Seminario “Nuova vita a Casa Petrarca”

NUOVA VITA A CASA PETRARCA
Le ragioni del restauro
Incontro con i restauratori che hanno eseguito studi e interventi a Casa Petrarca

Sabato 14 Settembre 2019  alle ore 15.30
Sala conferenze dell’Associazione CSA Petrarca Onlus
Villa Linterno del Petrarca – via F.lli Zoia 194 Milano

In occasione degli studi e interventi sinora effettuati nel nucleo antico di Villa Linterno e dei futuri lavori di restauro che si svolgeranno sulle superfici interne, l’incontro sarà l’occasione per spiegare le modalità, finalità e obiettivi per la valorizzazione e divulgazione del bene.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti . Info: 339 4448574 . info@csapetrarca.it

Autobus 67 da MM1 ‘Bande Nere’ . 49 da MM1 ‘Inganni’ . 63 e 78 da MM1 ‘Bisceglie

Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata

Damnatio memoriae è una locuzione in lingua latina che significa letteralmente “condanna della memoria”, decretata in Roma antica per cancellare ogni ricordo di figure scomode. Al contrario, il monumento (dal lat. “monumentum” ricordo) è un’opera a celebrazione di persone illustri.

Villa Linterno vive una psicosi schizofrenica: è monumento nazionale vincolato (DM 9.3.99) quale dimora agreste di Francesco Petrarca, eppure subisce la delirante Damnatio memoriae del suo personaggio più illustre. Una sola associazione, CSA Petrarca Onlus, si è fatta carico di tutelarne il Vincolo nel suo nucleo storico (che noi chiamiamo Casa Petrarca). La battaglia di civiltà si è rivelata un’odissea dai risvolti inquietanti per lo sbarramento di un fronte trasversale organizzato che ha intralciato la nostra azione, senza la quale non ci sarebbero più tracce della memoria milanese di Petrarca. Pochi sanno che nella nostra città il Poeta e precursore dell’Umanesimo visse un lungo periodo che copre la maturità della sua vita. Nella quiete agreste del contado, la “Solitudine di Linterno”, riposava dagli impegni di ambasciatore dei Visconti e dalla frenesia che già allora perseguitava la vita di Milano. Delle sue dimore milanesi, Linterno, chiamata fino al ‘600 Infernum toponimo longobardo dal tedesco “fern”, lontano (fondo lontano) è l’unica miracolosamente in piedi grazie all’amore di tanta brava gente che si è passata il testimone della sua difesa per generazioni. Grazie all’abnegazione dedicata a Linterno per tutta la vita da Franco Zamboni, l’agricoltore recentemente scomparso, sopravvive anche il suo antico territorio rurale: stradine, fontanili e marcite rimasti intatti, le stesse atmosfere e i profumi come ai giorni di Petrarca. Nel 1994, quando conobbi casualmente questo luogo in degrado, c’erano tutti i permessi per un devastante “progetto di recupero”, pianificato per demolire l’antico gioiello e sostituirlo con un complesso residenziale, senza che nessuno muovesse un dito. Poi, la battaglia ad oltranza con un gruppo di volontari tesi a difenderla dalla demolizione; una giunta comunale onesta e Linterno fu salvata in extremis dalle ruspe. Almeno, restò in piedi. Quindi, un’azione concertata del nostro gruppo culturale alla riscoperta di documenti, lettere, incunaboli che la identificarono nei secoli come la dimora prediletta di Petrarca. La compianta Annamaria Ambrosioni ci guidò al ritrovamento della pergamena “Carta Investiture”, prima fonte sul binomio “Infernum/Linterno” presso l’Archivio della Canonica di Sant’Ambrogio. Alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, riscoprimmo la lettera autografa di Petrarca “Papiae vicesimus juni ad vesperam raptim” all’amico Modius de Modiis, in cui descrive “Infernum” quale luogo di pace per la sua anima contemplativa. Convegni, giornate di studio, pubblicazioni, il coinvolgimento della scuola “Benedetto Marcello” e dell’Assessore alla Cultura Philippe Daverio, culminarono nel Decreto ministeriale che la vincola come monumento nazionale. Un Vincolo benedetto che tuttora la protegge, essendo censita B2 (edificabile). Nel giugno 2010 pareva fatta: tante battaglie, manifestazioni, petizioni portarono alla meta dell’acquisizione pubblica. L’ultimo proprietario, il mecenate Claudio De Albertis, vincolò un milione di euro al suo restauro. Da questo momento Casa Petrarca entrò nel delirio della Damnatio memoriae. La delibera comunale di recupero, se offriva ampi spazi agli Amici della Linterno, nascondeva tra le pieghe una mela avvelenata: l’oscuramento di ogni riferimento al Poeta e il raschiamento irreversibile delle pareti medievali con le decorazioni sottostanti descritte da più fonti storiche. Contro questo crimine, il gruppo culturale all’origine del Vincolo tranciò il cordone ombelicale e proseguì la sua azione nel CSA Petrarca. Da quel momento iniziò a soffrire le pene del suo toponimo originale: l’Inferno. Sulla dimora petrarchesca esiste un’eccezionale quantità di fonti, che abbiamo raccolto e pubblicato negli anni con il plauso del mondo della Cultura. Sono fonti biografiche, a partire dal primo incunabolo nel centenario della morte del Poeta, realizzato da Pier Candido Decembrio, segretario ducale con libero accesso agli archivi, figlio Uberto Decembrio, già segretario ducale e conoscente del Poeta. Rispetto alle altre 4 dimore petrarchesche (Arezzo, Fontaine de Vaucluse, Selvapiana e Arquà) il nucleo più antico di Linterno è la testimonianza più genuina di Petrarca giunta ai giorni nostri. Nei nostri sogni doveva essere la Perla di Milano nell’ambito di Expo 2015, avendo tutte le condizioni per diventare un centro culturale internazionale: proprietà pubblica, fondi per il restauro e un bel progetto aperto al futuro nell’evento di richiamo mondiale, attraverso uno sponsor e i volontari del Touring Club, a costo zero per le casse comunali. Tutto rimase lettera morta. La Damnatio memoriae si accentuò in occasione del progetto di recupero, da parte di uno staff del Politecnico costato circa mezzo milione di euro (un terzo del budget complessivo). Tutto l’immobile fu analizzato per due anni con costose apparecchiature ma nella relazione progettuale furono ignorate le nostre segnalazioni, oscurata l’essenza del Vincolo, le preziose decorazioni latenti del nucleo antico, omologato con la parte più recente. Addirittura i progettisti si inventarono, per il recupero di un camino abusivo, una canna fumaria che taglia arbitrariamente una parete affrescata. Grazie ai nostri esposti giudiziari e ministeriali, il progetto fu modificato in corso d’opera, un’équipe di restauratori riportò alla luce gli affreschi, definendo l’ambiente “Dimora agreste di pregio” con una storia esclusiva. La tracotanza al potere se ne guardò bene dal fare autocritica e oscurò ai milanesi la scoperta delle imprese araldiche di Casa Petrarca, di cui esemplare è la “Razza”, il sole raggiante visibile sulla vetrata absidale del Duomo ed emblema dei Visconti. La “Razza”, pur senza il dovuto restauro, emerge nel suo splendore a Casa Petrarca assieme ad altre decorazioni a “mezzo fresco”. Qui si respira l’Umanesimo di Petrarca. Irrecuperabile, purtroppo, la “colombina” altro simbolo affrescato troppo vicino al camino abusivo, ideato da Petrarca per il giovane Gian Galeazzo Visconti quale emblema augurale per le nozze con Isabella di Valois.

Linterno è un vero, autentico luogo della memoria e Francesco Petrarca è un riferimento universale. In qualsiasi altro Paese, basterebbe il sospetto della presenza del Poeta per coinvolgere tutte le istituzioni. Da noi perdura, nonostante il Vincolo e la certezza storica, questa infernale Damnatio memoriae che ci auguriamo venga approfondita da una procura. La chiave di lettura potrebbe essere l’immenso valore immobiliare di Linterno e delle sue aree private, tra il Parco delle Cave e la ghiotta area del Centro Sportivo Kennedy che rendono Petrarca e il Vincolo ostacoli alla strategia edificatoria. Concludo con l’ultimo saluto di Luigi Zanzi (1938-2015) docente della metodologia delle scienze storiche nelle università di Genova e Pavia. “Mi sta a cuore rinnovare a tutti Voi del CSA Petrarca la mia più cordiale gratitudine. Mi sento veramente coinvolto in amicizia nella Vostra Associazione che tiene viva strenuamente la memoria di Francesco Petrarca in Milano. Speriamo, e Ve lo auguro con tutte le mie forze, che si riesca a rimediare alla vergognosa ignoranza con cui la città di Milano sta inerte nei confronti di questa, che potrebbe essere una delle grandi ‘rinascite’ di una Milano attenta al suo grande passato culturale. Grazie ancora di cuore”.

Pedalata tra Storia e Natura

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Ciclobby Onlus

Con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Pedalata tra storia e natura,

Un “viaggio” della memoria, lento e affascinante, su due ruote, intriso di storia, cultura e fede.

Domenica 7 maggio è in programma l’uscita in bicicletta, aperta a tutti, denominata “Pedalata tra storia e natura”: un itinerario storico e naturalistico articolato in cinque tappe nell’area di Porta Vercellina.

Partenza da piazza De Angeli (ore 9.20) con tragitto:

La Maddalena (antico crocevia in p.zza De Angeli),

Jacopo al Ristoccano (località di origine templare),

Cascina Torrette (legata al Risorgimento),

Quarto Cagnino (borgo medievale),

Cava Aurora (primo nucleo del Parco delle Cave),

Villa Linterno (casa di Petrarca).

Arrivo a Villa Linterno alle ore 12.30 e rientro.

A cura CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Milano Ciclobby.

Itinerario storico naturalistico adatto a tutti!

Ritrovo Domenica 7 maggio 2017 h 9:20 Piazza De Angeli (fermata MM1 De Angeli) capolinea bus ATM 72

Bici consigliate: City bike, Mountain bike, Bici da corsa, Ibrida/cicloturismo (trasportabili in Metropolitana).

Il percorso verrà accompagnato dalle descrizioni storiche di Massimo de Rigo dei vari monumenti e siti  che riprendono temi ormai trascurati e dimenticati dalla quotidiana attività.

Quota assicurazione: 1.00€, altro: 2.00 se non soci Fiab – info: Siro Palestra 335 6558267 – Massimo de Rigo 335 4448574

http://vivimilano.corriere.it/eventi-festemercati/pedalata-tra-storia-e-natura/

http://www.ciclobby.it/cms/calendario/2017/05/07/pedalata-tra-storia-e-natura

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Il Centro Carlo Poma è per il CSA Petrarca Onlus un luogo privilegiato ove fare cultura. Da anni teniamo incontri culturali toccando i temi più vari e sempre l’adesione è stata positiva. Anche questa volta tutte le sedie erano occupate da spettatori interessati e curiosi.

Il tema di questo incontro era: Petrarca e la Milano dei Visconti. L’invenzione dell’Umanesimo.

Il soggetto proposto era stimolante e suggestivo in quanto proponeva una chiave di lettura del sorgere dell’Umanesimo, alternativa a quella che ci viene tuttora impartita a scuola. Francesco Petrarca è senza dubbio l’inventore dell’Umanesimo, il diffusore a livello mondiale di questa nuova concezione di interpretare e vivere la cultura e proprio durante il suo soggiorno milanese ha potuto mettere in pratica per la prima volta questo suo modo particolare di vivere e agire secondo le strade maestre della cultura classica e della cultura religiosa.

Quindi è la Milano dei Visconti il terreno fertile sul quale il nostro poeta ha potuto piantare questo giovane alberello che in seguito ha dato ovunque in Europa splendidi frutti. E proprio nella sua residenza di campagna, Villa Linterno (a quei tempi chiamata “Infernum”) ha potuto trovare l’ambiente favorevole per coltivare questa sua passione per il bello, per i libri, per l’antichità classica e per gli amici che, grazie a lui, hanno in seguito tramandato e sviluppato il suo insegnamento.

Villa Linterno o Casa Petrarca, come ci piace chiamarla, è quindi il luogo privilegiato di questa invenzione che ha fatto crescere l’umanità.

Proprio da questo fatto così importante ne esce la necessità di salvaguardarla sempre di più, di inserire una programmazione di valore culturale adatto e significativo e di creare uno spazio museale che perpetui questi fatti così determinanti nella storia della cultura europea.

Roberto Gariboldi

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

 

INVITO ALLA CONFERENZA

Petrarca e la Milano dei Visconti
L’invenzione dell’Umanesimo

Sabato 11 Marzo 2017 alle ore 16

Associazione “Carlo Poma”
Via Caio Mario, 18 –  Milano (Bus 58 – 76)

Saluto di Adolfo Cozzolino
Presidente Associazione Carlo Poma

Roberto Gariboldi
Vicepresidente CSA Petrarca Onlus e archivista della Certosa di Milano
“Petrarca e l’Umanesimo a Milano”

Massimo de Rigo
Presidente CSA Petrarca Onlus
“Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata”

È tesi comune che l’Umanesimo italiano sia di matrice toscana, forse è ora di avviare una riflessione circa questa ipotesi. Nessuno vuole sminuire la grande importanza del contributo toscano all’Umanesimo in Italia, ma non bisogna dimenticare che l’Italia di allora era un insieme di stati e ogni principe si sforzava di arricchire la sua corte con personaggi illustri, questo ha portato ad una sorta di frantumazione dell’Umanesimo, consentendogli di diffondersi in tutto il territorio italiano.

Francesco Petrarca che tutti gli studiosi considerano a ragione il primo umanista in assoluto, stabilendosi a Milano ha creato e formato un insieme di persone che poi hanno continuato questa tradizione di ricerca e di studio che si può definire, senza tema di essere smentiti, umanistica. Questo fa di Milano e della corte viscontea un polo umanistico fra i primi e di primaria importanza nel panorama della cultura europea dell’epoca.

In questo incontro si cercherà di illustrare questo aspetto poco esplorato dell’attività di Francesco Petrarca a Milano, qui il poeta ha vissuto la sua maturità e ha dato il meglio delle sue capacità, arricchendo il mondo culturale milanese, che partendo dal suo esempio, ha saputo creare generazioni di umanisti di valore.

Uno dei luoghi preferiti da Petrarca era certamente la sua residenza estiva di Villa Linterno e nella seconda parte della conferenza si approfondirà questo tema, raccontando come questo luogo magico è stato sicuramente uno dei motori ispiratori che hanno spinto il poeta verso la ricerca umanistica.

La natura che si poteva trovare a Linterno, che solo in parte si può trovare ancora oggi, il fascino della residenza con la sua corte accogliente e i suoi preziosi affreschi, sono stati un ambiente insostituibile per la sua ispirazione, nostro dovere quindi è quello di preservarlo e valorizzarlo, in maniera che le prossime generazione ne possano ancora godere.

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Ingresso libero

info: derigomassimo@gmail.com – roberto.romilde@alice.it

MORIMONDO 15 OTTOBRE 2016, UN LUSTRO DI INCONTRI TEMPLARI

“Non c’era settimana che la campana di Gerusalemme non suonasse per l’apparizione degli arabi nella pianura desolata, e bisognava sempre che i Templari, gli Ospitalieri montassero a cavallo e uscissero dalle mura…”, con queste poche righe Jules Michelet, storico francese del XIX secolo, liberale e anticlericale, scolpiva l’attività incessante e pericolosa di questo ordine religioso.

Da cinque anni il CSA Petrarca Onlus, assieme all’Associazione Viriditas di Morimondo, dedica a questi cavalieri un incontro, ogni volta con tematiche differenti, con lo scopo di far conoscere il più possibile l’Ordine del Tempio, cercando di sfrondarlo dalle false leggende dalle quali spesso è avvolto.

La scelta dell’abbazia di Morimondo non è casuale come non è casuale la scelta del mese di ottobre per questi convegni: Morimondo è una abbazia cistercense, riforma benedettina voluta da san Bernardo di Chiaravalle protettore e ideologo dell’Ordine Templare, quindi Morimondo non poteva che essere il luogo più indicato, il mese di ottobre è stato scelto in quanto il 13ottobre 1317 avvenne l’arresto dei Templari a Parigi, quindi nel sabato d’ottobre più vicino a questa data programmiamo i nostri incontri.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di incontri che lasciano il tempo che trovano, ma l’affluenza di pubblico, la sala è sempre piena e ci sono ogni volta partecipanti costretti a seguire in piedi le relazioni, e l’attenzione con la quale vengono seguiti i tre contributi dimostrano come questo tema sia sempre attuale e richiesto.

Quest’anno il tema scelto era: Segreti, nemici e genialità dei Templari. La prima relazione, tenuta da Luciana Zémiti dell’Associazione Viriditas, aveva per titolo: ‘Segreti e bugie della cappella di Rosslyn’. La relazione, supportata da fotografie originali, ci ha raccontato la storia di questa cappella, dedicata a san Matteo apostolo, vicina ad Edimburgo e della famiglia Sinclair, che ancora oggi ne è la proprietaria, sono stati illustrati con dovizia di particolari tutti gli eventi, anche suggestivamente misteriosi, che ne hanno marcato la storia e i loro collegamenti con i Templari.

Il secondo intervento, tenuto da Roberto Gariboldi vicepresidente del CSA Petrarca Onlus, aveva come titolo: ‘I nemici dell’ordine del Tempio’, ha illustrato le figure dei suoi nemici cioè Filippo IV detto il Bello re di Francia e di papa Clemente V. La relazione si è concentrata sulle biografie di questi due personaggi che sono stati i due fautori della soppressione dei Templari. Si sono esaminati i fatti salienti delle rispettive vite approfondendo in particolare il loro accanimento verso questi cavalieri.

Il terzo intervento, tenuto da Massimo de Rigo presidente del CSA Petrarca Onlus, aveva come titolo: ‘Lo scrigno della sapienza templare’. In questo contributo sono stati descritti l’influsso che i Templari hanno avuto nella cultura europea del XII-XIII secolo, con particolare riguardo all’architettura gotica; si sono esaminati i vari elementi culturali portati dall’Oriente e introdotti nel pensiero europeo, dimostrando come i Templari siano stati non solo combattenti a difesa del Santo Sepolcro, ma anche un ponte fra la cultura medioevale europea e il mondo arabo. A corollario, le principali reliquie del Cristianesimo salvate dall’Ordine del Tempio.

Al termine delle relazioni, che hanno spaziato dall’Europa alla Terra santa, all’Etiopia, il pubblico si è dimostrato particolarmente soddisfatto e ha chiesto la disponibilità degli atti di questi cinque anni di attività, invitandoci a continuare su questa strada di diffusione culturale.

«SI CANCELLA LA MEMORIA DI MILANO» -LA DENUNCIA DI MASSIMO DE RIGO, PRESIDENTE DI CSA PETRARCA

untitled«Il restauro non tiene conto delle peculiarità per cui Linterno è diventato un monumento nazionale – denuncia a Mi-Tomorrow Massimo De Rigo, presidente di Csa Petrarca –. Studiando bene le carte per i progetti dei canali di Expo, abbiamo constatato che le aree accanto a Linterno sono ancora tutte private: con un Piano di Governo del Territorio piuttosto volubile, che cambia quasi ogni anno, pensiamo che possa essere l’edificabilità di queste aree, molto produttive dal punto di vista finanziario, il motivo per cui non viene particolarmente apprezzata questa memoria petrarchesca».

A che punto è il cantiere?

«Doveva essere consegnato prima per Expo, poi a fine 2015, ma ancora non se sa nulla: i lavori sembrano fermi e non sappiamo perché. In generale, si è andati oltre i (buoni) propositi di mettere in sicurezza la cascina: la struttura è stata rivista completamente, dalle fondamenta ai tetti, e ora non ci sono più soldi per il restauro vero e proprio».

Motivo?

«La filosofia è semplice: tutto quello che emerge da quella cascina è giudicato meritevole di conservazione al pari di memorie che hanno magari 600 anni o anche più».

 Tutto giusto, sulla carta…

«Non del tutto: alcuni affreschi, riemersi grazie a nostri sopralluoghi, verrebbero, per esempio, coperti da tinteggiature banali. Ci è stato detto che questo diverrà un luogo delle memorie agricole, ma noi temiamo che, cancellando le tracce del passato petrarchesco, si voglia solo sfrattare l’inquilino più illustre di Linterno per interessi non chiari».

Se c’è una documentazione così ricca, perché Linterno non viene considerato luogo di cultura?

«Lo chiedo io a lei: forse negli anni abbiamo trovati interlocutori sbagliati. L’ignoranza e la superficialità hanno fatto sì che Linterno fosse considerata al pari di una delle tante cascine tradizionali del panorama lombardo, ma non è così».

Perché?

«Il binomio Linterno-Petrarca è andato avanti fino a inizio Novecento e oggi la cascina è l’ultima località petrarchesca superstite a Milano, considerando che a Sant’Ambrogio c’è solo un lapide, a San Simpliciano più nulla».

 Cosa chiedete al Comune?

«In 25 anni ho parlato con assessori alla Cultura di ogni colore politico: con alcuni c’è stato un dialogo, con altri sono state organizzate iniziative interessanti, mentre da parte dell’attuale Giunta c’è stata un’incomprensibile chiusura.

È stata anche rifiutata la proposta (a costo zero) di un museo interattivo, finanziato dal Touring Club e da uno sponsor privato, che nel frattempo, dopo anni d’attesa, ha deciso di andare all’estero».

Dimore che parlano

CSA Petrarca e Touring Club Italiano

presentano ai milanesi una riflessione sul passato e presente di Milano attraverso un incontro dal titolo

Dimore che parlano

1a. Locandina_Dimore che parlanoLa lettura recitata, a cura di Franco Morganti e Matteo Luoni, ha il compito di aprire la conferenza.

Si tratta di un percorso abbreviato con l’ausilio di immagini, che parte dai Navigli di Ripa Ticinese con Bonvesin da la Riva e termina di nuovo ai Navigli di Alda Merini, attraverso le dimore di Petrarca, Stendhal, ManzoniToscanini, Buzzati, Testori.

La lettura recitata propone una breve visita ad alcune di queste dimore milanesi, che parlano attraverso le parole dei loro grandi ospiti: una di queste è la Cascina/Villa Linterno e l’ospite è Francesco Petrarca.

Scoprirete una Milano in parte inedita, certamente affascinante. “Dimore che parlano” è per ora un trailer di una pièce teatrale, curata da Franco Morganti e Matteo Luoni e recitato da due attori: Valentina Mandruzzato e Giovanni Di Piano.

La pièce vedrà la luce prossimamente in un teatro milanese.

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