Invito all’evento “Tra Danze e Corti Viaggio nella Musica antica (1400-1700)”

Domenica 7 giugno 2026 alle ore 16.30
Villa Linterno del Petrarca, Via fratelli Zoia 194

Un percorso tra le note di tre secoli di musica, dalle raffinate polifonie del primo Rinascimento fino allo splendore teatrale del Barocco inglese e francese.
AmadisConsort, sestetto composto da flauti, viola, violoncello e basso continuo, propone un itinerario attraverso antiche danze e intrattenimento alle corti europee, esplorando opere di autori come Lorenzo il Magnifico, Samuel Scheidt, Domenico da Piacenza, John Dowland, Henry Purcell, Jean-Baptiste Lully e J. P. Rameau.

Un’esperienza sonora che intreccia festose danze e sfarzo regale, mettendo in luce la ricchezza e l’evoluzione del linguaggio musicale tra il Quattrocento e il Seicento.

A cura di AmadisConsort, ensemble costituito da musicisti provenienti dalla Civica Scuola di Musica di Milano, guidati da Luciano Nizzoli.
Saluto e presentazione di Massimo de Rigo – Presidente CSA Petrarca ETS

Il racconto della conferenza “Gherardo Petrarca. Indagine biografica sulla vita del fratello minore di Francesco”

Si è svolto domenica 19 aprile 2025 nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca di Linterno, dimora milanese del sommo Poeta, un evento di particolare interesse storico/culturale, promosso e organizzato dalla nostra Associazione. 

Il convegno viene presentato da Massimo de Rigo, Presidente di CSA Petrarca ETS, che introduce l’intervento del relatore Prof. Franco Sanna, esperto petrarchista, già docente tra l’altro di studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano.

Di Francesco Petrarca si sa praticamente tutto, di questa gigantesca figura di grande letterato, considerato il fondatore dell’Umanesimo. Poco si conosce invece della sua famiglia, che pure ebbe un ruolo importante nella sua vita. Ma noi qui ci soffermeremo sul forte legame che lo unì al fratello minore Gherardo, di tre anni più giovane (1307).

Quando il padre, Ser Petracco, si trasferisce dalla Toscana ad Avignone, la Provenza diviene per i due fratelli la nuova patria. Frequentano gli studi tra Montpellier e Carpentras; successivamente rientrano in Italia, a Bologna, sede della più antica Università del mondo. Alla morte del padre tornano entrambi ad Avignone, dove Francesco incontra Laura, che diverrà la sua musa ispiratrice.

La grande intesa che lega i due fratelli li porterà ad affrontare nel 1336 l’ascesa del Mont Ventoux, episodio che racchiude un forte significato allegorico: salire alla vetta significa elevarsi al cielo. Ma mentre Gherardo riesce a raggiungere facilmente la vetta, Francesco è costretto a fermarsi più volte per la fatica. Le emozioni suscitate in lui da questo avvenimento lo porteranno a scrivere una lettera, indirizzata all’amico Dionigi da Borgo di San Sepolcro, frate agostiniano che aveva fatto dono a Francesco di una copia delle Confessioni di S.Agostino, libro che il poeta porterà sempre con sé.

Nel 1339 una crisi spirituale sfocerà in esiti diversi nella vita dei due fratelli. Gherardo diviene monaco certosino, nella Certosa di Montrieux, ove Francesco si recherà a fargli visita due volte. In queste occasioni si ispira per il trattato “De Otio religioso” – argomento esposto da Massimo de Rigo durante la sua presentazione – opera nella quale vi è l’esaltazione della vita monastica: la solitudine dei certosini viene definita “come la migliore condizione di vita possibile. Il silenzio, incorniciato dall’angelico canto dei monaci, rapisce l’anima, al punto di farle dimenticare il tempo. Essi si elevano fino alla soglia dell’eternità”.

Gherardo, che durante un’epidemia di peste aveva salvato le sorti del monastero in cui perirono priore e confratelli, morirà nel 1386.

E l’incantevole atmosfera che tanto aveva colpito Francesco durante le sue visite a Gherardo, è stata riprodotta mirabilmente in questo evento dal Prof. Sanna: alle sue emozionanti narrazioni, il pubblico ha riservato a più riprese un lunghissimo applauso.

Dumitrita Moraru ha dato il proprio contributo artistico con letture recitate, tratte da alcuni passaggi dell’intervento del relatore.

Invito alla conferenza “Santa Hildegarda di Bingen, mistica e scienziata ispirata da Dio”

Domenica 10 maggio
ore 15:30 presso Casa Petrarca di Linterno

Santa Hildegarda di Bingen è una delle figure femminili più straordinarie del Medioevo.
Monaca benedettina, in un monastero maschile, visionaria, erborista e profetessa, era soprannominata “la Sibilla del Reno”.

Partendo dalla sua esperienza mistica, Hildegarda ha saputo affiancare aspetti di alta spiritualità a capacità e conoscenze scientifiche nell’ambito medico-naturalistico che vengono riconosciute e applicate ancora oggi.
La monaca tedesca era una donna dalla forte personalità, in grado di tener testa a papi e imperatori. Con autorevolezza e grande umiltà ha valorizzato la figura femminile e la sacralità del corpo umano in un’epoca in cui il corpo veniva mortificato e considerato impuro. Molto in anticipo sui tempi Hildegarda ha sviluppato un sapere vasto e originale in molte discipline lasciandoci un’eredità di opere scientifiche, teologiche e artistiche ancora oggi studiate e ammirate”

Invito alla conferenza “Gherardo Petrarca: Indagine biografica sulla vita del fratello minore di Francesco”

Si svolgerà Domenica 19 aprile 2026 alle h 15.30 la conferenza “Gherardo Petrarca: Indagine biografica sulla vita del fratello minore di Francesco”.
Basata sulle fonti storiche e sulle opere del grande poeta, che a lui si rivolse e che di lui parlò nelle sue Lettere.

Nel 1353 Francesco Petrarca in visita al fratello certosino, si ispira per il trattato “DE OTIO RELIGIOSO” opera nella quale vi è l’esaltazione della vita monastica. In questo scritto la solitudine dei certosini è definita: “ come la migliore condizione di vita possibile”.

Scrisse inoltre: “Questo silenzio e questa salmodia angelica rapiscono l’anima al punto di farle dimenticare il tempo. Essi si elevano fino alla soglia dell’eternità”.

Ed ascoltando incantato il canto dei monaci, lo definì “angelico canto”.

Domenica 19 aprile 2026 alle h 15.30

Casa Petrarca di Linterno – via Fratelli Zoia 194 Milano

Incontro culturale “Il Mondo dei Celti. Alle origini di un popolo straordinario”

Si è svolto Domenica 29 Marzo 2026 nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca di Linterno, dimora storica del sommo Poeta, un evento di grande rilievo storico-culturale, promosso e organizzato da CSA Petrarca ETS.

I Celti: la sola evocazione riporta alla mente quell’alone di mistero che, da sempre, avvolge la storia di questo popolo indoeuropeo, una delle prime civiltà a dominare gran parte dell’Europa nel primo millennio a.c. Il loro stretto legame con la natura in tutti i suoi elementi, ha consolidato nel tempo immagini incantate di fate, sacerdotesse e maghi.

E i relatori che hanno condotto l’evento hanno saputo riprodurre mirabilmente quelle atmosfere magiche che, complice il fascino emanato dalla dimora in cui si è svolto, ancora oggi accompagnano le loro gesta.

* Maria Maffucci (studiosa di antropologia e di culti antichi, studiosa di cultura e spiritualità celtica) ha documentato il ritrovamento di numerosi reperti, prevalentemente in Gran Bretagna (la Britannia romana) e in Francia, di raffinata fattura: gioielli, vasellame, scudi, armi che i Celti usavano deporre come offerte votive nei fiumi, nei laghi, nelle paludi, considerati luoghi sacri naturali e porte d’accesso all’aldilà.

* Silvia Motta (astrofisica, docente Ist.Naz.di Astrofisica) ha illustrato, con scrupolosi calcoli matematici e scientifici, grazie allo studio geomorfologico condotto sul territorio in cui è inserito l’edificio “Cascina Linternum (Infernum)”, le tracce di un Nemeton ellittico celtico antico. Nemeton: spazio sacro riservato a uomini e dèi, che indica la “Sfera Celeste”.

* Massimo de Rigo (Presidente CSA Petrarca ETS) ha descritto le origini del Santo Graal, che il mito celtico vede rappresentato dal “Calderone”, che nutre i suoi guerrieri così come il sangue contenuto nel calice di Cristo nutre la fede cristiana. Viene citato anche Parsifal, il cavaliere medievale dotato di cuore puro e nobile, destinato alla ricerca del Santo Graal. Il Graal, termina de Rigo il suo intervento, rappresenta la storia dell’umanità.

Per tutta la durata di queste emozionanti narrazioni, le poesie celtiche recitate da Laura Viganò hanno guidato con grazia ed eleganza l’intero evento.

Conclusione di alto livello con i ritmi coinvolgenti del “bodhran”, tradizionale strumento celtico che Stefano Crippa ha utilizzato con maestria.

Casa Petrarca ha così offerto alla sua Città un aspetto affascinante delle sue radici, basato su riscontri storici: Medhelan (toponimo celtico di Milano) fu fondata proprio dai Celti.

Mara de Rigo – CSA Petrarca ETS

Invito alla conferenza “I misteri dei Celti”

Vi aspettiamo domenica 29 marzo 2026 dalle 15:30 a Villa Linterno di Petrarca per la conferenza organizzata da CSA Petrarca ETS “I misteri dei Celti – Alle radici di un popolo straordinario”.
I Celti sono stati un grande popolo indoeuropeo, considerato una delle prime civiltà a dominare gran parte dell’Europa durante l’Età del Ferro, diffondendosi dal secondo millennio a.C. fino a quasi un millennio dopo. Un viaggio alle radici del pensiero celtico, delle sue origini e del mito che accompagna la cultura di questo popolo straordinario, regno incontrastato di fate, sacerdotesse, maghi.

Interverranno:

Maria Maffucci
Armi e gioielli offerti agli dei
I Celti vivevano in simbiosi con la natura e onoravano ogni albero, ogni corso d’acqua, ogni roccia. Sia i Celti insulari che quelli continentali riconoscevano i corsi d’acqua sotto forma di dee della fertilità, della guarigione e dell’ispirazione. Le popolazioni celtiche usavano deporre offerte votive nei fiumi, nei laghi e nelle paludi che erano considerati luoghi sacri naturali e porte d’accesso all’aldilà.

Silvia Motta
Nemeton, il Santuario delle stelle
L’esame della documentazione archeologica e storica unita allo studio geomorfologico del territorio in cui è inserito l’edificio “ Cascina Linternum (Infernum)” ha portato a riconoscere la traccia di un nemeton ellittico celtico antico. Negli ultimi decenni, oltre all’ellisse milanese, il nemeton di Medelhanon, sono stati scoperti numerosi siti delimitati la cui caratteristica struttura ellittica astronomicamente orientata rimanda alla tipologia dei luoghi sacri celtici, i nemeton, appunto contenente la radice “nem” che in tutte le lingue celtiche indica la” Sfera Celeste”.

Massimo de Rigo
Il Graal, eterna ricerca di un mito universale
Il mito del Graal ha radici molto più arcaiche del Cristianesimo e nasce dalla fusione di antiche leggende. La ricerca del Santo Graal è la ricerca dei segreti di Dio, inconoscibili senza la grazia. Il santo Graal ha origine dal mito celtico del calderone che nutre i guerrieri celtici così come il sangue contenuto nel calice nutre la fede dei cristiani. Da allora in avanti la leggenda del Graal si legherà con il calice di Cristo, divenendo un simbolo cristiano.

Letture di Laura Viganò – Officine Teatrali

Intermezzo musicale di Stefano Crippa

Conferenza “L’igiene nel Medioevo e nell’età moderna”

Per molto tempo si è pensato che il Medioevo sia stato un periodo buio. Vedremo insieme al nostro esperto, riguardo al tema dell’igiene personale, come quest’ultima sia stata affrontata in maniera adeguata per le conoscenze di allora, in modo tale che nell’epoca tardo-medievale ne usufruì anche il nostro Sommo Poeta Francesco Petrarca. Non mancherà nell’evento un parallelismo con le abitudini di igiene personale e collettiva della nostra epoca post-Covid.

Saluto e presentazione

Massimo de Rigo – Presidente del CSA Petrarca

Relatore

Dott. Aquilele Campiotti

Medico specialista, esperto in medicina naturale olistica

L’igiene nel Medioevo e nell’età moderna

Evento promosso da

CSA Petrarca ETS

www.csapetrarca.it

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MOSTRA

Il Viaggio della Vita ad ovest di Milano

Pellegrini e Cavalieri del Tempio a Porta Vercellina

Autobus 67 da MM1 Bande Nere . 49 da MM1 Inganni . 63 e 78 da MM1 Bisceglie

Ingresso a offerta libera con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento di posti:

info@csapetrarca.it

Info: cel. 339 4448574 – sito web http://csapetrarca.it/

Invito alla Conferenza “Templari, sulle vie della Fede”

L’epopea di pellegrini, monaci e cavalieri.
Domenica 23 novembre 2025 alle ore 15.30
Villa Linterno del Petrarca – via Fratelli Zoia 194 Milano

Questa giornata di studi templari, giunta alla tredicesima edizione, coincide con il Giubileo universale, detto Giubileo della Speranza. Il tempo di grazia rappresentato dal Giubileo è da sempre connesso all’esperienza del pellegrinaggio, simbolo e metafora del viaggio della vita e del cammino di fede. Il pellegrino, l’homo viator del Medioevo, esprimeva perfettamente la condizione umana. Aveva la protezione degli Ordini monastici cavallereschi, che avevano l’eccellenza nell’Ordine dei poveri Cavalieri di Cristo, detti Templari. L’Ordine templare si dedicò nel corso del tempo anche ad attività agricole, creando un grande sistema produttivo, e ad attività finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire il più avanzato e capillare sistema bancario dell’epoca. L’immutato fascino di questo Ordine, che ancora oggi suscita un interesse senza eguali per l’alone di mistero che avvolge la sua storia, mistica e religiosa, verrà riproposto da CSA Petrarca ETS in occasione di questo evento. L’avventura dell’Ordine, cominciata due secoli prima, terminò nel 1314 con la condanna al rogo dell’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay, che aveva ritrattato la confessione estorta sotto tortura.

Introduzione

Maria Maffucci

Chartres: le cattedrali

e i pellegrinaggi di guarigione

Lucia Zémiti

I Templari: monaci, cavalieri e banchieri

Massimo de Rigo

Il viaggio della Vita ad ovest di Milano

Letture recitate a cura di 

Rosaria Viola

Il Cantico dei Cantici e il Tempio di Salomone.

Evento promosso da 
CSA Petrarca ETS www.csapetrarca.it

in collaborazione con: 
Associazione Viriditas
Associazione culturale Panta Rei
Fondazione per leggere
Officine Teatrali Scuola dei Mestieri dello Spettacolo

Con il Patrocinio del Municipio 7 di Milano

Ingresso con prenotazione obbligatoria a info@csapetrarca.it e contributo di cortesia fino ad esaurimento di posti.
Linea Bus 49 da MM1 Inganni, 63 e 78 da MM1 Bisceglie

Il racconto dell’appuntamento petrarchesco a Villa Linterno “Petrarca poeta…ignorante?”

Lo scorso 12 aprile 2025 nella cornice di Casa Petrarca ci siamo chiesti: “Francesco Petrarca, poeta ignorante? “. Un’offesa imperdonabile ricevuta a Venezia, città poco amica.
Il Prof. Franco Sanna, già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano, ha intrattenuto una platea attenta e incuriosita, raccontando un episodio poco noto di Francesco Petrarca. 

Petrarca, dopo il lungo periodo milanese (1353 – 1361) interrotto dall’epidemia di peste, durante la quale perse il figlio Giovanni, scelse Venezia (1362 – 1368) per cercare una sistemazione sicura. 

Aveva presentato una domanda al Senato della Repubblica di Venezia per avere assegnata “una casa non grande ma decorosa” con la promessa di lasciare l’intera sua biblioteca (la famosa “Libraria”) alla città e far sorgere una prestigiosa biblioteca pubblica. A Venezia mancavano: strumenti di studio, la campagna, l’acqua ispiratrice, il silenzio, un ambiente amichevole e un posto sicuro per i libri. 

Il suo fu “un domicilio saltuario” durante il quale cambiò il giudizio sulla città e i suoi abitanti usando  parole di un’attualità impressionante. Durante il suo soggiorno veneziano, il poeta venne giudicato “ignorante” da quattro presunti amici che frequentavano la sua casa. In questa occasione i quattro giovani aristocratici considerarono Petrarca un sempliciotto per aver rigettato il pensiero aristotelico. 
Petrarca raccontò il fatto in una lettera scritta all’amico Donato Albanzani nella quale attribuì all’invidia le accuse mossegli.
A seguito di questa scortesia Francesco Petrarca abbandonò Venezia, tornò a Padova, e ritirò il lascito della sua preziosa biblioteca alla Repubblica di Venezia.

Il Presidente CSA Petrarca ha dato l’avvio all’incontro culturale che ha conquistato i presenti per la sua originalità.

Laura Viganò ha coinvolto il pubblico con il suo straordinario pathos, recitando brani scelti tratti da “de ignoranthia” e da “inferno” dantesco canto XXI (7-15).

(A cura di Maria Maffucci, Massimo de Rigo)

Considerazione finale: invidia e ignoranza sono all’origine della dispersione della famosa “Libraria” del Poeta che transitò anche a Infernum/Linterno, come ha riconosciuto il prof. Marco Petoletti, professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; membro della Commissione scientifica dell’«Edizione Nazionale delle opere di Francesco Petrarca».

Nessun altro luogo storico legato a Francesco Petrarca (scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, considerato il precursore dell’umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana) ha avuto tanta avversione, fomentata inverosimilmente dal suo interno. L’eredità culturale di Petrarca tanto avversata, ha patito un danno incalcolabile di immagine e di finanziamenti verso la sua dimora prediletta.

Invito alla Conferenza “Petrarca poeta… ignorante?”

Sabato 12 aprile 2025 ore 15:30 presso Casa Petrarca.
Un titolo intrigante, dedicato a questo evento, che susciterà inizialmente stupore tra gli estimatori del grande Poeta: la definizione “Petrarca Poeta … ignorante?” venne coniata all’ epoca da quattro giovani aristocratici veneziani che si degnarono, almeno, di ritenerlo “un brav’uomo”. 

Scopriremo l’antefatto, che portò a questa offesa rivolta al Poeta, direttamente dalla voce e dalla penna dello stesso Petrarca, che reagì componendo quella che fu definita “la più simpatica e la più importante delle operette filosofiche”: il De sui ipsius et multorum ignorantia o De ignorantia, non molto conosciuta ma determinante per comprendere le sue scelte di vita.

La presentazione dell’esperto prof. Franco Sanna che si avvale del contributo artistico della lettrice Laura Viganò, avviene nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca di Linterno, che conserva la parete delle imprese viscontee legata al Poeta, restaurata con la supervisione della Soprintendenza, grazie all’autofinanziamento del CSA Petrarca Onlus, che ha in concessione lo spazio dal Comune di Milano.

Relatore Prof. Franco G. Sanna, già docente di materie letterarie presso alcuni licei di Milano e provincia e del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano; collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano. Nel suo sito latinamente.it pubblica articoli riguardanti la lingua italiana, latina e greca, con uno sguardo attento all’archeologia e alle nuove tecnologie.

Saluto e presentazione Massimo de Rigo – Presidente del CSA Petrarca
Letture recitate Laura Viganò – Officine Teatrali

Per informazioni: CSA Petrarca Onlus
Ingresso fino a esaurimento di postitel. 339 4448574 
e-mail: info@csapetrarca.it

Ho pensato di dare al mio studio da presentare in primavera un titolo in grado di suscitare curiosità: chi può aver così definito uno degli intellettuali più importanti della sua epoca, un eccelso studioso ammirato in tutta Europa, il padre dell’umanesimo? Furono quattro giovani aristocratici veneziani che lo definirono “del tutto ignorante” attenuando appena l’offesa con il magnanimo riconoscimento che era però “un brav’uomo”.

Petrarca dal 1362 ebbe una residenza a Venezia, dove godeva dell’amicizia di Donato Albanzani e di Benintendi Ravagnani; aveva una buona considerazione della città, allora grande potenza marittima ed economica; in cambio dell’ospitalità aveva promesso di donare i suoi libri (i suoi amici più cari) alla città. Poi era avvenuto un fatto che lo aveva offeso: l’accusa di ignoranza. Il poeta subì quel giudizio senza reagire, ma ne fu colpito, anche perché pare che non ci si siano levate voci in sua difesa, a parte quella dell’amico fedelissimo Albanzani, che lo esortò a replicare.

Petrarca si offese con la città intera: nel 1368 se ne andò per sempre da Venezia, trovando una ben diversa accoglienza a Padova; si ritirò ad Arquà, dove non molti anni dopo concluse la propria vita.

Dando ascolto all’amico Donato, scrisse il De sui ipsius et multorum ignorantia, un’operetta polemica con la quale rispose all’offesa facendo professione di umiltà, mettendo sullo stesso piano l’ignoranza propria e quella di tanti altri.

Dei quattro giovani detrattori superbi, mai nominati dal poeta, resta solo la fama anonima e collettiva conquistata grazie all’opera del Petrarca e forse questo è il loro più grande merito: aver dato al poeta lo spunto per scrivere questa operetta originale e interessante, “la più simpatica e la più importante delle operette filosofiche” (L.M. Capelli).

[“La più brillante delle sue invettive” Wilkins p. 250 ma l’espressione (o la traduzione) è impropria: opere polemiche sarebbe meglio] Cfr. Progetti veneziani W p. 220

Prof. Franco G. Sanna