Casa Petrarca e OPEN HOUSE MILANO 2024 di nuovo insieme

Anche quest’anno Casa Petrarca partecipa ad OPEN HOUSE MILANO 2024, il festival giunto alla nona edizione, per un weekend di porte aperte per conoscere e condividere l’architettura milanese.
Una ghiotta occasione per assistere allo spettacolo della parete viscontea appena restaurata (inaugurazione sabato 25 maggio ore 11) e per riscoprire le meraviglie naturali dei sentieri petrarcheschi del Parco delle Cave.

Qui la scheda con descrizione ed orari di sabato 25 e domenica 26 maggio 2024.

Cerimonia di inaugurazione della parete restaurata delle imprese viscontee

Sabato 25 maggio alle ore 11 .
Villa Linterno del Petrarca – via Fratelli Zoia 194 Milano

Nella ricorrenza dei 650 anni dalla morte di Francesco Petrarca (1374-2024) i volontari dell’Associazione CSA Petrarca Onlus, che da sempre si prodigano per tutelare e divulgare la memoria della sua dimora prediletta milanese dal 1353 al 1361, sono orgogliosi di consegnare alla cittadinanza e alla nazione la parete delle imprese viscontee (sec. XIV) ideata dal Poeta, magistralmente restaurata da Laura Tosi con la supervisione
della Soprintendenza di Milano e il totale autofinanziamento del CSA Petrarca Onlus.
Una dimora tanto amata da Francesco Petrarca, nella cui solitudine fu ispirato per la pregevole composizione e il completamento delle sue opere più significative.
Un omaggio dovuto al Cantore di Laura, precursore dell’Umanesimo e uno dei padri della lingua italiana, che tanto ha donato a Milano, all’Italia e al mondo, fonte di ispirazione per i letterati dei secoli successivi.

Sabato 25 maggio alle ore 11, alla presenza delle istituzioni cittadine e di personalità, si terrà
la presentazione ufficiale del restauro autofinanziato, nei locali in concessione al CSA
Petrarca, ove sarà aperto il Museo interattivo dedicato a Petrarca e alla Milano viscontea,
dimostrando concretamente che anche la periferia è portatrice di cultura di alta qualità.
Info: 339 4448574 – info@csapetrarca.it

Il racconto della conferenza “Nell’officina di Petrarca – Il trattato De vita solitaria”

Casa Petrarca di Villa Linterno
sabato 11 maggio 2024

Casa Petrarca ha avuto l’onore di ospitare la lectio magistralis impartita da un esperto petrarchista, il Professor Marco Petoletti, ordinario di letteratura latina medievale all’Università Cattolica e autore di numerosi studi di filologia medievale e umanistica oltre che essere responsabile dell’Archivio e Biblioteca Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio.
Il De Vita Solitaria è un trattato, composto intorno al 1346; come si evince dal titolo è un’esaltazione alla vita solitaria.
Nel primo libro troviamo uno dei temi preferiti dell’autore: la predilezione della vita solitaria, tema ricorrente anche nella poesia “Solo e pensoso i piu deserti campi” dal Canzoniere, letta intensamente da Giovanni Castaldi, psicoanalista, docente di terapeutica artistica all’Accademia Albertina di Torino, teatrante e drammaturgo, che ha affiancato il professor Petoletti, recitando anche la canzone più celebre della raccolta e una delle liriche più note della poesia italiana: “Chiare, fresche et dolci acque”, concludendo con un passo del “De Vita Solitaria – II, 15, in cui il Poeta afferma il primato della professione letteraria sulle altre attività umane. In questo scritto, dedicato a Philippe de Cabassole vescovo di Cavaillone e cancelliere del regno di Napoli, il Poeta invita l’amico a prendere le distanze dalle persone che hanno come sola ricchezza il denaro e a cercare rifugio con pochi amici eletti in un luogo lontano dal fragore della città.
Per ‘vita solitaria’ intende una vita basata sull’otium litteratum, contrapposto al negotium della vita cittadina, una vita caotica che non permette di concentrarsi sulla propria interiorità.
Quest’opera cerca una concilizione tra cultura classica e cristiana; secondo Petrarca tra le due culture c’è un rapporto di continuità, perchè la solitudine basata sullo studio eleva l’animo fino al raggiungimento di una pace interiore: le massime degli scrittori antichi danno conforto e guidano anche l’animo cristiano.
Il presidente di CSA Petrarca, Massimo de Rigo ha salutato gli ospiti, ricordando commosso la figura di monsignor Giovanni Balconi, recentemente scomparso, grande studioso di Francesco Petrarca e amico sincero della nostra Associazione sin dai primordi della difesa ad oltranza di Cascina Linterno. Ha ringraziato Manuel Sciurba, Vicepresidente del Municipio 7 intervenuto assieme alla consigliera Daniela Capitanio.
Coloro che ritengono gli incontri culturali come qualcosa di ammuffito e obsoleto, devono ricredersi, niente di più falso: il professor Petoletti ha divulgato la difficile tematica di Petrarca – il connubio natura-amore, la sua ricerca di solitudine e sofferenza interiore in luoghi che diventano i suoi veri complici – con esuberanza, estro e disinvoltura incredibili.
Il codice di dedica del De vita solitaria inviato da Petrarca a Philippe de Cabassole è stato attentamente rivisto dal Poeta, che corredò i margini con sue note, graffe e maniculae. Sul fondamento della produzione epistolare petrarchesca, è possibile ripercorrere la complessa storia della composizione del trattato, dalla prima stesura nel 1346 alle successive fasi che portarono alla ‘pubblicazione’ del testo nel 1366. L’identificazione consente un sicuro progresso per una più salda edizione del ‘De vita solitaria’.
Petrarca era incapace di porre la parola ‘fine’ perché leggeva sempre nuovi testi; per esempio, si rivolse all’amico Boccaccio, che si trovava a Ravenna, per avere notizie della vita di San Pier Damiani. La parola ‘fine’ tardava anche a causa della carenza di copisti. I manoscritti del De Vita Solitaria sono moltissimi, quasi 150 e, in seguito, con l’invenzione della stampa, l’opera fu diffusa in tutta Europa contribuendo alla sua fortuna. Lapo da Castiglionchio nel 1350 consegnò a Petrarca un libro con le Institutiones di Quintiliano che affermava che può esserci meditazione anche in città, la solitudine non è necessaria per scrivere bene, ma Petrarca non era d’accordo con il suo antico interlocutore e lo scrive nei margini di un suo manoscritto e all’interno del primo libro del De vita solitaria.
Dal 1353 al 1361 il Poeta trova la sua ‘stabilitas’ a Infernum/Linterno riunendo la sua ‘Libraria’, la sua ricca biblioteca, dalle varie località come se fosse una figlia.
Per meglio intendere la cura riservata da Petrarca al suo trattato è importante una lettera autografa del 1362 al maestro e copista Modius de Modii (Moggio), conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, in cui dice: ‘ti raccomando le mie cosucce’. Allo stesso Moggio, in un’altra lettera, raccomandò come copiare l’opera e ritornarla a lui avvolta da un panno cerato contro le intemperie.
Molto ricercato il codice miniato di dedica con correzioni autografe: Petrarca si fa lettore di se stesso disegnando una ‘manicula’ (un segno a forma di mano disegnato ai margini di una pagina, mediante il quale si vuole porre evidenza su un particolare passo del testo) per segnalare passi importanti. È un codice pieno di emozioni.
Il Poeta soleva affermare: “Se non piaccio al volgo, poco me ne curo. Sto consigliando a vivere fuori dalla città, guadagni, traffici e clamore. Basta una fontana limpida e profumi di fiori e non le mense maleodoranti dei ricchi”.
Nell’ambito delle iniziative per il 650° anniversario della morte del Poeta (1374-2024), il prof. Marco Petoletti ha condotto un incontro intenso, ricco di emozioni comunicate con passione, un incontro con particolari inediti corredato da un’interessante presentazione, che ci ha fatto conoscere un Petrarca lettore di se stesso, sempre autentico e perfezionista. Come ha concluso l’autorevole e coinvolgente relatore: “Sepultus vivit”(Sepolto vive).
Prima del commiato, Massimo de Rigo ha ricordato ai presenti la prossima inaugurazione, sabato 25 maggio, della parete delle imprese viscontee, restaurata con i fondi della nostra associazione.
Dulcis in fundo, CSA Petrarca ha accompagnato gli ospiti in una piacevole passeggiata sulle orme del Cantore di Laura nei “delitiosi passeggi” nell’adiacente Parco delle Cave, che noi vorremmo fosse rinominato “Parco Petrarca”.

Giuseppina Mazzotti e Massimo de Rigo
Foto di Artphotogram Claudio Bonomo

A Casa Petrarca e nel Borgo di Quarto con PeriferiArtMi

Si rinnova anche per il mese di maggio il doppio appuntamento con le Giornate PeriferiArtMi

🗓️ A Casa Petrarca, venerdì 17 maggio 2024 ⌚️ dalle 17 alle 19
🗓️ Nell’antico Borgo di Quarto Cagnino, domenica 19 maggio 2024 ⌚️ dalle 11 alle 12

In occasione delle visite del 19 e 21 aprile scorsi, a Casa Petrarca delucidazioni storiche/letterarie/artistiche relative al soggiorno del grande poeta hanno affascinato i nostri visitatori che hanno ammirato la tanto preziosa parete delle imprese viscontee, ideata da Francesco Petrarca e le significative simbologie proprie dell’età medievale. Ammirandone lo stato di avanzamento del restauro, autofinanziato dalla nostra associazione, si sono complimentati per l’opera dei nostri volontari nel salvaguardare e fare conoscere questa dimora, unica allo stato originale.
Degna conclusione, il percorrere il sentiero tanto amato dal poeta, i fontanili, i gatti nei verdi spazi petrarcheschi: il tutto illuminato dalla luce di un tramonto da favola.

Nella visita della domenica, ci siamo incontrati, sul sagrato della chiesa di Sant’Elena, con nove persone che, passo dopo passo, si sono trovate immerse in un’atmosfera medievale per loro inaspettata.
Il gonfalone di Quartum Castrum nella Chiesa di Sant’Elena, il Cippo di Quartum Castrum al crocevia delle vie dei pellegrinaggi medievali, la vecchia scuola Luciano Manara ci hanno condotto all’ingresso del Borgo antico. Ci ha accolto Villa Resnati, l’ex Monastero e la Chiesa della Beata Natività. La colonnetta devozionale ci riporta alla peste del 1576 e 1630, mentre in un antico cortile la presenza di capitelli recanti un fregio identico a quelli di Casa Petrarca, la testa di cavallo, ci fa comprendere come la nostra zona fosse un presidio monastico di assistenza ai pellegrini.
Nella visita, in collaborazione con Walter Cherubini, ogni dettaglio, sito architettonico, storia, usanze e costumi dell’epoca, sono stati dettagliatamente spiegati dal nostro presidente di CSA Petrarca Onlus

Invito alla conferenza “Nell’officina di Petrarca: il trattato De vita solitaria”

Sabato 11 maggio 2024, ore 15:30 a Casa Petrarca.
Nella ricorrenza dei 650 anni dalla morte di Petrarca (1374-2024) l’incontro ricorda una delle opere più significative del Poeta e umanista: il trattato “De vita solitaria”.

Una svolta nella storia compositiva dell’opera è segnata dal soggiorno milanese di Petrarca, di cui sopravvivono i luoghi ameni della sua Solitudine a Villa Linterno (Infernum).

Petrarca attese per molti anni alla composizione del De vita solitaria, iniziato nel 1346 in Provenza e completato vent’anni più tardi, nel 1366, quando la copia di dedica, recentemente scoperta, fu mandata al caro amico Philippe de Cabassole. Qualche anno più tardi, sollecitato dal priore di Camaldoli, Petrarca aggiunse un altro capitolo per onorare s. Romualdo. Il trattato, di grande bellezza, si sviluppa in due libri: alla riflessione generale, affidata al I libro, si affianca nel II libro una serie di esempi di uomini illustri solitari, che con il loro esempio testimoniano il valore della vita in solitudine. Una svolta nella storia compositiva dell’opera è segnata dal soggiorno milanese di Petrarca, tra 1353 e 1361: fu proprio allora che egli, disponendo di una grande biblioteca, riformulò le proprie argomentazioni e le arricchì di nuove fonti, come per esempio le opere di sant’Ambrogio lette presso la biblioteca dei canonici della basilica dedicata al santo patrono. Così sono molte le memorie milanesi evocate nel De vita solitaria, con particolare riferimento appunto alla figura di Ambrogio.

trattato De vita solitaria

Sabato 11 maggio

alle ore 15.30

Casa Petrarca di Linterno – via Fratelli Zoia Milano

Relatore

prof. Marco Petoletti

Professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Direttore del periodico “Italia medioevale e umanistica”

Saluto e presentazione

Massimo de Rigo

Presidente CSA Petrarca Onlus

Letture recitate a cura di

Giovanni Castaldi

“Solo et pensoso” sonetto XXXV (35) del Canzoniere

“Chiare, fresche et dolci acque” canzone CXXVI (126) del Canzoniere  “De vita solitaria”, II, 15 (estratto)

Il racconto della conferenza “De Vulgari Eloquentia”

Domenica 14 aprile 2024 un Ospite d’eccezione a Casa Petrarca: Dante ci spiega, dopo 720 anni, il significato della sua opera attraverso le parole del professore Franco Sanna, già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano.
Il nostro presidente Massimo de Rigo sottolinea che questa conferenza va nella direzione del nostro progetto culturale mirato a unire le Tre Corone della lingua italiana: Dante, Petrarca e Boccaccio.
Il professore Franco Sanna, affiancato dall’intensa lettura di Laura Viganò, docente e attrice di Officine Teatrali, commenta i passi del ‘De Vulgari Eloquentia’, un’opera che affronta in maniera critica i problemi attorno alla lingua volgare che si stava imponendo come lingua letteraria e, perciò, colta. Proprio per giustificare l’adozione del volgare e far sì che questa scelta venisse compresa dai suoi interlocutori, Dante scrive il suo trattato in latino, seguendo le regole più severe della trattatistica del suo tempo, in particolare quella retorica. Petrarca, pur scrivendo prevalentemente in latino, creerà la propria grande poesia in quel volgare illustre predicato da Dante, diventando così modello stilistico nei successivi secoli.
Dante vive un dualismo linguistico “sente profondamente la problematica del rapporto, talora conflittuale, tra lingua volgare e lingua latina”, scrive in entrambe le lingue, Virgilio sarà “il suo maestro e il suo autore” e la lezione del maestro servirà per innalzare il livello del volgare, la “nuova” lingua, vitale e creativa.
Petrarca dice in terzine dantesche che la sua lingua di elezione è il latino, Dante dice in latino che la sua lingua di elezione è il volgare.
Che anniversario! 2024: 800 anni fa nasceva la letteratura italiana, e ci piace immaginare che sia nata in primavera, quando Francesco di Assisi avvertì più forte il fremito della natura con il suo “Cantico delle Creature” (Laudes creaturarum).
(Giuseppina Mazzotti – M. de Rigo)

Il Ministero alla Cultura in visita a Casa Petrarca

Lo scorso 11 aprile 2024 il prof. Stefano Bruno Galli (già Assessore alla Cultura di Regione Lombardia) in rappresentanza del Ministro alla Cultura è stato ospite di Casa Petrarca, fermandosi per oltre due ore presso la nostra sede e ascoltando con interesse le spiegazioni del presidente Massimo de Rigo che ha illustrato il soggiorno di Francesco Petrarca durante il lungo periodo milanese ospite dei Visconti (1353-61).

Di tutte le dimore petrarchesche accreditate al sommo Poeta, l’antica Infernum (come si chiamò fino al XVI secolo) è sicuramente la più genuina ma anche, inspiegabilmente, la “Cenerentola” più bistrattata: per questo motivo il Ministro alla Cultura vuole capire le criticità che ne impediscono la giusta visibilità, in particolare nel 650° anniversario della morte di Petrarca (1374-2024).
È stata sottolineata la lunga battaglia di civiltà dei volontari per salvaguardare il sito storico all’origine del vincolo monumentale che tutela l’intera Cascina Linterno (DM 9.3.99) tra i più preziosi sul territorio lombardo, come documentato da una pergamena del 1153 dell’archivio di Sant’Ambrogio. L’antica Infernum/ Linterno non fu scelta casualmente da Petrarca come sua Solitudine agreste milanese: dalla primitiva grangia, fattoria monastica risalente ai monaci cavalieri del Tempio dell’hospitale di San Giacomo al Ristoccano, questo luogo affonda le sue radici nella notte dei tempi, quando fu probabilmente un primitivo insediamento celtico (580 AC) contiguo al Nemeton, luogo energetico di forma ellittica tuttora visibile nell’adiacente Parco delle Cave.

Stefano Bruno Galli ha apprezzato il restauro autofinanziato della parete delle imprese viscontee, con la supervisione della Soprintendenza, ascoltando attentamente l’intervento tecnico della restauratrice Laura Tosi. Una visita che ha pienamente coinvolto il consigliere del Ministro alla Cultura.

Invito alla conferenza “De Vulgari eloquentia di Dante”

Domenica 14 aprile 2024, Casa Petrarca.
Verso l’unione delle Tre Corone, il trattato sulla lingua volgare di Dante Alighieri, scritto in latino poiché rivolto ai dotti del tempo.
Un’opera in latino per riflettere sui dialetti italiani, sugli autori e sul futuro del volgare: Dante ne sostiene l’eccellenza rispetto alla lingua latina. Petrarca, pur scrivendo prevalentemente in latino, creerà la propria grande poesia in quel volgare illustre predicato da Dante, diventando modello stilistico nei secoli successivi.

La presentazione dell’esperto Franco Sanna che si avvale del contributo artistico della lettrice Laura Viganò avviene nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca che conserva la parete delle imprese viscontee legata al Poeta, in fase di restauro autofinanziato da CSA Petrarca Onlus, che ha in concessione lo spazio dal Comune di Milano. 

Franco G. Sanna. Già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano. Pubblica anche articoli riguardanti la lingua italiana, latina e greca nel suo sito latinamente.it.

Incontro culturale a cura del
Prof. Franco G. Sanna – Collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano

Saluto e introduzione di
Massimo de Rigo – Presidente CSA Petrarca Onlus

Letture recitate di
Laura Viganò – Officine Teatrali

Casa Petrarca di Linterno – via Fratelli Zoia 194 Milano
Domenica 14 aprile 2024 alle ore 15.30 

E’ iniziata la terza edizione del Corso di Scrittura Creativa a Casa Petrarca di Linterno a cura di Ezio Gavazzeni

Martedì 2 aprile 2024, Primo incontro.

Una bellissima sensazione vivere tra le mura che accolsero il Cantore di Laura, un laboratorio che vuole insegnare le tecniche per vincere l’imbarazzo della pagina bianca e aiutare gli allievi a organizzare le proprie idee. Il presidente Massimo de Rigo ha salutato i partecipanti illustrando la nostra associazione CSA Petrarca Onlus e sottolineando la sua pregevole Mission nel salvaguardare e promuovere la conoscenza della preziosa dimora di Francesco Petrarca.
Primo dei nove incontri di 90′, ogni martedì dalle ore 18 alle ore 19.30, a cura di Ezio Gavazzeni, giornalista e scrittore Mursia di romanzi storici, thriller, gialli e noir.
Scopo del corso è mettere in condizione i partecipanti di passare, dallo scrivere per se stessi, allo scrivere per gli altri: costruzione della trama, dei personaggi, dello stile narrativo e altro ancora trasmettendo loro, inoltre, per mail le slides relative a ogni giornata di corso.
Concetto fondamentale esposto dallo scrittore è stato lo “Show don’t tell” per attirare l’attenzione del lettore. La narrativa deve essere avvincente affinché il lettore si immerga nel racconto.
Tra i vari argomenti, nel corso verrà trattata anche la sceneggiatura per teatro, cinema e TV.
Un target di partecipanti con il desiderio di imparare a scrivere: alcuni provenienti dalla precedente edizione, fra i nuovi diversi giovani amanti di questo settore della conoscenza.
Un grazie a Ezio Gavazzeni e ai partecipanti a questo corso esclusivo nel monumento nazionale Villa Linterno del Petrarca, dimora prediletta del precursore dell’Umanesimo.
(testo di Giuseppina Mazzotti)

Il racconto della conferenza “Monteverdi I madrigali su testo di Petrarca a Casa Petrarca di Linterno”

Infernum Linterno: a Casa Petrarca nella dimora prediletta di Francesco Petrarca, il 23 marzo 2024 per la prima volta siamo stati accompagnati alla conoscenza del Poeta, incontrando Claudio Monteverdi, uno degli innovatori del linguaggio musicale.
Il madrigale, composizione vocale a carattere polifonico, è nato in Italia e si è sviluppato tra il ‘300 e il ‘600, i cui testi poetici in musica sono spesso componimenti scritti in precedenza come nel caso di Petrarca. Obiettivo dell’incontro: la guida all’ascolto di queste opere innovatrici per la nuova impostazione musicale ideata proprio da Monteverdi.

Con queste parole il presidente Massimo de Rigo saluta gli ospiti e presenta Tatiana Bertolini, laureata in storia della musica a Ca’ Foscari, che ci ha illustrato il madrigale: un canto polifonico, privo di strumenti. 
La polifonia è una scrittura musicale che prevede l’insieme simultaneo di più voci su diverse altezze sonore, che procedono in direzioni parallele più suoni o più linee melodiche risuonano simultaneamente, eseguiti da voci o strumenti diversi.
Claudio Monteverdi, nato a Cremona nel 1567 e morto a Venezia nel 1643, a soli 15 anni compose la prima pubblicazione di musica sacra. I madrigali erano apprezzati a corte e nei banchetti. Seguì il duca di Mantova e del Monferrato Vincenzo Gonzaga nelle Fiandre, viaggio che si rivelò istruttivo e formativo; nel 1613 a Venezia fu nominato maestro di musica della Serenissima.

Con Monteverdi avvenne la grande svolta del melodramma e i cittadini riempirono il Teatro di San Cassiano con conseguente larga diffusione. A Venezia scrisse molte opere di musica sacra: nel duomo erano presenti il doppio coro e la doppia orchestra. Scrisse otto libri di madrigali e sosteneva che la musica doveva essere schiava della parola. Ma quale doveva predominare? Esprimere ciò che dice il testo, l’innovazione della nuova estetica.

L’incontro si è suddiviso in una parte introduttiva teorica e in un successivo ascolto musicale.
Laura Viganò, docente e attrice, ha deliziato e appassionato i presenti con le letture recitate: “Vago augelletto che cantando vai” “Or che ‘l ciel e la terra” “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono” (dove Monteverdi sviscera il testo e adegua la musica), “O ciechi, il tanto affaticar che giova?”.
Un evento nuovo, grazie anche a Stefano Crippa tecnico alle riprese video e all’impianto audio. Un incontro inedito molto gradito dal pubblico, in cui il suono dell’improvvisa grandinata si è unito all’incanto della musica polifonica per poi, al termine, lasciare spazio ai raggi di un sole crepuscolare in uno splendido tramonto.

Come diceva Massimo de Rigo alla nostra competente relatrice: “Le sensazioni sprigionate da questo evento storico, poetico e musicale hanno emozionato anche la Natura…“.

(Giuseppina Mazzotti, MdeRigo)