L’epopea di pellegrini, monaci e cavalieri Domenica 23 Novembre 2025 si è svolta a Casa Petrarca la XIII edizione della conferenza sui Monaci Cavalieri Templari.
Maria Maffucci ci ha raccontato come i Cavalieri del Tempio abbiano contribuito alla nascita ed alla costruzione delle cattedrali gotiche europee. Chartres e le cattedrali del nord della Francia sono state costruite secondo uno schema stellare e la geometria sacra, frutto di un’antiche sapienza iniziatica.
Lucia Zémiti ha approfondito, con dovizia di particolari, in che modo i Poveri Cavalieri di Cristo si siano trasformati in potenti e ricchi banchieri. Con l’imprescindibile lavoro dei “Fratelli di Mestiere” nelle grange occidentali, e l’adozione di modernissime tecniche bancarie, come prestiti e gestione dei capitali a pellegrini e regnanti, i Templari divennero potenti e temuti, tanto da suscitare inevitabilmente l’invidia dei regnanti europei e di buona parte della società dell’epoca, causando la rovina e lo smantellamento dell’ordine.
Massimo de Rigo ha concluso l’interessante pomeriggio di studi passando in rassegna la storia dell’Ordine Templare, nell’immaginario collettivo qualcosa di misterioso, oltre che di mistico e religioso. La presenza dei Templari a Milano si fa risalire al 1135, lasciando tracce ancor oggi visibili. Una recente attestazione storica dimostra come la grangia di “Infernum” non fu scelta a caso da Petrarca, anche se in stato di abbandono: era una “Porta dello spirito”, un concetto simbolico. Per i Templari, un’esperienza profonda di purificazione e rinnovamento spirituale.
La lettrice Rosaria Viola ha allietato gli intervenuti con letture tratte dal Cantico dei Cantici di Re Salomone, scelto appositamente perché l’Ordine Templare prende il nome dalla loro sede di Gerusalemme, situata nelle scuderie del Tempio di Salomone.
L’epopea di pellegrini, monaci e cavalieri. Domenica 23 novembre 2025 alle ore 15.30 Villa Linterno del Petrarca – via Fratelli Zoia 194 Milano
Questa giornata di studi templari, giunta alla tredicesima edizione, coincide con il Giubileo universale, detto Giubileo della Speranza. Il tempo di grazia rappresentato dal Giubileo è da sempre connesso all’esperienza del pellegrinaggio, simbolo e metafora del viaggio della vita e del cammino di fede. Il pellegrino, l’homo viator del Medioevo, esprimeva perfettamente la condizione umana. Aveva la protezione degli Ordini monastici cavallereschi, che avevano l’eccellenza nell’Ordine dei poveri Cavalieri di Cristo, detti Templari. L’Ordine templare si dedicò nel corso del tempo anche ad attività agricole, creando un grande sistema produttivo, e ad attività finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire il più avanzato e capillare sistema bancario dell’epoca. L’immutato fascino di questo Ordine, che ancora oggi suscita un interesse senza eguali per l’alone di mistero che avvolge la sua storia, mistica e religiosa, verrà riproposto da CSA Petrarca ETS in occasione di questo evento. L’avventura dell’Ordine, cominciata due secoli prima, terminò nel 1314 con la condanna al rogo dell’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay, che aveva ritrattato la confessione estorta sotto tortura.
in collaborazione con: Associazione Viriditas Associazione culturale Panta Rei Fondazione per leggere Officine Teatrali Scuola dei Mestieri dello Spettacolo
Con il Patrocinio del Municipio 7 di Milano
Ingresso con prenotazione obbligatoria a info@csapetrarca.it e contributo di cortesia fino ad esaurimento di posti. Linea Bus 49 da MM1 Inganni, 63 e 78 da MM1 Bisceglie
Domenica 24 novembre 2024 Casa Petrarca di Linterno ha spalancato i battenti per la dodicesima edizione della giornata di studi “L’Universo Templare. I monaci cavalieri e l’Albero della Vita”. Ottima affluenza di pubblico, che ha mostrato di gradire gli argomenti trattati.
Il primo contributo è stato di Lucia Zémiti che ha condiviso la sua ricerca sulla dieta templare. Gli storici hanno notato una straordinaria longevità in molti Templari, considerando che l’età media del tempo era di circa 40 anni. I monaci cavalieri seguivano delle regole alimentari molto strette che cambiavano leggermente per i combattenti in Terrasanta: carne tre volte alla settimana, molta verdura e pesce. Il vino era considerato un nutrimento e una scodella di vino col pane valeva un pasto. Nel Medioevo diversi ordini monastici selezionarono dei vitigni che diedero vita a vini molto pregiati. I Templari mangiavano sempre in coppia per essere sicuri di non eccedere nel cibo ma soprattutto nel bere. La dieta templare è stata valutata estremamente valida dalla moderna scienza dell’alimentazione.
Il successivo contributo di Maria Maffucci ha illustrato la storia dei Templari in Scozia che si intreccia con il clan Sinclair e la nascita della Massoneria. La sede dei Templari scozzesi, Balantrodoch ora detta semplicemente Temple, sorgeva nello stesso territorio di Rosslyn ed era, quindi, sotto la giurisdizione della famiglia Sinclair. Secondo alcuni ricercatori la Cappella di Rosslyn si trova sulla “Rose Line”, una delle Ley-lines che attraversa l’Europa occidentale da nord a sud, e nasconderebbe dei segreti che vanno dal tesoro dei Templari, al Sacro Graal, all’Arca dell’Alleanza ecc. In ogni caso è proprio la Massoneria che, considerandosi il filo diretto dei Templari, ha sempre attribuito grande importanza sia alla famiglia Sinclair che alla Cappella di Rosslyn.
Infine Massimo de Rigo ci ha accompagnato in un viaggio alla scoperta degli Ordini monastici-combattenti (Templari, Hospitalieri e Teutonici) che accostavano alla preghiera la guerra. Dopo l’anno Mille il mondo cristiano decise di riconquistare la Spagna, occupata dai Mori, e di riappropriarsi dei Luoghi Santi. Entra in campo uno dei grandi intellettuali di quell’epoca: Bernardo di Clairvaux che pubblica il trattato “l’elogio della nuova Cavalleria” in cui afferma che i cavalieri del Tempio sono martiri della Fede, dando la benedizione a questo cambiamento radicale. I Templari, attraverso le Mansiones e le grange, erano provetti agricoltori aperti alle nuove tecnologie (marcite e mulini ad acqua). Significativo per i cavalieri Templari fu “Albero della Vita” preso dall’omonimo albero biblico, che rappresenta l’opportunità offerta da Dio all’uomo di condividere la vita eterna. Anche la ricerca del Santo Graal è la ricerca dei segreti di Dio, inconoscibili senza la grazia.
Ha concluso Laura Viganò, con l’intensa recitazione del l’inno templare “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam” traduzione dei versetti mediani del Salmo 113 (Antica Vulgata) o dell'”incipit” del Salmo 115 (secondo la numerazione ebraica) 114 della Bibbia. Infine il Codice guerriero di Mizrain di Gian Paolo Candido come compendio della Solitudine di Petrarca “Infernum/Linterno”, una dimensione di bellezza senza tempo.
I monaci cavalieri e l’Albero della Vita – Giornata di studi sull’Ordine Templare. Dodicesima Edizione Domenica 24 novembre ore 15:30 – Casa Petrarca
Durante il Medioevo, emerge la presenza di una vena di spiritualità che si rifà alla tradizione primordiale nel suo aspetto regale: un vero Universo, ricco di sfaccettature, che per due secoli trasformò la civiltà europea in senso spirituale. Tale spiritualità emerge soprattutto attraverso il simbolismo della letteratura cavalleresca nonché attraverso le saghe della cosiddetta “epica medievale”.
La scomunica, con la drammatica bolla di Clemente V, e il loro sterminio, produssero la “fuga”di molti dei Cavalieri rosso-crociati verso il porto sicuro dei fratres Hospitalieri di San Giovanni e dei fratres Teutonici.
La tematica dei monaci cavalieri templari è tuttora presente in una società alla ricerca di se stessa: l’onore di rispettare la parola data; la devozione alla Cristianità; la Povertà divenuta virtù contro i demoni della maldicenza, l’invidia, l’emarginazione.
L’incontro culturale si avvale del contributo artistico della lettrice/attrice Laura Viganò nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca che conserva la parete delle imprese viscontee legata al Poeta, recentemente restaurata attraverso l’autofinanziamento di CSA Petrarca Onlus, in concessione onerosa dello spazio dal Comune di Milano.
Lucia Zémiti La dieta dei Templari, il segreto della longevità
Si racconta che i Templari avessero il dono di Dio di vivere più a lungo delle altre persone. Moltissimi, infatti, raggiunsero o addirittura superarono i 70 anni di età, in un’epoca in cui l’aspettativa di vita media era attorno ai 40. Sicuramente dalla loro Regola, possiamo cogliere spunti per una dieta davvero salutare.
Maria Maffucci I Templari in Scozia e i misteri della Cappella di Rosslyn
Esistono molte leggende sui Templari in Scozia che si intrecciano con la storia di alcune famiglie nobili e la nascita della Massoneria. I Templari fuggirono in Scozia dopo il 1309, in cerca di protezione del re scomunicato Robert Bruce. In quella terra lontana dal cuore dell’Europa si rintracciano le origini della Massoneria nelle sopravvissute tradizioni templari e nel mistero che circonda la Cappella di Rosslyn.
Massimo de Rigo L’ideale della Cavalleria spirituale
Il pensiero Templare volto al sacrificio rifuggendo totalmente la gloria personale si può riassumere nel loro motto “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam” (“Non a noi, o Signore, ma al tuo nome dà gloria”). Era questa la vita dei Templari, monaci e guerrieri che, per il loro ascetismo, erano il terrore dei nemici in battaglia. I Templari erano militarmente troppo potenti per essere sconfitti in uno scontro diretto. Furono annientati con una manovra trasversale mirante a distruggere la loro immagine, attraverso il tradimento, la tortura e i roghi.
Letture recitate di Laura Viganò – Officine Teatrali
Casa Petrarca di Linterno – via Fratelli Zoia 194 Milano Domenica 24 ottobre 2024 alle ore 15.30
Lo splendore del Medioevo rivive nel CORTEO MEDIEVALE – 26ma edizione Sabato 1 Giugno 2024
Nel 650mo anniversario della morte di Francesco Petrarca, una stupenda pagina aperta della vita del Medioevo. Molti i cittadini che hanno assistito a questo emozionante evento storico promosso dalla Scuola secondaria di primo grado Benedetto Marcello in collaborazione con CSA Petrarca Onlus di Villa Linterno. Un tuffo nei tempi gloriosi di Francesco Petrarca e dei suoi predecessori quando Linterno era una grangia monastica templare sulla via dei pellegrinaggi, dove nell’ampia corte antica si avvicendavano momenti di vita quotidiana che oggi abbiamo rivissuto. Bambini, ragazzi e adulti di ogni età si sono calati negli abiti di allora per omaggiare i nostri antenati: Petrarca e Laura, tamburini, nobili , nobildonne, streghe e, per ultimi, i templari a loro difesa e protezione sono usciti dall’antico cancello dirigendosi verso piazza della Cooperazione per unirsi al corteo proveniente dalla scuola Benedetto Marcello. Qui uno spettacolo di sbandieratori, tamburini e danze ha coinvolto il pubblico; Giovanni Visconti, arcivescovo e mecenate del poeta, riceve Laura e Francesco. Al termine dello spettacolo il Borgo antico, un altro tuffo nel passato perché luogo con reminiscenze, storia, architettura medievali, ha accolto il corteo che ha raggiunto la scuola dove si sono concluse le celebrazioni.
Ogni anno identici gli antichi luoghi e l’itinerario, simili i volti e gli abiti ma diverse due peculiarità: l’emozione e la preziosa parete delle imprese viscontee di Casa Petrarca tornata al suo primitivo splendore. Un dono alle generazioni future che, apprendendo le loro radici, rafforzeranno i propri valori. Cose stupende accadono se si tiene il timone diritto e fermo nella burrasca e il nostro presidente lo fa. Giuseppina Mazzotti
DOMENICA 26 NOVEMBRE alle ore 15:30presso Casa Petrarca
In una giornata di studi sull’ordine Templare, giunta alla sua undicesima edizione, verrà analizzato il Dualismo universale di Catari e Templari che, agli albori del secondo millennio, vede da una parte la nascita dei Catari – strenui difensori di una fede “semplice e amante della natura”, che si fonda su due principi, il Bene e il Male – dall’ altra la crescita dell’ Ordine Templare, che pone in luce la duplice natura, corporale e spirituale, dell’ uomo. Non si può escludere che ci sia una medesima radice alla base delle loro dottrine eretiche e che il comune denominatore si trovi sia nelle leggende nate attorno ai Cavalieri dai bianchi mantelli, sia nei miti sugli eretici Catari. In questo intrigante viaggio, che ci permetterà di scoprire tutte le incertezze e le disobbedienze dei protagonisti dell’ epoca, nonché testimonianza della lotta per l’indipendenza religiosa milanese, saremo condotti dai relatori:
– Maria Maffucci “I Catari, nascita e morte di un’ eresia” – Lucia Zemiti “Eresie: tracce catare a Milano” – Massimo de Rigo “Dai Templari ai Fedeli d’Amore”.
Ci accompagneranno le letture recitate a cura di Laura Viganò.
Catari e Templari: storie di eresie nel Medioevo.
Templari e Catari uniti da una medesima radice alla base delle loro dottrine eretiche? Non si può escludere che il denominatore comune di questa dottrina segreta, confluita nei misteriosi Fedeli d’Amore, si celasse oltre il simbolo del Graal, sia nelle leggende nate intorno ai Cavalieri dai bianchi mantelli che nei miti sugli eretici catari. Attraverseremo i secoli attorno scoprendo tutte le incertezze e le disobbedienze dei protagonisti dell’epoca: storie di eresie, di diversità represse dal potere, fino a sfociare nel Protestantesimo.
MOSTRA Il Viaggio della Vita ad ovest di Milano Pellegrini e Cavalieri del Tempio a Porta Vercellina.
Maria Maffucci
I Catari, nascita e morte di un’eresia.
In un breve excursus storico, scopriremo l’essenza delle eresie medievali che hanno minacciato l’autorità della Chiesa di Roma. Analizzeremo come mai il catarismo è stata l’eresia più importante e più pericolosa fino al suo tragico epilogo.
Lucia Zémiti
Eresie: tracce catare a Milano
Non tutte le tracce dei Catari a Milano sono state cancellate. Si nascondono ancora tra antichi palazzi e chiese che hanno fatto da sfondo a crudeli tribunali dell’inquisizione. La memoria è cultura.
Massimo de Rigo
Dai Templari ai Fedeli d’Amore
I Fedeli d’Amore sarebbero una confraternita laica affiliata all’ordine del Tempio.
Gli stessi Stilnovisti avrebbero avuto contatti con i Templari e e le dottrine dei Sufi, per raggiungere l’estasi alla vista dell’Assoluto, lo stesso itinerario verso la Donna angelicata.
Letture recitate a cura di
Laura Viganò
Ingresso a offerta libera con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento di posti info@csapetrarca.it . 339 4448574 . http://csapetrarca.it/ . ATM 49, 67, 78 (Misure anti-Covid)
Tutto il fascino dei Templari nella giornata di studi, giunta alla decima edizione, svoltasi a Casa Petrarca lo scorso 19 marzo 2023 che ha analizzato con nuovi contributi, il tema sui “Pauperes commilitones Christi templique Salomonici”, trattato nell’ottobre dello scorso anno presso l’Abbazia cistercense di Morimondo.
I relatori Lucia Zemiti, Silvia Motta e Massimo de Rigo hanno illustrato la figura dei Templari, valorosi monaci guerrieri che hanno sacrificato la loro vita nel nome di Dio. Hanno donato al mondo profonde conoscenze in ogni campo del sapere: spirituale, astronomico, astrologico, finanziario e architettonico.
Lucia Zémiti, studiosa di storia medievale, dei Templari e cistercensi, nella sua relazione “I cistercensi alle Crociate” ha sostenuto che i Templari sono sempre stati legati ai monaci Cistercensi.
La figura dei Templari: cavaliere e monaco sullo stesso cavallo. Monaci e valorosi guerrieri. Hugues de Payns (Hugo de Paganis in latino) è il gran Maestro del primo nucleo di cavalieri stabile a Gerusalemme per difendere i pellegrini dai predatori, con l’obiettivo di salvare le loro anime. Si distaccano dai crociati per formare la Militia Dei e, nella regione Champagne, hanno origine sia gli Ordini Cistercense che Templare. Per rafforzare lo spirito dell’ordine, Hugo de Paganis chiede all’abate e teologo francese Bernardo di Chiaravalle, a cui era molto legato, un discorso di esortazione all’armata. Con il trattato “De Laude Novae Militiae” (Lode alla nuova milizia) – composto tra il 1128, anno del concilio di Troyes, ed il 1136, anno della morte di Hugues de Payns – Bernardo sancisce la licenza di uccidere, il Malicidio: i cavalieri templari non uccidevano il nemico ma il male che lo rappresentava, il male insito in lui. La seconda crociata (1147-1150) vede il diretto coinvolgimento dell’ordine cistercense. Nel 1144 cade Edessa e papa Eugenio III commissiona a Bernardo di predicare la Seconda Crociata e concede le medesime indulgenze che il papa Urbano II aveva accordato ai partecipanti della Prima Crociata: guai a chi non insanguina la sua spada! Il fallimento della spedizione viene interpretato come effetto dei peccati dei crociati. L’abbazia francese di Morimond ha dato origine al sito di Morimondo.
Quando i Templari lasciarono la Francia per le ingiuste persecuzioni subite, in Portogallo nacque l’Ordine di Cristo.
Le croci templari cucite sulle vele delle tre caravelle, nel 1492 approdarono in America: i Templari erano sopravvissuti…
Silvia Motta, S.E.A.C., European Society for Astronomy in Culture, ha iniziato il suo intervento con la persecuzione contro i Templari il “venerdì nefasto” 13 ottobre 1307. I loro insediamenti in Europa si estendevano dal Portogallo agli Urali. Adottavano un codice astronomico, con regole a livello esoterico, per lasciare tracce riferite a corpi celesti. Questo codice nascosto permette di riconoscere le loro costruzioni e chiese progettati dai loro Maestri costruttori.
Secondo la scuola di Chartres, la Terra era al centro, il Sole e i pianeti le giravano attorno; l’ultimo era il firmamento. L’abside delle chiese era rivolto ad oriente, la porta ad occidente. I fedeli pregavano verso l’altare ad oriente. Osservavano con molto interesse gli equinozi di marzo e ottobre e i solstizi di giugno e dicembre.
Simbolismo astronomico: nella costruzione di chiese ex novo, la pianta era rettangolare o circolare.
L’allineamento dell’asse della navata era al 25 marzo, l’azimut al 15 luglio. La datazione della costruzione della chiesa viene fornita dai dati astronomici mentre le regole astrologiche erano categoriche con configurazioni planetarie ed orientate sulla data della Pasqua. Utilizzavano il calendario liturgico e i santi erano legati al loro Ordine. Le mansio Templari erano complessi autosufficienti.
Nella chiesetta di Cascina Linterno, l’abside è rivolta a sud, gli assi principali Scorpione, Leone e Vergine: non si evidenziano caratteristiche Templari, ma il suo asse è probabilmente il prolungamento dell’intero corpo dell’edificio preesistente. Fino al 1153 Infernum fu grangia della commenda di Santa Maria del Tempio: ci doveva essere una cappella per i monaci. Analizzando, infine, il territorio adiacente a Cascina Linterno, potrebbe trattarsi di un Nemeton celtico, oggetto quindi di approfondimento.
Massimo de Rigo, presidente di CSA Petrarca Onlus e studioso di esegesi storica e dei pellegrinaggi medievali, espone l’argomento “I frati cavalieri”. I crociati si impadronirono di luoghi sacri agli islamici, tra cui la Cupola della Roccia e la vicina Moschea di Al Aqsa. Si pensava che l’edificio fosse stato costruito sulle antiche rovine del tempio di Salomone. Questo il motivo per cui divenne la sede dell’ordine cavalleresco dei Templari. Al massimo della loro potenza erano organizzati in province con migliaia di Precettorie, Commende, Mansioni e Grange, come quella di Infernum/Linterno. Il primo nucleo proveniva dal Monastero di Santa Maria di Josaphat: erano crociati stanchi di violenze e approdati a una vita contemplativa. Hugo de Paganis divenne il primo gran Maestro del nuovo Ordine di Cavalieri. La loro regola benedettina era: obbedienza, povertà e castità e i loro codici morali andavano oltre il loro valore in battaglia.
Il sigillo templare mostra due cavalieri armati sullo stesso cavallo; il suo significato è esoterico e conferma che nel Tempio esisteva un insegnamento segreto.
Il Beauceant, gonfalone templare, era composto da una banda bianca e una nera che simboleggiava il dualismo monastico e guerriero. Fanno voto di combattimento, castità, obbedienza e povertà personale. La vita monastica aveva momenti di preghiera, comunitari, formazione militare e protezione dei pellegrini. Furono chiamati “i cavalieri del silenzio” per la segretezza delle loro conoscenze e costruivano le loro domus in luoghi energetici, sovente nei pressi di Nemeton celtici.
Hanno lasciato all’umanità la Santa Casa di Nazareth a Loreto, la Sacra Sindone. Un unico filo ricollega l’alchimia, i Templari, il mistero delle cattedrali gotiche, la Santa Sophia, il Graal e nel Dolce Stil Novo ne ritroviamo la sintesi. Nei Fedeli d’amore, legati ai Templari, vi è lo stesso simbolismo della “Donna” vista come Sapienza trascendente.
Sul pavimento della cattedrale di Chartres è raffigurato un labirinto: il percorso è un viaggio alla ricerca del centro dell’essenza, della scintilla divina in noi. Un cammino di purificazione come un pellegrinaggio.
La brava Dumitrita Moraru ha alternato gli interventi con le nobili letture: il Cantico dei Cantici di Salomone e il Salmo 114.
Il pubblico attento e interessato ha riempito la sala, con ulteriori e appassionati interventi. Quando si parla di Templari, tutto è possibile poiché la memoria delle loro gesta è ben viva e tangibile nella nostra vita attuale.
Alla prossima!
A cura di Giuseppina Mazzotti, Lucia Zemiti, Silvia Motta Massimo de Rigo
INVITO ALLA CONFERENZA L’universo templare – Aspetti inediti dell’Ordine del Tempio Domenica 19 Marzo 2023 alle ore 15.30
Seminario, giunto alla decima edizione, sui Pauperes commilitones Christi templique Salomonici (Poveri compagni d’armi di Cristo e del tempio di Salomone). Replica, con nuovi contributi, dell’evento organizzato lo scorso ottobre da CSA Petrarca Onlus presso l’abbazia cistercense di Morimondo. Questa giornata di studi templari si propone di definire tematiche relative ai principi ed ai valori templari, anche sconosciuti. Il complesso religioso, militare, giuridico ed economico del sistema templare, può aver dato luogo ad una concezione globale, una sapienzialità monastica andata perduta con i roghi, le persecuzioni e la ‘damnatio memoriae’ che avvolse l’epopea dei monaci guerrieri. Se a distanza di tanti secoli, l’universo templare è tuttora capace di suscitare interesse e di risvegliare emozioni, è intrinseco un mistero che supera il logorio del tempo e tuttora parla al cuore degli uomini di un’epoca tecnologica.
Lucia Zémiti I cistercensi alle crociate Implicazioni spirituali in conflitto con i nuovi religiosi armati
Silvia Motta Simbolismo astronomico templare Le peculiari orientazioni astronomiche delle chiese templari
Massimo de Rigo I frati cavalieri La spiritualità degli ordini religioso-militari
Laura Viganò Al Tuo nome da’ gloria Letture recitate
Evento promosso da CSA Petrarca Onlus www.csapetrarca.it in collaborazione con: Associazione culturale Panta Rei Officine Teatrali Scuola dei Mestieri dello Spettacolo
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MOSTRA Il Viaggio della Vita ad ovest di Milano Pellegrini e Cavalieri del Tempio a Porta Vercellina Autobus 67 da MM1 Bande Nere . 49 da MM1 Inganni . 63 e 78 da MM1 Bisceglie Ingresso a offerta libera con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento di posti: info@csapetrarca.it Info: cel. 339 4448574 – sito web http://csapetrarca.it/
L’interesse per i cavalieri del Tempio è sempre molto alto, come dimostra la notevole partecipazione di pubblico alla conferenza “L’universo templare” che si è tenuta sabato 15 ottobre 2022 presso la Sala Consiliare del Municipio di Morimondo (Mi). La sala era gremita e alcune persone hanno assistito all’incontro in piedi, nonostante l’evento sia durato due ore. La composizione del pubblico era variegata, essendoci persone di ogni età e di ambo i sessi a dimostrazione che l’interesse per i Templari è diffuso in maniera trasversale.
La conferenza era organizzata dall’Associazione CSA Petrarca e da a.c. Panta Rei Morimondo.
Relatori del pomeriggio culturale sono stati Lucia Zémiti, Silvia Motta e Massimo de Rigo.
Lucia Zémiti, studiosa di storia medievale, dei Templari e cistercensi, nella sua relazione “I cistercensi alle Crociate” ha sostenuto che i Templari sono sempre stati legati ai monaci Cistercensi. Spiega il concetto di “malicidium”. Hugo de Paganis, per rafforzare lo spirito dell’Ordine, chiede a Bernardo di Chiaravalle un discorso di esortazione all’armata: i monaci guerrieri prendono le armi non per uccidere il nemico, ma il male insito in lui e quindi che il nemico rappresenta.
Silvia Motta, astrofisica dell’osservatorio astronomico di Brera ha suscitato interesse con una primizia: “Il codice astronomico” Sono stati ritrovati simboli templari su affreschi e pietre. Tracce delle loro antiche “mansioni” sono ancora visibili nel nostro territorio: castelli, chiese e fortificazioni. Inoltre haillustrato come i Templari adottassero un codice astronomico per orientare le loro costruzioni. Questo codice nascosto permette di riconoscere gli edifici progettati dai loro Maestri costruttori.
Ha concluso Massimo de Rigo Presidente di CSA Petrarca. Nella sua relazione “I frati cavalieri” ha ribadito le probabili origini salernitane del fondatore dell’Ordine Hugo de Paganis, un cavaliere al seguito di Boemondo I d’Altavilla. Ha descritto la vita quotidiana e la sapienza monastica all’origine, subito dopo il Concilio di Troyes (1128), delle cattedrali gotiche che esprimevano la spiritualità dell’epoca. Nonostante siano costruite in pietra, le cattedrali gotiche sembrano sfidare le leggi di gravità: l’accentuata verticalità e le pareti alleggerite da vetrate decorate, creano uno spazio spirituale trascendente. Il sogno di toccare il Cielo ebbe inizio da una parola: Gerusalemme.
Ottima affluenza di pubblico che ha gradito gli argomenti trattati in questa decima edizione di studi templari.
Per l’occasione, le socie Giuseppina Mazzotti ed Elda Ghibaudo hanno indossato abiti medievali.
Molto apprezzata la mostra, a cura di CSA Petrarca, “Il viaggio della vita ad ovest di Milano. Pellegrini e Cavalieri del Tempio a Porta Vercellina” allestita da Gino Mereghetti nel locale antistante la sala conferenze.
Si ringrazia il Comune di Morimondo per l’ospitalità.
È un viaggio a ritroso nel Tempo sulla via dei Pellegrinaggi nell’attuale Municipio 7 (in parte coincidente all’antica Porta Vercellina) nel suo splendore del XII secolo quando Milano si dà una struttura amministrativa policentrica (oggi diremmo federale) divisa in sei ‘Sestrieri’ o ‘Porte’.
Furono gli Ordini monastico-militari a dare nei secoli XII e XIII, la concreta possibilità a moltitudini di pellegrini e Crociati di raggiungere la Terrasanta con relativa rapidità, con un imponente complesso di hospitalia, ospizi e ricoveri.
I Templari non furono gli unici: anche i Cavalieri Ospitalieri o Giovanniti nella penisola, e quelli Teutonici nei Paesi di lingua tedesca, furono di grande sostegno al pellegrinaggio, ma i “cavalieri del Tempio”, cancellati dalla storia, hanno la prerogativa di essere l’incarnazione degli ideali cavallereschi più puri delle Crociate.
Ai Monaci del Tempio si deve (assieme ai loro cugini Cistercensi) l’impulso dato al progresso del territorio dove operarono con le nuove tecnologie (i mulini ad acqua, un’energia prodigiosa per quei tempi, che consentiva di creare grandi quantità di manufatti con modesta mano d’opera; il perfezionamento dei fontanili che utilizzavano l’acqua sorgiva di falda estendendo l’irrigazione e quindi le colture; la realizzazione delle marcite che consentivano di avere foraggio fresco anche d’inverno e quindi un grande sviluppo lattiero-caseario che fece delle cascine vere e proprie aziende alimentari).
Nell’immaginario collettivo, i Templari sono rimasti un mito per il destino tragico e imprevisto contro il quale non seppero o non vollero reagire, dopo due secoli di difesa ad oltranza della Terrasanta.
Attraverso l’ubicazione degli hospitalia, di antiche chiese e monasteri, è possibile ricostruire il tracciato delle vie di pellegrinaggio sul territorio attorno all’antica “Via ad Novarium”, l’odierna via Novara e quindi anche Figino, l’antica Feglinum.