Lusiroeula al Bosco in Città   

Mercoledì 13 giugno 2018 ore 21
Ritrovo presso la palestra SEF Mediolanum,
Via Ponte del Giuscano, 1/2 – Milano Figino

Partenza alle ore 21.15
Visiteremo il Laghetto delle Ninfee, il giardino d’acqua e l’hotel degli insetti,
in compagnia delle Lucciole del Boscoincittà.
Rientro previsto alle ore 22.30.

Partecipazione libera e gratuita
Si consigliano calzature per camminata su sterrato e sentiero.
Utile l’uso di una piccola torcia tascabile
Non si assume alcuna responsabilità per fatti e accadimenti.
Parcheggio auto a Figino via Ponte del Giuscano
Mezzi pubblici: 
Fermata bus 72
(collegamento con le stazioni M1)
e 80 a Figino in via Morelli
(collegamento con le stazioni M5)

info:  Siro Palestra 3356558267 . Massimo de Rigo 3394448574 .

CSA Petrarca – http://csapetrarca.it/

Il CSA Petrarca ospite della Festa medioevale della scuola “Benedetto Marcello”

Anche quest’anno il CSA Petrarca Onlus ha avuto il piacere e l’onore di presentare il proprio gazebo alla scuola media “Benedetto Marcello” di via Constant 19 nell’ambito dell’annuale Festa Medievale organizzata dall’Istituto scolastico.La nostra associazione è stata l’unica ad essere invitata con un gazebo offerto dalla scuola, spazio che si è subito animato con i nostri soci presenti ed i numerosi ragazzi e genitori incuriositi dalla nostra attività mostrata attraverso i pannelli e le pubblicazione esposte e guidati con passione dal Presidente Massimo de Rigo, Cavaliere Templare in questo giorno di festa.
A tutto ciò si unisce l’orgoglio nel vedere come la scuola continui a mostrare riconoscenza verso la nostra associazione a cui è legata per il Vincolo Monumentale DM 9.3.99 che ha salvato dall’abbattimento Villa Linterno. Un doppio filo che unisce l’Istituto al CSA Petrarca ed alla storia degli ultimi venti anni della nostra zona, fatta di battaglie, manifestazione, eventi culturali e ripagata dall’affetto di chi ci segue e sostiene.

La lusiroeula de quart  

VENERDI SERA 1 GIUGNO h 21 PARCO DELLE CAVE Milano 

RITROVO Parcheggio  angolo vie R. ROSSELLINI / PAONE, Milano (zona ospedale San Carlo)

ore 21.15 inizio escursione lungo il Percorso Petrarchesco (~ 2 km – termine alle ore 22.30 circa)

All’imbrunire della sera si cammina verso l’area naturalistica e la zona umida.

Dalla Cava Aurora si prosegue lungo il sentiero Boscaccio di Cava Casati e la stradina delle marcite di Villa Linterno

Partecipazione libera e gratuita

Si consigliano calzature per camminata su sterrato e sentiero.

Utile l’uso di una piccola torcia tascabile

Non si assume alcuna responsabilità per fatti e accadimenti.

Mezzi pubblici: 

Bus 49 (MM5 San Siro Stadio/direzione P.zza Tirana) 

Bus 49 (MM1 Inganni/direzione P.zza Lotto)

info: Massimo de Rigo 3394448574 . Siro Palestra 3356558267 . Isidoro Spirolazzi 3387634115

CSA Petrarca – http://csapetrarca.it/ – derigomassimo@gmail.com  

* in caso di maltempo, ripetizione GIOVEDI 7 giugno 2018

Petrarca si ricorda di Milano. E Milano invece?

Venerdì 9 febbraio 2018, presso la storica e prestigiosa sede dell’Università Popolare di Milano in Via Terraggio, 1, si è tenuto un incontro, promosso dal CSA Petrarca Onlus e l’Università Popolare di Milano dal titolo. “Petrarca e la Milano dei Visconti. L’invenzione dell’Umanesimo”.

L’Università Popolare di Milano è dal 1901, data della sua fondazione, un faro di cultura che illumina la nostra città e poter proporre in quella sede un incontro petrarchesco è stato per il CSA Petrarca un grande onore e un impegno che è stato il riconoscimento di tanti anni spesi a valorizzare la figura di Francesco Petrarca e la sua residenza di Villa Linterno.

La grande sala era gremita e l’interesse non è mai scemato nelle due ore abbondanti che è durato questo incontro. Ha esordito il presidente dell’Università, l’esimio professore Ermanno Arslan che ha introdotto l’incontro sottolineando in modo particolare la smemoratezza della città di Milano di fronte alle proposte culturali e le potenzialità di sviluppo che queste offrirebbero se adeguatamente raccolte. Sono seguiti gli interventi dei relatori a cui si sono intervallati le letture petrarchesche recitate con passione dall’attrice Debora Mancini accompagnata al pianoforte dalle atmosfere musicali di Daniele Longo.

Il primo intervento, di Roberto Gariboldi vice presidente del CSA, si è concentrato sulla figura di Petrarca come inventore dell’Umanesimo e come Milano sia stata la culla di questo movimento culturale che ha formato la tradizione culturale per secoli di tutto il mondo. Si è illustrato come durante il periodo passato a Milano, Petrarca abbia realizzato in pratica il modello di vita umanistico, lavorando alle sue opere, studiando gli antichi e i padri della Chiesa e coltivando le sue amicizie. In tutto questo emerge la presenza dei Visconti, non i tiranni come hanno sempre fatto credere gli avversari fiorentini, ma principi del loro tempo, duri ma attenti agli aspetti culturali: i centosettanta anni di dominio visconteo sono stati per la nostra città un grande momento di crescita e la corte dei signori di Milano è stata delle più splendide d’Italia. Petrarca ha regalato a Milano la primogenitura dell’Umanesimo, mentre questa città ostinatamente continua a dimenticarlo, quasi fosse un oscuro personaggio senza importanza e non uno dei forgiatori della cultura mondiale di tutti i tempi.

È seguito l’intenso intervento di Mons. Giovanni Balconi, che si è concentrato sulla poesia di Petrarca mettendo in rilievo la figura reale di Laura e di come la poesia petrarchesca possa essere il filo conduttore per interpretare la vita della città, senza necessariamente entrare in contrasto con gli aspetti naturali della campagna.

Ha concluso l’appassionato intervento di Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca, il quale, dopo aver descritto alcuni aspetti della Milano e del contado visconteo all’epoca di Petrarca (ricordo di Franco Zamboni), si  è concentrato sulla storia di Villa Linterno (l’antica Infernum), illustrando una sintesi delle attestazioni storiche che testimoniano la presenza del poeta. È stato presentato anche un nuovo contributo, un documento recentemente scoperto presso l’Archivio Diocesano di Milano: la relazione di una visita pastorale del 1586 alla pieve di Trenno, dove si cita esplicitamente l’oratorio dell’antica Infernum/Linterno. L’intervento ha messo in rilievo la battaglia del CSA Petrarca per difendere le decorazioni affrescate del nucleo storico (destinate a distruzione) e si è poi concluso con l’esposizione delle criticità  del recente “cosiddetto restauro”, illustrando i numerosi punti negativi di questo approssimativo intervento non certo rispettoso del Vincolo Monumentale e augurando una definitiva destinazione d’uso adeguata all’ambiente, che da troppi anni vive precariamente e senza una chiara strategia futura.

Roberto Gariboldi – CSA Petrarca Onlus

Petrarca e la Milano dei Visconti

È tesi comune che lʼUmanesimo italiano sia di matrice toscana. Forse è ora di avviare una riflessione circa questa ipotesi. Senza sminuire il grande contributo toscano allʼUmanesimo, occorre ricordare che lʼItalia di allora era un insieme di stati indipendenti dove ogni corte si disputava personaggi illustri. Avvenne la frammentazione in tutta la penisola di questo movimento culturale sviluppatosi dalla metà del Trecento al Quattrocento, caratterizzato da una rinnovata centralità dell’uomo e dal recupero della civiltà culturale greco-latina.

Francesco Petrarca fu il primo umanista in assoluto e a Milano, formando un insieme di persone che proseguirono questa tradizione di ricerca e di studio definita umanistica. Milano e la sua corte viscontea divennero un polo umanistico di primaria importanza nel panorama della cultura europea.

In questo incontro si cercherà di illustrare questo aspetto poco esplorato di Petrarca a Milano, dove il poeta visse la sua maturità artistica, arricchendo il mondo culturale milanese e creando generazioni di umanisti di valore.

Uno dei luoghi preferiti da Petrarca fu la sua residenza agreste di Villa Linterno, un luogo magico e uno dei motori ispiratori del poeta verso la ricerca umanistica. La rigogliosa natura attorno a Linterno, tuttora visibile, fu un ambiente insostituibile per la sua ispirazione. La sua residenza con le preziose decorazioni affrescate, destinate alla distruzione e faticosamente difese dai volontari del CSA Petrarca, sono patrimonio di tutta la collettività presente e futura.

Ricordo di Franco Zamboni

Franco Zamboni, socio del CSA Petrarca Onlus, ci ha lasciato lo scorso 28 dicembre, all’ospedale di Cremona dove era ricoverato da tempo per le complicazioni di una polmonite.

Non trovo le parole per descrivere questo grande uomo, non un contadino qualsiasi ma “l’Agricoltore storico del Parco delle Cave” colui che fu l’unico vero salvatore di Cascina Linterno dal degrado, dagli incendi e dalle speculazioni.

La nostra storia comune è nata una domenica mattina nella primavera 1994, quando mia madre mi chiese di poter rivedere il luogo dove, tanti anni prima, aveva conosciuto don Giuseppe Gervasini. Trovammo la sua abitazione trasformata in carrozzeria, ma, nelle vicinanze, una dimora molto degradata in via F.lli Zoia 194, in parte ricoperta da impalcature. Mi chiese di poter prendere un pezzettino di mattone sbriciolato come ricordo e nel momento in cui lo stavo porgendo, come se ci fossimo dati appuntamento, sbucò una figura dal portone centrale che ci chiese il motivo di tanto interesse. Era l’agricoltore, Franco Zamboni, che ascoltò quel ricordo e quindi scrollò il capo dicendoci che ormai quel luogo, che si chiamava Cascina Linterno, non aveva un futuro. Erano pronti tutti i permessi e quindi imminenti le ruspe per sostituirla con un residence di lusso, nonostante fosse stata la dimora agreste di Francesco Petrarca. Zamboni ci fece entrare e gentilmente ci mostrò la chiesetta, indicandoci la posizione di una vecchia targa asportata, che ricordava il prezioso soggiorno del Poeta dal 1353 al 1361. Papà Theo, il figlio Daniele ed io, eravamo estimatori di questo gigante della Cultura occidentale e ci domandammo come fosse possibile uno scempio simile, pianificato ai tempi della “Milano da bere”… Promisi a Zamboni di convocare subito una riunione del nostro agguerrito Comitato di quartiere di Quarto Cagnino e così fu. La sera dopo, il Comitato aveva le idee chiare: tutti noi erano pronti a bloccare la via Fratelli Zoia, a ricoprire la Cascina di manifesti e, se non fosse bastato, a legarci al monumento all’arrivo delle ruspe. Zamboni si diede da fare richiamando all’azione i vecchi compagni di oratorio della Madonna dei Poveri. Contemporaneamente realizzai il logo della nuova Associazione, che chiamammo “Associazione Amici Cascina Linterno” e a cui decidemmo di dare una grafica che richiamasse i colori del logo del Comitato di Quarto Cagnino per dare continuità ad un’azione già consolidata in cinque anni di battaglie civili. Il nuovo logo voleva comunicare la difesa dell’ambiente e della storia: la Cascina e il suo territorio escono dal tondo per uscire dall’oblio del tempo, mentre la “colombina petrarchesca” guarda dall’alto di una nuvoletta… Due vittorie coronarono questa prima fase pionieristica: nel dicembre dello stesso 1994, la Giunta Formentini ritirò questo devastante progetto e all’inizio dell’anno successivo un memorabile Convegno coordinato dai primissimi soci fondatori, spinse l’amministrazione pubblica all’istituzione del Parco delle Cave.

Franco Zamboni fu un pioniere del Parco delle Cave, ne ha disegnato con il suo sudore il prezioso territorio medievale legato a Petrarca e lo ha tramandato a noi. È stato fautore ad oltranza dell’agricoltura biologica, che sfrutta la naturale fertilità del suolo, senza l’uso di fertilizzanti chimici che se apparentemente migliorano la produzione, a tempo debito distruggono l’ambiente. Nelle aree adiacenti alla Cascina (divenuta poi Monumento nazionale vincolato) si sentiva invece l’odore forte del concime organico che riporta a sensazioni di tempi antichi.

Franco era un angelo dalla scorza dura, apparentemente rude ma dal cuore dolce, per questo stavamo bene insieme e ci intendevamo anche senza parlarci. Assieme a Lui, conduttore intrepido e storico della Linterno, mi onoro di essere stato primo socio fondatore dell’Associazione Amici Cascina Linterno. Entrambi ne fummo espulsi da gente dura di cuore brava a camuffare ambiguità e slealtà in atteggiamenti falsamente bonari.

Entrambi ne condividemmo gli ideali originali ritrovandoci nell’Associazione CSA Petrarca Onlus: salvare la storia e l’agricoltura nel monumento nazionale legato a Petrarca.

Caro Franco, avevo in cuor mio una speranza: mantenere la promessa che ti feci quindici anni fa, in occasione dello sfratto di Cabassi dalla tua Linterno. Ti promisi che saresti rientrato, a testa alta.

Non ci sono riuscito, pur mettendocela tutta, e questo è per me un grande dolore che si unisce al dolore profondo per la tua perdita.

Il CSA Petrarca fu l’unica associazione a chiedere ufficialmente il ritorno dell’Agricoltura alla Linterno. Protocollò questa richiesta al Comune di Milano più volte. Inutilmente.

Franco, hai chiuso gli occhi senza vedere per l’ultima volta la casa dov’eri cresciuto, da cui tua madre ti accudiva con amore.

Gli uomini dal cuore duro non ti volevano, gli stessi che oggi in modo ipocrita tessono i tuoi elogi postumi, temevano il tuo carattere forte, la tua autorevolezza.

Ora sei nella Luce della Verità, nell’Infinito senza tempo e spero che tu sorrida di queste miserie umane.

Ti ricorderò, guardando i fontanili e la marcite del nostro Parco che hai amorevolmente seguito per tutta una vita. Sono certo che qui ritroverò la tua anima generosa e schietta.

Che la terra ti sia lieve, amico mio.

 

Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca Onlus.

 

Il CSA Petrarca aderisce all’Osservatorio del Paesaggio 

Il Touring Club Italiano, associazioni e comitati civici, architetti, urbanisti e privati cittadini danno vita all’Osservatorio Monte Stella Milano.

Si tratta del primo Osservatorio per il Paesaggio in Italia attivo in una metropoli.

Milano, 20 dicembre 2017

Nella storica sede del Touring Club Italiano, con la firma del Presidente Franco Iseppi e quella di privati cittadini, architetti, urbanisti, responsabili di Associazioni culturali, sportive, ambientaliste e comitati civici, è stato costituito l“Osservatorio Monte Stella Milano”, il primo Osservatorio per il Paesaggio della nostra città e il primo in Italia attivo in una metropoli.   Monte Stella, oltre ad essere un parco  quotidianamente frequentato dagli abitanti dei quartieri circostanti e non solo, è un luogo caro a tutti i milanesi ed è un luogo simbolico realizzato con le macerie della Città distrutta dai bombardamenti, e rappresenta la Memoria della città, i dolori della guerra,  un monito eterno, il ricordo dei Giusti.   Da oggi il Monte progettato da Piero Bottoni è anche il centro simbolico dell’azione futura dell’Osservatorio per il Paesaggio Monte Stella Milano che proietterà il proprio campo di azione nei quartieri circostanti . Garegnano con le antiche cascine e la Certosa di Milano, monumento di eccezionale valore storico e artistico, il Centro Sportivo XXV Aprile, uno dei più medagliati d’Italia, il complesso storico dell’ex Tiro a Segno Nazionale, dotato di edifici in stile Liberty, risalenti  al 1906, il Parco del Portello, costruito nel 2011 su parte dell’area un tempo occupata dagli stabilimenti Alfa Romeo, l’area storica del Lido di Milano, l’Ippodromo del Galoppo con l’ex Ippodromo del Trotto e le Scuderie De Montel, struttura in stile liberty, l’antico nucleo storico di Quarto Cagnino, già noto in epoca romana sull’antica ‘Via ad Novarium’, il Parco delle Cave, la Villa Linterno, monumento storico vincolato e attestata storicamente come dimora di campagna prediletta di Francesco Petrarca durante il suo soggiorno milanese (1353-1361), il nucleo del borgo antico di Lampugnano, le grandi aree verdi dei parchi pubblici di Trenno e del Bosco in Città e la spina verde di via Benedetto Croce sino alle prime costruzioni del Quartiere Gallaratese limitate dal Centro commerciale Bonola e il Quartiere Comina.  “L’Osservatorio per il Paesaggio Monte Stella Milano nasce per concorrere ad una diffusa percezione del paesaggio consapevole, responsabile e partecipata da parte dei cittadini – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano. Il paesaggio, infatti, deve diventare un tema politico di interesse generale, poiché contribuisce in modo rilevante al benessere dei cittadini e alla loro realizzazione personale, sociale e culturale”.

Per l’Osservatorio per il Paesaggio Monte Stella Milano è in corso la stesura dello Statuto che definirà le regole sociali, gli strumenti di comunicazione e gli organi operativi. Tra questi, un valore aggiunto sarà dato dal costituendo Comitato Scientifico, un supporto qualificato per la definizione delle proposte e degli obiettivi da raggiungere, per l’analisi delle soluzioni possibili a fronte delle istanze dei cittadini e per un ausilio al direttivo nei rapporti con le istituzioni. L’Osservatorio è una struttura in continuo divenire, sempre aperta a chiunque, associazione o privato cittadino,  non necessariamente legati all’ambito territoriale, ne voglia condividere i principi e le finalità.  L’Osservatorio è un ente del terzo settore interlocutore del Consiglio d’Europa, come previsto dalla Convenzione europea del paesaggio del 2000, e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ma soprattutto è innervato  nell’ampia rete dei tanti osservatori già attivi non solo nel nostro Paese ma nel intero continente europeo.

Alla costituzione dell’Osservatorio per il Paesaggio Monte Stella Milano hanno aderito: Touring Club IItaliano, Fondazioneperilparco, Greem Gruppo Ecologico Est Milano, Associazione CSA Petrarca Onlus, Road-Runners Milano, Comitato “Proteggiamo il Monte Stella”, Comitato Oriani-Certosa, Associazione “Gruppo Verde San Siro”, gli Architetti Alberto Ferruzzi, Iacopo Gardella, Ernesto Morselli, l’urbanista Prof. Giuseppe Della Torre e i privati cittadini Gabriella Anedi, Claudio Maria Bertolotti, Dario Cinquetti, Michela Corallo, Berardino De Simone, Ambretta Franci, Roberto Gariboldi, Alberto Grilli, Anna Manca, Renato Martelli, Luigi Giuseppe Mereghetti, Walter Monici, Luciano Mura, Andrea Nulli, Luigi Santambrogio, Patrizia Tosetti.

Il Viaggio della Vita ad ovest di Milano

Sulle vie dei Templari e dei pellegrinaggi medievali a Porta Vercellina

SABATO 13 Gennaio 2018 alle ore 15.30

SPIAZZA Milano via G. B. Rasario, 10/C

Biblioteca sociale del Borgo sostenibile di Figino 

Due distinte relazioni, coadiuvate dalla proiezione di immagini, ci introdurranno alla conoscenza dei Pellegrinaggi medievali e dei Monaci Cavalieri del Tempio.

 

Roberto Gariboldi

Dal Nord a Milano la Strada Regina. I Pellegrini in terra lombarda

 

Massimo de Rigo

Le Vie della Fede a Porta Vercellina. Il mistero dei Templari.

È un viaggio a ritroso nel Tempo sulla via dei Pellegrinaggi nell’attuale  Municipio 7 (in parte coincidente all’antica Porta Vercellina) nel suo splendore del XII secolo quando Milano si dà una struttura amministrativa policentrica (oggi diremmo federale) divisa in sei ‘Sestrieri’ o ‘Porte’.

Furono gli Ordini monastico-militari a dare nei secoli XII e XIII, la concreta possibilità a moltitudini di pellegrini e Crociati di raggiungere la Terrasanta con relativa rapidità, con un imponente complesso di hospitalia, ospizi e ricoveri.

I Templari non furono gli unici: anche i Cavalieri Ospitalieri o Giovanniti nella penisola, e quelli Teutonici nei Paesi di lingua tedesca, furono di grande sostegno al pellegrinaggio, ma i “cavalieri del Tempio”, cancellati dalla storia, hanno la prerogativa di essere l’incarnazione degli ideali cavallereschi più puri delle Crociate.

Ai Monaci del Tempio si deve (assieme ai loro cugini Cistercensi) l’impulso dato al progresso del territorio dove operarono con le nuove tecnologie (i mulini ad acqua, un’energia prodigiosa per quei tempi, che consentiva di creare grandi quantità di manufatti con modesta mano d’opera; il perfezionamento dei fontanili che utilizzavano l’acqua sorgiva di falda estendendo l’irrigazione e quindi le colture; la realizzazione delle marcite che consentivano di avere foraggio fresco anche d’inverno e quindi un grande sviluppo lattiero-caseario che fece delle cascine vere e proprie aziende alimentari).

Nell’immaginario collettivo, i Templari sono rimasti un mito per il destino tragico e imprevisto contro il quale non seppero o non vollero reagire, dopo due secoli di difesa ad oltranza della Terrasanta.

Attraverso l’ubicazione degli hospitalia, di antiche chiese e monasteri, è possibile ricostruire il tracciato delle vie di pellegrinaggio sul territorio attorno all’antica “Via ad Novarium”, l’odierna via Novara e quindi anche Figino, l’antica Feglinum.

Sopralluogo dell’Assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Carmela Rozza al Parco delle Cave (28 novembre 2017)

Oltre alla presenza dell’Assessore Carmela Rozza e a quella dei volontari del CSA Petrarca Onlus hanno partecipato:

  • Ernestina Ghilardi – Vicepresidente Municipio 7
  • Andrea Afrune – Presidente Commissione Sicurezza Municipio 7 • Alessandro De Chirico – Consigliere Comune di Milano
  • Cesare Salvetat – Responsabile del Parco delle Cave
  • Paolo Campi – Agricoltore Parco delle Cave
  • Mauro Veca – Apicoltore Cascina Linterno/Parco delle Cave
  • Responsabili della Polizia Locale di Milano
  • Associazione Nazionale dei Rangers d’Italia
  • Rappresentanti di Associazioni territoriali di volontariato
  • Alcuni cittadini del comprensorio Parco delle Cave

Dopo i reciproci saluti e le reciproche presentazioni il Presidente del CSA Petrarca Onlus, Massimo de Rigo, espone, in breve, all’Assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, le problematiche relative al Parco delle Cave e alle crescenti difficoltà nella difesa del suo patrimonio storico e naturalistico e nella tutela del suo sistema verde.

Massimo de Rigo consegna all’Assessore una mappa degli incendi dolosi verificatisi nel tempo, e, a tal proposito, tutti i convenuti si trasferiscono agli orti “Parea”, luogo in cui è stata dolosamente incendiata una struttura destinata a ripostiglio attrezzi e servizi igienici, provvista anche di un locale per incontri e socializzazione al servizio, non solo dei fruitori degli orti, ma anche per i bocciofili dell’attiguo campo.

L’incendio doloso ha distrutto completamente la struttura nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2016. Le fiamme sono divampate in via Taggia, zona Quarto Cagnino, nonostante la vicinanza di una telecamera. L’Assessore e il responsabile della Polizia Locale chiariscono che senza l’opportuna illuminazione, le telecamere non visualizzano immagini.

Tutti i presenti sono condotti dal Presidente del CSA Petrarca alla Cascina Caldera per visionare l’area teatro dell’ultimo incendio nel Parco delle Cave. La sera del 12 settembre le fiamme hanno inghiottito più di mille balle di fieno e paglia mandando in fumo un anno di lavoro. Anche in questa occasione si sono verificati i posizionamenti delle telecamere di sorveglianza del luogo, valutando possibili cambiamenti alle localizzazioni delle stesse.

L’Assessore Carmela Rozza ci informa, attraverso la conferma del Responsabile della Polizia Locale, che le sessanta telecamere di sorveglianza del Parco delle Cave sono tutte attive, sia di vecchia che di nuova generazione. Sono quindi non performanti allo stesso modo, in quanto posizionate in loco in tempi diversi e sempre più evolute tecnologicamente.

Ci informa che verranno installate nuove telecamere anche nel vicino Parco di Trenno tutt’ora sprovvisto: trattasi di un grande intervento programmato in alcuni lotti distribuiti in più anni in funzione anche dei relativi finanziamenti.

Il Presidente del CSA Petrarca ha insistito nel richiedere videosorveglianza e illuminazione adeguate alla Cascina Linterno, storico monumento tutelato dal Ministero ai Beni Culturali, dove sono stati appicati una serie di incendi (2010-2014) al fieno accumulato nell’area adiacente che si affaccia sul Parco delle Cave.

L’Assessore alla Sicurezza evidenzia il problema relativo al potenziamento dell’illuminazione del Parco delle Cave: condizione assolutamente indispensabile per ottenere una migliore sorveglianza dello stesso e ottimizzare il funzionamento delle telecamere, precisando però, che tale compito è a carico dell’Assessore Marco Granelli.

Verso mezzogiorno, con reciproci ringraziamenti e saluti, veniva concluso il sopraluogo al Parco delle Cave.