Incontro culturale “Il Mondo dei Celti. Alle origini di un popolo straordinario”

Si è svolto Domenica 29 Marzo 2026 nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca di Linterno, dimora storica del sommo Poeta, un evento di grande rilievo storico-culturale, promosso e organizzato da CSA Petrarca ETS.

I Celti: la sola evocazione riporta alla mente quell’alone di mistero che, da sempre, avvolge la storia di questo popolo indoeuropeo, una delle prime civiltà a dominare gran parte dell’Europa nel primo millennio a.c. Il loro stretto legame con la natura in tutti i suoi elementi, ha consolidato nel tempo immagini incantate di fate, sacerdotesse e maghi.

E i relatori che hanno condotto l’evento hanno saputo riprodurre mirabilmente quelle atmosfere magiche che, complice il fascino emanato dalla dimora in cui si è svolto, ancora oggi accompagnano le loro gesta.

* Maria Maffucci (studiosa di antropologia e di culti antichi, studiosa di cultura e spiritualità celtica) ha documentato il ritrovamento di numerosi reperti, prevalentemente in Gran Bretagna (la Britannia romana) e in Francia, di raffinata fattura: gioielli, vasellame, scudi, armi che i Celti usavano deporre come offerte votive nei fiumi, nei laghi, nelle paludi, considerati luoghi sacri naturali e porte d’accesso all’aldilà.

* Silvia Motta (astrofisica, docente Ist.Naz.di Astrofisica) ha illustrato, con scrupolosi calcoli matematici e scientifici, grazie allo studio geomorfologico condotto sul territorio in cui è inserito l’edificio “Cascina Linternum (Infernum)”, le tracce di un Nemeton ellittico celtico antico. Nemeton: spazio sacro riservato a uomini e dèi, che indica la “Sfera Celeste”.

* Massimo de Rigo (Presidente CSA Petrarca ETS) ha descritto le origini del Santo Graal, che il mito celtico vede rappresentato dal “Calderone”, che nutre i suoi guerrieri così come il sangue contenuto nel calice di Cristo nutre la fede cristiana. Viene citato anche Parsifal, il cavaliere medievale dotato di cuore puro e nobile, destinato alla ricerca del Santo Graal. Il Graal, termina de Rigo il suo intervento, rappresenta la storia dell’umanità.

Per tutta la durata di queste emozionanti narrazioni, le poesie celtiche recitate da Laura Viganò hanno guidato con grazia ed eleganza l’intero evento.

Conclusione di alto livello con i ritmi coinvolgenti del “bodhran”, tradizionale strumento celtico che Stefano Crippa ha utilizzato con maestria.

Casa Petrarca ha così offerto alla sua Città un aspetto affascinante delle sue radici, basato su riscontri storici: Medhelan (toponimo celtico di Milano) fu fondata proprio dai Celti.

Mara de Rigo – CSA Petrarca ETS

Invito alla conferenza “I misteri dei Celti”

Vi aspettiamo domenica 29 marzo 2026 dalle 15:30 a Villa Linterno di Petrarca per la conferenza organizzata da CSA Petrarca ETS “I misteri dei Celti – Alle radici di un popolo straordinario”.
I Celti sono stati un grande popolo indoeuropeo, considerato una delle prime civiltà a dominare gran parte dell’Europa durante l’Età del Ferro, diffondendosi dal secondo millennio a.C. fino a quasi un millennio dopo. Un viaggio alle radici del pensiero celtico, delle sue origini e del mito che accompagna la cultura di questo popolo straordinario, regno incontrastato di fate, sacerdotesse, maghi.

Interverranno:

Maria Maffucci
Armi e gioielli offerti agli dei
I Celti vivevano in simbiosi con la natura e onoravano ogni albero, ogni corso d’acqua, ogni roccia. Sia i Celti insulari che quelli continentali riconoscevano i corsi d’acqua sotto forma di dee della fertilità, della guarigione e dell’ispirazione. Le popolazioni celtiche usavano deporre offerte votive nei fiumi, nei laghi e nelle paludi che erano considerati luoghi sacri naturali e porte d’accesso all’aldilà.

Silvia Motta
Nemeton, il Santuario delle stelle
L’esame della documentazione archeologica e storica unita allo studio geomorfologico del territorio in cui è inserito l’edificio “ Cascina Linternum (Infernum)” ha portato a riconoscere la traccia di un nemeton ellittico celtico antico. Negli ultimi decenni, oltre all’ellisse milanese, il nemeton di Medelhanon, sono stati scoperti numerosi siti delimitati la cui caratteristica struttura ellittica astronomicamente orientata rimanda alla tipologia dei luoghi sacri celtici, i nemeton, appunto contenente la radice “nem” che in tutte le lingue celtiche indica la” Sfera Celeste”.

Massimo de Rigo
Il Graal, eterna ricerca di un mito universale
Il mito del Graal ha radici molto più arcaiche del Cristianesimo e nasce dalla fusione di antiche leggende. La ricerca del Santo Graal è la ricerca dei segreti di Dio, inconoscibili senza la grazia. Il santo Graal ha origine dal mito celtico del calderone che nutre i guerrieri celtici così come il sangue contenuto nel calice nutre la fede dei cristiani. Da allora in avanti la leggenda del Graal si legherà con il calice di Cristo, divenendo un simbolo cristiano.

Letture di Laura Viganò – Officine Teatrali

Intermezzo musicale di Stefano Crippa

Il racconto dell’incontro culturale “I Misteri dei Celti. Miti, credenze e leggende”

Casa Petrarca di Linterno, 9 marzo 2025. CSA Petrarca Onlus ha presentato, con aspetti inediti, la terza edizione della rassegna sul mondo dei Celti. Il pomeriggio di studi è stato dedicato ai misteri che avvolgono questi popoli che, sebbene divisi in numerosi clan, erano accomunati dalla lingua, dalla cultura e dalla spiritualità. La cultura era tramandata oralmente dai sacerdoti: i druidi. Le discipline di studio andavano dalla matematica all’astronomia, dalla teologia alle scienze naturali.

La conferenza è stata inaugurata dal Presidente del CSA Petrarca, Massimo de Rigo che ha fatto una premessa importante: il nostro territorio, posto ad ovest di Milano sulla direttiva di marcia dei primi coloni Celti Insubres (VI secolo a.C.) conserverebbe la testimonianza di un misterioso Nemeton (area sacra ellissoidale) nell’attuale Parco delle Cave di cui ci parlerà in termini scientifici l’astrofisica Silvia Motta. 

Annalisa Locatelli (Annemeton) – “Graal, le origini celtiche di un mito”
Sebbene le prime notizie sul Santo Graal provengano dalla letteratura medievale, nel suo interessante intervento Annalisa Locatelli (Annemeton) esperta di cultura e tradizioni celtiche, ci ha guidato in un viaggio alle origini di questo misterioso simbolo.

Attraverso il racconto di leggende irlandesi e gallesi accompagnate da un ricco repertorio di immagini, ha mostrato come, nella cultura precristiana del Nord Europa, esistessero calderoni e vasi rituali associati a magia, abbondanza e trasformazione, qualità sorprendentemente simili a quelle attribuite al Sacro Graal.

Più che ricondurre il Graal alla tradizione cristiana, Annalisa ha esplorato il suo legame con il simbolismo pagano, offrendo una lettura radicata nella visione celtica e nelle sue antiche mitologie”.

Lucia Zèmiti – “Le druidesse. Mito o realtà”
Partendo dall’opera lirica di Vincenzo Bellini “Norma”, ambientata ai tempi dei Celti, la ricercatrice Lucia Zemiti, studiosa di storia medievale e degli ordini monastici cistercense e templare; già docente presso l’Università del tempo libero di Abbiategrasso, ha analizzato la possibilità che tra i Celti si annoverassero anche delle donne nella casta sacerdotale dei druidi. Poiché la loro cultura era tramandata solo oralmente, la loro esistenza potrebbe essere confermata solo da due importanti fonti storiche: le prime furono le cronache romane, le quali però, potevano fare riferimento solo a figure femminili della loro tradizione come le Vestali o le Sibille. E la seconda da fonti medievali trascritte da monaci durante l’opera di cristianizzazione europea, che però non contemplano mai la possibilità che le donne possano assumere ruoli così alti nella casta sacerdotale. Eppure tra i Celti, le donne godevano degli stessi diritti degli uomini, compreso quello di essere comandanti in capo degli eserciti, come la famosa regina Boudicca.

La conferma dell’esistenza di Druidesse, potrebbe essere convalidata dai miti Irlandesi, terra dove la tradizione celtica è rimasta fortemente radicata più a lungo che in qualsiasi altro luogo, e dove vengono riconosciute con un nome specifico: Bandrui ovvero Druide donna, confermando così il loro importante ruolo nella storia di questo antico popolo.

Silvia Motta – “Il nemeton. Verso l’Infinito e Oltre” 
Silvia Motta, laureata in Fisica, indirizzo Astrofisica e Astronomia, associata all’Istituto Nazionale di Astrofisica – Osservatorio Astronomico di Brera-Milano, ha prodotto un contributo inedito alla storia del territorio in cui è inserito l’edificio “Cascina Linternum (Infernum)” identificando la traccia di un nemeton celtico, la cui caratteristica struttura ellittica astronomicamente orientata rimanda alla tipologia dei luoghi sacri celtici, i nemeton, appunto,  contenente la radice “nem” che in tutte le lingue celtiche indica la” Sfera Celeste”.

Lo studio archeoastronomico del sito ha permesso di suggerire un orientamento degli assi verso target astronomici in determinati giorni dell’anno. Inoltre l’elaborazione delle immagini satellitari digitali evidenzia la presenza di possibili strutture interrate.

La giovane e brava lettrice Dumitrita Morau presentatrice nella Radio universitaria dell’Università Statale e aspirante giornalista, ha intercalato gli interventi con letture recitate: invocazione per la buona fortuna e la poesia preghiera celtica.

Stefano Crippa, studioso della cultura celtica con la passione del tamburo di pelle Bodhran, ha concluso il pomeriggio culturale con un vorticoso ritmo musicale ricco di suggestioni che ha coinvolto i presenti.

Commiato del Presidente del CSA Petrarca. 

Desideriamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento alle relatrici Annalisa Locatelli (Annemeton), Lucia Zèmiti e Silvia Motta per l’alta qualità degli interventi. Grazie alla lettrice Dumitrita Morau eal suonatore del tamburo Bodhran, Stefano Crippa che hanno fatto rivivere il mondo fiabesco dei Celti, un mondo parallelo popolato da fate, elfi, gnomi e folletti che ha fatto sognare generazioni di bimbi e che ritroviamo, alla fine di maggio, nella tradizionale Lucciolata, passeggiata notturna nel Parco delle Cave organizzata da CSA Petrarca. 

Arrivederci a tutti alle prossime occasioni.

Invito alla conferenza “I misteri dei Celti: Miti, credenze e leggende”

Domenica 9 marzo 2025 ore 15:30 presso Casa Petrarca.
Vi aspettiamo al nostro incontro sui Celti, popolo antico e misterioso. Il loro modo di vivere e la loro cultura si perdono nelle nebbie del passato, mentre i simboli, giunti fino ai nostri giorni, si possono ancora scorgere su edifici, gioielli o sculture, sotto forma di animali stilizzati, draghi e figure divine all’origine dell’universo e dei pianeti. I primi luoghi di culto nell’antichità, sacri territori silenziosi in cui riflettere e pregare, sono stati i boschi. Ancor prima che l’uomo edificasse templi e chiese, il bosco ha rappresentato con la sua occulta oscurità e le sue ombre enigmatiche, il luogo eletto in cui l’animo può entrare in contatto con la sacralità.

Saluto e presentazione di Massimo de Rigo Presidente CSA Petrarca Onlus
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Annalisa Locatelli (Annemeton)
Graal, le origini celtiche di un mito
Il mito del Graal ha affascinato studiosi, scrittori e artisti per secoli. Sebbene sia stato reso celebre dai racconti medievali della Tavola Rotonda e delle gesta di Re Artù, le sue radici affondano profondamente nella tradizione celtica. In questa conferenza esploreremo le origini di questo simbolo e il suo sviluppo attraverso le epoche.
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Lucia Zemiti
Le druidesse. Mito o realtà
Alla somma casta sacerdotale dei Celti, potevano aspirare anche le donne? Quando si parla di druidesse, il confine tra realtà e leggenda è davvero difficile da tracciare, in quanto le donne fecero ancora più fatica a lasciare la propria traccia nella storia di questi popoli.  Se ben poco sappiamo sui Druidi, ancora meno sappiamo di queste figure femminili quasi sconosciute, che però a tratti fuoriescono con colori vivaci dalle maglie degli storici. Verità o leggenda?
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Silvia Motta
Il nemeton. Verso l’Infinito e Oltre
L’esame della documentazione archeologica e storica unita allo studio geomorfologico del territorio in cui è inserito l’edificio “Linternum (Infernum)” ha portato a riconoscere la traccia di un nemeton ellittico celtico antico. Lo studio archeoastronomico dei siti sta traendo grande beneficio dalle immagini riprese dai satelliti artificiali.
Negli ultimi decenni, oltre all’ellisse milanese, il nemeton di Medelhanon, sono stati scoperti numerosi siti delimitati la cui caratteristica struttura ellittica astronomicamente orientata rimanda alla tipologia dei luoghi sacri celtici, i nemeton, appunto  contenente la radice “nem” che in tutte le lingue celtiche indica la” Sfera Celeste”.
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Letture recitate a cura di Dumitrita Moraru

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Intermezzo musicale di Stefano Crippa

Il racconto della conferenza “Il Mondo dei Celti – Attualità della Spiritualità Celtica”

Il Mondo dei Celti – Attualità della Spiritualità Celtica
Storia, leggenda, continuità nel tempo
Casa Petrarca di Linterno – Sabato 24 Febbraio 2024

Lo straordinario evento è stata una nuova autorevole rassegna di inediti aspetti a integrazione dell’evento il Mondo dei Celti dello scorso anno.

Annemeton, Annalisa Locatelli, docente e divulgatrice di tradizioni celtiche, praticante attiva della Earth-Based Spirituality, guida di celebrazioni e meditazioni in natura, è partita dalla domanda: “Come possiamo, nell’era attuale, attingere alla saggezza celtica per arricchire la nostra esistenza moderna”?
Ha coinvolto i presenti raccontando il suo viaggio personale e la sua esperienza di contemplazione e studio in natura, riscoprendo l’interesse per il popolo celtico. Il legame indissolubile tra saggezza del nostro passato e l’armonia tra uno stile di vita più lento e semplice portano ad acquisire maggiore consapevolezza di sé e del mondo che abitiamo, integrando anche una dimensione più spirituale.

Una magica, cosmica spiritualità alla cui scoperta ci ha guidato Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca Onlus, studioso di esegesi storica, ricercatore sulla figura di Francesco Petrarca e della solitudine di Linterno: “Viaggio nel Mondo dei Celti: il popolo dei misteri”.
Molti gli aspetti trattati: le origini, risalenti al 1000 a.C., la loro espansione, le tattiche di guerra, l’assenza di scrittura e di templi, la raffinata oreficeria e la struttura della loro società secondo 3 funzioni: sacerdotale, regale-guerriera, lavorativa. La spiritualità era alla base della vita, ciclo continuo di altre vite. Ai Celti Insubri è attribuita la fondazione di Milano (Medhelan), luogo sacro e punto di congiunzione tra Terra e Cielo: “terra di mezzo”, centro di perfezione. I loro luoghi energetici hanno la costante di essere legati a siti templari.

“I Celti a Milano: gli Insubri di piazza della Scala” è stato presentato da Lucia Zemiti, studiosa di storia medievale e degli ordini monastici cistercense e templare. Il principe celtico Belloveso si unì, nei pressi del Ticino, agli Insubri Golasecchiani; a segnalare questo luogo fu una sorta di cinghiale a pelo folto. Una leggenda? Nel 1233 , a Milano in via Mercanti, si trovò una pietra raffigurante la “scrofa lanuta”, tuttora esistente.
Medhelan, terra sacra di mezzo: il nucleo è di forma ovale, il primo Nemeton. I suoi assi puntano al Resegone (via Manzoni) e al Monte Rosa (via Del Lauro): la nostra città era un paradiso di boschi, radure e fonti. Nel nostro dialetto sono presenti suffisso e radice di parole celtiche. Sembra incredibile quanto di un antico popolo, senza scrittura della propria storia, rimangano usi, costumi, riti e simboli.

Maria Maffucci, studiosa della spiritualità celtica, di Antropologia e di culti antichi, autrice del libro “Myriam di Magdala”, con l’argomento “I Druidi e la Triplicità Celtica”, evidenzia la figura dei Druidi, i sacerdoti dei Celti. Uomini o donne di grande sapienza, connessi alla natura e al cosmo le cui parole erano legge. I sacerdoti celtici si dividevano in: Druidi, Bardi e Vati e la loro dottrina era tramandata a memoria.
Non era la loro religione a minacciare i Romani, politeisti e pagani, ma l’influenza politica che i Druidi detenevano sulle tribù. La triplice dea impersonava i 3 aspetti della Dea Madre che rappresentavano il ciclo dell’esistenza: nascita, maturazione e morte che si riproducono all’infinito in un cerchio continuo. I Romani, distruggendo il potere dei Druidi, hanno distrutto l’intera società celtica ma non i principi morali di un popolo che aveva un enorme rispetto per la natura e per la vita umana.

La brava Laura Viganò ha intercalato gli interventi con le sue letture recitate: Invocazione per la buona fortuna, la poesia preghiera celtica e la poesia del Druido Amergin.

Stefano Crippa ha deliziato i presenti battendo tocchi magistrali sul tamburo celtico.

Un evento memorabile, terminato molto oltre l’orario e che ha visto una presenza massima di spettatori entusiasti e affascinati…complice , come sempre, l’aura nobile che si irradia da Casa Petrarca.
Giuseppina Mazzotti

Il racconto della conferenza “Il Mondo dei Celti. Alberi Pietre Fonti, un cammino verso l’infinito”

Grande affluenza di pubblico molto attento all’argomento di questo inedito e interessante evento organizzato da CSA Petrarca sabato 25 febbraio. Le radici celtiche, infatti, vivono ancora in noi.

Saluto del presidente Massimo de Rigo, introduzione all’argomento e presentazione dell’associazione CSA Petrarca: la sua storia e le sue battaglie.

Il presidente presenta Dumitrita Morau, brava lettrice e presentatrice nella Radio dell’università statale e Stefano Crippa, socio di CSA Petrarca, abile suonatore di Bodhrán nel suo intermezzo musicale.

Prende la parola Lucia Zemiti, studiosa di storia medievale e, in particolare, degli ordini monastici cistercensi e Templari con un intervento su “Aurum Tolosano, il tesoro maledetto dei Celti”.

Dopo un rapido excursus sulle origini dei Celti e di come sia più esatto parlare di “Cultura celtica” più che di gruppo etnico, è stato illustrato come, attraverso i rinvenimenti dei siti di La Téne, nella Svizzera occidentale (IV secolo a.C.) e Hallstatt in Austria (VIII secolo a.C.) sia stato possibile studiare usi e costumi dei Celti che, avendo una tradizione culturale orale, sono stati oggetto di malintesi o mistificati da parte degli storici romani o greci che ne hanno descritto per primi la presenza in Europa. I giacimenti di sale di Hallstatt, minerale indispensabile per la conservazione delle carni e quindi alla sopravvivenza dei popoli, permise ai Celti di espandersi in Europa, oltre che con feroci incursioni, anche con il commercio di questa preziosa sostanza. La loro presenza è documentata dal Baltico all’Anatolia, dalle isole britanniche all’Italia, dove hanno lasciato tracce della loro cultura arrivata anche ai giorni nostri. “I Quattro tesori d’Irlanda” ( la spada del re Nuadu, la lancia del dio Lug, la pietra di Fail e la coppa di Dagda) sono stati assorbiti dai Tarocchi diventando spade, bastoni, denari e coppe. E il piccolo popolo delle fate che ha sempre protetto le sacre fonti, è stato” sostituito in seguito dalle Naiadi e dalle Ninfe romane, spodestate infine dalla figura della Vergine Maria con l’avvento del cristianesimo. Abili orafi e metallurgi, hanno tramandato un’arte orafa raffinata sia sui gioielli che sulle armi e proprio all’oro è legata una leggenda che vede i Celti migranti verso l’Anatolia, fermarsi a Delfi e saccheggiarne il sacro tempio di Apollo ricco di tesori votivi. Pare che da allora, questo tesoro si sia ammantato di un’aura funesta che perseguitò i Celti fino al loro rientro a Tolosa dove il bottino venne gettato nelle acque della città come offerta votiva, calmando le ire di Apollo. Ma quest’ira non si calmò neppure quando ad impossessarsi del tesoro furono i Romani capeggiati da Cepione che subì nel giro di pochi anni una clamorosa disfatta ad Orange, la confisca dei beni e l’esilio a Smirne, mentre dell’immenso Tesoro Maledetto si persero le tracce.

Prosegue Massimo de Rigo, Presidente CSA Petrarca Onlus, Coordinatore di convegni e autore di saggi storici. Studioso di esegesi storica e della petrarchesca solitudine di Linterno, con la sua esposizione

“I Celti alle radici del territorio”

Mille anni prima della nascita di Cristo, un’unica grande civiltà dominava l’Europa. Li chiamavano ‘Celti’, ma per i greci gli stessi popoli erano ‘Keltoi’ e per i Romani ’Galli’. Noi oggi viviamo sui loro stessi territori e un intero popolo emerge dalle nebbie del tempo rivelando una cultura ricca e sorprendente.

L’oreficeria è il loro ambito prediletto. Esemplari sono il Triskell, simbolo di perfezione e l’Albero della vita, simbolo di nascita e rinascita. Il calderone di Gundestrup è la sintesi mitologica céltica, alle origini del mito del Graal di re Artù.

L’unità della società celtica era la tribù (il tuath) formata dai clan. Per i Celti l’equilibrio era il numero 3, la giusta misura tra i tre elementi della vita:- la Sapienza – La Forza – l’Amore.

La società celtica era strutturata secondo tre funzioni: la sacerdotale, la regale-guerriera e la lavorativa.

La loro religione era esoterica, un ciclo continuo della vita.

La leggenda narra che i Celti di Belloveso fondarono Medhe-lan nel luogo dove pascolava una scrofa di cinghiale (la scrofa semilanuta) animale sacro alla Dea della Luce. La scrofa divenne il símbolo di Medhe-lan che in latino si trasformò in Medio-lanum. “Medhelan” significa anche “centro di perfezione”: un nemeton, luogo energético, di forma ellittica. L’oppido celtico di Medelhan si intravede ancora nel solco curvilineo di alcune vie limítrofe alla Scala. L’orientamento geografico è a Nord-Est il Resegone e il Monte Rosa a Nord-Ovest. Sono stati individuati altri nemeton ellittici nelle località di Aicurzio, Cascina del Bosco, Biassono e Lomello. Possibile nemeton è l’antichissima area ellittica nel Parco delle Cave, adiacente a Infernum/Linterno, tuttora visibile, in contrasto con la circostante centuriazione romana. L’orientamento è lo stesso di Medhelan: Resegone a Nord-Est e Monte Rosa a Nord-Ovest.

Il sito energetico potrebbe essere il motivo per cui si percepisce un’aura particolare, il motivo per cui Infernum/Linterno fu scelta da Francesco Petrarca come sua dimora prediletta.

Conclude Maria Maffucci, studiosa di spiritualità celtica, in particolare della cultura e dei Clan della Scozia con la relazione “La ruota dell’Anno Celtica“.

Il calendario celtico era diviso in due grandi periodi: la parte scura dell’anno, quella invernale, che cominciava con la Festa di Samhain, il capodanno celtico, e la parte luminosa che cominciava con la festa di Beltane, la vittoria della luce sul buio.

I Celti seguivano un calendario scandito da otto momenti cosmici importanti: le quattro Feste del Fuoco più i solstizi e gli equinozi.

– Samhain o Samonios – 31 ottobre – 1° novembre

Capodanno celtico. In età moderna è noto come Halloween e corrisponde all’arrivo dell’inverno

– Yule – 20 o 21 dicembre

Solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno che prelude al ritorno della luce.  Il Vecchio Sole se ne va e si dà il benvenuto al Sole Bambino che ci illumina e ci scalda con i suoi benefici raggi.

– Imbolc –  1-2 febbraio

Festa della luce crescente legata alla Dea Brigid, guardiana del fuoco sacro. Nota come Candelora o Candlemas

– Ostara – tra il 20 e il 23 marzo

Equinozio di primavera, quando luce e buio sono in equilibrio

Il risveglio della natura equivale anche ad un rinnovamento interiore. In questo periodo è bene porre le basi per nuovi progetti e nuove iniziative.

– Beltane –  30 aprile – 1° maggio

Festa della fertilità e della rinascita della natura. Nota come Calendimaggio che celebra il ritorno della Primavera

– Litha – 21 o 22 giugno

Solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno e festa di Mezza Estate. A Litha si celebra la potenza solare al suo culmine ma anche San Giovanni Battista che, con i suoi fuochi, annuncia l’arrivo dell’estate

– Lughnasadh o Lammas – 31 luglio – 1° agosto

Festa del raccolto e culmine dell’estate. Si celebra l’abbondanza, la prosperità e la gratitudine per i doni ricevuti mentre il sole comincia a declinare

– Mabon –  20 o 21 settembre

Equinozio d’autunno che rappresenta il completamento del raccolto e un momento di ringraziamento mentre si avvicina il periodo buio dell’anno.

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Stefano Crippa, appassionato di musica di area celtica, ha deliziato i partecipanti suonando magistralmente il tamburo celtico Bodhrán, tamburo di pelle di capra percosso con un Tipper, piccolo mazzuolo di legno.

Dumitrita Morau, ha allietato i presenti con le letture di brani celtici:

. L’aldilà celtico, il Sid

. La leggenda del Re Quercia e del Re Agrifoglio

. Il suonatore di cornamusa di Kiel, concludendo con un’antica splendida benedizione celtica:

. Invocazione per la buona fortuna.

(a cura di Giuseppina Mazzotti, Massimo de Rigo, Lucia Zemiti e Maria Maffucci)

Un sincero ringraziamento ai volontari del CSA Petrarca, Mara, Giuseppina, Gino, Giacomo, AnnaMaria, Maria, Stefano e a Laura per i testi scelti e l’appoggio dato al buon esito dell’evento.

Conferenza “Il mondo dei Celti”

Invito all’incontro culturale IL MONDO DEI CELTI – Alberi Pietre Fonti, un cammino verso l’infinito
Sabato 25 febbraio 2023 ore 15.30
Villa Linterno del Petrarca . via Fratelli Zoia 194 MI 

Lucia Zèmiti “Aurum tolosano, il tesoro maledetto dei Celti”
Massimo de Rigo “I Celti alle radici del territorio”
Maria Maffucci “La Ruota dell’anno celtica”
Letture recitate a cura di Officine Teatrali
Intermezzo musicale a cura di Stefano Crippa

Gli antichi Celti, guerrieri e sognatori in armonia con la natura.

Nel V secolo a.C., dai passi alpini calò una fiumana di tribù provenienti dall’Europa centrale: erano i Celti. Le più importanti città e migliaia di località della val padana risalgono a quel tempo. Più che di un’invasione si deve parlare di una serie di migrazioni iniziata nel IX secolo a.C., con l’arrivo a ondate successive di gruppi provenienti da diverse aree dell’Europa centrale etnicamente omogenee anche se divise in innumerevoli tribù.

Così gli Insubri occuparono la zona tra Ticino, Adda e Po, stanziandosi anche nel territorio ad ovest della metropoli lombarda, posto sulla loro direttiva di marcia.

Agli Insubri è attribuita la fondazione di Milano (Medhelan) che fu il loro centro principale. Milano fu fondata come luogo sacro posto al centro simbolico del territorio, immagine del Centro del Mondo, punto di congiunzione tra Terra e Cielo, tra le aspettative dell’uomo ed il potere divino in grado di soddisfarle: “polo spirituale” da cui tutto parte e a cui tutto fa ritorno.

In questa dimensione tutto è vissuto come manifestazione divina, “espressione visibile dell’invisibile”. Nel mondo celtico la materia non è che un modo d’essere dello spirito: dei e uomini vivono a stretto contatto. In questo contesto il sacro è rappresentato dalla classe sacerdotale, rappresentata dal “druido” che si occupa di scienza, legge e politica. Lo stesso re celtico esercita il potere come una funzione sacra, con limiti precisi e l’assistenza del druido.

La cultura celtica è una delle fondamenta su cui è sorta l’Europa: in simbiosi con la natura, uomini, piante e animali vivevano in assoluta armonia.

Attorno a queste genti sorsero leggende come il tesoro di Tolosa, bottino maledetto.

Quando la tradizione celtica si mescolò al Cristianesimo, si conservarono alcune simbologie religiose: il vischio, come simbolo augurale di buon auspicio per il nuovo anno; le festività legate al cambio delle stagioni; la ricorrenza dei defunti che coincide con il capodanno celtico (31 ottobre) e si conclude con la festa di chiusura dell’anno agricolo (san Martino).

Nel Medioevo, le saghe cavalleresche sono la naturale prosecuzione dei loro ideali. La fantasia fiabesca dei Celti rivive sia nell’arte, con le decorazioni arabescate che hanno caratterizzato lo stile lombardo, sia nell’emozione della nostra gente per la magia che comunicano le nostre pianure nebbiose, le rogge che solcano la campagna, i luoghi che trasmettono mistero come le fitte boscaglie e le silenziose radure.

( https://www.comune.milano.it/web/municipio-7/-/il-mondo-dei-celti )

Ingresso a offerta libera con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento di posti: info@csapetrarca.it

Autobus 67 da MM1 Bande Nere . 49 da MM1 Inganni . 63 e 78 da MM1 Bisceglie