Ecco la parete delle imprese viscontee a Casa Petrarca

Apre al pubblico la parete delle imprese viscontee a Casa Petrarca, una dimora ricca di storia.
La cerimonia del 25 maggio 2024 di inaugurazione della parete delle imprese viscontee, restaurata a cura di CSA Petrarca Onlus, ha coronato un sogno.
La nostra associazione, autofinanziandosi, ha consegnato alla cittadinanza e alla nazione, un gioiello tornato al suo antico splendore, che conserva i segreti della saga dei Visconti nel periodo milanese petrarchesco, l’epopea familiare e la battaglia all’ultimo sangue tra i due illustri contendenti, l’astuto Gian Galeazzo e lo spietato zio Bernabò, per la conquista del potere.
Nel 650mo della morte di Francesco Petrarca un dono anche al grande Poeta, precursore dell’Umanesimo, che l’ha sapientemente ideata con simboli propri del Medioevo milanese.

Foto ed emozioni della XXVI edizione del Corteo Medievale

Lo splendore del Medioevo rivive nel CORTEO MEDIEVALE – 26ma edizione
Sabato 1 Giugno 2024

Nel 650mo anniversario della morte di Francesco Petrarca, una stupenda pagina aperta della vita del Medioevo. Molti i cittadini che hanno assistito a questo emozionante evento storico promosso dalla Scuola secondaria di primo grado Benedetto Marcello in collaborazione con CSA Petrarca Onlus di Villa Linterno.
Un tuffo nei tempi gloriosi di Francesco Petrarca e dei suoi predecessori quando Linterno era una grangia monastica templare sulla via dei pellegrinaggi, dove nell’ampia corte antica si avvicendavano momenti di vita quotidiana che oggi abbiamo rivissuto.
Bambini, ragazzi e adulti di ogni età si sono calati negli abiti di allora per omaggiare i nostri antenati: Petrarca e Laura, tamburini, nobili , nobildonne, streghe e, per ultimi, i templari a loro difesa e protezione sono usciti dall’antico cancello dirigendosi verso piazza della Cooperazione per unirsi al corteo proveniente dalla scuola Benedetto Marcello.
Qui uno spettacolo di sbandieratori, tamburini e danze ha coinvolto il pubblico; Giovanni Visconti, arcivescovo e mecenate del poeta, riceve Laura e Francesco.
Al termine dello spettacolo il Borgo antico, un altro tuffo nel passato perché luogo con reminiscenze, storia, architettura medievali, ha accolto il corteo che ha raggiunto la scuola dove si sono concluse le celebrazioni.


Ogni anno identici gli antichi luoghi e l’itinerario, simili i volti e gli abiti ma diverse due peculiarità: l’emozione e la preziosa parete delle imprese viscontee di Casa Petrarca tornata al suo primitivo splendore.
Un dono alle generazioni future che, apprendendo le loro radici, rafforzeranno i propri valori.
Cose stupende accadono se si tiene il timone diritto e fermo nella burrasca e il nostro presidente lo fa.
Giuseppina Mazzotti

Grande successo di pubblico con Open House Milano 2024 a Casa Petrarca

Il ricco fine settimana del CSA Petrarca ha visto anche l’incessante flusso di cittadini per la IX edizione di Open House Milano sabato 25 e domenica 26, un weekend di porte aperte per conoscere e condividere l’architettura milanese).
Centinaia di visitatori ignari hanno scoperto con sorpresa e interesse la Casa di Petrarca grazie all’accoglienza ed al racconto dei nostri volontari instancabili volontari. Si tratta infatti di un aumento esponenziale di visite, rispetto allo scorso anno: ben otto gruppi, nei nostri locali: la dimora prediletta di Francesco Petrarca dal 1353 al 1361.
OpenHouse Milano riprende l’antica suddivisione della città in sestieri, estesi agli attuali confini amministrativi con l’intento di sottolineare la continuità tra centro e periferia dando la possibilità ai cittadini di approfondire l’architettura nelle varie epoche.
Quest’anno l’avvenimento è coinciso con un altro importante evento: nella mattinata di sabato 25 maggio ha avuto luogo l’inaugurazione della preziosa parete delle imprese viscontee, restaurata da Csa Petrarca Onlus, con la presenza di istituzioni, personalità e cittadini amanti dell’arte e letteratura.
I nostri numerosi ospiti di OpenHouse hanno avuto così un valore aggiunto nel conoscere e ammirare questa importante pagina di storia, ideata da Francesco Petrarca durante il suo soggiorno qui dal 1353 al 1361, tornata al suo primitivo splendore.
Un grazie al nostro presidente Massimo de Rigo e ai nostri volontari che hanno accolto cittadini, provenienti da diverse zone di Milano, che non conoscevano questa dimora, luogo di ispirazione per la produzione letteraria più importante del nostro grande poeta.
Un grazie ai nostri numerosi ospiti che, con il loro interesse nell’apprendere particolari storici, architettonici e letterari, ci hanno fatto vivere queste due giornate con entusiasmo e soddisfazione per avere fatto loro conoscere aspetti perlopiù assenti sui libri di storia, arte e letteratura.

Il sogno si è avverato: il racconto della cerimonia di inaugurazione e consegna della parete restaurata delle imprese viscontee

Villa Linterno del Petrarca – Sabato 25 maggio 2024

Il coronamento di un sogno, un sogno realizzato da CSA Petrarca Onlus e dai suoi volontari. Le più grandi conquiste scientifiche, letterarie ed artistiche sono nate da un sogno e dal suo tenace desiderio di concretizzarlo e noi l’abbiamo attuato sotto la guida del nostro presidente Massimo de Rigo. CSA Petrarca Onlus è orgogliosa di consegnare alla cittadinanza e alla nazione la parete delle imprese viscontee (sec. XIV), ideata da Francesco Petrarca in questa sua dimora prediletta dal 1353 al 1361, la stessa che doveva essere distrutta dal cantiere Expo del 2014. Senza la nostra azione, la memoria di Francesco Petrarca sarebbe stata cancellata a Linterno, assieme alle sue preziose tracce in cui spiccano la “Radia magna” che un secolo dopo divenne il simbolo della vetrata absidale del Duomo di Milano, la “Colombina” ideata dal Poeta per il giovane Gian Galeazzo Visconti come emblema augurale per le nozze con Isabella di Valois, assieme al motto ‘À bon droit’ (a buon diritto).

Massimo de Rigo ha salutato i numerosi presenti: le autorità istituzionali, le personalità e i nostri concittadini che ci hanno onorato della loro presenza. Ricorda che le lunghe lotte per ridare ai milanesi Casa Petrarca non avrebbero avuto successo senza il sostegno del mondo della Cultura, del Municipio 7, rappresentato alla cerimonia dal Vicepresidente Manuel Sciurba, dal Presidente della Commissione Cultura Andrea Bonetti e dalla consigliera Lucrezia Ferrero.
Un pensiero riconoscente va ai nostri soci Tino Vida, Giordano Pirola, Renato Bosoni, GianCarlo Dalto e alle grandi personalità che hanno creduto in noi e dato le ali al nostro sogno: il console del Touring Club GianMario Maggi, vero motore pulsante della nostra azione, l’editorialista Franco Morganti, Monsignor Giovanni Balconi, Philippe Daverio e Claudio De Albertis grande mecenate.

Sincera gratitudine alla restauratrice Laura Tosi che ha realizzato il restauro con perizia, con il coordinamento della Soprintendenza di Milano, nella figura dell’arch. Laura Gnaccolini.
Massimo de Rigo ha inoltre ringraziato il nostro Vicepresidente Gino Mereghetti, il Consiglio direttivo e i volontari che si sono stretti attorno a lui con un lavoro spesso oscuro ma decisivo per questa difficile impresa.
La nostra socia Laura Viganò ci ha deliziato con le letture recitate “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono”, “Or che’l ciel e la terra” dal Canzoniere; “O ciechi” dai Trionfi.
Grande emozione al taglio del nastro tricolore da parte del Vicepresidente del Municipio 7 Manuel Sciurba, davanti alla preziosa parete rinata all’antico splendore, primo passo affinché Linterno torni ad essere una perla di Milano e un punto di riferimento della cultura europea.
Linterno è un vero, autentico luogo della memoria e il restauro della parete è un doveroso omaggio a Petrarca, nel 650mo della sua morte, che tanto ha donato a Milano, all’Italia e al mondo, fonte di ispirazione per i letterati dei secoli successivi.
“A’ bon Droit”. (A buon diritto)
Giuseppina Mazzotti e Massimo de Rigo

Il racconto della conferenza “Nell’officina di Petrarca – Il trattato De vita solitaria”

Casa Petrarca di Villa Linterno
sabato 11 maggio 2024

Casa Petrarca ha avuto l’onore di ospitare la lectio magistralis impartita da un esperto petrarchista, il Professor Marco Petoletti, ordinario di letteratura latina medievale all’Università Cattolica e autore di numerosi studi di filologia medievale e umanistica oltre che essere responsabile dell’Archivio e Biblioteca Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio.
Il De Vita Solitaria è un trattato, composto intorno al 1346; come si evince dal titolo è un’esaltazione alla vita solitaria.
Nel primo libro troviamo uno dei temi preferiti dell’autore: la predilezione della vita solitaria, tema ricorrente anche nella poesia “Solo e pensoso i piu deserti campi” dal Canzoniere, letta intensamente da Giovanni Castaldi, psicoanalista, docente di terapeutica artistica all’Accademia Albertina di Torino, teatrante e drammaturgo, che ha affiancato il professor Petoletti, recitando anche la canzone più celebre della raccolta e una delle liriche più note della poesia italiana: “Chiare, fresche et dolci acque”, concludendo con un passo del “De Vita Solitaria – II, 15, in cui il Poeta afferma il primato della professione letteraria sulle altre attività umane. In questo scritto, dedicato a Philippe de Cabassole vescovo di Cavaillone e cancelliere del regno di Napoli, il Poeta invita l’amico a prendere le distanze dalle persone che hanno come sola ricchezza il denaro e a cercare rifugio con pochi amici eletti in un luogo lontano dal fragore della città.
Per ‘vita solitaria’ intende una vita basata sull’otium litteratum, contrapposto al negotium della vita cittadina, una vita caotica che non permette di concentrarsi sulla propria interiorità.
Quest’opera cerca una concilizione tra cultura classica e cristiana; secondo Petrarca tra le due culture c’è un rapporto di continuità, perchè la solitudine basata sullo studio eleva l’animo fino al raggiungimento di una pace interiore: le massime degli scrittori antichi danno conforto e guidano anche l’animo cristiano.
Il presidente di CSA Petrarca, Massimo de Rigo ha salutato gli ospiti, ricordando commosso la figura di monsignor Giovanni Balconi, recentemente scomparso, grande studioso di Francesco Petrarca e amico sincero della nostra Associazione sin dai primordi della difesa ad oltranza di Cascina Linterno. Ha ringraziato Manuel Sciurba, Vicepresidente del Municipio 7 intervenuto assieme alla consigliera Daniela Capitanio.
Coloro che ritengono gli incontri culturali come qualcosa di ammuffito e obsoleto, devono ricredersi, niente di più falso: il professor Petoletti ha divulgato la difficile tematica di Petrarca – il connubio natura-amore, la sua ricerca di solitudine e sofferenza interiore in luoghi che diventano i suoi veri complici – con esuberanza, estro e disinvoltura incredibili.
Il codice di dedica del De vita solitaria inviato da Petrarca a Philippe de Cabassole è stato attentamente rivisto dal Poeta, che corredò i margini con sue note, graffe e maniculae. Sul fondamento della produzione epistolare petrarchesca, è possibile ripercorrere la complessa storia della composizione del trattato, dalla prima stesura nel 1346 alle successive fasi che portarono alla ‘pubblicazione’ del testo nel 1366. L’identificazione consente un sicuro progresso per una più salda edizione del ‘De vita solitaria’.
Petrarca era incapace di porre la parola ‘fine’ perché leggeva sempre nuovi testi; per esempio, si rivolse all’amico Boccaccio, che si trovava a Ravenna, per avere notizie della vita di San Pier Damiani. La parola ‘fine’ tardava anche a causa della carenza di copisti. I manoscritti del De Vita Solitaria sono moltissimi, quasi 150 e, in seguito, con l’invenzione della stampa, l’opera fu diffusa in tutta Europa contribuendo alla sua fortuna. Lapo da Castiglionchio nel 1350 consegnò a Petrarca un libro con le Institutiones di Quintiliano che affermava che può esserci meditazione anche in città, la solitudine non è necessaria per scrivere bene, ma Petrarca non era d’accordo con il suo antico interlocutore e lo scrive nei margini di un suo manoscritto e all’interno del primo libro del De vita solitaria.
Dal 1353 al 1361 il Poeta trova la sua ‘stabilitas’ a Infernum/Linterno riunendo la sua ‘Libraria’, la sua ricca biblioteca, dalle varie località come se fosse una figlia.
Per meglio intendere la cura riservata da Petrarca al suo trattato è importante una lettera autografa del 1362 al maestro e copista Modius de Modii (Moggio), conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, in cui dice: ‘ti raccomando le mie cosucce’. Allo stesso Moggio, in un’altra lettera, raccomandò come copiare l’opera e ritornarla a lui avvolta da un panno cerato contro le intemperie.
Molto ricercato il codice miniato di dedica con correzioni autografe: Petrarca si fa lettore di se stesso disegnando una ‘manicula’ (un segno a forma di mano disegnato ai margini di una pagina, mediante il quale si vuole porre evidenza su un particolare passo del testo) per segnalare passi importanti. È un codice pieno di emozioni.
Il Poeta soleva affermare: “Se non piaccio al volgo, poco me ne curo. Sto consigliando a vivere fuori dalla città, guadagni, traffici e clamore. Basta una fontana limpida e profumi di fiori e non le mense maleodoranti dei ricchi”.
Nell’ambito delle iniziative per il 650° anniversario della morte del Poeta (1374-2024), il prof. Marco Petoletti ha condotto un incontro intenso, ricco di emozioni comunicate con passione, un incontro con particolari inediti corredato da un’interessante presentazione, che ci ha fatto conoscere un Petrarca lettore di se stesso, sempre autentico e perfezionista. Come ha concluso l’autorevole e coinvolgente relatore: “Sepultus vivit”(Sepolto vive).
Prima del commiato, Massimo de Rigo ha ricordato ai presenti la prossima inaugurazione, sabato 25 maggio, della parete delle imprese viscontee, restaurata con i fondi della nostra associazione.
Dulcis in fundo, CSA Petrarca ha accompagnato gli ospiti in una piacevole passeggiata sulle orme del Cantore di Laura nei “delitiosi passeggi” nell’adiacente Parco delle Cave, che noi vorremmo fosse rinominato “Parco Petrarca”.

Giuseppina Mazzotti e Massimo de Rigo
Foto di Artphotogram Claudio Bonomo

A Casa Petrarca e nel Borgo di Quarto con PeriferiArtMi

Si rinnova anche per il mese di maggio il doppio appuntamento con le Giornate PeriferiArtMi

🗓️ A Casa Petrarca, venerdì 17 maggio 2024 ⌚️ dalle 17 alle 19
🗓️ Nell’antico Borgo di Quarto Cagnino, domenica 19 maggio 2024 ⌚️ dalle 11 alle 12

In occasione delle visite del 19 e 21 aprile scorsi, a Casa Petrarca delucidazioni storiche/letterarie/artistiche relative al soggiorno del grande poeta hanno affascinato i nostri visitatori che hanno ammirato la tanto preziosa parete delle imprese viscontee, ideata da Francesco Petrarca e le significative simbologie proprie dell’età medievale. Ammirandone lo stato di avanzamento del restauro, autofinanziato dalla nostra associazione, si sono complimentati per l’opera dei nostri volontari nel salvaguardare e fare conoscere questa dimora, unica allo stato originale.
Degna conclusione, il percorrere il sentiero tanto amato dal poeta, i fontanili, i gatti nei verdi spazi petrarcheschi: il tutto illuminato dalla luce di un tramonto da favola.

Nella visita della domenica, ci siamo incontrati, sul sagrato della chiesa di Sant’Elena, con nove persone che, passo dopo passo, si sono trovate immerse in un’atmosfera medievale per loro inaspettata.
Il gonfalone di Quartum Castrum nella Chiesa di Sant’Elena, il Cippo di Quartum Castrum al crocevia delle vie dei pellegrinaggi medievali, la vecchia scuola Luciano Manara ci hanno condotto all’ingresso del Borgo antico. Ci ha accolto Villa Resnati, l’ex Monastero e la Chiesa della Beata Natività. La colonnetta devozionale ci riporta alla peste del 1576 e 1630, mentre in un antico cortile la presenza di capitelli recanti un fregio identico a quelli di Casa Petrarca, la testa di cavallo, ci fa comprendere come la nostra zona fosse un presidio monastico di assistenza ai pellegrini.
Nella visita, in collaborazione con Walter Cherubini, ogni dettaglio, sito architettonico, storia, usanze e costumi dell’epoca, sono stati dettagliatamente spiegati dal nostro presidente di CSA Petrarca Onlus

Il racconto della conferenza “De Vulgari Eloquentia”

Domenica 14 aprile 2024 un Ospite d’eccezione a Casa Petrarca: Dante ci spiega, dopo 720 anni, il significato della sua opera attraverso le parole del professore Franco Sanna, già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano.
Il nostro presidente Massimo de Rigo sottolinea che questa conferenza va nella direzione del nostro progetto culturale mirato a unire le Tre Corone della lingua italiana: Dante, Petrarca e Boccaccio.
Il professore Franco Sanna, affiancato dall’intensa lettura di Laura Viganò, docente e attrice di Officine Teatrali, commenta i passi del ‘De Vulgari Eloquentia’, un’opera che affronta in maniera critica i problemi attorno alla lingua volgare che si stava imponendo come lingua letteraria e, perciò, colta. Proprio per giustificare l’adozione del volgare e far sì che questa scelta venisse compresa dai suoi interlocutori, Dante scrive il suo trattato in latino, seguendo le regole più severe della trattatistica del suo tempo, in particolare quella retorica. Petrarca, pur scrivendo prevalentemente in latino, creerà la propria grande poesia in quel volgare illustre predicato da Dante, diventando così modello stilistico nei successivi secoli.
Dante vive un dualismo linguistico “sente profondamente la problematica del rapporto, talora conflittuale, tra lingua volgare e lingua latina”, scrive in entrambe le lingue, Virgilio sarà “il suo maestro e il suo autore” e la lezione del maestro servirà per innalzare il livello del volgare, la “nuova” lingua, vitale e creativa.
Petrarca dice in terzine dantesche che la sua lingua di elezione è il latino, Dante dice in latino che la sua lingua di elezione è il volgare.
Che anniversario! 2024: 800 anni fa nasceva la letteratura italiana, e ci piace immaginare che sia nata in primavera, quando Francesco di Assisi avvertì più forte il fremito della natura con il suo “Cantico delle Creature” (Laudes creaturarum).
(Giuseppina Mazzotti – M. de Rigo)

Il racconto della conferenza “Monteverdi I madrigali su testo di Petrarca a Casa Petrarca di Linterno”

Infernum Linterno: a Casa Petrarca nella dimora prediletta di Francesco Petrarca, il 23 marzo 2024 per la prima volta siamo stati accompagnati alla conoscenza del Poeta, incontrando Claudio Monteverdi, uno degli innovatori del linguaggio musicale.
Il madrigale, composizione vocale a carattere polifonico, è nato in Italia e si è sviluppato tra il ‘300 e il ‘600, i cui testi poetici in musica sono spesso componimenti scritti in precedenza come nel caso di Petrarca. Obiettivo dell’incontro: la guida all’ascolto di queste opere innovatrici per la nuova impostazione musicale ideata proprio da Monteverdi.

Con queste parole il presidente Massimo de Rigo saluta gli ospiti e presenta Tatiana Bertolini, laureata in storia della musica a Ca’ Foscari, che ci ha illustrato il madrigale: un canto polifonico, privo di strumenti. 
La polifonia è una scrittura musicale che prevede l’insieme simultaneo di più voci su diverse altezze sonore, che procedono in direzioni parallele più suoni o più linee melodiche risuonano simultaneamente, eseguiti da voci o strumenti diversi.
Claudio Monteverdi, nato a Cremona nel 1567 e morto a Venezia nel 1643, a soli 15 anni compose la prima pubblicazione di musica sacra. I madrigali erano apprezzati a corte e nei banchetti. Seguì il duca di Mantova e del Monferrato Vincenzo Gonzaga nelle Fiandre, viaggio che si rivelò istruttivo e formativo; nel 1613 a Venezia fu nominato maestro di musica della Serenissima.

Con Monteverdi avvenne la grande svolta del melodramma e i cittadini riempirono il Teatro di San Cassiano con conseguente larga diffusione. A Venezia scrisse molte opere di musica sacra: nel duomo erano presenti il doppio coro e la doppia orchestra. Scrisse otto libri di madrigali e sosteneva che la musica doveva essere schiava della parola. Ma quale doveva predominare? Esprimere ciò che dice il testo, l’innovazione della nuova estetica.

L’incontro si è suddiviso in una parte introduttiva teorica e in un successivo ascolto musicale.
Laura Viganò, docente e attrice, ha deliziato e appassionato i presenti con le letture recitate: “Vago augelletto che cantando vai” “Or che ‘l ciel e la terra” “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono” (dove Monteverdi sviscera il testo e adegua la musica), “O ciechi, il tanto affaticar che giova?”.
Un evento nuovo, grazie anche a Stefano Crippa tecnico alle riprese video e all’impianto audio. Un incontro inedito molto gradito dal pubblico, in cui il suono dell’improvvisa grandinata si è unito all’incanto della musica polifonica per poi, al termine, lasciare spazio ai raggi di un sole crepuscolare in uno splendido tramonto.

Come diceva Massimo de Rigo alla nostra competente relatrice: “Le sensazioni sprigionate da questo evento storico, poetico e musicale hanno emozionato anche la Natura…“.

(Giuseppina Mazzotti, MdeRigo)

Le tradizionali visite guidate a Casa Petrarca e nel Borgo di Quarto Cagnino di PeriferiArtMi

Anche per il mese di marzo, nell’ambito delle iniziative di “PeriferiArtMi – antichi Borghi e nuovi Quartieri della periferia”, con il patrocinio del Comune di Milano – il CSA Petrarca Onlus ha organizzato venerdì 15 marzo una visita guidata nel suo sito, Casa Petrarca di Linterno, e domenica 17 marzo una passeggiata nei luoghi storici simbolo dell’antico Borgo di Quarto Cagnino.

Come sempre il pubblico ha dimostrato grande interesse e grande ammirazione nell’esplorare le stanze della dimora Petrarchesca, il cui nucleo antico, impreziosito dagli affreschi viscontei del 1300, resta la testimonianza originale più genuina del nostro grande Umanista. Un’occasione per affrontare più tematiche che rendono Casa Petrarca una Perla milanese esclusiva: l’epopea delle Crociate del XII-XIII secolo; le testimonianze rarissime della saga dei Visconti, con la lotta per la vita o per la morte tra “il Conte di Virtù” (Gian Galeazzo) e “il Diavolo” (Bernabò), oltre all’immensa figura del nostro amico Francesco Petrarca (una delle Tre Corone della lingua italiana) con la nascita dell’Umanesimo….e poi i Fedeli d’Amore. Un universo tutto da scoprire.

Racconto della conferenza Le Tre Corone, l’ultimo viaggio del lor cammin di vita verso l’eternità

Nell’ambito della Rassegna “Medioevo da riscoprire” e delle iniziative per ricordare il 650° anniversario della morte del sommo Poeta e umanista – CSA Petrarca Onlus ha organizzato l’incontro culturale “Le Tre Corone. L’ultimo viaggio del lor cammin di vita verso l’Eternità”.

Nella dimora più amata da Francesco Petrarca si è svolta la terza conferenza del dottor Aquile Campiotti, medico specialista, esperto in medicina naturale olistica, con un argomento inedito: le malattie che portarono al decesso Dante, Petrarca e Boccaccio. Durante l’Età di Mezzo si moriva a causa di patologie, che hanno afflitto anche le Tre Corone, e per le quali oggi abbiamo prevenzione e terapie che possono tutelarci.

“I tre grandi poeti muoiono e non muoiono perché rimangono nella memoria” così inizia l’intervento Aquilele Campiotti.

“Chissà se Petrarca avesse conosciuto le attuali terapie” così si accomiata il Presidente CSA Petrarca dal nostro pubblico. Il tema in argomento tocca una materia – le patologie – che purtroppo abbiamo vissuto nella nostra epoca con recenti analogie. Nel Medioevo si moriva però molto più frequentemente, affliggendo anche eminenti personalità, come gli interpreti del nostro incontro culturale, le Tre Corone, antesignani degli albori rinascimentali.