Il racconto della Conferenza “Nigra sum, sed formosa. Il culto della Madonna Nera”

Ancora una volta Casa Petrarca ha ospitato un evento ricco di spunti e di grande interesse religioso antropologico. Difatti sabato 21 maggio 2022 alle ore 15,30 si è tenuto un incontro dal titolo “Nigra sum sed formosa. Il culto della Madonna nera”. Questo incontro ha avuto una lunga gestazione, doveva essere tenuto più di due anni fa, ma il Covid lo ha fermato, nel frattempo purtroppo è deceduto il nostro socio Renato Bosoni, promotore e ideatore dell’iniziativa stessa. Per tenere fede all’impegno e per commemorare il nostro amico e socio venuto a mancare, abbiamo voluto tenere ugualmente questo incontro di forte valenza culturale.
La giornata, è iniziata con un breve ricordo di Renato Bosoni, uno dei soci fondatori del CSA, fotografo professionista e grande innamorato della cultura, curioso e intrapredente ricercatore. Nonostante la
giornata torrida il pubblico non è mancato.
Il primo intervento dal titolo “Sant’Eusebio, le Madonne nere e i sacri Monti” è stato tenuto da Roberto Gariboldi. Il relatore ha illustrato l’origine del culto cristiano delle Madonne nere, legandolo a sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli il quale, secondo la tradizione, nel IV secolo portò alcune statue di Madonne nere in Italia, dando così origine a questo particolare culto, legato intimamente anche a culti precristiani, che il cristianesimo ha saputo inglobare e assorbire. Il Sacro Monte di Oropa è uno dei luoghi nel quale il santo ha lascito una di queste statue, il che ha dato origine, nei secoli, ad un culto che ancora oggi muove milioni di pellegrini, altrettanto dicasi dell’altro Sacro Monte di Crea, dove Eusebio ha lasciato un’altra statua mariana.
Il secondo intervento, dal titolo “Il mistero della Madonna nera di Loreto” è stato illustrato da Massimo De Rigo, il quale, con grande efficacia, ha ricostruito la travagliata storia della casa di Maria, dalla Palestina
sino al definitivo arrivo sul colle di Loreto. Nell’intervento ha messo ampiamente in rilievo il determinante contributo dell’ordine templare, il quale si fece carico dei diversi trasporti e ricostruzioni della casa: sembra incredibile ma questi semplici muri di mattoni, agli impietosi esami moderni si sono rivelati identici a quelli rimasti in Palestina, testimoniando come il grande culto a questa Madonna sia
giustificato anche dalla scienza.
L’ultimo intervento “‘L’iconografia della Madre di Cristo nei secoli. La donna e la dea” letto e integrato sapientemente da Maria Maffucci, era la relazione preparata a suo tempo da Renato Bosoni per questo convegno. Nella relazione si illustrano i legami delle Madonne nere con le precedenti divinità femminili legate alla fecondità, partendo dalla preistoria sino ad arrivare all’epoca classica greco-romana. Non vengono dimenticate anche altre divinità di origine celtica, il che va a giustificare la grande diffusione di queste particolari Madonne in area francese.
Gli interventi si sono conclusi con un breve contributo di Roberto Gariboldi sulle Madonne nere a Milano. Questo lavoro è stato fatto per esaudire l’espresso desiderio di Renato Bosoni, il quale era intenzionato a trattare anche questo argomento, ma purtroppo non abbiamo trovato in merito.
Come sempre, l’attrice Laura Viganò ci ha affascinato con le sue letture tratte dal Cantico dei Cantici concludendo con la celebre “Vergine bella che di sol vestita” di Francesco Petrarca.
Roberto Gariboldi

Foto a cura di Giusy e Elda.

Nigra sum, sed formosa 

In memoria di Renato Bosoni

L’incontro esamina le origini e mistero di un culto della religione cristiana, il culto delle Madonne Nere.

“Bruna sono ma bella”(Ct 1,5), si legge nel Cantico dei Cantici. Un’espressione che allude alle Madonne Nere, il cuore di molti culti devozionali.

Maria, emblema della semplicità, nell’iconografia delle Madonne Nere in Italia e nel mondo.

Roberto Gariboldi 

Sant’Eusebio, le Madonne Nere e i Sacri Monti

Massimo de Rigo  

Il mistero della Madonna Nera di Loreto

Maria Maffucci 

espone la ricerca postuma di

Renato Bosoni

‘L’iconografia della Madre di Cristo nei secoli. La donna e la dea’

Laura Viganò

Letture recitate ‘Quando l’anima canta’

Evento promosso da 

CSA Petrarca Onlus

www.csapetrarca.it

in collaborazione con: 

Officine Teatrali Scuola dei Mestieri dello Spettacolo

Con il Patrocinio del Municipio 7 di Milano

Ingresso a offerta libera con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento di posti

(Misure anti-Covid)

Info:  339 4448574 . info@csapetrarca.it . http://csapetrarca.it/

Corteo storico dedicato a Petrarca: il racconto, le foto e la rassegna stampa

Sabato 14 Maggio Casa Petrarca di Linterno ha ospitato per la prima volta, con grande emozione, il “Corteo Medievale”, accogliendo il primo dei due cortei organizzati. Uno scenario in perfetto clima dell’epoca, allestito nel nostro ambito grazie soprattutto ad una scrupolosa preparazione da parte di Maria e Massimo, ed allietato dalla presenza scenica di numerosi figuranti, tra cui un maestoso Cavaliere Templare, ha esaltato l’atmosfera della dimora milanese di Francesco Petrarca, rendendola ancora più magica e coinvolgente. Dopo la partenza da Casa Petrarca, il ricongiungimento in una piazza milanese con il secondo corteo organizzato ha dato il via alla parte più spettacolare dell’evento. La grazia di damigelle esibitesi in eleganti danze medievali; le acrobazie dei saltimbanchi; i volteggi degli sbandieratori e la musica ritmica dei tamburini, hanno letteralmente entusiasmato il pubblico che gremiva la piazza. Il corteo definitivo si è poi incamminato verso l’itinerario prestabilito.

Nella pagina Facebook del CSA Petrarca tutte le foto dell’evento.

Una bellissima pagina culturale (anticipata da un articolo di Milanonews24 ) che richiama uno dei periodi storici più importanti della nostra città – la Milano viscontea – e che ha coinvolto la nostra Associazione con la stessa passione che riusciamo sempre a comunicare, quando il protagonista indiscusso di questi eventi è Lui, il sommo Poeta.

A coronamento della grande importanza dell’evento e della visibilità che ha conquistato, segnaliamo anche il bellissimo articolo “Cascina Linterno, il corteo medievale dei ragazzi del Manara fa rivivere di tempi del Petrarca” di Paolo Bobaudi pubblicato sul Corriere della sera che riportiamo anche di seguito.

Petrarca dà il braccio all’amata Laura, il cavaliere sfida a duello la Morte, i templari sfilano accanto alle streghe: atmosfere medievali a Milano, sabato 14 maggio, con il tradizionale corteo della scuola «Luciano Manara», che ha attraversato il borgo di Quarto Cagnino partendo da Cascina Linterno, antica residenza milanese del poeta. Studenti, professori e i volontari di Casa Petrarca hanno contribuito a realizzare uno spettacolo in costume molto coinvolgente. Tra i figuranti hanno sfilato i tamburini, i musici, gli sbandieratori, i fratres templari della grangia «Infernum», le streghe, i nobili, le nobildonne, fino al Petrarca, Laura e Giovanni Visconti, arcivescovo e mecenate del poeta. Era presente persino la «Signora Morte», a ricordare l’iconografia medievale e l’atmosfera del film «Il settimo sigillo».

abiti sono stati realizzati da genitori e insegnanti della Sartoria del Corteo Storico, con l’integrazione di costumi teatrali in prestito dalla Scala. Dopo tanti anni di cortei (questa è stata la 24esima edizione) l’Istituto Manara ha accumulato un guardaroba di oltre 400 costumi storici, tra abiti femminili e maschili, di cui una buona parte di alta sartoria. I primi abiti vennero prodotti sotto la supervisione di una guida professionale, la nonna Berta Siliprandi. Quest’anno un gruppo di nonne hanno raccolto l’eredità e l’impegno di nonna Berta lavorando per rifinire tutti gli abiti, ed è stato creato un catalogo digitale di tutti gli abiti, con i loro accessori.

La festa si è svolta partendo da «Casa Petrarca», ovvero Cascina Linterno, rievocando il soggiorno di Francesco Petrarca alla corte Viscontea: proprio qui il poeta aretino aveva la sua residenza di campagna. Era il 1996 quando, per la prima volta, l’istituto Manara scelse di aderire al progetto pilota europeo «La scuola adotta un monumento» coordinato dalla Fondation Pégase e dal Comune di Milano. La scelta cadde su Cascina Linterno, in via F.lli Zoia 194, dimora del Petrarca dal 1353 al 1361. Erano due anni che gli studenti del Manara aspettavano il corteo: una tradizione che si rinnova tutti gli anni dal 1997, «saltata» solo per la pandemia. Quest’anno hanno sfilato in 250 tra studenti, professori e volontari di «Casa Petrarca».

La dirigente Donatina De Caprio sottolinea l’importanza dell’iniziativa: «È proprio attraverso la conoscenza e la valorizzazione del territorio nel quale vivono e studiano che i ragazzi scoprono la loro identità e sviluppano un senso di appartenenza». «Casa Petrarca è monumento nazionale – spiega il presidente di Csa Petrarca Onlus, Massimo de Rigo -. Abbiamo un affresco conservato con la simbologia petrarchesca. Sappiamo con certezza che tra queste mura e nel parco qui vicino, anch’esso conservato fino a oggi, il Petrarca ha vissuto, lavorato e passeggiato. È un miracolo che tutta questa naturalità dei luoghi sia giunta intatta sino a noi».

Il Corteo Medievale, inserito in una più articolata giornata di festeggiamenti a tema, è diventato ormai una tradizione nel quartiere, e lo testimoniano i diversi riconoscimenti da parte della stampa cittadina, delle istituzioni come il Consiglio di Zona 7 e in generale delle realtà culturali e civili. La dirigente ci tiene a ringraziare l’assessore alla scuola Erica Soana, il consigliere Davide Varrà, le associazioni «Generazione Manara» e «Csa Petrarca», le nonne, i docenti e i ragazzi tutti per la fattiva collaborazione. E grazie anche a tutto il quartiere, con la sua magia, un prezioso «Landmark» da riscoprire.

da “Il Corriere della Sera”: Petrarca torna a Villa Linterno: sabato 14 maggio il Corteo Medievale davanti alla casa del poeta

Riportiamo il bellissimo articolo scritto da per le pagine milanesi de “Il Corriere della sera”

Protagonisti gli oltre 250 ragazzi della scuola secondaria di primo grado «Benedetto Marcello» dell’istituto comprensivo «Luciano Manara»

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Tamburini, sbandieratori, musici e giullari, ma anche nobili, armigeri, fratres Templari e prelati. E, davanti a tutti, il grande poeta Francesco Petrarca con l’amata Laura. Si torna alle radici del Rinascimento, sabato 14 maggio a Milano, con la 24esima edizione del Corteo Medievale, di cui sono protagonisti gli oltre 250 ragazzi della scuola secondaria di primo grado «Benedetto Marcello» dell’istituto comprensivo «Luciano Manara».

Quest’anno sarà un evento tutto speciale perché il Corteo Medievale riparte da Casa Petrarca a Villa Linterno: una parte della sfilata si muoverà alle 9.30 proprio dall’antica residenza milanese del poeta, in via F.lli Zoia 194, per poi ricongiungersi in piazza Cooperazione con il resto del corteo partito dalle scuole in via Constant 19. La sfilata prosegue nel borgo antico di Quarto Cagnino per poi tornare alla scuola «Benedetto Marcello», dove dalle 12.30 gli stand gastronomici e la festa saranno aperti al pubblico.

Il Corteo Medievale, in collaborazione con il Municipio 7, è ormai una tradizione consolidata: gli alunni nati nel 1997, anno della prima sfilata, sono ora studenti universitari, e alcuni di loro sono tornati a scuola, felici di ricordare e di essere «maestri» di nuove leve di sbandieratori e tamburini. La sfilata annuale per le vie di Quarto Cagnino è nata per sottolineare il legame con la petrarchesca Villa Linterno, «adottata» dalla scuola nell’ambito di un progetto didattico europeo, in quanto verosimile «grangia» templare e soprattutto attestata dimora agreste di Francesco Petrarca nel lungo periodo in cui fu cittadino milanese, ospite dei Visconti (1353-61). La recente scoperta di decorazioni affrescate risalenti al periodo visconteo (XIV sec.) secondo la tecnica medievale del «mezzo fresco» ne ha dato nuova e preziosa testimonianza.

Il capitello di Casa Petrarca stemma del Municipio 7

Stemma del Consiglio di Zona 7 (2002) – primo premio a Massimo de Rigo per il Concorso del Comune di Milano “Nove Zone in Comune” istituito dall’assessore Giulio Gallera per rappresentare lo spirito del Decentramento.

Simbolo della Zona 7 di Milano, vincitore del concorso indetto nel 2002 dal Comune di Milano – Assessorato al Decentramento, nell’ambito del rinnovamento delle Zone.

La Zona 7 è la più estesa del Comune di Milano con circa 32 kmq ed una delle più popolose con circa 170.000 abitanti. Comprende: Porta Magenta, Fopponino, La Maddalena, San Siro, Quartiere Harar, Quartiere Vercellese, Quarto Cagnino, Quinto Romano, Figino, Forze Armate, Baggio, Quartiere Valsesia, Quartiere degli Olmi, Assiano, Muggiano.

Lo stemma si presenta come uno scudo su sfondo rosso e bianco, su cui si inserisce un capitello con un curioso monogramma.
Lo scudo è delimitato in alto da un portale stilizzato posto tra due torri, e in basso da una cornice di foglie incrociate.
Lo stemma vuole sintetizzare la storia della Zona 7, in parte coincidente all’antica Porta Vercellina, nel suo splendore del XII secolo quando Milano si dà una struttura amministrativa policentrica (oggi diremmo federale) divisa in sei ‘Sestrieri’ o ‘Porte’ con apertura nelle mura della città in direzione delle grandi strade, chiamate ‘fagie’. Ogni Porta ha due torri di difesa. La Porta è il fulcro dell’ordinamento civile e militare della città: questo decentramento, che garantisce un’attenzione capillare alle diverse popolazioni, rappresenta la ‘chiave di volta’ della grandezza di Milano, in cui non esiste un unico centro ma sei centri autonomi.


Ognuna delle sei Porte parte dal Broletto e comprende la regione oltre le mura, il territorio dei ‘Corpi Santi’ dall’usanza di seppellire i primi martiri cristiani (considerati ‘Santi’) fuori città, lungo le vie che si aprono sul contado.
La Porta rappresenta tutta la vita della città, il suo stesso cuore pulsante. Comprende un vasto ambito dove trattare ogni genere di affari, dal mercato al tribunale, dalle assemblee pubbliche agli spettacoli.
La Porta si distingue con vessilli ed insegne proprie: Porta Vercellina ha gli stessi colori che hanno ispirato lo stemma della nostra zona: ‘superius rubram, inferius albam’ ovvero il rosso e l’argento (in araldica bianco) che simboleggiano rispettivamente la nobiltà e il popolo.

Illustrata la simbologia dello scudo di Porta Vercellina, mettiamo a fuoco quella del capitello. Si tratta di uno dei due capitelli palmati delle colonne di Cascina Linterno. Sui capitelli a testa di cavallo sono incisi due enigmatici monogrammi che, secondo il petrarchista Antonio Marsand, docente petrarchista del primo ’800, indicano la scritta ‘Canonicus Franciscus Petrarca Fieri Fecit’ (il Canonico Francesco Petrarca Fece Eseguire) anche se risultano evidenti due esecuzioni diverse: l’incisione di base con un segno molto preciso è una croce patriarcale; la successiva è una rielaborazione ad opera di uno scalpellino
molto meno professionale. In base alle documentazioni trovate in questi anni, possiamo affermare che Cascina Linterno era una grangia presumibilmente legata ai fratres templari dell’hospitale di San Jacopo al Ristoccano, a cui risalgono le colonne gemelle e le prime incisioni delle croci patriarcali sui capitelli palmati.
Dopo la soppressione violenta dell’Ordine templare, appartenne sicuramente alla famiglia de Marliano, molto vicina ai Visconti, che offrirono questa grangia, in stile molto simile alle dimore d’Oltralpe, a Francesco Petrarca, in cerca di una località tranquilla ma non troppo discosta dalla città. Probabilmente Petrarca ingentilì la severa architettura monastica: questo spiegherebbe la modifica dei due monogrammi e quindi la mano d’esecuzione diversa.
Questa la sintesi dello stemma della Zona 7, con l’intento di ricordare, nell’ambito di una grafica in sintonia alla nostra epoca, le radici della nostra storia.

Fonte Il dono di vedere

Invito alla Conferenza “La Medicina nel Medioevo” Sabato 30 ottobre 2021 h 15.30

Per molto tempo si è pensato che il Medioevo sia stato un periodo buio. In realtà, se si vuol comprendere il Rinascimento, occorre ripercorrere il Medioevo, l’epoca in cui vissero Dante, Petrarca e Boccaccio e dove l’ingegno elaborò molte invenzioni.
La relazione, coadiuvata dalle immagini, ci racconterà aspetti inediti del Medioevo: le cure in caso di malattie, anche se i medici ignoravano come funzionava, nei dettagli, il corpo umano.
Alla scoperta della nascita della scienza medica. Tecniche, usanze, credenze e sperimentazione di una scienza ancora empirica, ma con grandi intuizioni. Un viaggio affascinante in un mondo ancora non del tutto esplorato e che ci sorprenderà per la sua complessità e alcune volte insospettabile modernità.

Sabato 30 ottobre 2021 ore 15.30

Villa Linterno del Petrarca – via Fratelli Zoia 194 Milano

ATM 49, 67, 78

 

Saluto e presentazione

Massimo de Rigo

Presidente CSA Petrarca Onlus

Relatore

Aquilele Campiotti

Medico specialista, esperto in medicina naturale olistica

La medicina ai tempi del Petrarca

Cosa ne pensava Petrarca dei medici di allora?

 

 

 

http://csapetrarca.it/invito-alla-conferenza-la-medicina-nel-medioevo-sabato-30-ottobre-2021/

 

https://www.partecipami.it/calendar/event/1/8953

 

 

 

L’evento sarà organizzato nel RISPETTO DELLA NORMATIVA COVID (Misure anti-Covid)

Ingresso a offerta libera – prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento dei posti

Info: http://csapetrarca.it/  – info@csapetrarca.it – derigomassimo@gmail.com

Il racconto della Conferenza a Morimondo ‘Nascita ed apocalisse dei Cavalieri Templari’

Morimondo rimane un luogo magico dove, da dieci anni, nel mese di ottobre il CSA Petrarca, in collaborazione con le Associazioni: Viriditas; Panta Rei; Fondazione per leggere; recentemente anche Officine Teatrali Scuola dei Mestieri dello Spettacolo, si incontrano con a tema l’Ordine Templare. 

Il luogo, l’abbazia cistercense di Morimondo, è fortemente evocativo. Certamente in questa località, Cavalieri Templari sono passati e si sono fermati; non casualmente, quindi, anche quest’anno, sabato 9 ottobre, ci siamo riuniti per approfondire questo Ordine misterioso ed affascinante, che ancora oggi ha schiere di seguaci e appassionati studiosi. 

Il tema toccato quest’anno era: “Nascita ed apocalisse dei Cavalieri Templari”. 

La prima relazione tenuta da Massimo de Rigo ha toccato un tema particolarmente intrigante in quanto ha avanzato l’ipotesi, suffragata da molti documenti, che il fondatore dei Templari non fosse Ugo de Payens francese ma Ugo de’ Pagani di Nocera, quindi italiano. Il relatore ha illustrato e analizzato diversi documenti a sostegno di questa tesi che rivoluziona la storia dell’origine dell’Ordine Templare, mettendo in risalto l’importanza della repubblica marinara di Amalfi nei primi anni di vita dei cavalieri. 

Lucia Zémiti, nel secondo intervento, ha compiuto una carrellata sulle otto crociate raccontando, in sintesi, fatti e misfatti di questa epopea durata oltre due secoli, ove i Cavalieri Templari hanno dato il loro determinante contributo. 

Il terzo intervento, a cura di Roberto Gariboldi, era dedicato alla figura di Filippo IV detto il bello, colui che perseguitò e distrusse l’Ordine Templare. L’intervento ha illustrato la complessa figura di questo re di Francia, sfuggente, misterioso, che regnò solo attraverso i suoi collaboratori, senza mai esporsi in prima persona, ma determinato nei suoi progetti di rendere grande la Francia e che invece finì miseramente vittima di un incidente di caccia.

Ha concluso Laura Viganò, con l’intensa recitazione di un brano del “Cantico dei Cantici” legato ai Templari dalla figura dell’ispiratore della loro Regola, Bernardo di Chiaravalle, che scrisse i “Sermoni sul Cantico dei Cantici”.

Il pubblico, come sempre, ha seguito con grande interesse gli interventi, e solo verso sera, al tramonto di una bella giornata di ottobre, l’abbazia è tornata nel silenzio che tanto amava san Bernardo, il protettore dei Templari.

Roberto Gariboldi

Invito alla Conferenza “Nascita e apocalisse dei Cavalieri Templari” sabato 9 ottobre a Morimondo

Nascita e apocalisse dei Cavalieri Templari
Missione, destino e nemici dell’Ordine religioso e cavalleresco più misterioso del Medioevo.

Sabato 9 ottobre 2021 alle ore 15.30
Morimondo (MI) Sala consiliare – Piazza Municipio, 2

Seminario sui Pauperes commilitones Christi templique Salomonici (Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone), che si svolge presso l’abbazia cistercense di Morimondo, legata ai monaci cavalieri del Tempio.

Letture recitate: Laura Viganò

Massimo de Rigo Hugo de Paganis all’origine dei Templari

Lucia Zémiti Il Regno di mezzo

Roberto Gariboldi Filippo IV il Bello, il nemico

Due cavalieri su un medesimo cavallo, il loro sigillo simbolo della fratellanza e della loro doppia natura di monaci guerrieri, una duplicità unica nella storia del Cristianesimo.
Alla riscoperta dei frati templari, l’Ordine religioso e cavalleresco più misterioso del Medioevo.
La nascita nella Terrasanta al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche dopo la prima crociata.
Tattiche, imprese e condottieri che li trasformarono in leggenda dell’età di mezzo.
Il complotto, il processo e la tragica fine della loro epopea.

Evento promosso da

CSA Petrarca Onlus www.csapetrarca.it

in collaborazione con:

Associazione Viriditas
Associazione culturale Panta Rei
Officine Teatrali Scuola dei Mestieri dello Spettacolo
Fondazione per leggere
Comune di Morimondo

L’evento sarà organizzato nel RISPETTO DELLA NORMATIVA COVID (Misure anti-Covid)
Ingresso a offerta libera – prenotazione obbligatoria sino ad esaurimento dei posti
Info: 328 9272193  pirula8@yahoo.com

Visita guidata nel borgo antico di Quarto Cagnino, oggi più che mai attuale

Nell’ambito dell’iniziativa “PeriferiArtMi – antichi Borghi e nuovi Quartieri della periferia”- domenica 18 aprile si è svolta la visita guidata organizzata da CSA Petrarca Onlus nel borgo di Quarto Cagnino, dove sopravvive una delle colonne votive (o crocette) legate alle due grandi epidemie di peste del 1576 e del 1630.
La peste di san Carlo è citata nel capitolo XXXI de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni come antecedente di quella descritta nel romanzo stesso, abbattutasi in Lombardia nel 1630, quando arcivescovo di Milano era il cardinal Federico Borromeo, cugino di san Carlo.
 
Dal vecchio catalogo della mostra “Le crocette di Milano”, si apprende che inizialmente erano stati collocati nelle strade di Milano piccoli altari per consentire l’ascolto da casa della celebrazione della messa a chi era costretto dalla quarantena a non uscirne. Nel 1576 san Carlo volle che, al posto degli altari, fossero erette colonne sormontate da croci: le crocette dette in alcuni testi ‘Croci Stazionarie’ perché poste su percorsi delle Vie crucis.
 
Secondo una tesi sostenuta da vari storici, le crocette sorgevano vicino ai lazzaretti che erano gestiti da monaci di un vicino cenobio. Lo testimoniano la Croce di san Calimero, in largo Crocetta, nei pressi del monastero di san Lazzaro e la Croce di Maria Maddalena, situata in piazza De Angeli, nei pressi dello scomparso monastero di santa Maddalena che diede origine al nome del rione (la Maddalena). Tracce di un antico monastero sopravvivono a Quarto Cagnino, dove, nel corso della la visita guidata, sono state mostrate due antiche colonne murate (simili a quelle di Villa Linterno) databili XII-XIII sec.
Interessanti anche le ultime tracce del monastero della monache del Cappuccio e del giardino di Villa Rosnati, presente nelle mappe del Catasto teresiano del 1722.
 
Al commiato, applausi dei partecipanti nello stupore di tanta memoria storica sconosciuta.
Grazie a Giacomo Tarlarini e a Renato Bosoni per la collaborazione.
Massimo de Rigo – CSA Petrarca Onlus

Buona Santa Pasqua di Resurrezione

 

LA STORIA CHE VIVE AD OVEST DI MILANO

Casa Petrarca. Luogo della memoria tra Cielo e terra. Via Fratelli Zoia 194 Milano.
La Casa del Petrarca a Linterno, rappresenta una delle tappe obbligate per chi vuole conoscere un luogo legato alla riflessione sui classici, all’origine dell’Umanesimo. Già in epoca tardo medievale la casa fu meta di pellegrinaggi di poeti ed ammiratori, motivati dal fenomeno del petrarchismo, diffuso grazie all’opera del cardinale e letterato Pietro Bembo, il quale indicò quali modelli di perfezione della letteratura italiana Francesco Petrarca per la poesia ed Giovanni Boccaccio per la prosa. Cicerone, uno dei grandi Maestri cui Petrarca guardava, aveva scritto, visitando i luoghi dell’Accademia di Platone: “I luoghi hanno potere di richiamo e, non senza ragione, li si utilizzano per creare un’arte della memoria”.

La colonnetta della Croce. Un ricordo della peste manzoniana. Via Fratelli Zoia 51 Milano
Nel borgo di Quarto Cagnino sopravvive una delle colonne votive (o crocette) legate alle due grandi epidemie di peste del 1576 e del 1630. Per volere dell’arcivescovo Carlo Borromeo, nel periodo di quarantena della pestilenza del 1576, in varie piazze vennero organizzati altari per la Celebrazione eucaristica, su cui vennero erette colonne. Altre 20 croci furono realizzate dall’arcivescovo Federico Borromeo durante la peste del 1630. “Diede ordine che si piantassero in ciascun luogo, ove erano quelli Altari, nobili, et alte colonne di pietre vive, fondate sopra le basi, e piedestalli; nella somità delle quali si ponesse una Croce grande, con un Christo inchiodato; e si circondassero da cancelli di ferro fabricati artificiosamente, per tener le Croci, e li Altari aggiunti, con la debita veneratione”.