CSA Petrarca al Castello sforzesco di Milano, Bookcity 21 novembre 2021

Al Castello Sforzesco di Milano il CSA Petrarca Onlus ha partecipato  al secondo dei due grandi eventi proposti nell’ambito di BookCity 2021, con il patrocinio del Municipio 7 di Milano in collaborazione con l’editore Isomedia e l’Associazione culturale Italia Medievale.

Domenica 21 Novembre, nella fiabesca cornice del nostro Castello Sforzesco, si è svolta la presentazione teatralizzata della trilogia di Giancarlo Mele “La Terra dei Draghi”, introdotta dal Presidente di Italia Medievale, Maurizio Calì, e a seguire, con l’intervento di Massimo de Rigo (Presidente del CSA Petrarca), la presentazione del Saggio storico “Infernum &Linterno. A Milano rivive Casa Petrarca“.

In un ambiente raffinato ed elegante quale è la Biblioteca d’Arte, si è allestita una scenografia in linea con le atmosfere fantasy descritte nei romanzi di Mele, con il coinvolgimento di figuranti in costume del CSA Petrarca, che richiamano alla figura del sommo Poeta, interpretato dallo stesso scrittore, ed al suo contesto storico. 

Francesco Petrarca soggiornò per lungo tempo nella dimora di Infernum (Linterno) in epoca viscontea e proprio all’interno di quest’abitazione si trova la rappresentazione del simbolo araldico della potente signoria milanese, la “Radia magna” (Razza) un simbolo che ci riconduce al drago ed al tema centrale dei romanzi di Mele.

Un onore per la nostra Associazione aver preso parte a questo memorabile evento, in un’ambientazione così prestigiosa e tanto cara alla storia della nostra città; evento preceduto, il giorno prima, dalla presentazione del nostro Saggio proprio nella dimora prediletta del Poeta. 

E prendendo spunto dal nostro coinvolgimento nell’ambito di BookCity, avvenuto con grande successo in entrambe le circostanze, ci sembra doveroso rivolgere un particolare ringraziamento a chi continua a credere in noi e nelle nostre appassionate battaglie per la tutela e la conservazione di questo “gioiello”, il cui nucleo antico, va ricordato, è la testimonianza più genuina di Petrarca giunta ai giorni nostri.

Mara de Rigo – CSA Petrarca

Francesco Petrarca “protettore” di Bookcity 2021 a Casa Petrarca

Bookcity è uno di quegli eventi a livello cittadino che onora la città di Milano e il CSA Petrarca Onlus non poteva mancare di dare il suo contributo. Sabato 20 novembre ha presentato il suo volume dal titolo: “Infernum & Linternum. A Milano rivive Casa Petrarca“, un saggio che raccoglie dodici diversi contributi, che illustrano l’opera e la vita di questo grande poeta e il territorio in cui visse, con particolare riguardo verso la Cascina Linterno, ovvero Casa Petrarca.

Nella suggestiva sala che precede la vera e propria abitazione agreste del poeta, si è tenuto l’incontro. Gli ospiti, numerosi come sempre, erano accolti da gentili dame e un armigero in costumi medioevali che contribuivano a creare un’adeguata atmosfera; dopo i saluti di rito, il primo intervento è stato del professor Nerio de Carlo, illustre germanista, che dalla sua lunga e collaudata esperienza ci ha fatto conoscere l’etimologia di ‘Infernum’, nome originario del luogo petrarchesco, da iscriversi all’alto germanico “in fernen land”, cioè luogo distante, fuori mano (in questo caso si allude alla città di Milano).

Segue l’intervento di Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca, il quale illustra, con calore e passione, la travagliata storia di questo luogo, ricostruendone gli eventi con meticolosità, sino ad arrivare alla concessione del vincolo monumentale da parte del Ministero ai Beni Culturali ed Ambientali, sottolineando come la cascina, apparentemente irrilevante come valore artistico, racchiuda invece importanti affreschi raffiguranti le imprese viscontee. Il presidente del CSA, non ha mancato di rilevare come Linterno abbia attraversato più volte il rischio di essere abbattuta e che la salvezza della struttura è dovuta solo all’impegno dei volontari che si sono sempre tenacemente opposti allo sciagurato progetto. L’abitazione del Petrarca ha ancora dei nemici, cosa inspiegabile, che ne minacciano la sopravvivenza, un luogo protetto dallo Stato, dotato di un adeguato fondo per i restauri (purtroppo solo parzialmente eseguiti), unica residenza originale del poeta, trova ancora chi ha progetti alternativi, ci auguriamo non speculativi, circa la destinazione dell’edificio, attentando al cuore della cultura e della storia del nostro bel Paese. Milano dovrebbe andare orgogliosa di Linterno, invece traccheggia, guardandosi intorno smarrita, timorosa di chissà cosa, come se la cultura fosse una cosa pericolosa e rivoluzionaria.

E’ seguito l’intervento di Roberto Gariboldi che ha illustrato aspetti dell'”uomo” Petrarca, utilizzando brani tratti dalle sue lettere. L’intervento ha illustrato la sua passione per la natura, la sua costante fedeltà agli amici, il suo amore per la cultura che lo ha impegnato per tutta la vita, la sua sensbilità verso la famiglia, ricordando lo strazio per la morte del figlio Giovanni e del nipotino Francesco, il suo interesse per i codici antichi che ricerava con grande passione e il suo amore sviscerato per i libri, Petrarca possedeva la più grande biblioteca della sua epoca detenuta da un privato, perciò senza contare le biblioteche monastiche e principesche. Proprio partendo da questa sua passione il CSA Petrarca Onlus intende proporre all’organizzazione di Bookcity di nominare Francesco Petrarca nume tutelare della manifestazione, non ci potrebbe essere personaggio più indicato per dare ulteriore lustro a questa iniziativa.

L’ultimo intervento è stato di Marco Righini che ha raccontato la zona attorno alla cascina dal punto di vista naturalistico, fonendo notizie molto interessanti sulla formazione del paesaggio e sull’istituzione del Parco delle Cave. Non ha mancato anche di suggerire alcuni itinerari, facili da percorrere, ma che hanno il pregio di immergere il curioso in una atmosfera ancora medioevale, dove si potrebbe ancora incontrare il poeta che passeggia e ammira la natura che lo circonda. Righini ha sottolineato anche la nascita de “la Via del Petrarca“, iniziativa promossa dal CSA, con un gemellaggio tra le residenze del poeta, pensata con l’intento di valorizzare i diversi luoghi petrarcheschi in Italia e Francia.

Tra un intervento e l’altro, Paola Pietrogrande ci ha deliziato con musiche medievali suonate al flauto traverso e la regista e attrice Silvia Mercoli ha letto, con passione e pathos, alcuni passi del poeta. 

In rappresentanza del Municipio 7 sono intervenuti il Vicepresidente Manuel Sciurba e la consigliera Lucrezia Ferrero. A loro vanno i nostri ringraziamenti.

Roberto Gariboldi – Coordinatore culturale del CSA Petrarca

Il racconto della Conferenza “La Medicina nel Medioevo al tempo di Petrarca”

Il ricco programma di attività culturali proposte dal CSA Petrarca Onlus, sabato 30 ottobre 2021 ci ha portato nel mondo magico e ancora misterioso della medicina medioevale. Il dottor Aquilele Campiotti, già medico ospedaliere, ci ha illustrato con dovizia di esempi e di immagini questo mondo di cui poco si conosce, specialmente dal lato scientifico.

Partendo dal Alto Medioevo (476-1000 d. C.) ci ha fatto conoscere la filosofia che conduceva la scienza di questi medici, eredi del mondo classico di Ippocrate, Galeno, dei filosofi greci e romani. Il relatore ha posto in rilievo, aprendo uno squarcio sugli aspetti sociali della vita del tempo, di come esistevano due tipi di medicina: quella cittadina, colta e seguace della tradizione antica, e quella contadina, intrisa di superstizione, magia e tradizione popolare. Le epidemia ricorrenti di varie malattie contagiose (peste, lebbra, colera, tifo, fuoco di sant’Antonio) incisero pesantemente sulla popolazione del tempo, ma portarono un bagaglio di esperienze indispensabili per il successivo sviluppo della medicina. Non è mancato un accenno alla Scuola Salernitana e agli influssi orientali e arabi sulla medicina occidentale, facendoci capire come lo scambio reciproco di esperienze sia indispensabile per la crescita dell’umanità.

Il dottor Campiotti ha concluso la sua corposa relazione parlando del Basso Medioevo (1001-1492 d. C.) segnalando come in quel periodo si compirono grandi sviluppi e si maturarono una serie di esperienze che si rivelano utili anche al giorno d’oggi.

Il numeroso pubblico al termine della conferenza, non ha mancato di porre diverse domande, segno del gradimento e della curiosità che l’argomento ha suscitato.

Testo di Roberto Gariboldi (CSA Petrarca)

Foto di Stefano Crippa e Simone Sellerio (CSA Petrarca)

Il gemellaggio culturale “la Via del Petrarca” CSA e Castello di Pagazzano – il racconto

La pianura Padana in autunno assume un aspetto magico e riesce ad essere affascinante anche con il cattivo tempo. Ieri la pianura bergamasca attorno al  castello di Pagazzano, appariva un po’ offuscata dalla bruma e dalla pioggia che scendeva a tratti, ma era ugualmente serena e bella, invitando il visitatore a fermarsi a riflettere. Così sicuramente capitò al nostro Francesco Petrarca, quando anche lui visitò il castello in un lontano autunno e, anche se confessò di essersi un poco annoiato, non mancò certo di riflettere, studiare e scrivere. Questo castello è uno dei tanti gioielli di cui l’Italia si può fregiare, così come lo è casa Petrarca a Cascina Linterno, due pietre preziose medioevali meritevoli di crescere e darsi conoscere in tutto il paese.

Questo castello destinato dai Visconti all’abbattimento per cause militari, venne rispamiato da Bernabò Visconti solo per rispetto al nostro poeta, che qui era passato e che saltuamente ancora vi passava: “… volendo dare soddisfazione all’onorevole e prudente uomo, il signore Francesco Petrarca, ti ordiniamo di cessare dalla distruzione della fortezza di Pagazzano…”, che esempio illuminante, si sospende la distruzione di un luogo solo perché onorato dalla presenza di un uomo celebre!! Sensibilità inusitata di un personaggio passato alla storia per la violenza, noi oggi, spesso ci diciamo attenti all’arte e alla storia, invece siamo fra i maggiori distruttori della storia stessa, nascondendo la nostra insensibilità dietro la scusa della sostenibilità economica.

Visitando il castello si rimane colpiti, l’associazione che ne cura la conservazione è molto attiva e preparata, l’acoglienza è calda e la visita è raccontata con competenza. A noi, soci del CSA Petrarca onlus, è piaciuto fare dei paralleli tra la residenza milnese di Linterno e il castello di Pagazzano, ne abbiamo trovati molti e la cosa ci ha particolarmente entusiasmato: per esempio il fregio a disegni floreali visibole in una stanza della residenza signorile si ritrova simile anche a Casa Petarrca, le nicchie sparse nelle stanze sopra l’ingresso del castello sono identiche a quelle di Casa Petrarca. Questo ci deve far riflettere profondamente, il medioevo padano visconteo ha un messaggio comune che merita di essere studiato, conservato e restaurato.

Domenica 3 ottobre 2021, Casa Petrarca di Linterno, assieme all’associazione che ne ha la gestione, CSA Petrarca Onlus ideatrice del progetto ”La Via del Petrarca”, si sono gemellate ufficiamente con il castello di Pagazzano, primo passo concreto dei progetto. Fedeli alla nostra missione noi ci proponiamo di costruire e diffondere cultura e siamo felici quando incontriamo chi vuole fare, con lo stesso nostro entusiasmo, la medesima cosa.

Roberto Gariboldi

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CSA Petrarca alla cerimonia di gemellaggio con il castello di Pagazzano
Pagazzano 3 ottobre 2021
Intervento di Massimo de Rigo Presidente dell’Associazione CSA Petrarca Onlus

Bentrovati, è con vero piacere che la nostra Associazione ha accolto l’invito di gemellaggio chiesto dal Gruppo della Civiltà Contadina del Castello Visconteo di Pagazzano.

Due parole sul CSA Petrarca.

La nostra è un’associazione non profit iscritta all’Albo delle Associazioni del Municipio 7 e alla Casa delle Associazioni, costituita da cultori del bello e dell’ambiente, a tutela del territorio ad ovest di Milano da oltre 30 anni. CSA Petrarca Onlus è un comitato culturale indipendente, premiato con il “panettone d’oro” per essersi reso il portavoce del mondo della Cultura nel dare la giusta centralità di Petrarca nelle linee progettuali del recupero edilizio di Linterno; l’unica a custodire il Vincolo monumentale che tutela questa Perla milanese. Senza la nostra azione, la memoria del Poeta e umanista sarebbe stata cancellata, con le sue fonti archeologiche, nell’ultima sua dimora milanese sopravvissuta. Nel 2019 abbiamo ottenuto in concessione onerosa dal Comune di Milano lo spazio Casa Petrarca, non restaurato e aperto alla cittadinanza dopo una lunga odissea. Nel 2021, l’anno dedicato a Dante Alighieri, che ha riflessi su Francesco Petrarca, uno dei padri della lingua italiana, la pandemia non ha fermato la nostra Associazione che si è impegnata al di fuori della sua sede, inaccessibile, per promuovere la conoscenza della dimora petrarchesca pubblicando, con criteri scientifici, il saggio che è disponibile in offerta. CSA Petrarca intende valorizzare lo spazio in concessione e affidarlo alla collettività mondiale presente e futura.

A tal fine, i volontari chiedono il sostegno istituzionale e privato.

Il progetto “La Via del Petrarca”

Nell’anno dedicato a Dante Alighieri per il settimo centenario della morte e quindi di riflesso alle Tre Corone della lingua italiana, l’Associazione CSA Petrarca Onlus ha promosso il gemellaggio culturale delle principali dimore del Poeta e umanista, coinvolgendo gli enti e le associazioni storico/culturali che le rappresentano.

Il progetto “La Via del Petrarca” si ispira all’opera “Le Rime del Petrarca con tavole in rame e illustrazioni” (edita a Padova nel 1819-20), realizzata dall’abate Antonio Marsand (1765-1842) che illustra contestualmente le principali residenze petrarchesche.

Antonio Marsand, ecclesiastico, letterato e bibliografo, fu rettore all’Università di Padova. Rispondendo a una esigenza avvertita dagli studiosi sin dalla fine del Settecento, intendeva realizzare un’edizione filologica superiore alle precedenti. Dopo una rigorosa collezione di tutte le versioni esistenti, il Marsand sottopose l’opera al giudizio dell’Accademia della Crusca e scelse un testo basato sulle edizioni più accreditate al suo tempo. Marsand nelle numerose edizioni delle “Le Rime del Petrarca con tavole in rame e illustrazioni” inserisce pregiate incisioni e acquetinte di Petrarca, Laura e delle più celebri dimore petrarchesche.

Ritiratosi dall’incarico accademico, Marsand si dedicò alla raccolta di scritti su Petrarca (oltre novecento volumi, sia manoscritti sia stampati) che costituì un riferimento per le successive edizioni italiane di Petrarca: da Giacomo Leopardi nelle “Le Rime di Francesco Petrarca” del 1826 a Giosuè Carducci nell “Rime di Francesco Petrarca sopra argomenti storici, morali e diversi” nel 1876. Marsand vendette al re di Francia Carlo X la sua collezione in cambio di un vitalizio.

Partendo da quest’opera di pregio, nel 2012 è stata presentata un’interrogazione al Parlamento europeo di Strasburgo con la richiesta dell’Etichetta del Patrimonio culturale europeo (contrassegno europeo) per tutelare le dimore petrarchesche da speculazioni edilizie e utilizzi impropri.

Questa la genesi de “La via del Petrarca”, un percorso turistico-culturale, ma anche una sorta di armatura per difendere la memoria del grande Poeta e umanista.

Alle prime dimore stabili, ossia Arezzo, Fontaine de Vaucluse (presso Avignone, Francia), Selvapiana (Reggio Emilia), Villa Linterno (Milano) e Arquà Petrarca (Padova) va annoverato anche il Castello di Pagazzano, località in cui regnavano il silenzio e la solitudine tipiche dell’atmosfera campestre tanto cara al Poeta autore del “De Vita solitaria” e che favorivano la sua ispirazione creativa.

Logotipo “La Via del Petrarca”

Il logo studiato da CSA Petrarca e prescelto dalle Associazioni petrarchesche di Arezzo, Avignon Vaucluse, Selvapiana, Linterno e Arquà Petrarca, si propone di evidenziare la dimensione aulica universale di Francesco Petrarca.

Il profilo del viso fu realizzato dal pittore veronese Altichiero da Zevio tra il 1370 e il 1380. Verso il 1370 Altichiero si trasferì a Padova, per affrescare un ciclo di Uomini illustri, su spunto letterario del “De viris illustribus” di Francesco Petrarca, anch’egli presente in città, nella reggia dei Carraresi.

II colore “rosso scarlatto” dello sfondo richiama all’iconografia della veste del Poeta.

Il colore “grigio-perla” dell’aureola ricorda la ghirlanda d’alloro, celebrata per Francesco Petrarca, il “poeta laureato” per eccellenza. L’incoronazione poetica era una cerimonia simbolica che consacrava alla fama dei posteri un poeta laureato.

Petrarca fu l’unico poeta delle Tre Corone della lingua italiana – a differenza di Dante e Boccaccio che non lo furono – ad essere laureato (8 aprile 1341) per mano del re Roberto D’Angiò. Ispirato ai rituali del mondo romano, il poeta coronato d’alloro ottenne il massimo riconoscimento pubblico.

Manifesto culturale “La Via del Petrarca”

La creazione di un percorso comune, quale “La Via del Petrarca”, quasi un novello laico ‘Cammino di Santiago’, ha le potenzialità di un inedito itinerario culturale internazionale alle fonti del Cantore di Laura.

Lo scopo è di portare vantaggi di scala ai siti legati a Francesco Petrarca in organizzazioni autonome legate da specifiche relazioni di interdipendenza, con scambi culturali come è quello odierno qui a Pagazzano.

Riteniamo, infatti, indispensabile dare luce alle realtà di per sé ritenute minori, ma che hanno fortissimo valore storico, un enorme peso specifico anche ambientale, considerato che il Poeta amava esaltare l’aspetto più puro legato al rispetto della natura, in tutte le sue forme, argomento oggi di grande attualità.

Grazie a questo scambio reciproco su tematiche affini dedicate alla sua figura, l’obiettivo è il giusto riconoscimento all’intera sua opera.

Riscoprire il “petrarchismo” fenomeno internazionale d’imitazione della poetica di Francesco Petrarca che interessò la cultura europea sino all’età moderna, ricordando come un gigante dal nome Giacomo Leopardi si ispirasse a lui nella lingua e nelle forme metriche.

Riscoprire l’Umanesimo che ha in Petrarca il precursore e che ha contribuito a mettere l’uomo al centro del pensiero.

Il pensiero e l’opera di Petrarca sono vivi e vitali anche al presente. Egli afferma la modernità degli antichi, resa possibile attraverso la sua titanica ricerca di manoscritti in tutte le biblioteche europee, che nasce dall’interrogazione sulla condizione dell’uomo e il suo destino: questioni più che mai vitali oggi, che si avverte l’inizio di un nuovo mondo, pur ancora indefinito.

Ragionare oggi di un nuovo Umanesimo significa un passaggio epocale, una rottura di continuità e, in questo senso, il nuovo Umanesimo può diventare il nostro orizzonte sociale e culturale.

“L’anno prossimo a Casa Petrarca di Linterno” è il nostro invito per ritrovarci assieme, vicini al nostro Francesco e alla sua poetica universale.

 

La vetrina del CSA Petrarca alla 393^ edizione della Sagra di Baggio

La pandemia ha cambiato radicalmente le nostre abitudini, imponendoci obblighi e regole per evitare la diffusione del contagio. Dopo un interminabile periodo di chiusura, la gente di ogni età si è immersa nella 393^ edizione della Sagra di Baggio, in una folla di migliaia di persone, pazientemente dotate di mascherine, che in vari punti è sembrata meravigliosa e un inno alla vita. 

In questo contesto il gazebo del CSA Petrarca è stato un vero successo, anche se faticoso mobilitando i volontari per dodici ore consecutive, dalle prime luci dell’alba alle ombre della sera. 

A detta dei visitatori il gazebo CSA Petrarca è stato uno dei più ricchi di contenuti, un gazebo poliedrico che ha sorpreso molti nostri ospiti, poiché la nostra associazione veniva spesso confusa con quella dei nostri vicini a Cascina Linterno. 

Per l’occasione abbiamo presentato ufficialmente il progetto di gemellaggio con le dimore del Poeta “La Via del Petrarca” e in anteprima il saggio “Infernum&Linterno. A Milano rivive Casa Petrarca” che presenteremo nell’ambito di Bookcity.

Devo ringraziare con riconoscenza Gino Mereghetti, Giacomo Tarlarini, Stefano Crippa, per la loro abnegazione nel realizzare questa splendida vetrina del CSA Petrarca, strategica per la nostra immagine.

 Un ringraziamento di cuore ad AnnaMaria Verde e al marito Fabio che hanno presidiato per molte ore il gazebo; grazie a Maria Maffucci, al consorte Sergio e a Fabio Crippa per il loro sostegno. 

Nel ricordo commosso degli amici Renato Bosoni e GianCarlo Dalto che ci sentivamo vicini, vorrei ringraziare Tina per il supporto logistico, il consigliere comunale Marco Bestetti, i consiglieri municipali Antonio Salinari, Andrea Giorcelli e tutti i numerosi visitatori che hanno gratificato la nostra fatica.

Massimo de Rigo

Il racconto della Conferenza a Morimondo ‘Nascita ed apocalisse dei Cavalieri Templari’

Morimondo rimane un luogo magico dove, da dieci anni, nel mese di ottobre il CSA Petrarca, in collaborazione con le Associazioni: Viriditas; Panta Rei; Fondazione per leggere; recentemente anche Officine Teatrali Scuola dei Mestieri dello Spettacolo, si incontrano con a tema l’Ordine Templare. 

Il luogo, l’abbazia cistercense di Morimondo, è fortemente evocativo. Certamente in questa località, Cavalieri Templari sono passati e si sono fermati; non casualmente, quindi, anche quest’anno, sabato 9 ottobre, ci siamo riuniti per approfondire questo Ordine misterioso ed affascinante, che ancora oggi ha schiere di seguaci e appassionati studiosi. 

Il tema toccato quest’anno era: “Nascita ed apocalisse dei Cavalieri Templari”. 

La prima relazione tenuta da Massimo de Rigo ha toccato un tema particolarmente intrigante in quanto ha avanzato l’ipotesi, suffragata da molti documenti, che il fondatore dei Templari non fosse Ugo de Payens francese ma Ugo de’ Pagani di Nocera, quindi italiano. Il relatore ha illustrato e analizzato diversi documenti a sostegno di questa tesi che rivoluziona la storia dell’origine dell’Ordine Templare, mettendo in risalto l’importanza della repubblica marinara di Amalfi nei primi anni di vita dei cavalieri. 

Lucia Zémiti, nel secondo intervento, ha compiuto una carrellata sulle otto crociate raccontando, in sintesi, fatti e misfatti di questa epopea durata oltre due secoli, ove i Cavalieri Templari hanno dato il loro determinante contributo. 

Il terzo intervento, a cura di Roberto Gariboldi, era dedicato alla figura di Filippo IV detto il bello, colui che perseguitò e distrusse l’Ordine Templare. L’intervento ha illustrato la complessa figura di questo re di Francia, sfuggente, misterioso, che regnò solo attraverso i suoi collaboratori, senza mai esporsi in prima persona, ma determinato nei suoi progetti di rendere grande la Francia e che invece finì miseramente vittima di un incidente di caccia.

Ha concluso Laura Viganò, con l’intensa recitazione di un brano del “Cantico dei Cantici” legato ai Templari dalla figura dell’ispiratore della loro Regola, Bernardo di Chiaravalle, che scrisse i “Sermoni sul Cantico dei Cantici”.

Il pubblico, come sempre, ha seguito con grande interesse gli interventi, e solo verso sera, al tramonto di una bella giornata di ottobre, l’abbazia è tornata nel silenzio che tanto amava san Bernardo, il protettore dei Templari.

Roberto Gariboldi

Il video dell’intervento del Presidente del Municipio 7 Marco Bestetti alla conferenza “Le tre Corone”

La conferenza “Le 3 Corone” organizzata da CSA Petrarca l’11 settembre 2021 si è aperta con il saluto del Presidente del Municipio 7 Marco Bestetti, presente con i rappresentanti della Giunta. Il Presidente Bestetti ha ringraziato CSA Petrarca ed i suoi volontari per l’impegno profuso nella salvaguardia della dimora petrarchesca valutando positivamente la scelta di affidare tramite Bando gli spazi di Casa Petrarca al CSA.

Intervento di Bestetti:

Grazie a Massimo ed al CSA per l’invito.

Come sapete cerco di essere presente a tutte le iniziative del CSA Petrarca, per farvi un saluto a nome mio e a nome della Giunta del Municipio 7 che è qui presente con l’Assessore Lucrezia Ferrero ed Ernestina Ghilardi. Sta arrivando anche l’Assessore Antonio Salinari.

Devo dire che ogni volta che vengo, Massimo, mi rincuoro sul fatto che la scelta che abbiamo compiuto qualche anno fa di procedere con l’affidamento di questo spazio al CSA è stata una scelta corretta, lungimirante, ci abbiamo visto lungo, perché parliamo sempre di tanti temi nei nostri territori (sicurezza, mobilità, politiche sociali) ma si parla forse troppo poco dell’importanza della cultura, e la valorizzazione dei luoghi d’arte del nostro territorio. Massimo vi ha in poche parole riassunto l’impegno pluridecennale del CSA Petrarca in difesa di questo territorio, del parco delle cave e di questo luogo in particolare di Cascina Petrarca. Quando siamo arrivati con i miei colleghi alla guida del Municipio 7, il CSA Petrarca, nonostante questa sua lunga storia e lungo impegno per il territorio, non aveva neanche la dignità di una sede propria che gli venisse riconosciuta anche a titolo di ringraziamento per i tanti anni di impegno culturale sul nostro territorio. E allora abbiamo voluto sanare questo vulnus riportando il CSA Petrarca laddove ha iniziato la sua attività, da questo luogo, da questo territorio. Ed è stato un impegno assolutamente meritorio e meritevole. Io , da cittadino ancor prima che da Presidente di questo Municipio, mi sento di ringraziarvi davvero di cuore per tutto quello che avete fatto, perché le Istituzioni danno il loro contributo ma poi passano, è il gioco della democrazia, è normale ed è giusto che sia così; ma i cittadini operosi e volenterosi restano ed è un dovere di qualunque amministrazione che si sussegue, continuare a consentire a loro di fare quello che sanno fare meglio: promuovere la cultura, promuovere il bello, l’arte, la letteratura, difendere i beni artistici culturali e architettonici, e questo il CSA Petrarca ha sempre saputo farlo con grande competenza e grande professionalità, sempre a titolo volontario, questo va aggiunto e impreziosisce ulteriormente il loro impegno e il loro lavoro. Da parte nostra c’era ovviamente fino a ieri il nostro pieno sostegno, c’è oggi con la nostra presenza fisica ma Massimo, come mi sento di dirvi, ci sarà ovviamente anche domani, perché noi conosciamo il valore del vostro impegno del vostro lavoro, lo riconosciamo, e crediamo che questo sia un modello da difendere e perché no anche da esportare. Insieme qualche anno fa quando abbiamo deciso di affidare questi locali al CSA Petrarca abbiamo sognato, sognavamo e sognato che questa possa essere una casa museo, un luogo turistico di attrazione nazionale e internazionale, non solo di quartiere o della città di Milano, perché oggettivamente è un bene patrimonio comune di una grande comunità cittadina ma, possiamo dire, dell’intero paese e quindi io sono assolutamente convinto che nei prossimi mesi e nei prossimi anni (stiamo lavorando peraltro con Regione Lombardia per ottenere dei finanziamenti attraverso dei bandi) questo sogno possa diventare realtà. Un primo passo è stato fatto portando il CSA Petrarca in questa sede, io spero davvero che nei prossimi mesi e anni voi possiate tornare qui non solo ad assistere ad interessanti conferenze come queste ma ad apprezzare anche il museo interattivo che realizzeremo, perché sono certo che lo faremo, qui a Cascina Petrarca. E questo lo dovremo solo a questi straordinari volontari che da tempo stanno spendendo il loro tempo ma soprattutto il loro cuore per la promozione della cultura e per far sì che questo luogo di tutti sia conosciuto e riconosciuto come patrimonio di un intero paese e di una intera comunità. Quindi complimenti davvero a tutti voi e vi auguro un buon pomeriggio con questa bella conferenza che vi prego anche di promuovere all’esterno perché il bello di queste iniziative è che con il passaparola sempre più cittadini possano essere consapevoli della ricchezza che hanno in casa loro, perché non sempre questo è noto, non sempre è conosciuto.

Grazie a tutti e buon pomeriggio

Un successo la conferenza “Le tre Corone della Lingua italiana” a Casa Petrarca di Linterno

CSA Petrarca Onlus non poteva lasciar passare il settimo centenario della morte di Dante Alighieri senza promuovere un’iniziativa che ricordasse questo evento. Così da Casa Petrarca si è voluto ricordare le “Tre Corone” della lingua italiana, i tre giganti che sono all’origine della nostra lingua, non lasciando solo Dante nel ricordo della sua morte.
Sabato 11 settembre 2021 si è tenuto un incontro con tre relazioni che hanno toccato Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio.

L’evento è stato preceduto dal saluto, molto intenso, del Presidente del Municipio 7 Marco Bestetti, seguito dall’Assessore alla Cultura Antonio Salinari e quindi, nel finale, dall’Assessore Lucrezia Ferrero, che hanno rivolto ai nostri volontari manifestazione di stima nei confronti della loro missione culturale.

La conferenza “La grande Bellezza delle Tre Corone” è stata dedicata alla memoria del caro amico di sempre Renato Bosoni, da poco scomparso. Mons. Giovanni Balconi, insigne petrarchista lo aveva così ricordato: “La notizia della morte di Renato mi fa particolarmente soffrire. Era un uomo limpido, amante delle cose belle come la poesia di Petrarca. Ricordiamolo al Signore. È Lui, per usare un verso di Dante, che muove il sole e le altre stelle. Renato continuerà a proteggerci per le nostre scoperte inerenti la cascina Linterno. Ci aiuterà a decifrare meglio lo spazio di questo “mistero”.

Prima di entrare nel vivo delle tematiche dell’incontro, Samuel Zucchiati ha intrattenuto l’affollata platea, sull’importanza e gli equivoci della Cultura pubblica e privata, ponendo questioni pregnanti che hanno fatto riflettere l’uditorio.

Il primo intervento aveva come tema la lettera di Dante Alighieri a Cangrande della Scala, relatore Roberto Gariboldi. Dopo aver diffusamente ricostruito la figura storica del signore di Verona. il relatore si è concentrato sul significato e sull’importanza di questa lunga epistola latina in cui il sommo poeta dedica il Paradiso a Cangrande e dove illustra il significato della Commedia, fornendoci una recensione del suo capolavoro.

Il secondo intervento era incentrato sulla solitudine come “libertà dello spirito”, relatore Massimo De Rigo. Questo affascinante argomento è la chiave per comprendere la complessa personalità di Francesco Petrarca, che dedica un’opera specifica all’argomento, il “De vita solitaria”. Il relatore ha illustrato inoltre le principali “solitudini”, dimore solitarie del Poeta, con il comune standard di avere orto e giardino, a significare la grande passione per la natura del nostro poeta. La natura era la sua fonte d’ispirazione, il luogo d’elezione in cui amava vivere, scrivere, studiare e ricevere gli amici.

Il terzo ed ultimo intervento è stato dedicato a Giovanni Boccaccio quale biografo di Dante, relatrice Sofia Sangalli. Questa giovane studiosa ha sapientemente illustrato l’ammirazione di Boccaccio verso Dante, condivisa con l’amicizia per Petrarca. Attraverso l’opera intitolata “Trattatello in laude di Dante”, Boccaccio ci offre la prima biografia della prima delle Tre Corone, opera ricca di spunti, notizie ed esami critici dei suoi lavori, sulla quale si sono basati gli autori successivi.

Le relazioni erano intercalate da commenti e letture, recitate con passione e grande forza espressiva, da Laura Viganò.

Al termine della lunga e poliedrica Conferenza, calorosi applausi di approvazione.

Roberto Gariboldi

CSA Petrarca e il territorio: sintesi di due visite guidate sulla via di Francesco Petrarca

 Nell’ambito dell’iniziativa “PeriferiArtMi-antichi Borghi e nuovi Quartieri della periferia” CSA Petrarca Onlus ha organizzato due visite guidate sull’antica ‘Via longa’ – l’attuale via F.lli Zoia – che conserva preziose testimonianze storiche.
La colonnetta della Croce, ricordo della peste manzoniana in via F.lli Zoia 51.
Nel borgo di Quarto Cagnino sopravvive una delle colonne votive (o crocette) legate alle due grandi epidemie di peste del 1576 e del 1630. Secondo una tesi storica, le crocette sorgevano vicino ai lazzaretti gestite da monaci di un vicino cenobio. Tracce di un antico monastero sopravvivono a Quarto Cagnino, dove sono state mostrate agli ospiti due antiche colonne murate del XII-XIII sec.
Sulla medesima via Fratelli Zoia, al numero 194, la Casa del Petrarca a Linterno rappresenta una delle tappe obbligate per chi vuole conoscere un luogo legato alla riflessione sui classici, all’origine dell’Umanesimo. Casa Petrarca è stata visitata da un folto e interessato gruppo della Fondazione Perini che ha osservato con ammirazione le pareti affrescate e i soffitti lignei della dimora del cantore di Laura. La Bellezza di Casa Petrarca è tuttora da scoprire con un adeguato restauro filologico, ma gli ospiti, suddivisi in due gruppi, hanno gradito con entusiasmo l’atmosfera umanistica in cui è immerso lo spazio in concessione al CSA Petrarca Onlus.
Una giornata vissuta sul territorio, all’insegna dell’Arte e della Cultura.

Il racconto della Conferenza “Milano città di Petrarca. Sorgente dell’Umanesimo”

Si è svolta sabato 12 giugno nella splendida cornice di Casa Petrarca a Villa Linterno, una conferenza dedicata alle origini dell’Umanesimo italiano che, grazie alla Signoria dei Visconti ed alla presenza di Francesco Petrarca a Milano dal 1353 al 1361, rese la nostra Città una delle sorgenti più importanti di questo grande movimento culturale.
La conferenza era dedicata al nostro socio fondatore GianCarlo Dalto, recentemente scomparso.
Nella sala conferenze gremita – comunque nel pieno rispetto delle regole tuttora vigenti della normativa Covid 19 – il pubblico ha potuto ascoltare, con l’interesse ed attenzione sempre dimostrati in occasione dei nostri numerosi eventi, gli interventi dei relatori, iniziando dalla lettura del messaggio augurale dell’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli, e quindi il saluto del Presidente del Municipio 7, Marco Bestetti, presente assieme alla Giunta del Municipio 7 (Antonio Salinari, Tina Ghilardi e Lucrezia Ferrero), che ha elogiato l’operato e l’impegno dei nostri volontari per l’incessante opera di salvaguardia e valorizzazione del nostro sito.
– A seguire, Samuel M.Zucchiati (Project manager e progettista di servizi culturali), che ha illustrato il progetto del CSA Petrarca: un Ecomuseo e museo immersivo, che sia la migliore cornice per la valorizzazione di Cascina Linterno, dialogando con il patrimonio naturalistico ed artistico dentro cui è immerso il monumento storico. Per questo, si rende indispensabile la collaborazione tra istituzioni pubbliche ed enti del terzo settore, al fine di rinvigorire le radici culturali oltre le mura di Casa Petrarca, rivalutando così altri tesori milanesi.
Roberto Gariboldi (Coordinatore culturale del CSA Petrarca) è intervenuto sul tema “Petrarca e l’Umanesimo a Milano”, con approfondimenti sulla lunga permanenza del Poeta a Milano ed il conseguente tesoro culturale lasciato alla nostra Città che, capitale del più grande e potente stato italiano dell’epoca, diviene così un polo umanistico di primaria importanza.
Massimo de Rigo (Presidente del CSA Petrarca), ha illustrato il percorso storico e la documentazione attestanti la “Solitudine di Linterno” quale dimora milanese petrarchesca prediletta: il recente ritrovamento di decorazioni affrescate di epoca viscontea ne confermano l’antica tradizione. Massimo de Rigo si è soffermato inoltre su un argomento che, nell’anno dedicato a Dante Alighieri e di riflesso alle Tre Corone della lingua italiana – Dante, Petrarca, Boccaccio – riveste grande importanza: il gemellaggio culturale promosso dal CSA Petrarca delle principali dimore del Poeta (Arezzo, Fontaine de Vaucluse, Linterno, Selvapiana ed Arquà), condiviso con entusiasmo dalle Associazioni ed Istituzioni che le rappresentano.
Un tocco di eleganza e stile è stato offerto, in concomitanza con gli interventi dei relatori, dalla vibrante voce narrante di Laura Viganò, docente di lettere che ha prestato la sua professionalità in diversi concorsi nazionali di poesia e narrativa. La lettura e recita di alcune opere del Poeta:
– il primo sonetto di “Chiare, fresche et dolci acque”;
– la lettera “A Cola di Rienzo e al popolo Romano”;
– il secondo sonetto “Di pensier in pensier, di monte in monte”,
hanno donato al pubblico momenti di pura emozione, rendendo l’atmosfera ancora più magica.
E il filo conduttore di questo grande evento, Francesco Petrarca, era lì con noi: spronandoci, come sempre, a non interrompere la nostra dura, ma appassionata battaglia in difesa della sua memoria nella amata dimora milanese:
“… se sarà possibile, trascorrerò alcuni giorni tranquilli in campagna, di cui ti allego l’etimologia. Veramente, sono solito chiamarla Inferno…”. Così scriveva, nostalgico ma con una punta di ironia, all’amico Modius de Modiis nel giugno del 1360, con un preciso riferimento ad Infernum, così chiamata fino alla fine del ‘500.
Un sentito ringraziamento a tutti gli ospiti.
Mara de Rigo
(foto di Renato Bosoni – Enrico Grava)