Casa Petrarca e OPEN HOUSE MILANO 2024 di nuovo insieme

Anche quest’anno Casa Petrarca partecipa ad OPEN HOUSE MILANO 2024, il festival giunto alla nona edizione, per un weekend di porte aperte per conoscere e condividere l’architettura milanese.
Una ghiotta occasione per assistere allo spettacolo della parete viscontea appena restaurata (inaugurazione sabato 25 maggio ore 11) e per riscoprire le meraviglie naturali dei sentieri petrarcheschi del Parco delle Cave.

Qui la scheda con descrizione ed orari di sabato 25 e domenica 26 maggio 2024.

Il racconto della conferenza “Nell’officina di Petrarca – Il trattato De vita solitaria”

Casa Petrarca di Villa Linterno
sabato 11 maggio 2024

Casa Petrarca ha avuto l’onore di ospitare la lectio magistralis impartita da un esperto petrarchista, il Professor Marco Petoletti, ordinario di letteratura latina medievale all’Università Cattolica e autore di numerosi studi di filologia medievale e umanistica oltre che essere responsabile dell’Archivio e Biblioteca Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio.
Il De Vita Solitaria è un trattato, composto intorno al 1346; come si evince dal titolo è un’esaltazione alla vita solitaria.
Nel primo libro troviamo uno dei temi preferiti dell’autore: la predilezione della vita solitaria, tema ricorrente anche nella poesia “Solo e pensoso i piu deserti campi” dal Canzoniere, letta intensamente da Giovanni Castaldi, psicoanalista, docente di terapeutica artistica all’Accademia Albertina di Torino, teatrante e drammaturgo, che ha affiancato il professor Petoletti, recitando anche la canzone più celebre della raccolta e una delle liriche più note della poesia italiana: “Chiare, fresche et dolci acque”, concludendo con un passo del “De Vita Solitaria – II, 15, in cui il Poeta afferma il primato della professione letteraria sulle altre attività umane. In questo scritto, dedicato a Philippe de Cabassole vescovo di Cavaillone e cancelliere del regno di Napoli, il Poeta invita l’amico a prendere le distanze dalle persone che hanno come sola ricchezza il denaro e a cercare rifugio con pochi amici eletti in un luogo lontano dal fragore della città.
Per ‘vita solitaria’ intende una vita basata sull’otium litteratum, contrapposto al negotium della vita cittadina, una vita caotica che non permette di concentrarsi sulla propria interiorità.
Quest’opera cerca una concilizione tra cultura classica e cristiana; secondo Petrarca tra le due culture c’è un rapporto di continuità, perchè la solitudine basata sullo studio eleva l’animo fino al raggiungimento di una pace interiore: le massime degli scrittori antichi danno conforto e guidano anche l’animo cristiano.
Il presidente di CSA Petrarca, Massimo de Rigo ha salutato gli ospiti, ricordando commosso la figura di monsignor Giovanni Balconi, recentemente scomparso, grande studioso di Francesco Petrarca e amico sincero della nostra Associazione sin dai primordi della difesa ad oltranza di Cascina Linterno. Ha ringraziato Manuel Sciurba, Vicepresidente del Municipio 7 intervenuto assieme alla consigliera Daniela Capitanio.
Coloro che ritengono gli incontri culturali come qualcosa di ammuffito e obsoleto, devono ricredersi, niente di più falso: il professor Petoletti ha divulgato la difficile tematica di Petrarca – il connubio natura-amore, la sua ricerca di solitudine e sofferenza interiore in luoghi che diventano i suoi veri complici – con esuberanza, estro e disinvoltura incredibili.
Il codice di dedica del De vita solitaria inviato da Petrarca a Philippe de Cabassole è stato attentamente rivisto dal Poeta, che corredò i margini con sue note, graffe e maniculae. Sul fondamento della produzione epistolare petrarchesca, è possibile ripercorrere la complessa storia della composizione del trattato, dalla prima stesura nel 1346 alle successive fasi che portarono alla ‘pubblicazione’ del testo nel 1366. L’identificazione consente un sicuro progresso per una più salda edizione del ‘De vita solitaria’.
Petrarca era incapace di porre la parola ‘fine’ perché leggeva sempre nuovi testi; per esempio, si rivolse all’amico Boccaccio, che si trovava a Ravenna, per avere notizie della vita di San Pier Damiani. La parola ‘fine’ tardava anche a causa della carenza di copisti. I manoscritti del De Vita Solitaria sono moltissimi, quasi 150 e, in seguito, con l’invenzione della stampa, l’opera fu diffusa in tutta Europa contribuendo alla sua fortuna. Lapo da Castiglionchio nel 1350 consegnò a Petrarca un libro con le Institutiones di Quintiliano che affermava che può esserci meditazione anche in città, la solitudine non è necessaria per scrivere bene, ma Petrarca non era d’accordo con il suo antico interlocutore e lo scrive nei margini di un suo manoscritto e all’interno del primo libro del De vita solitaria.
Dal 1353 al 1361 il Poeta trova la sua ‘stabilitas’ a Infernum/Linterno riunendo la sua ‘Libraria’, la sua ricca biblioteca, dalle varie località come se fosse una figlia.
Per meglio intendere la cura riservata da Petrarca al suo trattato è importante una lettera autografa del 1362 al maestro e copista Modius de Modii (Moggio), conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, in cui dice: ‘ti raccomando le mie cosucce’. Allo stesso Moggio, in un’altra lettera, raccomandò come copiare l’opera e ritornarla a lui avvolta da un panno cerato contro le intemperie.
Molto ricercato il codice miniato di dedica con correzioni autografe: Petrarca si fa lettore di se stesso disegnando una ‘manicula’ (un segno a forma di mano disegnato ai margini di una pagina, mediante il quale si vuole porre evidenza su un particolare passo del testo) per segnalare passi importanti. È un codice pieno di emozioni.
Il Poeta soleva affermare: “Se non piaccio al volgo, poco me ne curo. Sto consigliando a vivere fuori dalla città, guadagni, traffici e clamore. Basta una fontana limpida e profumi di fiori e non le mense maleodoranti dei ricchi”.
Nell’ambito delle iniziative per il 650° anniversario della morte del Poeta (1374-2024), il prof. Marco Petoletti ha condotto un incontro intenso, ricco di emozioni comunicate con passione, un incontro con particolari inediti corredato da un’interessante presentazione, che ci ha fatto conoscere un Petrarca lettore di se stesso, sempre autentico e perfezionista. Come ha concluso l’autorevole e coinvolgente relatore: “Sepultus vivit”(Sepolto vive).
Prima del commiato, Massimo de Rigo ha ricordato ai presenti la prossima inaugurazione, sabato 25 maggio, della parete delle imprese viscontee, restaurata con i fondi della nostra associazione.
Dulcis in fundo, CSA Petrarca ha accompagnato gli ospiti in una piacevole passeggiata sulle orme del Cantore di Laura nei “delitiosi passeggi” nell’adiacente Parco delle Cave, che noi vorremmo fosse rinominato “Parco Petrarca”.

Giuseppina Mazzotti e Massimo de Rigo
Foto di Artphotogram Claudio Bonomo

A Casa Petrarca e nel Borgo di Quarto con PeriferiArtMi

Si rinnova anche per il mese di maggio il doppio appuntamento con le Giornate PeriferiArtMi

🗓️ A Casa Petrarca, venerdì 17 maggio 2024 ⌚️ dalle 17 alle 19
🗓️ Nell’antico Borgo di Quarto Cagnino, domenica 19 maggio 2024 ⌚️ dalle 11 alle 12

In occasione delle visite del 19 e 21 aprile scorsi, a Casa Petrarca delucidazioni storiche/letterarie/artistiche relative al soggiorno del grande poeta hanno affascinato i nostri visitatori che hanno ammirato la tanto preziosa parete delle imprese viscontee, ideata da Francesco Petrarca e le significative simbologie proprie dell’età medievale. Ammirandone lo stato di avanzamento del restauro, autofinanziato dalla nostra associazione, si sono complimentati per l’opera dei nostri volontari nel salvaguardare e fare conoscere questa dimora, unica allo stato originale.
Degna conclusione, il percorrere il sentiero tanto amato dal poeta, i fontanili, i gatti nei verdi spazi petrarcheschi: il tutto illuminato dalla luce di un tramonto da favola.

Nella visita della domenica, ci siamo incontrati, sul sagrato della chiesa di Sant’Elena, con nove persone che, passo dopo passo, si sono trovate immerse in un’atmosfera medievale per loro inaspettata.
Il gonfalone di Quartum Castrum nella Chiesa di Sant’Elena, il Cippo di Quartum Castrum al crocevia delle vie dei pellegrinaggi medievali, la vecchia scuola Luciano Manara ci hanno condotto all’ingresso del Borgo antico. Ci ha accolto Villa Resnati, l’ex Monastero e la Chiesa della Beata Natività. La colonnetta devozionale ci riporta alla peste del 1576 e 1630, mentre in un antico cortile la presenza di capitelli recanti un fregio identico a quelli di Casa Petrarca, la testa di cavallo, ci fa comprendere come la nostra zona fosse un presidio monastico di assistenza ai pellegrini.
Nella visita, in collaborazione con Walter Cherubini, ogni dettaglio, sito architettonico, storia, usanze e costumi dell’epoca, sono stati dettagliatamente spiegati dal nostro presidente di CSA Petrarca Onlus

Il racconto della conferenza “De Vulgari Eloquentia”

Domenica 14 aprile 2024 un Ospite d’eccezione a Casa Petrarca: Dante ci spiega, dopo 720 anni, il significato della sua opera attraverso le parole del professore Franco Sanna, già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano.
Il nostro presidente Massimo de Rigo sottolinea che questa conferenza va nella direzione del nostro progetto culturale mirato a unire le Tre Corone della lingua italiana: Dante, Petrarca e Boccaccio.
Il professore Franco Sanna, affiancato dall’intensa lettura di Laura Viganò, docente e attrice di Officine Teatrali, commenta i passi del ‘De Vulgari Eloquentia’, un’opera che affronta in maniera critica i problemi attorno alla lingua volgare che si stava imponendo come lingua letteraria e, perciò, colta. Proprio per giustificare l’adozione del volgare e far sì che questa scelta venisse compresa dai suoi interlocutori, Dante scrive il suo trattato in latino, seguendo le regole più severe della trattatistica del suo tempo, in particolare quella retorica. Petrarca, pur scrivendo prevalentemente in latino, creerà la propria grande poesia in quel volgare illustre predicato da Dante, diventando così modello stilistico nei successivi secoli.
Dante vive un dualismo linguistico “sente profondamente la problematica del rapporto, talora conflittuale, tra lingua volgare e lingua latina”, scrive in entrambe le lingue, Virgilio sarà “il suo maestro e il suo autore” e la lezione del maestro servirà per innalzare il livello del volgare, la “nuova” lingua, vitale e creativa.
Petrarca dice in terzine dantesche che la sua lingua di elezione è il latino, Dante dice in latino che la sua lingua di elezione è il volgare.
Che anniversario! 2024: 800 anni fa nasceva la letteratura italiana, e ci piace immaginare che sia nata in primavera, quando Francesco di Assisi avvertì più forte il fremito della natura con il suo “Cantico delle Creature” (Laudes creaturarum).
(Giuseppina Mazzotti – M. de Rigo)

Il racconto della conferenza “Monteverdi I madrigali su testo di Petrarca a Casa Petrarca di Linterno”

Infernum Linterno: a Casa Petrarca nella dimora prediletta di Francesco Petrarca, il 23 marzo 2024 per la prima volta siamo stati accompagnati alla conoscenza del Poeta, incontrando Claudio Monteverdi, uno degli innovatori del linguaggio musicale.
Il madrigale, composizione vocale a carattere polifonico, è nato in Italia e si è sviluppato tra il ‘300 e il ‘600, i cui testi poetici in musica sono spesso componimenti scritti in precedenza come nel caso di Petrarca. Obiettivo dell’incontro: la guida all’ascolto di queste opere innovatrici per la nuova impostazione musicale ideata proprio da Monteverdi.

Con queste parole il presidente Massimo de Rigo saluta gli ospiti e presenta Tatiana Bertolini, laureata in storia della musica a Ca’ Foscari, che ci ha illustrato il madrigale: un canto polifonico, privo di strumenti. 
La polifonia è una scrittura musicale che prevede l’insieme simultaneo di più voci su diverse altezze sonore, che procedono in direzioni parallele più suoni o più linee melodiche risuonano simultaneamente, eseguiti da voci o strumenti diversi.
Claudio Monteverdi, nato a Cremona nel 1567 e morto a Venezia nel 1643, a soli 15 anni compose la prima pubblicazione di musica sacra. I madrigali erano apprezzati a corte e nei banchetti. Seguì il duca di Mantova e del Monferrato Vincenzo Gonzaga nelle Fiandre, viaggio che si rivelò istruttivo e formativo; nel 1613 a Venezia fu nominato maestro di musica della Serenissima.

Con Monteverdi avvenne la grande svolta del melodramma e i cittadini riempirono il Teatro di San Cassiano con conseguente larga diffusione. A Venezia scrisse molte opere di musica sacra: nel duomo erano presenti il doppio coro e la doppia orchestra. Scrisse otto libri di madrigali e sosteneva che la musica doveva essere schiava della parola. Ma quale doveva predominare? Esprimere ciò che dice il testo, l’innovazione della nuova estetica.

L’incontro si è suddiviso in una parte introduttiva teorica e in un successivo ascolto musicale.
Laura Viganò, docente e attrice, ha deliziato e appassionato i presenti con le letture recitate: “Vago augelletto che cantando vai” “Or che ‘l ciel e la terra” “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono” (dove Monteverdi sviscera il testo e adegua la musica), “O ciechi, il tanto affaticar che giova?”.
Un evento nuovo, grazie anche a Stefano Crippa tecnico alle riprese video e all’impianto audio. Un incontro inedito molto gradito dal pubblico, in cui il suono dell’improvvisa grandinata si è unito all’incanto della musica polifonica per poi, al termine, lasciare spazio ai raggi di un sole crepuscolare in uno splendido tramonto.

Come diceva Massimo de Rigo alla nostra competente relatrice: “Le sensazioni sprigionate da questo evento storico, poetico e musicale hanno emozionato anche la Natura…“.

(Giuseppina Mazzotti, MdeRigo)

Le tradizionali visite guidate a Casa Petrarca e nel Borgo di Quarto Cagnino di PeriferiArtMi

Anche per il mese di marzo, nell’ambito delle iniziative di “PeriferiArtMi – antichi Borghi e nuovi Quartieri della periferia”, con il patrocinio del Comune di Milano – il CSA Petrarca Onlus ha organizzato venerdì 15 marzo una visita guidata nel suo sito, Casa Petrarca di Linterno, e domenica 17 marzo una passeggiata nei luoghi storici simbolo dell’antico Borgo di Quarto Cagnino.

Come sempre il pubblico ha dimostrato grande interesse e grande ammirazione nell’esplorare le stanze della dimora Petrarchesca, il cui nucleo antico, impreziosito dagli affreschi viscontei del 1300, resta la testimonianza originale più genuina del nostro grande Umanista. Un’occasione per affrontare più tematiche che rendono Casa Petrarca una Perla milanese esclusiva: l’epopea delle Crociate del XII-XIII secolo; le testimonianze rarissime della saga dei Visconti, con la lotta per la vita o per la morte tra “il Conte di Virtù” (Gian Galeazzo) e “il Diavolo” (Bernabò), oltre all’immensa figura del nostro amico Francesco Petrarca (una delle Tre Corone della lingua italiana) con la nascita dell’Umanesimo….e poi i Fedeli d’Amore. Un universo tutto da scoprire.

Racconto della conferenza Le Tre Corone, l’ultimo viaggio del lor cammin di vita verso l’eternità

Nell’ambito della Rassegna “Medioevo da riscoprire” e delle iniziative per ricordare il 650° anniversario della morte del sommo Poeta e umanista – CSA Petrarca Onlus ha organizzato l’incontro culturale “Le Tre Corone. L’ultimo viaggio del lor cammin di vita verso l’Eternità”.

Nella dimora più amata da Francesco Petrarca si è svolta la terza conferenza del dottor Aquile Campiotti, medico specialista, esperto in medicina naturale olistica, con un argomento inedito: le malattie che portarono al decesso Dante, Petrarca e Boccaccio. Durante l’Età di Mezzo si moriva a causa di patologie, che hanno afflitto anche le Tre Corone, e per le quali oggi abbiamo prevenzione e terapie che possono tutelarci.

“I tre grandi poeti muoiono e non muoiono perché rimangono nella memoria” così inizia l’intervento Aquilele Campiotti.

“Chissà se Petrarca avesse conosciuto le attuali terapie” così si accomiata il Presidente CSA Petrarca dal nostro pubblico. Il tema in argomento tocca una materia – le patologie – che purtroppo abbiamo vissuto nella nostra epoca con recenti analogie. Nel Medioevo si moriva però molto più frequentemente, affliggendo anche eminenti personalità, come gli interpreti del nostro incontro culturale, le Tre Corone, antesignani degli albori rinascimentali.

Il racconto del Salotto letterario del 7 marzo

Ancora un ottimo riscontro di pubblico per il nuovo appuntamento dei Caffè con Petrarca tenutosi lo scorso giovedì 7 marzo a Casa Petrarca da Liudda Campese, studiosa delle ‘Tre Corone’ della lingua italiana, la quale con passione e competenza ha descritto Petrarca, poeta di raffinato stile e musicalità. Petrarca e Boccaccio: due personalità innovatrici nell’ambito letterario. La novella italiana tra fortune e sfortune dal tardo ‘300 al primo ‘500.

Calendario eventi CSA Petrarca primo semestre 2024

Riscoprire Francesco Petrarca nel 650° della morte.
Allo scopo di onorare il ricordo del nostro nume tutelare nel 650° (1374 -2024) CSA Petrarca Onlus ha studiato un logo originale (Logo 650°) che accompagnerà tutti gli eventi di quest’anno.

Tutti gli eventi (primo semestre) saranno accumunati dal tema del 650° anno di Petrarca secondo questa programmazione:

  • 28 gennaio: Presentazione libro “Myriam di Magdala” di Maria Maffucci
  • 24 febbraio: Conferenza “Il mondo dei Celti”
  • 7 marzo: Salotto letterario “Omaggio a Petrarca” a cura di Liudda Campese
  • 16 marzo: Conferenza “Le 3 Corone: l’ultimo viaggio verso l’eternità” del dott. Aquilele Campiotti
  • 23 marzo: “Progetto Monteverdi” (Petrarca in musica) a cura della Prof.ssa Tania Bartolini
  • 2 aprile: Corso di Scrittura creativa – 9 incontri di 90 minuti a cura di Ezio Gavazzeni, ogni martedi dal 2 aprile, ore 18/19.30
  • 14 aprile: Conferenza “De vulgari eloquentia” cura del prof. Franco Sanna
  • aprile: Inaugurazione parete delle imprese viscontee restaurata
  • aprile/maggio evento a Casa Petrarca del prof. Marco Petoletti (Università Cattolica) a Casa Petrarca
  • fine maggio: “Corteo Storico Medievale” della sms Benedetto Marcello
  • fine maggio/primi giugno: “Lusiroeula” passeggiata notturna nel Parco delle Cave (nei delitiosi passeggi di Petrarca)
  • primi giugno: “Lusiroeula al Bosco” passeggiata notturna nel Boscoincittà
  • tutti i venerdì sera (terza settimana del mese) visita guidata a Casa Petrarca
  • tutti le domeniche mattina (terza settimana del mese) visita guidata al Borgo antico di Quarto Cagnino

Nella sezione EVENTI del nostro sito pubblicheremo via via le locandine.
In prossimità di ogni evento vi daremo tutte le informazioni dettagliate qui sul sito e sui nostri canali social.

Il racconto della conferenza “Il Mondo dei Celti – Attualità della Spiritualità Celtica”

Il Mondo dei Celti – Attualità della Spiritualità Celtica
Storia, leggenda, continuità nel tempo
Casa Petrarca di Linterno – Sabato 24 Febbraio 2024

Lo straordinario evento è stata una nuova autorevole rassegna di inediti aspetti a integrazione dell’evento il Mondo dei Celti dello scorso anno.

Annemeton, Annalisa Locatelli, docente e divulgatrice di tradizioni celtiche, praticante attiva della Earth-Based Spirituality, guida di celebrazioni e meditazioni in natura, è partita dalla domanda: “Come possiamo, nell’era attuale, attingere alla saggezza celtica per arricchire la nostra esistenza moderna”?
Ha coinvolto i presenti raccontando il suo viaggio personale e la sua esperienza di contemplazione e studio in natura, riscoprendo l’interesse per il popolo celtico. Il legame indissolubile tra saggezza del nostro passato e l’armonia tra uno stile di vita più lento e semplice portano ad acquisire maggiore consapevolezza di sé e del mondo che abitiamo, integrando anche una dimensione più spirituale.

Una magica, cosmica spiritualità alla cui scoperta ci ha guidato Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca Onlus, studioso di esegesi storica, ricercatore sulla figura di Francesco Petrarca e della solitudine di Linterno: “Viaggio nel Mondo dei Celti: il popolo dei misteri”.
Molti gli aspetti trattati: le origini, risalenti al 1000 a.C., la loro espansione, le tattiche di guerra, l’assenza di scrittura e di templi, la raffinata oreficeria e la struttura della loro società secondo 3 funzioni: sacerdotale, regale-guerriera, lavorativa. La spiritualità era alla base della vita, ciclo continuo di altre vite. Ai Celti Insubri è attribuita la fondazione di Milano (Medhelan), luogo sacro e punto di congiunzione tra Terra e Cielo: “terra di mezzo”, centro di perfezione. I loro luoghi energetici hanno la costante di essere legati a siti templari.

“I Celti a Milano: gli Insubri di piazza della Scala” è stato presentato da Lucia Zemiti, studiosa di storia medievale e degli ordini monastici cistercense e templare. Il principe celtico Belloveso si unì, nei pressi del Ticino, agli Insubri Golasecchiani; a segnalare questo luogo fu una sorta di cinghiale a pelo folto. Una leggenda? Nel 1233 , a Milano in via Mercanti, si trovò una pietra raffigurante la “scrofa lanuta”, tuttora esistente.
Medhelan, terra sacra di mezzo: il nucleo è di forma ovale, il primo Nemeton. I suoi assi puntano al Resegone (via Manzoni) e al Monte Rosa (via Del Lauro): la nostra città era un paradiso di boschi, radure e fonti. Nel nostro dialetto sono presenti suffisso e radice di parole celtiche. Sembra incredibile quanto di un antico popolo, senza scrittura della propria storia, rimangano usi, costumi, riti e simboli.

Maria Maffucci, studiosa della spiritualità celtica, di Antropologia e di culti antichi, autrice del libro “Myriam di Magdala”, con l’argomento “I Druidi e la Triplicità Celtica”, evidenzia la figura dei Druidi, i sacerdoti dei Celti. Uomini o donne di grande sapienza, connessi alla natura e al cosmo le cui parole erano legge. I sacerdoti celtici si dividevano in: Druidi, Bardi e Vati e la loro dottrina era tramandata a memoria.
Non era la loro religione a minacciare i Romani, politeisti e pagani, ma l’influenza politica che i Druidi detenevano sulle tribù. La triplice dea impersonava i 3 aspetti della Dea Madre che rappresentavano il ciclo dell’esistenza: nascita, maturazione e morte che si riproducono all’infinito in un cerchio continuo. I Romani, distruggendo il potere dei Druidi, hanno distrutto l’intera società celtica ma non i principi morali di un popolo che aveva un enorme rispetto per la natura e per la vita umana.

La brava Laura Viganò ha intercalato gli interventi con le sue letture recitate: Invocazione per la buona fortuna, la poesia preghiera celtica e la poesia del Druido Amergin.

Stefano Crippa ha deliziato i presenti battendo tocchi magistrali sul tamburo celtico.

Un evento memorabile, terminato molto oltre l’orario e che ha visto una presenza massima di spettatori entusiasti e affascinati…complice , come sempre, l’aura nobile che si irradia da Casa Petrarca.
Giuseppina Mazzotti