Il racconto della conferenza “Nell’officina di Petrarca – Il trattato De vita solitaria”

Casa Petrarca di Villa Linterno
sabato 11 maggio 2024

Casa Petrarca ha avuto l’onore di ospitare la lectio magistralis impartita da un esperto petrarchista, il Professor Marco Petoletti, ordinario di letteratura latina medievale all’Università Cattolica e autore di numerosi studi di filologia medievale e umanistica oltre che essere responsabile dell’Archivio e Biblioteca Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio.
Il De Vita Solitaria è un trattato, composto intorno al 1346; come si evince dal titolo è un’esaltazione alla vita solitaria.
Nel primo libro troviamo uno dei temi preferiti dell’autore: la predilezione della vita solitaria, tema ricorrente anche nella poesia “Solo e pensoso i piu deserti campi” dal Canzoniere, letta intensamente da Giovanni Castaldi, psicoanalista, docente di terapeutica artistica all’Accademia Albertina di Torino, teatrante e drammaturgo, che ha affiancato il professor Petoletti, recitando anche la canzone più celebre della raccolta e una delle liriche più note della poesia italiana: “Chiare, fresche et dolci acque”, concludendo con un passo del “De Vita Solitaria – II, 15, in cui il Poeta afferma il primato della professione letteraria sulle altre attività umane. In questo scritto, dedicato a Philippe de Cabassole vescovo di Cavaillone e cancelliere del regno di Napoli, il Poeta invita l’amico a prendere le distanze dalle persone che hanno come sola ricchezza il denaro e a cercare rifugio con pochi amici eletti in un luogo lontano dal fragore della città.
Per ‘vita solitaria’ intende una vita basata sull’otium litteratum, contrapposto al negotium della vita cittadina, una vita caotica che non permette di concentrarsi sulla propria interiorità.
Quest’opera cerca una concilizione tra cultura classica e cristiana; secondo Petrarca tra le due culture c’è un rapporto di continuità, perchè la solitudine basata sullo studio eleva l’animo fino al raggiungimento di una pace interiore: le massime degli scrittori antichi danno conforto e guidano anche l’animo cristiano.
Il presidente di CSA Petrarca, Massimo de Rigo ha salutato gli ospiti, ricordando commosso la figura di monsignor Giovanni Balconi, recentemente scomparso, grande studioso di Francesco Petrarca e amico sincero della nostra Associazione sin dai primordi della difesa ad oltranza di Cascina Linterno. Ha ringraziato Manuel Sciurba, Vicepresidente del Municipio 7 intervenuto assieme alla consigliera Daniela Capitanio.
Coloro che ritengono gli incontri culturali come qualcosa di ammuffito e obsoleto, devono ricredersi, niente di più falso: il professor Petoletti ha divulgato la difficile tematica di Petrarca – il connubio natura-amore, la sua ricerca di solitudine e sofferenza interiore in luoghi che diventano i suoi veri complici – con esuberanza, estro e disinvoltura incredibili.
Il codice di dedica del De vita solitaria inviato da Petrarca a Philippe de Cabassole è stato attentamente rivisto dal Poeta, che corredò i margini con sue note, graffe e maniculae. Sul fondamento della produzione epistolare petrarchesca, è possibile ripercorrere la complessa storia della composizione del trattato, dalla prima stesura nel 1346 alle successive fasi che portarono alla ‘pubblicazione’ del testo nel 1366. L’identificazione consente un sicuro progresso per una più salda edizione del ‘De vita solitaria’.
Petrarca era incapace di porre la parola ‘fine’ perché leggeva sempre nuovi testi; per esempio, si rivolse all’amico Boccaccio, che si trovava a Ravenna, per avere notizie della vita di San Pier Damiani. La parola ‘fine’ tardava anche a causa della carenza di copisti. I manoscritti del De Vita Solitaria sono moltissimi, quasi 150 e, in seguito, con l’invenzione della stampa, l’opera fu diffusa in tutta Europa contribuendo alla sua fortuna. Lapo da Castiglionchio nel 1350 consegnò a Petrarca un libro con le Institutiones di Quintiliano che affermava che può esserci meditazione anche in città, la solitudine non è necessaria per scrivere bene, ma Petrarca non era d’accordo con il suo antico interlocutore e lo scrive nei margini di un suo manoscritto e all’interno del primo libro del De vita solitaria.
Dal 1353 al 1361 il Poeta trova la sua ‘stabilitas’ a Infernum/Linterno riunendo la sua ‘Libraria’, la sua ricca biblioteca, dalle varie località come se fosse una figlia.
Per meglio intendere la cura riservata da Petrarca al suo trattato è importante una lettera autografa del 1362 al maestro e copista Modius de Modii (Moggio), conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, in cui dice: ‘ti raccomando le mie cosucce’. Allo stesso Moggio, in un’altra lettera, raccomandò come copiare l’opera e ritornarla a lui avvolta da un panno cerato contro le intemperie.
Molto ricercato il codice miniato di dedica con correzioni autografe: Petrarca si fa lettore di se stesso disegnando una ‘manicula’ (un segno a forma di mano disegnato ai margini di una pagina, mediante il quale si vuole porre evidenza su un particolare passo del testo) per segnalare passi importanti. È un codice pieno di emozioni.
Il Poeta soleva affermare: “Se non piaccio al volgo, poco me ne curo. Sto consigliando a vivere fuori dalla città, guadagni, traffici e clamore. Basta una fontana limpida e profumi di fiori e non le mense maleodoranti dei ricchi”.
Nell’ambito delle iniziative per il 650° anniversario della morte del Poeta (1374-2024), il prof. Marco Petoletti ha condotto un incontro intenso, ricco di emozioni comunicate con passione, un incontro con particolari inediti corredato da un’interessante presentazione, che ci ha fatto conoscere un Petrarca lettore di se stesso, sempre autentico e perfezionista. Come ha concluso l’autorevole e coinvolgente relatore: “Sepultus vivit”(Sepolto vive).
Prima del commiato, Massimo de Rigo ha ricordato ai presenti la prossima inaugurazione, sabato 25 maggio, della parete delle imprese viscontee, restaurata con i fondi della nostra associazione.
Dulcis in fundo, CSA Petrarca ha accompagnato gli ospiti in una piacevole passeggiata sulle orme del Cantore di Laura nei “delitiosi passeggi” nell’adiacente Parco delle Cave, che noi vorremmo fosse rinominato “Parco Petrarca”.

Giuseppina Mazzotti e Massimo de Rigo
Foto di Artphotogram Claudio Bonomo

A Casa Petrarca e nel Borgo di Quarto con PeriferiArtMi

Si rinnova anche per il mese di maggio il doppio appuntamento con le Giornate PeriferiArtMi

🗓️ A Casa Petrarca, venerdì 17 maggio 2024 ⌚️ dalle 17 alle 19
🗓️ Nell’antico Borgo di Quarto Cagnino, domenica 19 maggio 2024 ⌚️ dalle 11 alle 12

In occasione delle visite del 19 e 21 aprile scorsi, a Casa Petrarca delucidazioni storiche/letterarie/artistiche relative al soggiorno del grande poeta hanno affascinato i nostri visitatori che hanno ammirato la tanto preziosa parete delle imprese viscontee, ideata da Francesco Petrarca e le significative simbologie proprie dell’età medievale. Ammirandone lo stato di avanzamento del restauro, autofinanziato dalla nostra associazione, si sono complimentati per l’opera dei nostri volontari nel salvaguardare e fare conoscere questa dimora, unica allo stato originale.
Degna conclusione, il percorrere il sentiero tanto amato dal poeta, i fontanili, i gatti nei verdi spazi petrarcheschi: il tutto illuminato dalla luce di un tramonto da favola.

Nella visita della domenica, ci siamo incontrati, sul sagrato della chiesa di Sant’Elena, con nove persone che, passo dopo passo, si sono trovate immerse in un’atmosfera medievale per loro inaspettata.
Il gonfalone di Quartum Castrum nella Chiesa di Sant’Elena, il Cippo di Quartum Castrum al crocevia delle vie dei pellegrinaggi medievali, la vecchia scuola Luciano Manara ci hanno condotto all’ingresso del Borgo antico. Ci ha accolto Villa Resnati, l’ex Monastero e la Chiesa della Beata Natività. La colonnetta devozionale ci riporta alla peste del 1576 e 1630, mentre in un antico cortile la presenza di capitelli recanti un fregio identico a quelli di Casa Petrarca, la testa di cavallo, ci fa comprendere come la nostra zona fosse un presidio monastico di assistenza ai pellegrini.
Nella visita, in collaborazione con Walter Cherubini, ogni dettaglio, sito architettonico, storia, usanze e costumi dell’epoca, sono stati dettagliatamente spiegati dal nostro presidente di CSA Petrarca Onlus

Invito alla conferenza “Nell’officina di Petrarca: il trattato De vita solitaria”

Sabato 11 maggio 2024, ore 15:30 a Casa Petrarca.
Nella ricorrenza dei 650 anni dalla morte di Petrarca (1374-2024) l’incontro ricorda una delle opere più significative del Poeta e umanista: il trattato “De vita solitaria”.

Una svolta nella storia compositiva dell’opera è segnata dal soggiorno milanese di Petrarca, di cui sopravvivono i luoghi ameni della sua Solitudine a Villa Linterno (Infernum).

Petrarca attese per molti anni alla composizione del De vita solitaria, iniziato nel 1346 in Provenza e completato vent’anni più tardi, nel 1366, quando la copia di dedica, recentemente scoperta, fu mandata al caro amico Philippe de Cabassole. Qualche anno più tardi, sollecitato dal priore di Camaldoli, Petrarca aggiunse un altro capitolo per onorare s. Romualdo. Il trattato, di grande bellezza, si sviluppa in due libri: alla riflessione generale, affidata al I libro, si affianca nel II libro una serie di esempi di uomini illustri solitari, che con il loro esempio testimoniano il valore della vita in solitudine. Una svolta nella storia compositiva dell’opera è segnata dal soggiorno milanese di Petrarca, tra 1353 e 1361: fu proprio allora che egli, disponendo di una grande biblioteca, riformulò le proprie argomentazioni e le arricchì di nuove fonti, come per esempio le opere di sant’Ambrogio lette presso la biblioteca dei canonici della basilica dedicata al santo patrono. Così sono molte le memorie milanesi evocate nel De vita solitaria, con particolare riferimento appunto alla figura di Ambrogio.

trattato De vita solitaria

Sabato 11 maggio

alle ore 15.30

Casa Petrarca di Linterno – via Fratelli Zoia Milano

Relatore

prof. Marco Petoletti

Professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Direttore del periodico “Italia medioevale e umanistica”

Saluto e presentazione

Massimo de Rigo

Presidente CSA Petrarca Onlus

Letture recitate a cura di

Giovanni Castaldi

“Solo et pensoso” sonetto XXXV (35) del Canzoniere

“Chiare, fresche et dolci acque” canzone CXXVI (126) del Canzoniere  “De vita solitaria”, II, 15 (estratto)

Invito alla conferenza “De Vulgari eloquentia di Dante”

Domenica 14 aprile 2024, Casa Petrarca.
Verso l’unione delle Tre Corone, il trattato sulla lingua volgare di Dante Alighieri, scritto in latino poiché rivolto ai dotti del tempo.
Un’opera in latino per riflettere sui dialetti italiani, sugli autori e sul futuro del volgare: Dante ne sostiene l’eccellenza rispetto alla lingua latina. Petrarca, pur scrivendo prevalentemente in latino, creerà la propria grande poesia in quel volgare illustre predicato da Dante, diventando modello stilistico nei secoli successivi.

La presentazione dell’esperto Franco Sanna che si avvale del contributo artistico della lettrice Laura Viganò avviene nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca che conserva la parete delle imprese viscontee legata al Poeta, in fase di restauro autofinanziato da CSA Petrarca Onlus, che ha in concessione lo spazio dal Comune di Milano. 

Franco G. Sanna. Già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano. Pubblica anche articoli riguardanti la lingua italiana, latina e greca nel suo sito latinamente.it.

Incontro culturale a cura del
Prof. Franco G. Sanna – Collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano

Saluto e introduzione di
Massimo de Rigo – Presidente CSA Petrarca Onlus

Letture recitate di
Laura Viganò – Officine Teatrali

Casa Petrarca di Linterno – via Fratelli Zoia 194 Milano
Domenica 14 aprile 2024 alle ore 15.30 

Invito alla conferenza “Monteverdi. I Madrigali su testo di Petrarca”

Nel 650° anniversario della morte di Petrarca, incontriamo Claudio Monteverdi, uno degli innovatori del linguaggio musicale.

Sabato 23 marzo 2024 dalle ore 15:30

In campo musicale il madrigale è una composizione vocale a carattere polifonico, che nasce in Italia e si sviluppa tra il ‘300 e il ‘600. I testi poetici messi in musica alle volte sono originali, spesso sono componimenti scritti in precedenza. L’incontro ha come obiettivo di fornire una guida all’ascolto di queste opere tenendo conto della nuova impostazione estetico-musicale ideata proprio da Monteverdi. Si suddivide in una parte introduttiva teorica e in un successivo ascolto mediante utilizzo di CD.

La presentazione dell’esperta Tatiana Bertolini avviene nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca che conserva la parete delle imprese viscontee legata al Poeta 

Tatiana Bertolini Laureata in storia della Musica a C’a Foscari, ha collaborato con riviste specializzate, negli ultimi due anni ha partecipato al progetto Prima della Pirma attraverso incontri nelle biblioteche comunali in cui ha illustrato l’opera che ha inaugurato la stagione Scaligera. Ha pubblicato un piccolo saggio sull’opera russa, con attenzione ai lavori tratti da scritti di Puskin.

Incontro culturale con

Tatiana Bertolini

Esperta in storia della Musica

Saluto e introduzione di

Massimo de Rigo

Presidente CSA Petrarca Onlus

Salotto letterario a Linterno

Petrarca ha onorato Linterno con la sua illustre presenza che ci impegna alla conservazione dell’edificio, sua dimora campestre prediletta. Nel Canzoniere, rivolto “a chiunque per prova intenda amore” (I, 7), riversa la sua stessa esperienza ”perché cantando il duol si disacerba” (XXIII, 4).

A cura di Liudda Campese

Studiosa delle ‘Tre Corone’ della lingua italiana, con passione e competenza ha descritto Petrarca, poeta di raffinato stile e musicalità. Petrarca e Boccaccio: due personalità innovatrici nell’ambito letterario. La novella italiana tra fortune e sfortune dal tardo ‘300 al primo ‘500.

Saluto e presentazione di Massimo de Rigo Presidente CSA Petrarca Onlus

L’incontro con Boccaccio.

Nel 1350, a Firenze, Giovanni Boccaccio conosce Francesco Petrarca, intellettuale cosmopolita di origine fiorentina e padre della poesia amorosa, mentre questi si reca a Roma per il giubileo. I due diventano amici, Boccaccio è affettuoso e riverente ammiratore dell’amico, che considera un maestro; Petrarca guarda al giovane e talentuoso con stima. Per Giovanni Boccaccio l’incontro con Petrarca è stato uno di quegli incontri che cambiano la vita, fu completamente galvanizzato, e iniziò un processo di conversione personale, letteraria e culturale che, come lui stesso ammette, lo spinse a migliorarsi.

Perché un Salotto letterario a Casa Petrarca. 

Questa formula aggregativa può essere vista come effetto della domanda sociale di Cultura, in un’epoca in cui si privilegiano i numeri rispetto alla qualità. Il costume del conversare, inteso classicamente come “dialettica” tra gli amanti della Cultura – è il cosiddetto ‘metodo socratico’, ossia il metodo con cui Socrate, secondo quanto riportato da Platone, portava il suo interlocutore a giungere a una verità in maniera autentica – semplicemente aiutandolo a dialogare. Riproporre a Linterno/Infernum, la dimora più genuina di Petrarca, questo salotto letterario vuole fare rivivere tra le mura del Poeta il processo dell’espansione culturale all’origine dell’Umanesimo.

CSA Petrarca si autofinanzia per tradurre in realtà il suo progetto di restauro della dimora del Poeta

I volontari autofinanziano il restauro di una parete di Casa Petrarca

L’ultima impresa dei difensori ad oltranza della dimora petrarchesca di Villa Linterno è quella di rompere gli indugi, restaurando a proprie spese la parete più significativa di questo luogo fondamentale per la Cultura.
Nonostante in questi anni la nostra Associazione abbia profuso grande impegno, tramite Art Bonus e l’adesione a bandi regionali, comunali e di Fondazioni, ad oggi nessun risultato positivo ci ha permesso di ottenere i fondi necessari per la realizzazione di questo intervento, indispensabile per la preservazione delle celebri imprese araldiche viscontee affrescate.
A questo punto, CSA Petrarca ha deciso di autofinanziarsi per tradurre in realtà questo restauro – già autorizzato dalla Soprintendenza e con il nulla osta del Comune di Milano – al fine di concretizzare una prima forma del progetto di valorizzazione storica, culturale ed artistica del sito di Cascina Linterno.
Un lusinghiero apprezzamento ci è stato riconosciuto al riguardo anche dal prof. Giulio Firpo, Presidente della prestigiosa Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze di Arezzo: “Atto di grande significato nel contesto di un benemerito progetto di tutela di questo importantissimo sito petrarchesco, sinora rimasto un po’ defilato rispetto ad altri più noti e frequentati, nonostante il rapporto di Petrarca con Giovanni Visconti e con Milano abbia rappresentato un momento fondamentale nella vita e nella produzione letteraria del Poeta”.
Un impegno particolarmente gravoso per i nostri volontari, ma essenziale per dimostrare la nostra abnegazione al servizio della collettività presente e futura.

Invito alla conferenza “Dualismo dei Templari e dei Catari

DOMENICA 26 NOVEMBRE alle ore 15:30 presso Casa Petrarca

In una giornata di studi sull’ordine Templare, giunta alla sua undicesima edizione, verrà analizzato il Dualismo universale di Catari e Templari che, agli albori del secondo millennio, vede da una parte la nascita dei Catari – strenui difensori di una fede “semplice e amante della natura”, che si fonda su due principi, il Bene e il Male – dall’ altra la crescita dell’ Ordine Templare, che pone in luce la duplice natura, corporale e spirituale, dell’ uomo.
Non si può escludere che ci sia una medesima radice alla base delle loro dottrine eretiche e che il comune denominatore si trovi sia nelle leggende nate attorno ai Cavalieri dai bianchi mantelli, sia nei miti sugli eretici Catari.
In questo intrigante viaggio, che ci permetterà di scoprire tutte le incertezze e le disobbedienze dei protagonisti dell’ epoca, nonché testimonianza della lotta per l’indipendenza religiosa milanese, saremo condotti dai relatori:

– Maria Maffucci   “I Catari, nascita e morte di un’ eresia”
– Lucia Zemiti   “Eresie: tracce catare a Milano”
– Massimo de Rigo   “Dai Templari ai Fedeli d’Amore”.

Ci accompagneranno le letture recitate a cura di Laura Viganò.

Catari e Templari: storie di eresie nel Medioevo.

Templari e Catari uniti da una medesima radice alla base delle loro dottrine eretiche? Non si può escludere che il denominatore comune di questa dottrina segreta, confluita nei misteriosi Fedeli d’Amore, si celasse oltre il simbolo del Graal, sia nelle leggende nate intorno ai Cavalieri dai bianchi mantelli che nei miti sugli eretici catari. Attraverseremo i secoli attorno scoprendo tutte le incertezze e le disobbedienze dei protagonisti dell’epoca: storie di eresie, di diversità represse dal potere, fino a sfociare nel Protestantesimo.

MOSTRA Il Viaggio della Vita ad ovest di Milano Pellegrini e Cavalieri del Tempio a Porta Vercellina.

Maria Maffucci

I Catari, nascita e morte di un’eresia.

In un breve excursus storico, scopriremo l’essenza delle eresie medievali che hanno minacciato l’autorità della Chiesa di Roma. Analizzeremo come mai il catarismo è stata l’eresia più importante e più pericolosa fino al suo tragico epilogo.

Lucia Zémiti

Eresie: tracce catare a Milano

Non tutte le tracce dei Catari  a Milano sono state cancellate. Si nascondono ancora tra antichi palazzi e chiese che hanno fatto da sfondo a crudeli tribunali dell’inquisizione. La memoria è cultura.

Massimo de Rigo

Dai Templari ai Fedeli d’Amore

I Fedeli d’Amore sarebbero una confraternita laica affiliata all’ordine del Tempio.

Gli stessi Stilnovisti avrebbero avuto contatti con i Templari e e le dottrine dei Sufi, per raggiungere l’estasi alla vista dell’Assoluto, lo stesso itinerario verso la Donna angelicata.

Letture recitate a cura di

Laura Viganò

Ingresso a offerta libera con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento di posti info@csapetrarca.it . 339 4448574 . http://csapetrarca.it/ . ATM 49, 67, 78 (Misure anti-Covid)

Invito alla conferenza “On fioeu de Quart. Quarto Cagnino com’era”

DOMENICA 19 NOVEMBRE 2023 alle ore 15:30 presso Casa Petrarca

CSA Petrarca Onlus organizza un viaggio nella memoria assieme a Luigi (Gino) Mereghetti, Vicepresidente CSA Petrarca Onlus, nativo di Quarto Cagnino e figura carismatica del quartiere.

Il borgo antico di Quarto Cagnino rappresenta uno dei nuclei urbani più caratteristici del Municipio 7 e dell’intera città. Quarto Cagnino ha origini antiche: deve infatti il suo nome a “quartum castrum” che indicava il quarto miglio della strada consolare romana che partendo da Milano si collegava a Novara, Vercelli ed Aosta sino ad arrivare nelle Gallie, nell’Helvetia ed in Germania. Con Regio Decreto 17 gennaio 1869, n. 4827, Quarto Cagnino venne annesso al comune di Trenno, insieme a Figino e Quinto Romano. Successivamente, con Regio Decreto 2 settembre 1923, n. 1912, Trenno e altri dieci comuni vennero aggregati al comune di Milano e Quarto Cagnino ne seguì le sorti.

L’incontro sarà un affascinante viaggio nel tempo assieme alla gente che visse a Quarto Cagnino.

Un “viaggio nella memoria”: ricordi del tempo passato raccontati dal saggio nonno come le narrazioni al caminetto.
Un omaggio, con le storie e fotografie d’epoca, che segna il passaggio dal momento della testimonianza orale del vissuto a quello della memoria storica collettiva.

Ingresso a offerta libera con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento di posti

info@csapetrarca.it . 339 4448574 . http://csapetrarca.it/ . ATM 49, 67, 78 (Misure anti-Covid)

1923-2023 Centenario Antichi Comuni Milanesi

Conferenza Sabato 30 settembre 2023 h 15.30

Il 14 dicembre 1923 è una data sostanzialmente sconosciuta ai milanesi. Eppure, per Milano è importante, poiché ne vide più che raddoppiare l’estensione territoriale, che passò da 76 a 181 km² (esito dell’aggregazione degli allora Comuni di Affori, Baggio, Chiaravalle Milanese, Crescenzago, Gorla-Precotto, Greco Milanese, Lambrate, Musocco, Niguarda, Trenno e Vigentino),

Con un atto politico-amministrativo (Regio Decreto 2 settembre 1923 n. 1912 e deliberazione 14 dicembre 1923 del Consiglio comunale di Milano), tali Comuni persero l’Amministrazione, divenendo “periferia urbana”, cioè oggettivamente marginali rispetto al centro città.  

Con l’ausilio di immagini, ne approfondiremo l’evoluzione geografico-amministrativa, anche con valenza didattica, nonché l’attualità ed i possibili sviluppi futuri anche degli attuali Municipi.

Sabato 30 settembre h 15.30

INDIRIZZO

Spazio Casa Petrarca di Linterno

Via fratelli Zoia 194 MI

ATM 49, 67, 78 (Misure anti-Covid)

INFO CELL & WHATSAPP

334 2519257 – 339 4448574

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