Il gemellaggio culturale “la Via del Petrarca” CSA e Castello di Pagazzano – il racconto

La pianura Padana in autunno assume un aspetto magico e riesce ad essere affascinante anche con il cattivo tempo. Ieri la pianura bergamasca attorno al  castello di Pagazzano, appariva un po’ offuscata dalla bruma e dalla pioggia che scendeva a tratti, ma era ugualmente serena e bella, invitando il visitatore a fermarsi a riflettere. Così sicuramente capitò al nostro Francesco Petrarca, quando anche lui visitò il castello in un lontano autunno e, anche se confessò di essersi un poco annoiato, non mancò certo di riflettere, studiare e scrivere. Questo castello è uno dei tanti gioielli di cui l’Italia si può fregiare, così come lo è casa Petrarca a Cascina Linterno, due pietre preziose medioevali meritevoli di crescere e darsi conoscere in tutto il paese.

Questo castello destinato dai Visconti all’abbattimento per cause militari, venne rispamiato da Bernabò Visconti solo per rispetto al nostro poeta, che qui era passato e che saltuamente ancora vi passava: “… volendo dare soddisfazione all’onorevole e prudente uomo, il signore Francesco Petrarca, ti ordiniamo di cessare dalla distruzione della fortezza di Pagazzano…”, che esempio illuminante, si sospende la distruzione di un luogo solo perché onorato dalla presenza di un uomo celebre!! Sensibilità inusitata di un personaggio passato alla storia per la violenza, noi oggi, spesso ci diciamo attenti all’arte e alla storia, invece siamo fra i maggiori distruttori della storia stessa, nascondendo la nostra insensibilità dietro la scusa della sostenibilità economica.

Visitando il castello si rimane colpiti, l’associazione che ne cura la conservazione è molto attiva e preparata, l’acoglienza è calda e la visita è raccontata con competenza. A noi, soci del CSA Petrarca onlus, è piaciuto fare dei paralleli tra la residenza milnese di Linterno e il castello di Pagazzano, ne abbiamo trovati molti e la cosa ci ha particolarmente entusiasmato: per esempio il fregio a disegni floreali visibole in una stanza della residenza signorile si ritrova simile anche a Casa Petarrca, le nicchie sparse nelle stanze sopra l’ingresso del castello sono identiche a quelle di Casa Petrarca. Questo ci deve far riflettere profondamente, il medioevo padano visconteo ha un messaggio comune che merita di essere studiato, conservato e restaurato.

Domenica 3 ottobre 2021, Casa Petrarca di Linterno, assieme all’associazione che ne ha la gestione, CSA Petrarca Onlus ideatrice del progetto ”La Via del Petrarca”, si sono gemellate ufficiamente con il castello di Pagazzano, primo passo concreto dei progetto. Fedeli alla nostra missione noi ci proponiamo di costruire e diffondere cultura e siamo felici quando incontriamo chi vuole fare, con lo stesso nostro entusiasmo, la medesima cosa.

Roberto Gariboldi

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CSA Petrarca alla cerimonia di gemellaggio con il castello di Pagazzano
Pagazzano 3 ottobre 2021
Intervento di Massimo de Rigo Presidente dell’Associazione CSA Petrarca Onlus

Bentrovati, è con vero piacere che la nostra Associazione ha accolto l’invito di gemellaggio chiesto dal Gruppo della Civiltà Contadina del Castello Visconteo di Pagazzano.

Due parole sul CSA Petrarca.

La nostra è un’associazione non profit iscritta all’Albo delle Associazioni del Municipio 7 e alla Casa delle Associazioni, costituita da cultori del bello e dell’ambiente, a tutela del territorio ad ovest di Milano da oltre 30 anni. CSA Petrarca Onlus è un comitato culturale indipendente, premiato con il “panettone d’oro” per essersi reso il portavoce del mondo della Cultura nel dare la giusta centralità di Petrarca nelle linee progettuali del recupero edilizio di Linterno; l’unica a custodire il Vincolo monumentale che tutela questa Perla milanese. Senza la nostra azione, la memoria del Poeta e umanista sarebbe stata cancellata, con le sue fonti archeologiche, nell’ultima sua dimora milanese sopravvissuta. Nel 2019 abbiamo ottenuto in concessione onerosa dal Comune di Milano lo spazio Casa Petrarca, non restaurato e aperto alla cittadinanza dopo una lunga odissea. Nel 2021, l’anno dedicato a Dante Alighieri, che ha riflessi su Francesco Petrarca, uno dei padri della lingua italiana, la pandemia non ha fermato la nostra Associazione che si è impegnata al di fuori della sua sede, inaccessibile, per promuovere la conoscenza della dimora petrarchesca pubblicando, con criteri scientifici, il saggio che è disponibile in offerta. CSA Petrarca intende valorizzare lo spazio in concessione e affidarlo alla collettività mondiale presente e futura.

A tal fine, i volontari chiedono il sostegno istituzionale e privato.

Il progetto “La Via del Petrarca”

Nell’anno dedicato a Dante Alighieri per il settimo centenario della morte e quindi di riflesso alle Tre Corone della lingua italiana, l’Associazione CSA Petrarca Onlus ha promosso il gemellaggio culturale delle principali dimore del Poeta e umanista, coinvolgendo gli enti e le associazioni storico/culturali che le rappresentano.

Il progetto “La Via del Petrarca” si ispira all’opera “Le Rime del Petrarca con tavole in rame e illustrazioni” (edita a Padova nel 1819-20), realizzata dall’abate Antonio Marsand (1765-1842) che illustra contestualmente le principali residenze petrarchesche.

Antonio Marsand, ecclesiastico, letterato e bibliografo, fu rettore all’Università di Padova. Rispondendo a una esigenza avvertita dagli studiosi sin dalla fine del Settecento, intendeva realizzare un’edizione filologica superiore alle precedenti. Dopo una rigorosa collezione di tutte le versioni esistenti, il Marsand sottopose l’opera al giudizio dell’Accademia della Crusca e scelse un testo basato sulle edizioni più accreditate al suo tempo. Marsand nelle numerose edizioni delle “Le Rime del Petrarca con tavole in rame e illustrazioni” inserisce pregiate incisioni e acquetinte di Petrarca, Laura e delle più celebri dimore petrarchesche.

Ritiratosi dall’incarico accademico, Marsand si dedicò alla raccolta di scritti su Petrarca (oltre novecento volumi, sia manoscritti sia stampati) che costituì un riferimento per le successive edizioni italiane di Petrarca: da Giacomo Leopardi nelle “Le Rime di Francesco Petrarca” del 1826 a Giosuè Carducci nell “Rime di Francesco Petrarca sopra argomenti storici, morali e diversi” nel 1876. Marsand vendette al re di Francia Carlo X la sua collezione in cambio di un vitalizio.

Partendo da quest’opera di pregio, nel 2012 è stata presentata un’interrogazione al Parlamento europeo di Strasburgo con la richiesta dell’Etichetta del Patrimonio culturale europeo (contrassegno europeo) per tutelare le dimore petrarchesche da speculazioni edilizie e utilizzi impropri.

Questa la genesi de “La via del Petrarca”, un percorso turistico-culturale, ma anche una sorta di armatura per difendere la memoria del grande Poeta e umanista.

Alle prime dimore stabili, ossia Arezzo, Fontaine de Vaucluse (presso Avignone, Francia), Selvapiana (Reggio Emilia), Villa Linterno (Milano) e Arquà Petrarca (Padova) va annoverato anche il Castello di Pagazzano, località in cui regnavano il silenzio e la solitudine tipiche dell’atmosfera campestre tanto cara al Poeta autore del “De Vita solitaria” e che favorivano la sua ispirazione creativa.

Logotipo “La Via del Petrarca”

Il logo studiato da CSA Petrarca e prescelto dalle Associazioni petrarchesche di Arezzo, Avignon Vaucluse, Selvapiana, Linterno e Arquà Petrarca, si propone di evidenziare la dimensione aulica universale di Francesco Petrarca.

Il profilo del viso fu realizzato dal pittore veronese Altichiero da Zevio tra il 1370 e il 1380. Verso il 1370 Altichiero si trasferì a Padova, per affrescare un ciclo di Uomini illustri, su spunto letterario del “De viris illustribus” di Francesco Petrarca, anch’egli presente in città, nella reggia dei Carraresi.

II colore “rosso scarlatto” dello sfondo richiama all’iconografia della veste del Poeta.

Il colore “grigio-perla” dell’aureola ricorda la ghirlanda d’alloro, celebrata per Francesco Petrarca, il “poeta laureato” per eccellenza. L’incoronazione poetica era una cerimonia simbolica che consacrava alla fama dei posteri un poeta laureato.

Petrarca fu l’unico poeta delle Tre Corone della lingua italiana – a differenza di Dante e Boccaccio che non lo furono – ad essere laureato (8 aprile 1341) per mano del re Roberto D’Angiò. Ispirato ai rituali del mondo romano, il poeta coronato d’alloro ottenne il massimo riconoscimento pubblico.

Manifesto culturale “La Via del Petrarca”

La creazione di un percorso comune, quale “La Via del Petrarca”, quasi un novello laico ‘Cammino di Santiago’, ha le potenzialità di un inedito itinerario culturale internazionale alle fonti del Cantore di Laura.

Lo scopo è di portare vantaggi di scala ai siti legati a Francesco Petrarca in organizzazioni autonome legate da specifiche relazioni di interdipendenza, con scambi culturali come è quello odierno qui a Pagazzano.

Riteniamo, infatti, indispensabile dare luce alle realtà di per sé ritenute minori, ma che hanno fortissimo valore storico, un enorme peso specifico anche ambientale, considerato che il Poeta amava esaltare l’aspetto più puro legato al rispetto della natura, in tutte le sue forme, argomento oggi di grande attualità.

Grazie a questo scambio reciproco su tematiche affini dedicate alla sua figura, l’obiettivo è il giusto riconoscimento all’intera sua opera.

Riscoprire il “petrarchismo” fenomeno internazionale d’imitazione della poetica di Francesco Petrarca che interessò la cultura europea sino all’età moderna, ricordando come un gigante dal nome Giacomo Leopardi si ispirasse a lui nella lingua e nelle forme metriche.

Riscoprire l’Umanesimo che ha in Petrarca il precursore e che ha contribuito a mettere l’uomo al centro del pensiero.

Il pensiero e l’opera di Petrarca sono vivi e vitali anche al presente. Egli afferma la modernità degli antichi, resa possibile attraverso la sua titanica ricerca di manoscritti in tutte le biblioteche europee, che nasce dall’interrogazione sulla condizione dell’uomo e il suo destino: questioni più che mai vitali oggi, che si avverte l’inizio di un nuovo mondo, pur ancora indefinito.

Ragionare oggi di un nuovo Umanesimo significa un passaggio epocale, una rottura di continuità e, in questo senso, il nuovo Umanesimo può diventare il nostro orizzonte sociale e culturale.

“L’anno prossimo a Casa Petrarca di Linterno” è il nostro invito per ritrovarci assieme, vicini al nostro Francesco e alla sua poetica universale.

 

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