Pedalata tra Storia e Natura

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Ciclobby Onlus

Con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Pedalata tra storia e natura,

Un “viaggio” della memoria, lento e affascinante, su due ruote, intriso di storia, cultura e fede.

Domenica 7 maggio è in programma l’uscita in bicicletta, aperta a tutti, denominata “Pedalata tra storia e natura”: un itinerario storico e naturalistico articolato in cinque tappe nell’area di Porta Vercellina.

Partenza da piazza De Angeli (ore 9.20) con tragitto:

La Maddalena (antico crocevia in p.zza De Angeli),

Jacopo al Ristoccano (località di origine templare),

Cascina Torrette (legata al Risorgimento),

Quarto Cagnino (borgo medievale),

Cava Aurora (primo nucleo del Parco delle Cave),

Villa Linterno (casa di Petrarca).

Arrivo a Villa Linterno alle ore 12.30 e rientro.

A cura CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Milano Ciclobby.

Itinerario storico naturalistico adatto a tutti!

Ritrovo Domenica 7 maggio 2017 h 9:20 Piazza De Angeli (fermata MM1 De Angeli) capolinea bus ATM 72

Bici consigliate: City bike, Mountain bike, Bici da corsa, Ibrida/cicloturismo (trasportabili in Metropolitana).

Il percorso verrà accompagnato dalle descrizioni storiche di Massimo de Rigo dei vari monumenti e siti  che riprendono temi ormai trascurati e dimenticati dalla quotidiana attività.

Quota assicurazione: 1.00€, altro: 2.00 se non soci Fiab – info: Siro Palestra 335 6558267 – Massimo de Rigo 335 4448574

http://vivimilano.corriere.it/eventi-festemercati/pedalata-tra-storia-e-natura/

http://www.ciclobby.it/cms/calendario/2017/05/07/pedalata-tra-storia-e-natura

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Il Centro Carlo Poma è per il CSA Petrarca Onlus un luogo privilegiato ove fare cultura. Da anni teniamo incontri culturali toccando i temi più vari e sempre l’adesione è stata positiva. Anche questa volta tutte le sedie erano occupate da spettatori interessati e curiosi.

Il tema di questo incontro era: Petrarca e la Milano dei Visconti. L’invenzione dell’Umanesimo.

Il soggetto proposto era stimolante e suggestivo in quanto proponeva una chiave di lettura del sorgere dell’Umanesimo, alternativa a quella che ci viene tuttora impartita a scuola. Francesco Petrarca è senza dubbio l’inventore dell’Umanesimo, il diffusore a livello mondiale di questa nuova concezione di interpretare e vivere la cultura e proprio durante il suo soggiorno milanese ha potuto mettere in pratica per la prima volta questo suo modo particolare di vivere e agire secondo le strade maestre della cultura classica e della cultura religiosa.

Quindi è la Milano dei Visconti il terreno fertile sul quale il nostro poeta ha potuto piantare questo giovane alberello che in seguito ha dato ovunque in Europa splendidi frutti. E proprio nella sua residenza di campagna, Villa Linterno (a quei tempi chiamata “Infernum”) ha potuto trovare l’ambiente favorevole per coltivare questa sua passione per il bello, per i libri, per l’antichità classica e per gli amici che, grazie a lui, hanno in seguito tramandato e sviluppato il suo insegnamento.

Villa Linterno o Casa Petrarca, come ci piace chiamarla, è quindi il luogo privilegiato di questa invenzione che ha fatto crescere l’umanità.

Proprio da questo fatto così importante ne esce la necessità di salvaguardarla sempre di più, di inserire una programmazione di valore culturale adatto e significativo e di creare uno spazio museale che perpetui questi fatti così determinanti nella storia della cultura europea.

Roberto Gariboldi

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

 

INVITO ALLA CONFERENZA

Petrarca e la Milano dei Visconti
L’invenzione dell’Umanesimo

Sabato 11 Marzo 2017 alle ore 16

Associazione “Carlo Poma”
Via Caio Mario, 18 –  Milano (Bus 58 – 76)

Saluto di Adolfo Cozzolino
Presidente Associazione Carlo Poma

Roberto Gariboldi
Vicepresidente CSA Petrarca Onlus e archivista della Certosa di Milano
“Petrarca e l’Umanesimo a Milano”

Massimo de Rigo
Presidente CSA Petrarca Onlus
“Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata”

È tesi comune che l’Umanesimo italiano sia di matrice toscana, forse è ora di avviare una riflessione circa questa ipotesi. Nessuno vuole sminuire la grande importanza del contributo toscano all’Umanesimo in Italia, ma non bisogna dimenticare che l’Italia di allora era un insieme di stati e ogni principe si sforzava di arricchire la sua corte con personaggi illustri, questo ha portato ad una sorta di frantumazione dell’Umanesimo, consentendogli di diffondersi in tutto il territorio italiano.

Francesco Petrarca che tutti gli studiosi considerano a ragione il primo umanista in assoluto, stabilendosi a Milano ha creato e formato un insieme di persone che poi hanno continuato questa tradizione di ricerca e di studio che si può definire, senza tema di essere smentiti, umanistica. Questo fa di Milano e della corte viscontea un polo umanistico fra i primi e di primaria importanza nel panorama della cultura europea dell’epoca.

In questo incontro si cercherà di illustrare questo aspetto poco esplorato dell’attività di Francesco Petrarca a Milano, qui il poeta ha vissuto la sua maturità e ha dato il meglio delle sue capacità, arricchendo il mondo culturale milanese, che partendo dal suo esempio, ha saputo creare generazioni di umanisti di valore.

Uno dei luoghi preferiti da Petrarca era certamente la sua residenza estiva di Villa Linterno e nella seconda parte della conferenza si approfondirà questo tema, raccontando come questo luogo magico è stato sicuramente uno dei motori ispiratori che hanno spinto il poeta verso la ricerca umanistica.

La natura che si poteva trovare a Linterno, che solo in parte si può trovare ancora oggi, il fascino della residenza con la sua corte accogliente e i suoi preziosi affreschi, sono stati un ambiente insostituibile per la sua ispirazione, nostro dovere quindi è quello di preservarlo e valorizzarlo, in maniera che le prossime generazione ne possano ancora godere.

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Ingresso libero

info: derigomassimo@gmail.com – roberto.romilde@alice.it

MORIMONDO 15 OTTOBRE 2016, UN LUSTRO DI INCONTRI TEMPLARI

“Non c’era settimana che la campana di Gerusalemme non suonasse per l’apparizione degli arabi nella pianura desolata, e bisognava sempre che i Templari, gli Ospitalieri montassero a cavallo e uscissero dalle mura…”, con queste poche righe Jules Michelet, storico francese del XIX secolo, liberale e anticlericale, scolpiva l’attività incessante e pericolosa di questo ordine religioso.

Da cinque anni il CSA Petrarca Onlus, assieme all’Associazione Viriditas di Morimondo, dedica a questi cavalieri un incontro, ogni volta con tematiche differenti, con lo scopo di far conoscere il più possibile l’Ordine del Tempio, cercando di sfrondarlo dalle false leggende dalle quali spesso è avvolto.

La scelta dell’abbazia di Morimondo non è casuale come non è casuale la scelta del mese di ottobre per questi convegni: Morimondo è una abbazia cistercense, riforma benedettina voluta da san Bernardo di Chiaravalle protettore e ideologo dell’Ordine Templare, quindi Morimondo non poteva che essere il luogo più indicato, il mese di ottobre è stato scelto in quanto il 13ottobre 1317 avvenne l’arresto dei Templari a Parigi, quindi nel sabato d’ottobre più vicino a questa data programmiamo i nostri incontri.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di incontri che lasciano il tempo che trovano, ma l’affluenza di pubblico, la sala è sempre piena e ci sono ogni volta partecipanti costretti a seguire in piedi le relazioni, e l’attenzione con la quale vengono seguiti i tre contributi dimostrano come questo tema sia sempre attuale e richiesto.

Quest’anno il tema scelto era: Segreti, nemici e genialità dei Templari. La prima relazione, tenuta da Luciana Zémiti dell’Associazione Viriditas, aveva per titolo: ‘Segreti e bugie della cappella di Rosslyn’. La relazione, supportata da fotografie originali, ci ha raccontato la storia di questa cappella, dedicata a san Matteo apostolo, vicina ad Edimburgo e della famiglia Sinclair, che ancora oggi ne è la proprietaria, sono stati illustrati con dovizia di particolari tutti gli eventi, anche suggestivamente misteriosi, che ne hanno marcato la storia e i loro collegamenti con i Templari.

Il secondo intervento, tenuto da Roberto Gariboldi vicepresidente del CSA Petrarca Onlus, aveva come titolo: ‘I nemici dell’ordine del Tempio’, ha illustrato le figure dei suoi nemici cioè Filippo IV detto il Bello re di Francia e di papa Clemente V. La relazione si è concentrata sulle biografie di questi due personaggi che sono stati i due fautori della soppressione dei Templari. Si sono esaminati i fatti salienti delle rispettive vite approfondendo in particolare il loro accanimento verso questi cavalieri.

Il terzo intervento, tenuto da Massimo de Rigo presidente del CSA Petrarca Onlus, aveva come titolo: ‘Lo scrigno della sapienza templare’. In questo contributo sono stati descritti l’influsso che i Templari hanno avuto nella cultura europea del XII-XIII secolo, con particolare riguardo all’architettura gotica; si sono esaminati i vari elementi culturali portati dall’Oriente e introdotti nel pensiero europeo, dimostrando come i Templari siano stati non solo combattenti a difesa del Santo Sepolcro, ma anche un ponte fra la cultura medioevale europea e il mondo arabo. A corollario, le principali reliquie del Cristianesimo salvate dall’Ordine del Tempio.

Al termine delle relazioni, che hanno spaziato dall’Europa alla Terra santa, all’Etiopia, il pubblico si è dimostrato particolarmente soddisfatto e ha chiesto la disponibilità degli atti di questi cinque anni di attività, invitandoci a continuare su questa strada di diffusione culturale.

«SI CANCELLA LA MEMORIA DI MILANO» -LA DENUNCIA DI MASSIMO DE RIGO, PRESIDENTE DI CSA PETRARCA

untitled«Il restauro non tiene conto delle peculiarità per cui Linterno è diventato un monumento nazionale – denuncia a Mi-Tomorrow Massimo De Rigo, presidente di Csa Petrarca –. Studiando bene le carte per i progetti dei canali di Expo, abbiamo constatato che le aree accanto a Linterno sono ancora tutte private: con un Piano di Governo del Territorio piuttosto volubile, che cambia quasi ogni anno, pensiamo che possa essere l’edificabilità di queste aree, molto produttive dal punto di vista finanziario, il motivo per cui non viene particolarmente apprezzata questa memoria petrarchesca».

A che punto è il cantiere?

«Doveva essere consegnato prima per Expo, poi a fine 2015, ma ancora non se sa nulla: i lavori sembrano fermi e non sappiamo perché. In generale, si è andati oltre i (buoni) propositi di mettere in sicurezza la cascina: la struttura è stata rivista completamente, dalle fondamenta ai tetti, e ora non ci sono più soldi per il restauro vero e proprio».

Motivo?

«La filosofia è semplice: tutto quello che emerge da quella cascina è giudicato meritevole di conservazione al pari di memorie che hanno magari 600 anni o anche più».

 Tutto giusto, sulla carta…

«Non del tutto: alcuni affreschi, riemersi grazie a nostri sopralluoghi, verrebbero, per esempio, coperti da tinteggiature banali. Ci è stato detto che questo diverrà un luogo delle memorie agricole, ma noi temiamo che, cancellando le tracce del passato petrarchesco, si voglia solo sfrattare l’inquilino più illustre di Linterno per interessi non chiari».

Se c’è una documentazione così ricca, perché Linterno non viene considerato luogo di cultura?

«Lo chiedo io a lei: forse negli anni abbiamo trovati interlocutori sbagliati. L’ignoranza e la superficialità hanno fatto sì che Linterno fosse considerata al pari di una delle tante cascine tradizionali del panorama lombardo, ma non è così».

Perché?

«Il binomio Linterno-Petrarca è andato avanti fino a inizio Novecento e oggi la cascina è l’ultima località petrarchesca superstite a Milano, considerando che a Sant’Ambrogio c’è solo un lapide, a San Simpliciano più nulla».

 Cosa chiedete al Comune?

«In 25 anni ho parlato con assessori alla Cultura di ogni colore politico: con alcuni c’è stato un dialogo, con altri sono state organizzate iniziative interessanti, mentre da parte dell’attuale Giunta c’è stata un’incomprensibile chiusura.

È stata anche rifiutata la proposta (a costo zero) di un museo interattivo, finanziato dal Touring Club e da uno sponsor privato, che nel frattempo, dopo anni d’attesa, ha deciso di andare all’estero».

Dimore che parlano

CSA Petrarca e Touring Club Italiano

presentano ai milanesi una riflessione sul passato e presente di Milano attraverso un incontro dal titolo

Dimore che parlano

1a. Locandina_Dimore che parlanoLa lettura recitata, a cura di Franco Morganti e Matteo Luoni, ha il compito di aprire la conferenza.

Si tratta di un percorso abbreviato con l’ausilio di immagini, che parte dai Navigli di Ripa Ticinese con Bonvesin da la Riva e termina di nuovo ai Navigli di Alda Merini, attraverso le dimore di Petrarca, Stendhal, ManzoniToscanini, Buzzati, Testori.

La lettura recitata propone una breve visita ad alcune di queste dimore milanesi, che parlano attraverso le parole dei loro grandi ospiti: una di queste è la Cascina/Villa Linterno e l’ospite è Francesco Petrarca.

Scoprirete una Milano in parte inedita, certamente affascinante. “Dimore che parlano” è per ora un trailer di una pièce teatrale, curata da Franco Morganti e Matteo Luoni e recitato da due attori: Valentina Mandruzzato e Giovanni Di Piano.

La pièce vedrà la luce prossimamente in un teatro milanese.

1c. web_Invito Dimore che parlano copia

Chiude un’Agorà di pura democrazia, grazie cari amici de “Il Rile”.

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Cari amici de “Il Rile”, la notizia della chiusura del vostro giornale è stata per noi come una doccia fredda, pur comprendendo che la vita avanza con i suoi problemi in ogni famiglia, unitamente alla stanchezza che negli anni stempera i migliori ideali di partenza. Al traguardo di un bellissimo cammino che spesso abbiamo percorso insieme, vorremmo solo rendere omaggio alla vostra redazione a cui va la nostra sincera riconoscenza per l’ospitalità offerta in questi anni all’azione del CSA Petrarca. La nostra associazione di volontari non profit al servizio della legalità, appartiene alla categoria dei cosiddetti anticorpi al malaffare diffuso – per riprendere una recente dichiarazione di Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione – che li cita quale prerogativa di Milano, definita per questo Capitale morale. In realtà il volontariato della legalità in campo ambientale e culturale – considerato in Svizzera e Austria una preziosa risorsa che viene coinvolta nei Parlamenti Regionali (Landesparlament) – ha vita dura nell’ex Bel Paese, in particolare nei territori a forte valenza ambientale. Si tratta di una guerra sotterranea feroce dalle nostre parti, nell’area ad ovest di Milano, che per i suoi peculiari aspetti naturalistici, ambientali e anche monumentali, è spesso oggetto di torbidi appetiti immobiliari. Senza il sostegno mediatico di uomini di buona volontà questa già difficile battaglia di volontari (che talvolta si sostituiscono all’azione dei partiti) diventa proibitiva. È doverosa quindi la riconoscenza nostra e della collettività, cara Redazione de “Il Rile”, per il vostro coraggio nel rendere di pubblico dominio illegalità e violenze ambientali che altri periodici di zona hanno sistematicamente ignorato, in modo non certo etico. Entrando nel dettaglio della nostra attività, se non fosse stato per la vostra temeraria autonomia di pensiero, nessuno in Zona 7 avrebbe conosciuto battaglie di civiltà altrimenti oscurate: dalla difesa degli habitat naturalistici del Parco delle Cave contro una montagna di cemento (2006); al sostegno della gestione ItaliaNostra nel Parco delle Cave (2009); alla salvaguardia della dimora di Petrarca a Cascina/Villa Linterno contro la devastazione del nucleo storico (2010); in difesa del corridoio verde pubblico vie Viterbo e Bentivoglio (2013) e della civica scuola elementare San Giusto (2013); contro la violenza ambientale del Canale Expo, insediamenti e percorsi deturpanti nel Parco delle Cave (2014) ed infine l’ultima, la più subdola, contro le troppe incongruenze che rendono torbida la vicenda Linterno, dove vorrebbero far sparire i due pilastri portanti che hanno garantito nei secoli la sopravvivenza di questo monumento nazionale: Petrarca e l’antica agricoltura da cui partiva il paesaggio medievale più incredibile di Milano.

Con il massimo rispetto per la vostra decisione di chiudere questa splendida esperienza, concedeteci il rammarico di perdere un’Agorà di pura democrazia, nella tradizione classica dell’antica Grecia che aveva nella piazza principale della Polis il cuore delle assemblee dei cittadini per discutere i problemi della comunità. Grazie cari amici, con tutto il cuore.

Ad meliora et maiora semper”, verso tempi migliori e cose più grandi!

Massimo de Rigo per i volontari del CSA Petrarca – http://csapetrarca.it/

MILANO VERGOGNATI!

Potente e chiara è uscita la condanna verso gli amministratori della nostra città, così esordiva il professor Luigi Zanzi: “Vergognati Milano! Non si trattano in questa maniera i nostri monumenti!”. Condannando senza appello la trascuratezza della nostra amministrazione che ha verso la Cascina/Villa Linterno, unica reliquia petrarchesca che la nostra città possiede del soggiorno milanese del grande Francesco Petrarca.

L’occasione per questo anatema era la presentazione dell’ultima fatica letteraria del professor Luigi Zanzi dal titolo “Trittico alpino”, come dice il titolo il volume è diviso in tre capitoli: Il primo è dedicato a Francesco Petrarca e alla sua lettera che descrive la sua ascesa al monte Ventoso (Familiari, IV, 1), questo primo capitolo occupa più della metà del volume. Gli altri due capitoli sono dedicati a Dante Alighieri e il suo rapporto con la montagna e l’ultimo è dedicato al pittore espressionista Paul Cézanne e la sua visione pittorica del mondo alpino.

La sede prestigiosissima era la sala del Consiglio del Touring Club Italiano in corso Italia 10, onusta di storia patria, luogo ideale per questa immersione nella nostra cultura e per presentare alla cittadinanza questa opera edita da Ulrico Hoepli.

La sala era gremita. Dopo un ringraziamento del console del Touring Gian Mario Maggi, ha preso la parola Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca, associazione organizzatrice dell’evento, il quale ha illustrato il pericolo di oscuramento della memoria petrarchesca e del Vincolo Monumentale che pesa su Villa Linterno, illustrando con dovizia di particolari le parti dolenti del progetto di restauro attualmente in atto. Il pubblico si è mostrato particolarmente colpito da questo intervento.

Per la presentazione erano presenti, oltre all’autore, tre grandi personaggi della cultura alpina e turistica d’Italia, tre uomini che hanno onorato con il loro lungo e indefesso lavoro il nostro Paese: L’ingegner Francesco Cetti Serbelloni, vice presidente dal 1984 al 1988 e presidente del Touring dal 1988 al 1991, fondatore in seno all’Alleanza per il turismo internazionale del Comitato Etico per il Turismo e l’Ambiente e socio di numerose associazioni a livello internazionale.

Francesco Cetti Serbelloni, classe 1926, con una straordinaria freschezza ci ha illustrato l’importanza che ha per l’umanità il muoversi, il conoscere, lo stringere relazioni e ci ha indicato come un esempio luminoso di questo criterio di vita è proprio Francesco Petrarca, instancabile viaggiatore, amante della cultura e dei libri, amante della natura (inventore del panorama così come ha detto il nostro relatore) e grande coltivatore di amicizie.

Il secondo relatore era il professor Luigi Rizzi, il massimo esperto italiano del mondo Walser, autore di innumerevoli volumi sulla montagna e il suo mondo, presidente della Fondazione Enrico Monti di Anzola d’Ossola. L’intervento di Rizzi si è concentrato sulla lettera di Francesco Petrarca dedicata all’ascensione al monte Ventoso, analizzando l’importanza che questa lettera ha per la letteratura di montagna, di come questa costituisca il primo esempio di un genere letterario destinato nei secoli ad un grande successo, di seguito ha accennato anche agli due capitoli del libro in questione.

Il terzo relatore era il giornalista Teresio Valsesia, già direttore della Rivista del Club Alpino Italiano, autore di più di trenta volumi d’argomento montano, inventore del “Trekking Camminaitalia”, che attraversa tutta l’Italia da sud a nord ed è il sentiero attrezzato più lungo del mondo.

Il suo intervento si è concentrato sulla fatica del camminare, di come questa fatica ci costringa a riflettere sulle motivazioni del nostro agire, di come il camminare sia una felice scoperta del mondo nei suoi particolari più reconditi e spesso più belli, ha concluso l’intervento narrando alcuni aneddoti vissuti in occasione di “trekking” e di come camminando spesso si possano creare accostamenti fra citazioni letterarie e fatica del camminare.

Ha concluso l’incontro l’autore del libro, il professor Luigi Zanzi, docente alle università di Genova e Pavia, autore di innumerevoli studi sui sacri Monti, sui più disparati aspetti del mondo alpino e su argomenti diversi di letteratura italiana, con un particolare affetto per Niccolò Machiavelli.

Zanzi, seppur sofferente di una grave malattia, ci ha dato un grande e commovente esempio di vitalità e amore per la cultura. Il suo intervento si è concentrato quasi esclusivamente su Petrarca, spiegando il significato di quanto ha scritto a proposito della lettera del Ventoso.

In questo suo capitolo smonta punto per punto la tesi del professor Giuseppe Billanovich, il quale sosteneva che Petrarca non avesse mai fatto questa ascensione e che fosse uno spunto letterario per motivare la sua conversione. Luigi Zanzi con una acribia tipica dello studioso intellettualmente onesto dimostra come questa ascensione sia effettivamente avvenuta, ripercorrendo, anche fisicamente, i sentieri a suo tempo percorsi da Francesco e da suo fratello Gherardo, ci ha invitato a prendere in considerazione le opere filosofiche di Petrarca, troppo trascurate dalla critica, ma ricche di grandiosi insegnamenti, innovativi per l’epoca e ancor oggi estremamente validi.

Zanzi ci ha insegnato, nel suo intervento, cos’è il “valore” punto cardine del pensiero filosofico di Petrarca, è il “valore” applicato a tutti gli aspetti della vita che dà significato e importanza a ciò che facciamo e viviamo.

Una gran pomeriggio di cultura, condotti per mano da un uomo eccezionale a scoprire uno dei nostri massimi geni, che a Milano ha vissuto ben otto anni ma che, misteriosamente, i milanesi trascurano e dimenticano.

Roberto Gariboldi – CSA Petrarca

Intervento di Massimo de Rigo alla presentazione del libro “Trittico Alpestre” Touring Club Italiano, 21 aprile 2015

Ringrazio il Touring Club Italiano, nella persona del console Gian Mario Maggi che ci ha ospitato in questo luogo caro ai milanesi.

Un sentito ringraziamento ai prestigiosi ospiti, e in particolare al prof. Luigi Zanzi che ha dedicato oltre metà del libro “Trittico Alpestre” alla figura di Francesco Petrarca, nume tutelare dell’associazione che mi onoro di presiedere. Il CSA Petrarca è un comitato di volontari che ha condotto molte iniziative di tutela del territorio, fra cui la battaglia per la salvaguardia della Cascina o Villa Linterno e in particolare della sua storia petrarchesca. Siamo l’unica associazione che difende ad oltranza l’essenza storica di questo luogo della memoria.

Linterno è monumento nazionale dal 1999, fu salvata dalle ruspe in almeno tre circostanze grazie una battaglia a tutto campo in cui gli artefici sono tra i fondatori del CSA Petrarca.

Rispetto alle altre 4 dimore petrarchesche sopravvissute (Arezzo – Fontaine de Vaucluse – Selvapiana e Arquà) il nucleo più antico di Linterno è la testimonianza più genuina di Petrarca giunta ai giorni nostri. Pietro Verri scrive che Linterno avrebbe ospitato anche Boccaccio, in visita all’amico Petrarca a Milano, ma la lista degli ospiti illustri potrebbe essere lunga.

Giunta a noi con la dote di un milione e mezzo di euro (vincolata al suo restauro da Claudio De Albertis nel 2008) Villa Linterno rischia di essere declassata da monumento storico a cascina rurale, proprio in occasione dell’evento straordinario di Expo 2015, in cui c’erano tutte le condizioni ottimali per farne la Perla di Milano, assieme al suo antico comprensorio medievale del Parco delle Cave, che dovrebbe chiamarsi “Parco Petrarca”.

Petrarca sarebbe stato il “testimonial” ideale per la missione “Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita” assegnata alla manifestazione. Il Canzoniere di Petrarca è infatti un’elegia in comunione e dialogo con la Natura.

In questa prospettiva, Touring Club e CSA Petrarca per due anni hanno inutilmente proposto al Comune di Milano l’offerta di museo medievale-petrarchesco interattivo, attraverso uno sponsor e quindi a costo zero per le finanze comunali.

Oltre al museo interattivo, era previsto un agriturismo medievale con vista dell’antico comprensorio, un Brolo (frutteto medievale) e un orto che legava la parte agricola con essenze oggi scomparse. Si offriva un ponte tra Cultura e Agricoltura con grandi possibilità di turismo e lavoro, dando centralità culturale alla grigia periferia milanese (ricordo che nei pressi di Villa Linterno attualmente ci sono due desolanti centri benessere).

La scoperta eccezionale, su esposto del CSA Petrarca, di decorazioni affrescate del ‘300 – con simboli viscontei – secondo la tecnica medievale del “mezzo fresco” in tutte le stanze del nucleo più antico era la CONFERMA della tradizione che lega da sempre Petrarca a Linterno ed un privato si era offerto di allestire un laboratorio-scuola di restauro a costo zero per il Comune di Milano.

Tutto questo nostro impegno è rimasto lettera morta, la nostra associazione è stata esclusa da ogni confronto con il Comune di Milano.

Linterno è stata analizzata per 2 anni dal Politecnico e dalla relazione non è emerso alcun accenno alle preziose decorazioni affrescate sul nucleo più antico oggetto del recupero.

È quindi partito il cantiere di Linterno, senza la stessa attenzione dei Visconti verso il Poeta, da parte del Comune, che ha approvato un progetto che non rispetta l’essenza petrarchesca.

Nessuna traccia del Vincolo Monumentale sul cartello del cantiere, come se fosse una normale abitazione da ristrutturare e non la dimora di Petrarca. Nessun restauro delle preziose fonti archeologiche.

Si tratta quindi di un progetto a corto respiro che livella al basso Villa Linterno, equiparandola a migliaia di altre cascine, senza l’esclusività per cui ci è stata tramandata da tante generazioni.

Per fermare i lavori abbiamo prodotto due esposti: al Ministero dei Beni Culturali e all’Autorità Anticorruzione. Abbiamo promosso anche una manifestazione a Palazzo Marino e raccolto oltre 600 adesioni alla nostra petizione.

Perchè oscurare la figura immensa di Petrarca, che il prof. Zanzi mette in primo piano nel suo libro “Trittico Alpestre”? Perchè oscurare il Vincolo Monumentale che mette al riparo Linterno dalla speculazione?

La probabile causa dell’appiattimento in basso di un Monumento di richiamo internazionale è nei terreni del Parco delle Cave attorno alla Linterno, ancora privati e quindi sotto il mirino di interessi immobiliari.

Il sonno della ragione genera mostri e nostro ideale è condividere con i milanesi un nuovo Umanesimo che dalla Linterno può irradiarsi verso le nuove generazioni.

Non sappiamo se la nostra lotta sarà servita a fermare un disastro.

Sappiamo che era nostro dovere farla.

Massimo de Rigo