Conferenza “La Milano di Leonardo e Ludovico”

Cari amici del CSA Petrarca Onlus, nel pomeriggio di sabato 8 giugno si è svolta la prima conferenza ospitata nei locali di Casa Petrarca dopo l’inaugurazione della settimana precedente. In collaborazione con l’Antica Credenza di Sant’Ambrogio ed il Centro Culturale Cattolico San Benedetto, un nutrito gruppo di cittadini ha potuto assistere all’incontro “La Milano di Leonardo e Ludovico”, tenuto dall’ottima Ariana Scagliola.

E’ stata l’occasione per vedere a confronto le vicende di due milanesi d’adozione e di eccezione. Da una parte Ludovico Maria Sforza detto il Moro, mecenate dell’arte e promotore dei primati economici del Ducato. Dall’altra, Leonardo da Vinci: pittore, scenografo, urbanista, agronomo, consulente tecnico e idraulico, ovvero ingegnere ducale a tutto tondo.

Una passeggiata tra dipinti, antiche mappe, monumenti ed un finale in poesia per capire quanto la città da sempre “lievito di talenti”, abbia influito sulla piena realizzazione del loro genio.
Una città che oggi a fatica, e solamente grazie alle battaglie del CSA Petrarca, potrà scoprire le tracce di un altro grande genio, Francesco Petrarca.
Grande soddisfazione anche per l’organizzazione e la cornice del salone di Casa Petrarca, perfetto per questo genere di eventi. Non altrettanto si può dire dell’accoglienza riservataci dai “vicini di cascina”, che ha anche disorientato gli invitati all’ingresso dell’aia. Ma siamo fiduciosi che potremo migliorare anche questo aspetto, con la collaborazione di tutti gli attori presenti in cascina. In questo caso non serve genialità ma solamente buonsenso.

Passeggiata Petrarchesca e Concerto Nuove Vi(t)e

Brahms a Milano vi aspetta a CN l’HUB in via Luigi Mengoni, 3

martedì 19 marzo alle ore 20.30, in collaborazione con Libera.

Via Luigi Mengoni, 3 è raggiungibile con linea metropolitana M1 Bisceglie, con gli autobus 58 e 78.

 

Il concerto sarà preceduto alle ore 18.00 da una passeggiata petrarchesca a cura del CSA Petrarca:

Massimo de Rigo illustrerà la storia di Villa Linterno (Infernum), citando le principali attestazioni storiche che testimoniano la presenza del Poeta.

Roberto Gariboldi parlerà di Petrarca come inventore dell’Umanesimo e di Milano come culla di questo movimento culturale.

L’attrice Debora Mancini reciterà Rime e brani petrarcheschi.

Arrivo a Casa Petrarca.

Al termine del percorso sarà possibile raggiungere CN l’HUB in via Luigi Mengoni, 3 con un breve trasferimento in autobus (linea 78) o a piedi (15 minuti).

Per garantire la migliore fruibilità a tutti, l’affluenza è limitata a  70 posti, con prenotazione.

Sarà richiesto un piccolo contributo di 3 € a persona per la radioguida.

Punto ritrovo: via Rossellini angolo Paone (bus 49 oppure a piedi da M5 San Siro Stadio).

Per iscrivervi scrivete a:  info@associazionemarcobudano.it  specificando nell’oggetto “VISITA GUIDATA 19 MARZO

 

BRAHMS a MILANO È UN PROGETTO DI ESECUZIONE INTEGRALE DELLA MUSICA DA CAMERA DI JOHANNES BRAHMS.

 

https://brahmsamilano.it/

 

Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata

Damnatio memoriae è una locuzione in lingua latina che significa letteralmente “condanna della memoria”, decretata in Roma antica per cancellare ogni ricordo di figure scomode. Al contrario, il monumento (dal lat. “monumentum” ricordo) è un’opera a celebrazione di persone illustri.

Villa Linterno vive una psicosi schizofrenica: è monumento nazionale vincolato (DM 9.3.99) quale dimora agreste di Francesco Petrarca, eppure subisce la delirante Damnatio memoriae del suo personaggio più illustre. Una sola associazione, CSA Petrarca Onlus, si è fatta carico di tutelarne il Vincolo nel suo nucleo storico (che noi chiamiamo Casa Petrarca). La battaglia di civiltà si è rivelata un’odissea dai risvolti inquietanti per lo sbarramento di un fronte trasversale organizzato che ha intralciato la nostra azione, senza la quale non ci sarebbero più tracce della memoria milanese di Petrarca. Pochi sanno che nella nostra città il Poeta e precursore dell’Umanesimo visse un lungo periodo che copre la maturità della sua vita. Nella quiete agreste del contado, la “Solitudine di Linterno”, riposava dagli impegni di ambasciatore dei Visconti e dalla frenesia che già allora perseguitava la vita di Milano. Delle sue dimore milanesi, Linterno, chiamata fino al ‘600 Infernum toponimo longobardo dal tedesco “fern”, lontano (fondo lontano) è l’unica miracolosamente in piedi grazie all’amore di tanta brava gente che si è passata il testimone della sua difesa per generazioni. Grazie all’abnegazione dedicata a Linterno per tutta la vita da Franco Zamboni, l’agricoltore recentemente scomparso, sopravvive anche il suo antico territorio rurale: stradine, fontanili e marcite rimasti intatti, le stesse atmosfere e i profumi come ai giorni di Petrarca. Nel 1994, quando conobbi casualmente questo luogo in degrado, c’erano tutti i permessi per un devastante “progetto di recupero”, pianificato per demolire l’antico gioiello e sostituirlo con un complesso residenziale, senza che nessuno muovesse un dito. Poi, la battaglia ad oltranza con un gruppo di volontari tesi a difenderla dalla demolizione; una giunta comunale onesta e Linterno fu salvata in extremis dalle ruspe. Almeno, restò in piedi. Quindi, un’azione concertata del nostro gruppo culturale alla riscoperta di documenti, lettere, incunaboli che la identificarono nei secoli come la dimora prediletta di Petrarca. La compianta Annamaria Ambrosioni ci guidò al ritrovamento della pergamena “Carta Investiture”, prima fonte sul binomio “Infernum/Linterno” presso l’Archivio della Canonica di Sant’Ambrogio. Alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, riscoprimmo la lettera autografa di Petrarca “Papiae vicesimus juni ad vesperam raptim” all’amico Modius de Modiis, in cui descrive “Infernum” quale luogo di pace per la sua anima contemplativa. Convegni, giornate di studio, pubblicazioni, il coinvolgimento della scuola “Benedetto Marcello” e dell’Assessore alla Cultura Philippe Daverio, culminarono nel Decreto ministeriale che la vincola come monumento nazionale. Un Vincolo benedetto che tuttora la protegge, essendo censita B2 (edificabile). Nel giugno 2010 pareva fatta: tante battaglie, manifestazioni, petizioni portarono alla meta dell’acquisizione pubblica. L’ultimo proprietario, il mecenate Claudio De Albertis, vincolò un milione di euro al suo restauro. Da questo momento Casa Petrarca entrò nel delirio della Damnatio memoriae. La delibera comunale di recupero, se offriva ampi spazi agli Amici della Linterno, nascondeva tra le pieghe una mela avvelenata: l’oscuramento di ogni riferimento al Poeta e il raschiamento irreversibile delle pareti medievali con le decorazioni sottostanti descritte da più fonti storiche. Contro questo crimine, il gruppo culturale all’origine del Vincolo tranciò il cordone ombelicale e proseguì la sua azione nel CSA Petrarca. Da quel momento iniziò a soffrire le pene del suo toponimo originale: l’Inferno. Sulla dimora petrarchesca esiste un’eccezionale quantità di fonti, che abbiamo raccolto e pubblicato negli anni con il plauso del mondo della Cultura. Sono fonti biografiche, a partire dal primo incunabolo nel centenario della morte del Poeta, realizzato da Pier Candido Decembrio, segretario ducale con libero accesso agli archivi, figlio Uberto Decembrio, già segretario ducale e conoscente del Poeta. Rispetto alle altre 4 dimore petrarchesche (Arezzo, Fontaine de Vaucluse, Selvapiana e Arquà) il nucleo più antico di Linterno è la testimonianza più genuina di Petrarca giunta ai giorni nostri. Nei nostri sogni doveva essere la Perla di Milano nell’ambito di Expo 2015, avendo tutte le condizioni per diventare un centro culturale internazionale: proprietà pubblica, fondi per il restauro e un bel progetto aperto al futuro nell’evento di richiamo mondiale, attraverso uno sponsor e i volontari del Touring Club, a costo zero per le casse comunali. Tutto rimase lettera morta. La Damnatio memoriae si accentuò in occasione del progetto di recupero, da parte di uno staff del Politecnico costato circa mezzo milione di euro (un terzo del budget complessivo). Tutto l’immobile fu analizzato per due anni con costose apparecchiature ma nella relazione progettuale furono ignorate le nostre segnalazioni, oscurata l’essenza del Vincolo, le preziose decorazioni latenti del nucleo antico, omologato con la parte più recente. Addirittura i progettisti si inventarono, per il recupero di un camino abusivo, una canna fumaria che taglia arbitrariamente una parete affrescata. Grazie ai nostri esposti giudiziari e ministeriali, il progetto fu modificato in corso d’opera, un’équipe di restauratori riportò alla luce gli affreschi, definendo l’ambiente “Dimora agreste di pregio” con una storia esclusiva. La tracotanza al potere se ne guardò bene dal fare autocritica e oscurò ai milanesi la scoperta delle imprese araldiche di Casa Petrarca, di cui esemplare è la “Razza”, il sole raggiante visibile sulla vetrata absidale del Duomo ed emblema dei Visconti. La “Razza”, pur senza il dovuto restauro, emerge nel suo splendore a Casa Petrarca assieme ad altre decorazioni a “mezzo fresco”. Qui si respira l’Umanesimo di Petrarca. Irrecuperabile, purtroppo, la “colombina” altro simbolo affrescato troppo vicino al camino abusivo, ideato da Petrarca per il giovane Gian Galeazzo Visconti quale emblema augurale per le nozze con Isabella di Valois.

Linterno è un vero, autentico luogo della memoria e Francesco Petrarca è un riferimento universale. In qualsiasi altro Paese, basterebbe il sospetto della presenza del Poeta per coinvolgere tutte le istituzioni. Da noi perdura, nonostante il Vincolo e la certezza storica, questa infernale Damnatio memoriae che ci auguriamo venga approfondita da una procura. La chiave di lettura potrebbe essere l’immenso valore immobiliare di Linterno e delle sue aree private, tra il Parco delle Cave e la ghiotta area del Centro Sportivo Kennedy che rendono Petrarca e il Vincolo ostacoli alla strategia edificatoria. Concludo con l’ultimo saluto di Luigi Zanzi (1938-2015) docente della metodologia delle scienze storiche nelle università di Genova e Pavia. “Mi sta a cuore rinnovare a tutti Voi del CSA Petrarca la mia più cordiale gratitudine. Mi sento veramente coinvolto in amicizia nella Vostra Associazione che tiene viva strenuamente la memoria di Francesco Petrarca in Milano. Speriamo, e Ve lo auguro con tutte le mie forze, che si riesca a rimediare alla vergognosa ignoranza con cui la città di Milano sta inerte nei confronti di questa, che potrebbe essere una delle grandi ‘rinascite’ di una Milano attenta al suo grande passato culturale. Grazie ancora di cuore”.

Pedalata tra Storia e Natura

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Ciclobby Onlus

Con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Pedalata tra storia e natura,

Un “viaggio” della memoria, lento e affascinante, su due ruote, intriso di storia, cultura e fede.

Domenica 7 maggio è in programma l’uscita in bicicletta, aperta a tutti, denominata “Pedalata tra storia e natura”: un itinerario storico e naturalistico articolato in cinque tappe nell’area di Porta Vercellina.

Partenza da piazza De Angeli (ore 9.20) con tragitto:

La Maddalena (antico crocevia in p.zza De Angeli),

Jacopo al Ristoccano (località di origine templare),

Cascina Torrette (legata al Risorgimento),

Quarto Cagnino (borgo medievale),

Cava Aurora (primo nucleo del Parco delle Cave),

Villa Linterno (casa di Petrarca).

Arrivo a Villa Linterno alle ore 12.30 e rientro.

A cura CSA Petrarca Onlus in collaborazione con FIAB Milano Ciclobby.

Itinerario storico naturalistico adatto a tutti!

Ritrovo Domenica 7 maggio 2017 h 9:20 Piazza De Angeli (fermata MM1 De Angeli) capolinea bus ATM 72

Bici consigliate: City bike, Mountain bike, Bici da corsa, Ibrida/cicloturismo (trasportabili in Metropolitana).

Il percorso verrà accompagnato dalle descrizioni storiche di Massimo de Rigo dei vari monumenti e siti  che riprendono temi ormai trascurati e dimenticati dalla quotidiana attività.

Quota assicurazione: 1.00€, altro: 2.00 se non soci Fiab – info: Siro Palestra 335 6558267 – Massimo de Rigo 335 4448574

http://vivimilano.corriere.it/eventi-festemercati/pedalata-tra-storia-e-natura/

http://www.ciclobby.it/cms/calendario/2017/05/07/pedalata-tra-storia-e-natura

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

con il patrocinio del Municipio 7 di Milano

Il Centro Carlo Poma è per il CSA Petrarca Onlus un luogo privilegiato ove fare cultura. Da anni teniamo incontri culturali toccando i temi più vari e sempre l’adesione è stata positiva. Anche questa volta tutte le sedie erano occupate da spettatori interessati e curiosi.

Il tema di questo incontro era: Petrarca e la Milano dei Visconti. L’invenzione dell’Umanesimo.

Il soggetto proposto era stimolante e suggestivo in quanto proponeva una chiave di lettura del sorgere dell’Umanesimo, alternativa a quella che ci viene tuttora impartita a scuola. Francesco Petrarca è senza dubbio l’inventore dell’Umanesimo, il diffusore a livello mondiale di questa nuova concezione di interpretare e vivere la cultura e proprio durante il suo soggiorno milanese ha potuto mettere in pratica per la prima volta questo suo modo particolare di vivere e agire secondo le strade maestre della cultura classica e della cultura religiosa.

Quindi è la Milano dei Visconti il terreno fertile sul quale il nostro poeta ha potuto piantare questo giovane alberello che in seguito ha dato ovunque in Europa splendidi frutti. E proprio nella sua residenza di campagna, Villa Linterno (a quei tempi chiamata “Infernum”) ha potuto trovare l’ambiente favorevole per coltivare questa sua passione per il bello, per i libri, per l’antichità classica e per gli amici che, grazie a lui, hanno in seguito tramandato e sviluppato il suo insegnamento.

Villa Linterno o Casa Petrarca, come ci piace chiamarla, è quindi il luogo privilegiato di questa invenzione che ha fatto crescere l’umanità.

Proprio da questo fatto così importante ne esce la necessità di salvaguardarla sempre di più, di inserire una programmazione di valore culturale adatto e significativo e di creare uno spazio museale che perpetui questi fatti così determinanti nella storia della cultura europea.

Roberto Gariboldi

Petrarca e la Milano dei Visconti

L’invenzione dell’Umanesimo

CSA Petrarca Onlus in collaborazione con Associazione “Carlo Poma”

 

INVITO ALLA CONFERENZA

Petrarca e la Milano dei Visconti
L’invenzione dell’Umanesimo

Sabato 11 Marzo 2017 alle ore 16

Associazione “Carlo Poma”
Via Caio Mario, 18 –  Milano (Bus 58 – 76)

Saluto di Adolfo Cozzolino
Presidente Associazione Carlo Poma

Roberto Gariboldi
Vicepresidente CSA Petrarca Onlus e archivista della Certosa di Milano
“Petrarca e l’Umanesimo a Milano”

Massimo de Rigo
Presidente CSA Petrarca Onlus
“Casa Petrarca, la Solitudine del poeta ritrovata”

È tesi comune che l’Umanesimo italiano sia di matrice toscana, forse è ora di avviare una riflessione circa questa ipotesi. Nessuno vuole sminuire la grande importanza del contributo toscano all’Umanesimo in Italia, ma non bisogna dimenticare che l’Italia di allora era un insieme di stati e ogni principe si sforzava di arricchire la sua corte con personaggi illustri, questo ha portato ad una sorta di frantumazione dell’Umanesimo, consentendogli di diffondersi in tutto il territorio italiano.

Francesco Petrarca che tutti gli studiosi considerano a ragione il primo umanista in assoluto, stabilendosi a Milano ha creato e formato un insieme di persone che poi hanno continuato questa tradizione di ricerca e di studio che si può definire, senza tema di essere smentiti, umanistica. Questo fa di Milano e della corte viscontea un polo umanistico fra i primi e di primaria importanza nel panorama della cultura europea dell’epoca.

In questo incontro si cercherà di illustrare questo aspetto poco esplorato dell’attività di Francesco Petrarca a Milano, qui il poeta ha vissuto la sua maturità e ha dato il meglio delle sue capacità, arricchendo il mondo culturale milanese, che partendo dal suo esempio, ha saputo creare generazioni di umanisti di valore.

Uno dei luoghi preferiti da Petrarca era certamente la sua residenza estiva di Villa Linterno e nella seconda parte della conferenza si approfondirà questo tema, raccontando come questo luogo magico è stato sicuramente uno dei motori ispiratori che hanno spinto il poeta verso la ricerca umanistica.

La natura che si poteva trovare a Linterno, che solo in parte si può trovare ancora oggi, il fascino della residenza con la sua corte accogliente e i suoi preziosi affreschi, sono stati un ambiente insostituibile per la sua ispirazione, nostro dovere quindi è quello di preservarlo e valorizzarlo, in maniera che le prossime generazione ne possano ancora godere.

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Ingresso libero

info: derigomassimo@gmail.com – roberto.romilde@alice.it

Segreti, Nemici e Genialità dei Templari

“Cavaliere è l’uomo in cammino per un fine superiore.Non è importante la meta, ma il cammino”

Sabato 15 ottobre 2016 alle ore 15.30

Morimondo (Milano)

Sala conferenze Pro Loco presso l’Abbazia di Morimondo via Fratelli Attilio

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Intervengono:

Lucia Zémiti

Segreti e bugie della cappella di Rosslyn

Roberto Gariboldi

I nemici dell’ordine del Tempio: Filippo il Bello e Clemente V

Massimo de Rigo

Lo scrigno della sapienza templare

Sabato 15 ottobre 2016 il CSA Petrarca Onlus propone la quinta conferenza nell’ambito degli Studi sull’Ordine Templare in un luogo magico, Morimondo nello splendore della sua abbazia, che si ricollega al più celebre ordine religioso cavalleresco.

Sarà un tema poliedrico tra storia e mito.

Lucia Zémiti, studiosa di storia medievale, in particolare dell’ordine monastico Cistercense e di quello Templare, nella sua relazione parlerà della cappella di Rosslyn, diventata nel tempo un’icona Templare. Tra i tanti miti e dubbi, due certezze alimentano il fascino di questa splendida collegiata scozzese.

Roberto Gariboldi, archivista, saggista storico e vice presidente del CSA Petrarca, nel suo intervento descriverà il complotto ordito dai maggiori responsabili della distruzione dell’Ordine templare, re Filippo il Bello e papa Clemente V e le conseguenze negli equilibri tra Cristianesimo e Islam.

Massimo de Rigo, studioso di esegesi storica del territorio e presidente del CSA Petrarca, nella relazione analizzerà alcuni aspetti dell’Ordine del Tempio non militari, ma legati alla conoscenza appresa nei due secoli in Terrasanta: dall’imponenza delle cattedrali gotiche alla tutela delle reliquie più preziose della Cristianità, alle innovazioni tecnologiche con riflessi anche sul territorio milanese.

Info:

Massimo de Rigo – CSA Petrarca Onlus – 339 4448574  derigomassimo@gmail.com

Lucia Zémiti – Associazione Viriditas – 328 9272193  pirula8@yahoo.com

«SI CANCELLA LA MEMORIA DI MILANO» -LA DENUNCIA DI MASSIMO DE RIGO, PRESIDENTE DI CSA PETRARCA

untitled«Il restauro non tiene conto delle peculiarità per cui Linterno è diventato un monumento nazionale – denuncia a Mi-Tomorrow Massimo De Rigo, presidente di Csa Petrarca –. Studiando bene le carte per i progetti dei canali di Expo, abbiamo constatato che le aree accanto a Linterno sono ancora tutte private: con un Piano di Governo del Territorio piuttosto volubile, che cambia quasi ogni anno, pensiamo che possa essere l’edificabilità di queste aree, molto produttive dal punto di vista finanziario, il motivo per cui non viene particolarmente apprezzata questa memoria petrarchesca».

A che punto è il cantiere?

«Doveva essere consegnato prima per Expo, poi a fine 2015, ma ancora non se sa nulla: i lavori sembrano fermi e non sappiamo perché. In generale, si è andati oltre i (buoni) propositi di mettere in sicurezza la cascina: la struttura è stata rivista completamente, dalle fondamenta ai tetti, e ora non ci sono più soldi per il restauro vero e proprio».

Motivo?

«La filosofia è semplice: tutto quello che emerge da quella cascina è giudicato meritevole di conservazione al pari di memorie che hanno magari 600 anni o anche più».

 Tutto giusto, sulla carta…

«Non del tutto: alcuni affreschi, riemersi grazie a nostri sopralluoghi, verrebbero, per esempio, coperti da tinteggiature banali. Ci è stato detto che questo diverrà un luogo delle memorie agricole, ma noi temiamo che, cancellando le tracce del passato petrarchesco, si voglia solo sfrattare l’inquilino più illustre di Linterno per interessi non chiari».

Se c’è una documentazione così ricca, perché Linterno non viene considerato luogo di cultura?

«Lo chiedo io a lei: forse negli anni abbiamo trovati interlocutori sbagliati. L’ignoranza e la superficialità hanno fatto sì che Linterno fosse considerata al pari di una delle tante cascine tradizionali del panorama lombardo, ma non è così».

Perché?

«Il binomio Linterno-Petrarca è andato avanti fino a inizio Novecento e oggi la cascina è l’ultima località petrarchesca superstite a Milano, considerando che a Sant’Ambrogio c’è solo un lapide, a San Simpliciano più nulla».

 Cosa chiedete al Comune?

«In 25 anni ho parlato con assessori alla Cultura di ogni colore politico: con alcuni c’è stato un dialogo, con altri sono state organizzate iniziative interessanti, mentre da parte dell’attuale Giunta c’è stata un’incomprensibile chiusura.

È stata anche rifiutata la proposta (a costo zero) di un museo interattivo, finanziato dal Touring Club e da uno sponsor privato, che nel frattempo, dopo anni d’attesa, ha deciso di andare all’estero».

Petrarca Vive – Dimore che parlano

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La parola “dimora” deriva dal verbo latino “demorari” che significa tardare, attendere, indugiare, già da questa derivazione etimologica si entra nel mondo poetico, perché non parliamo semplicemente di muri, porte e finestre, ma di un ambiente che travalica questa materialità ed entra in un ambito più spirituale.

La dimora è quindi un ambiente dove non solo si abita, ma è soprattutto il luogo dove ci si attarda, si attende qualcosa e si indugia per creare, perciò il termine dimora è particolarmente adatto alla poesia e all’arte in genere.

Proprio di questo si è parlato martedì 9 febbraio 2106, nella prestigiosa sala Alessi di Palazzo Marino in Piazza della Scala, cuore pulsante dell’amministrazione della nostra amata Milano.

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“Dimore che parlano” era il titolo di questa giornata, anteprima di una pièce teatrale scritta da Franco Morganti (giornalista) e dal giovane Matteo Luoni (drammaturgo), quest’opera si propone di far parlare le dimore milanesi che hanno ospitato nel tempo personaggi illustri, milanesi e non, ma che in questa città hanno risieduto, i personaggi evocati da quest’opera teatrale erano Bonvesin da la Riva, Francesco Petrarca, Stendhal, Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Dino Buzzati, Giovanni Testori, Luciano Bianciardi e Alda Merini.

La giornata era organizzata dal CSA Petrarca e dal Touring Club Italiano, l’invito alla partecipazione a questo evento è stato raccolto da numerose persone, la sala era pressoché piena e l’attesa era palpabile, alla fine il pubblico si è dimostrato soddisfatto di quanto ascoltato.

Dopo i saluti del consigliere comunale Roberto Biscardini che ha porto il benvenuto del consiglio comunale e di Gianmario Maggi console del Touring Club Italiano, è iniziata la recita della pièce teatrale letta dagli attori Valentina Mandruzzato e Giovanni Di Piano con il supporto di belle immagini appositamente realizzate per il TCI da Lorenzo De Simone.

È stata una bella emozione correre attraverso i secoli e sentire le voci di entusiasti abitatori della nostra città, spesso non nati a Milano, ma che hanno avuto l’occasione di viverci e di imparare ad amare questa città sempre vivace e in continuo cambiamento.

Al termine della recita ha preso la parola Roberto Gariboldi, vicepresidente del CSA Petrarca e archivista della Certosa di Milano, il quale ha sottolineato, nel suo breve intervento, come sia determinante la figura dell’umanista milanese Pier Candido Decembrio, segretario ducale, il quale nella sua biografia di Francesco Petrarca scrisse per la prima volta che la sua residenza campestre era la Cascina Linterno.

È seguito il contributo di Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca, che ha illustrato la situazione dell’ex cascina Linterno (privata del contadino) con il cantiere di recupero esteso alle parti recenti, dalle fondamenta ai tetti, andando oltre ad una ragionevole messa in sicurezza, senza il restauro del primo Lotto (il nucleo antico: Casa Petrarca) all’origine del Vincolo di tutto l’immobile. Respinta dal Comune di Milano l’offerta gratuita di uno sponsor per un Museo interattivo petrarchesco-medievale. Oscurata la scoperta degli affreschi bassomedievali, Linterno diverrà un edificio ristrutturato ma defraudato della sua anima, Francesco Petrarca e quindi livellato in basso. Nessuna destinazione d’uso del monumento che potrebbe ridare centralità culturale, lavoro e dignità alla periferia milanese. In gioco non ci sono solo vecchi preziosi muri, ma una nuova frontiera della Cultura, che di sicuro non piace a chi specula sul degrado.

Ha terminato l’incontro Philippe Daverio che con la sua consueta capacità di affascinare con i suoi giochi di parole e la sua cultura, ha ricordato come il problema di Milano sia la mancanza di memoria, l’incapacità di ricordare in funzione della ricchezza, affermando, fra le altre cose, che la cultura da noi la fanno gli immobiliaristi.

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Incontri di questo genere producono sempre ricchezza e hanno il pregio di stimolare il pubblico a pensare e a porsi delle domande, la nostra associazione si è fatta promotrice più volte di simili iniziative che hanno visto coinvolti personaggi della cultura milanese, ma questo sembra non interessare gli alti livelli della nostra amministrazione comunale.

Che dire ancora? Linterno è destinata a restare un mistero, un ambito che suscita sempre nuove domande destinate a restare senza risposta: perché fare così male questo restauro? Perché ignorare la figura maestosa di Francesco Petrarca che qui ha vissuto? Perché non predisporre in anticipo un progetto di destinazione d’uso? Perché concedere in esclusiva la gestione della struttura escludendo qualsiasi alta collaborazione? Quale sarà il destino della parte agricola prossima alla cascina senza la presenza di un contadino esperto? Perché rifiutare uno sponsor disponibile a investire sulla struttura? Perché l’ostinata e perversa volontà di cancellare la nostra associazione?

Per quanto ci riguarda, noi continueremo a rivendicare il nostro diritto ad avere uno spazio tutto nostro all’interno della cascina, diritto che ci viene dal nostro lavoro e dallo studio di anni dedicati alla figura del grande poeta italiano che qui da noi visse otto anni e che a Linterno passava l’estate.

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La nostra associazione è sempre stata in posizione dialogante, disponibile e aperta verso tutte le posizioni, tutto questo non è bastato in quanto è sempre stata aprioristicamente respinta e rifiutata senza mai spiegarne i motivi, all’insegna della più spietata arroganza politica.

I nostri amministratori si sono comportati come il più bieco signore feudale, distribuendo ai suoi vassalli fedeli prebende e benefici e calpestando tutti gli altri senza curarsi delle più elementari regole democratiche.

Chi produce cultura, contribuisce ad arricchire il mondo in bellezza, chi cerca di soffocare queste voci libere, come la nostra, commette un reato contro l’umanità in quanto toglie bellezza al mondo e per questo merita solo di essere additato alla pubblica vergogna.

Roberto Gariboldi