina Linterno è la più comunicabile, perché è legata al nome del Petrarca. Con una certa intelligenza il discorso del recupero delle cascine potrebbe partire da lì. Se si riesce ad aprire un dialogo con la città, a recuperare una sensibilità su questi temi, la Cascina Linterno potrebbe avere un’utilità importante. Expo potrebbe essere in tal senso un’opportunità, visto che il tema è ‘Feed the Planet’.

Francesco Petrarca – conferma de Rigo- sarebbe il “testimonial” ideale per la missione “Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita”, assegnata alla manifestazione e occorre diffidare da chi racconta che una cascina agricola è in antitesi ad un centro petrarchesco: al contrario, nella storia della Linterno c’è questo straordinario “unicum”. Ma è rilevante anche la posizione di Carlo Bertelli, per cui “Quello che Petrarca ha lasciato a Milano è sufficiente per creare un museo. Gli insegnanti possono far scoprire a ragazze e ragazzi che le canzoni che più li commuovono hanno radici nel Canzoniere di Francesco Petrarca. Si potrebbe lanciare una ‘Milano dei poeti’, con pubbliche letture di Parini a Brera, di Foscolo nella corte del Palazzo Reale, di Ariosto al Castello Sforzesco, Manzoni in Piazza Belgioioso, Montale alla Triennale. Tutto partendo da una cascina che si vuole salvare”. Concorde in tal senso anche Luigi Santambrogio,  che punta a fare di Villa Petrarca, grazie anche all’impegno dei volontari del Touring Club Italiano, la base di partenza di un percorso letterario cittadino

Ciononosante, ci risulta che il consiglio di zona 7 contesti le vostre posizioni, dando un particolare accento, più che alla figura del Petrarca, a quella di don Giuseppe Gervasini, detto anche il Prèt de Ratanà, noto guaritore che soggiornò, per brevi periodi nei pressi di Cascina Linterno

La zona 7 può scrivere quello che vuole. Resta agli atti il mancato patrocinio del nostro saggio storico “Milano Expo 2015” ad opera della Commissione Cultura della Zona 7, nel settembre 2012. Motivazioni: falso storico e non in linea con la strategia comunali di Cascina Linterno, nell’ambito di Expo 2015. Arrivò, buon ultimo, quello del Comune di milano, dopo che si rese conto che era stato scavalcato dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano e dal Centro Culturale francese (Consolato di Francia).

Va peraltro ricordato che è partito il progetto di ristrutturazione della Cascina Linterno, a seguito di uno studio di fattibilità del Politecnico di Milano

Sul di risanamento conservativo alla Cascina Linterno, CSA Petrarca, nonostante con una lettera protocollata abbia offerto il massimo di disponibilità  a collaborare sia con l’ assessorato che con l’altra associazione, “Amici della Cascina Linterno”, non è stato consultato dal Comune di Milano appaltante, né invitato al gruppo di lavoro che affianca l’amministrazione, si è rivolto a un noto amministrativista quale l’avvocato Francesco Perli che ha provveduto a redigere due esposti: uno al ministro per i Beni culturali,  e un altro al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. L’idea di formulare esposti anziché ricorrere direttamente all’autorità giudiziaria rimarca lo spirito costruttivo dell’associazione. I lavori appaltati infatti ignorano l’esistenza di affreschi e del vincolo monumentale della Soprintendenza. Ciò fin dalla concezione del progetto dei lavori, inserito fra le opere in preparazione di Expo 2015, forse per fruire delle semplificazioni amministrative applicate a questo evento, ma del tutto improprie per un bene monumentale. La stessa cosa nella redazione della gara d’appalto, non rivolta soltanto ad imprese qualificate per intervenire su beni culturali. Di qui l’esposto anche a Raffaele Cantone. Se il ministero non interverrà, gli affreschi di età petrarchesca saranno compromessi dalla realizzazione di servizi igienici e delle scale di servizio senza provvedimenti tecnici di conservazione. Oltretutto, Il progetto di intervento congela la situazione attuale senza alcuna previsione di utilizzo. Praticamente si è trattato di confermare la suddivisione interna degli ambienti senza alcuna idea generale di utilizzo. Sono tanti piccoli ambienti di cui si rimanda in futuro la definizione della loro destinazione. Normalmente avviene il contrario: prima si decide un tipo di utilizzo e poi si stende il progetto di intervento.

L’associazione CSA Petrarca ha un progetto alternativo a quello attualmente previsto dall’ attuale Giunta comunale?

Ve ne sono diversi… Per esempio, nel caso della proposta di Italia Nostra del gennaio 2012 si prevedeva l’istituzione di un piccolo museo sulla presenza del Petrarca e il paesaggio. Ciò comportava la previsione di un preciso percorso tra gli ambienti con un utilizzo unitario e coordinato. Il percorso prevedeva l’accesso da via Fratelli Zoia e la percorrenza dei vari ambienti con un allestimento appositamente studiato e la realizzazione di una nuova scala di accesso con ascensore per il superamento della barriere architettoniche al primo piano. La superficie di circa 300 mq era costituita da una sequenza di ambienti collegati e restaurati con la massima attenzione ai valori e alla materia presente. Le nuove dotazioni e previsioni erano studiate con il concetto del minimo intervento compatibile e studiati per un progetto attento a conservare il monumento e a non sprecare risorse pubbliche.

Il progetto approvato dal Comune di Milano, al contrario, non permette la realizzazione di questa previsione di utilizzo museale. La suddivisione in tanti piccoli ambienti può comportare solo utilizzi frammentari con una serie di locali parzialmente indipendenti e non coordinati. Si osserva l’assoluta incongruenza storica nel separare irreparabilmente il locale unico (sede dell’associazione “Amici Cascina Linterno”) al piano terra – con importanti testimonianze decorative e intonacate su cui prestare la massima attenzione – con servizi igienici, senza tenere alcun conto dell’unicità architettonica del locale con quello adiacente, artificiosamente separato, in tempi recenti, inserendo un camino arbitrariamente. Si tratta di un locale con un pregevole soffitto ligneo antico, collegato architettonicamente al locale principale d’ingresso, si notano anche tracce di decorazione e di finiture del tipo antico. Realizzare bagni con suddivisione dello stesso tramite la costruzione di tramezze e rivestimento in piastrelle sembra proprio inopportuno per la tutela del monumento. La previsione di realizzare pavimenti in ceramica ( grès da cm75x75) in tutti gli ambienti, compreso quelli pregevoli dotati di solai lignei antichi e tracce di decorazioni alle pareti non sembra consona al monumento che risulta vincolato con decreto Ministeriale. La previsione di realizzare un nuovo pavimento del portico (un ambiente di notevole qualità con pregevoli colonne in granito con fregi di epoca basso medievale) costituito da assi da ponte in legno appare incongrua storicamente sia per l’inopportunità di tale previsione non motivata da precise ragioni di ordine architettonico e storico, sia per la durata di tale materiale con esposizione all’aperto che in breve tempo degraderebbe miseramente. La previsione di un impianto di riscaldamento con soffitto radiante risulta semplicemente devastante…

Un’importante testimonianza della presenza di Petrarca a Linterno è data infatti dagli affreschi trecenteschi in quasi tutte le sale. Nessuno per fortuna vuole cancellarli, ma realizzare un impianto di riscaldamento (e magari di aria condizionata) che non ne tenga conto, significa (come può intuire chiunque) condannarli a morte lenta, nel giro di alcuni anni. Per di più, sull’edificio c’è un vincolo di Monumento Nazionale decretato il 9 marzo 1999, per la straordinaria importanza di Linterno dal punto di vista storico. Ci si può legittimamente chiedere se il “restauro conservativo” in essere rispetti totalmente il vincolo oppure no. La sovrintendenza lo ha avallato. Ma il fatto che perfino il cartello dei lavori non lo citi (come invece si usa fare) non è un buon segnale. L’idea di restauro per la quale era stato trovato anche un finanziatore privato non prevedeva, naturalmente, soltanto la conservazione della memoria petrarchesca attraverso la realizzazione della Casa Museo, ma anche il ritorno dell’attività agricola, una foresteria con ristoro dai sapori e dalle suggestioni medievali, la realizzazione di un orto/frutteto sulla scorta della passione di Petrarca per l’orticultura: dunque, un’idea che mette in relazione cultura e agricoltura, recuperando memoria storica milanese di un poeta e artista molto amato e studiato in tutto il mondo.

Presso altre città italiane o straniere più lungimiranti, la sola presenza del Poeta ha creato un polo di turismo culturale, come ad Arquà nella casa-museo, con l’importante e recente progetto “Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei”.

 

Si è parlato anche di un museo interattivo…

Certamente… di questo se ne è occupata in prima persona Cristina Vannini, che ha svolto l’analisi progettuale del museo interattivo petrarchesco, stimando bassi costi di gestione ed una forte valenza internazionale. Sostegno a tale proposta è venuta da Carlo Monti (ordinario di Topografia al Politecnico di Milano, responsabile di commissioniinternazionali, componente del consiglio di ICOMOS Italia / UNESCO per la tutela dei Monumenti e dei Siti).

Oltretutto si prevede anche l’autosostenibilità di questo progetto, perché è tuttora valida la disponibilità di uno sponsor per la progettazione e la realizzazione del centro di interpretazione/museo interattivo di Villa Petrarca. Ci si avarrebbbe inoltre della piena disponibilità dei volontari del Touring Club italiano…

Si avranno inevitabili e positive ricadute nei settori dell’agricoltura, delle infrastrutture, dei servizi e dell’industria, È quanto si desume da esperienze già realizzate in Italia ed in Europa in altre località “petrarchesche”, che hanno generato un notevole indotto economico, grazie al flusso turistico.

Ma il Comune sembra non voler sentire ragioni…

Non intendo commentare le dichiarazioni del vicesindaco. La validità delle nostre proposte parla da sola. Lunedì abbiamo ricevuto il pieno sostegno del Presidente Basilio Rizzo e dell’ex senatore Fiorello Cortiana, la nostra battaglia è sacrosanta e troveremo nuove e più pressanti modalità, mediatiche e non, per sensibilizzare i milanesi su una vicenda tutta italiana, dove un luogo di valore inestimabile viene di fatto messo in pericolo dalle scelte miopi di un amministrazione locale. Andiamo avanti, sapendo che stiamo lottando per il bene di Milano e della sua memoria storica, che non può trascurare un gigante della letteratura mondiale, come il “Sommo Poeta”, Francesco Petrarca.

Stefano Scalici

MILANO VERGOGNATI!

Potente e chiara è uscita la condanna verso gli amministratori della nostra città, così esordiva il professor Luigi Zanzi: “Vergognati Milano! Non si trattano in questa maniera i nostri monumenti!”. Condannando senza appello la trascuratezza della nostra amministrazione che ha verso la Cascina/Villa Linterno, unica reliquia petrarchesca che la nostra città possiede del soggiorno milanese del grande Francesco Petrarca.

L’occasione per questo anatema era la presentazione dell’ultima fatica letteraria del professor Luigi Zanzi dal titolo “Trittico alpino”, come dice il titolo il volume è diviso in tre capitoli: Il primo è dedicato a Francesco Petrarca e alla sua lettera che descrive la sua ascesa al monte Ventoso (Familiari, IV, 1), questo primo capitolo occupa più della metà del volume. Gli altri due capitoli sono dedicati a Dante Alighieri e il suo rapporto con la montagna e l’ultimo è dedicato al pittore espressionista Paul Cézanne e la sua visione pittorica del mondo alpino.

La sede prestigiosissima era la sala del Consiglio del Touring Club Italiano in corso Italia 10, onusta di storia patria, luogo ideale per questa immersione nella nostra cultura e per presentare alla cittadinanza questa opera edita da Ulrico Hoepli.

La sala era gremita. Dopo un ringraziamento del console del Touring Gian Mario Maggi, ha preso la parola Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca, associazione organizzatrice dell’evento, il quale ha illustrato il pericolo di oscuramento della memoria petrarchesca e del Vincolo Monumentale che pesa su Villa Linterno, illustrando con dovizia di particolari le parti dolenti del progetto di restauro attualmente in atto. Il pubblico si è mostrato particolarmente colpito da questo intervento.

Per la presentazione erano presenti, oltre all’autore, tre grandi personaggi della cultura alpina e turistica d’Italia, tre uomini che hanno onorato con il loro lungo e indefesso lavoro il nostro Paese: L’ingegner Francesco Cetti Serbelloni, vice presidente dal 1984 al 1988 e presidente del Touring dal 1988 al 1991, fondatore in seno all’Alleanza per il turismo internazionale del Comitato Etico per il Turismo e l’Ambiente e socio di numerose associazioni a livello internazionale.

Francesco Cetti Serbelloni, classe 1926, con una straordinaria freschezza ci ha illustrato l’importanza che ha per l’umanità il muoversi, il conoscere, lo stringere relazioni e ci ha indicato come un esempio luminoso di questo criterio di vita è proprio Francesco Petrarca, instancabile viaggiatore, amante della cultura e dei libri, amante della natura (inventore del panorama così come ha detto il nostro relatore) e grande coltivatore di amicizie.

Il secondo relatore era il professor Luigi Rizzi, il massimo esperto italiano del mondo Walser, autore di innumerevoli volumi sulla montagna e il suo mondo, presidente della Fondazione Enrico Monti di Anzola d’Ossola. L’intervento di Rizzi si è concentrato sulla lettera di Francesco Petrarca dedicata all’ascensione al monte Ventoso, analizzando l’importanza che questa lettera ha per la letteratura di montagna, di come questa costituisca il primo esempio di un genere letterario destinato nei secoli ad un grande successo, di seguito ha accennato anche agli due capitoli del libro in questione.

Il terzo relatore era il giornalista Teresio Valsesia, già direttore della Rivista del Club Alpino Italiano, autore di più di trenta volumi d’argomento montano, inventore del “Trekking Camminaitalia”, che attraversa tutta l’Italia da sud a nord ed è il sentiero attrezzato più lungo del mondo.

Il suo intervento si è concentrato sulla fatica del camminare, di come questa fatica ci costringa a riflettere sulle motivazioni del nostro agire, di come il camminare sia una felice scoperta del mondo nei suoi particolari più reconditi e spesso più belli, ha concluso l’intervento narrando alcuni aneddoti vissuti in occasione di “trekking” e di come camminando spesso si possano creare accostamenti fra citazioni letterarie e fatica del camminare.

Ha concluso l’incontro l’autore del libro, il professor Luigi Zanzi, docente alle università di Genova e Pavia, autore di innumerevoli studi sui sacri Monti, sui più disparati aspetti del mondo alpino e su argomenti diversi di letteratura italiana, con un particolare affetto per Niccolò Machiavelli.

Zanzi, seppur sofferente di una grave malattia, ci ha dato un grande e commovente esempio di vitalità e amore per la cultura. Il suo intervento si è concentrato quasi esclusivamente su Petrarca, spiegando il significato di quanto ha scritto a proposito della lettera del Ventoso.

In questo suo capitolo smonta punto per punto la tesi del professor Giuseppe Billanovich, il quale sosteneva che Petrarca non avesse mai fatto questa ascensione e che fosse uno spunto letterario per motivare la sua conversione. Luigi Zanzi con una acribia tipica dello studioso intellettualmente onesto dimostra come questa ascensione sia effettivamente avvenuta, ripercorrendo, anche fisicamente, i sentieri a suo tempo percorsi da Francesco e da suo fratello Gherardo, ci ha invitato a prendere in considerazione le opere filosofiche di Petrarca, troppo trascurate dalla critica, ma ricche di grandiosi insegnamenti, innovativi per l’epoca e ancor oggi estremamente validi.

Zanzi ci ha insegnato, nel suo intervento, cos’è il “valore” punto cardine del pensiero filosofico di Petrarca, è il “valore” applicato a tutti gli aspetti della vita che dà significato e importanza a ciò che facciamo e viviamo.

Una gran pomeriggio di cultura, condotti per mano da un uomo eccezionale a scoprire uno dei nostri massimi geni, che a Milano ha vissuto ben otto anni ma che, misteriosamente, i milanesi trascurano e dimenticano.

Roberto Gariboldi – CSA Petrarca

Intervento di Massimo de Rigo alla presentazione del libro “Trittico Alpestre” Touring Club Italiano, 21 aprile 2015

Ringrazio il Touring Club Italiano, nella persona del console Gian Mario Maggi che ci ha ospitato in questo luogo caro ai milanesi.

Un sentito ringraziamento ai prestigiosi ospiti, e in particolare al prof. Luigi Zanzi che ha dedicato oltre metà del libro “Trittico Alpestre” alla figura di Francesco Petrarca, nume tutelare dell’associazione che mi onoro di presiedere. Il CSA Petrarca è un comitato di volontari che ha condotto molte iniziative di tutela del territorio, fra cui la battaglia per la salvaguardia della Cascina o Villa Linterno e in particolare della sua storia petrarchesca. Siamo l’unica associazione che difende ad oltranza l’essenza storica di questo luogo della memoria.

Linterno è monumento nazionale dal 1999, fu salvata dalle ruspe in almeno tre circostanze grazie una battaglia a tutto campo in cui gli artefici sono tra i fondatori del CSA Petrarca.

Rispetto alle altre 4 dimore petrarchesche sopravvissute (Arezzo – Fontaine de Vaucluse – Selvapiana e Arquà) il nucleo più antico di Linterno è la testimonianza più genuina di Petrarca giunta ai giorni nostri. Pietro Verri scrive che Linterno avrebbe ospitato anche Boccaccio, in visita all’amico Petrarca a Milano, ma la lista degli ospiti illustri potrebbe essere lunga.

Giunta a noi con la dote di un milione e mezzo di euro (vincolata al suo restauro da Claudio De Albertis nel 2008) Villa Linterno rischia di essere declassata da monumento storico a cascina rurale, proprio in occasione dell’evento straordinario di Expo 2015, in cui c’erano tutte le condizioni ottimali per farne la Perla di Milano, assieme al suo antico comprensorio medievale del Parco delle Cave, che dovrebbe chiamarsi “Parco Petrarca”.

Petrarca sarebbe stato il “testimonial” ideale per la missione “Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita” assegnata alla manifestazione. Il Canzoniere di Petrarca è infatti un’elegia in comunione e dialogo con la Natura.

In questa prospettiva, Touring Club e CSA Petrarca per due anni hanno inutilmente proposto al Comune di Milano l’offerta di museo medievale-petrarchesco interattivo, attraverso uno sponsor e quindi a costo zero per le finanze comunali.

Oltre al museo interattivo, era previsto un agriturismo medievale con vista dell’antico comprensorio, un Brolo (frutteto medievale) e un orto che legava la parte agricola con essenze oggi scomparse. Si offriva un ponte tra Cultura e Agricoltura con grandi possibilità di turismo e lavoro, dando centralità culturale alla grigia periferia milanese (ricordo che nei pressi di Villa Linterno attualmente ci sono due desolanti centri benessere).

La scoperta eccezionale, su esposto del CSA Petrarca, di decorazioni affrescate del ‘300 – con simboli viscontei – secondo la tecnica medievale del “mezzo fresco” in tutte le stanze del nucleo più antico era la CONFERMA della tradizione che lega da sempre Petrarca a Linterno ed un privato si era offerto di allestire un laboratorio-scuola di restauro a costo zero per il Comune di Milano.

Tutto questo nostro impegno è rimasto lettera morta, la nostra associazione è stata esclusa da ogni confronto con il Comune di Milano.

Linterno è stata analizzata per 2 anni dal Politecnico e dalla relazione non è emerso alcun accenno alle preziose decorazioni affrescate sul nucleo più antico oggetto del recupero.

È quindi partito il cantiere di Linterno, senza la stessa attenzione dei Visconti verso il Poeta, da parte del Comune, che ha approvato un progetto che non rispetta l’essenza petrarchesca.

Nessuna traccia del Vincolo Monumentale sul cartello del cantiere, come se fosse una normale abitazione da ristrutturare e non la dimora di Petrarca. Nessun restauro delle preziose fonti archeologiche.

Si tratta quindi di un progetto a corto respiro che livella al basso Villa Linterno, equiparandola a migliaia di altre cascine, senza l’esclusività per cui ci è stata tramandata da tante generazioni.

Per fermare i lavori abbiamo prodotto due esposti: al Ministero dei Beni Culturali e all’Autorità Anticorruzione. Abbiamo promosso anche una manifestazione a Palazzo Marino e raccolto oltre 600 adesioni alla nostra petizione.

Perchè oscurare la figura immensa di Petrarca, che il prof. Zanzi mette in primo piano nel suo libro “Trittico Alpestre”? Perchè oscurare il Vincolo Monumentale che mette al riparo Linterno dalla speculazione?

La probabile causa dell’appiattimento in basso di un Monumento di richiamo internazionale è nei terreni del Parco delle Cave attorno alla Linterno, ancora privati e quindi sotto il mirino di interessi immobiliari.

Il sonno della ragione genera mostri e nostro ideale è condividere con i milanesi un nuovo Umanesimo che dalla Linterno può irradiarsi verso le nuove generazioni.

Non sappiamo se la nostra lotta sarà servita a fermare un disastro.

Sappiamo che era nostro dovere farla.

Massimo de Rigo