I Templari dopo i Templari.

Monaci Cavalieri tra esoterismo e verità storica.

Successo per la quarta giornata di studi templari a Morimondo.

3a. Morimondo 2015

Sabato 17 ottobre si è tenuta la quarta giornata di studi sull’Ordine dei Templari nella sala Pro Loco messa a disposizione dal Comune di Morimondo presso l’omonima abbazia cistercense. Questo appuntamento annuale, che si tiene sempre in ottobre per ricordare l’arresto e il supplizio dei Templari nell’ottobre del 1307, è ormai una tradizione consolidata promossa dal CSA Petrarca in collaborazione con l’Associazione Viriditas.

Argomento di quest’anno “I Templari dopo i Templari. Monaci cavalieri tra esoterismo e verità storica”. La sala era gremita come al solito, a conferma di come questo tema richiami l’attenzione di appassionati e curiosi di ogni età. Questo incontro di studio era suddiviso in tre relazioni con tematiche differenziate.
Il primo intervento Simbologia Templare. Tracce di esoterismo dall’Abraxas al Sator di Lucia Zémiti, esponente dell’Associazione Viriditas, studiosa di storia medievale e degli Ordini monastici cistercense e templare, ha subito affascinato il pubblico per la ricchezza di contenuti e per la sequenza delle immagini che hanno illustrato con estrema chiarezza quanto la relatrice andava esponendo. Senza spingersi nel fantastico e nell’approssimativo, Lucia Zémiti ha esposto con dovizia di dettagli i rapporti dei Templari con l’esoterismo, il mondo orientale con il quale erano entrati in contatto e le possibile influenze rituali e simboliche. Ha spiegato anche come questo “giocare con il fuoco” sia stato una dei fattori che hanno spinto l’Ordine verso lo scioglimento e i roghi di Filipppo IV detto il Bello.

Il secondo intervento è stato tenuto da Roberto Gariboldi, archivista, saggista storico e vice presidente del CSA Petrarca. Il titolo della sua relazione era: “I Templari dalla storia alla nascita del mito”. Partendo dagli ultimi atti pontifici che hanno portato allo scioglimento dell’Ordine e al tragico finale con il rogo del Gran Maestro Jacques de Molay, il relatore ha illustrato come dopo questi tragici fatti è scesa sull’Ordine una “damnatio memoriae” durata secoli. Lo prova la datazione della prima citazione dell’Ordine, apparsa in un testo nel 1531 ad opera di Cornelio Agrippa von Netteshaeim che cita brevemente i Templari in un passo della sua opera di magia intitolata “De occulta philosophia”. In seguito i Templari appaino sporadicamente in alcuni testi, sino ad arrivare alla prima opera specificatamente dedicata alla storia del loro Ordine realizzata dai fratelli Pierre e Jacques Dupuy nel 1651 con il titolo “Storia veritiera della condanna dei Templari”, che veritiera non è, in quanto l’opera fu commissionata dai reali Francia e per questo motivo il testo è un tentativo di giustificare i crimini di Filippo il Bello.

A seguire poi l’esposizione degli autori del “Neo templarismo” nel XVIII e XIX secolo e dei rapporti che la Massoneria europea pretende di avere con questo Ordine Monastico Cavalleresco alle esclusive dipendenze del Pontefice.

Ha concluso la giornata di studi la relazione di Massimo de Rigo, studioso di esegesi storica del territorio e presidente del CSA Petrarca, con il titolo “Il Codice da Vinci a Milano. Misteri e realtà templari”. Prendendo come spunto il bestseller di Dan Brown, che resta solo un romanzo e non certo un saggio storico attendibile, il relatore ha messo in risalto spunti interessanti che stimolano un’indagine su riferimenti artistici e storiografici milanesi. Nel celebre affresco “L’ultima Cena” di Leonardo da Vinci, la figura più enigmatica che sia esistita nel mondo dell’Arte, vengono messi a fuoco i simbolismi e in particolare la figura di Maria Maddalena il cui culto medievale accomunava i monaci Cistercensi, i Templari e i movimenti spirituali ereticali europei e lombardi tra il XIII e il XIV secolo. Ne era cultore anche Francesco Petrarca che si recò in pellegrinaggio nella sua grotta di “La Sainte Baume” in Provenza e le dedicò il sonetto “Elogio di Maria Maddalena”, ma il ricordo della “dolce amica del Signore” sopravvive anche in altre località milanesi. Alla conclusione un riferimento alle “Porte del Cielo” punti energetici che gli antichi Costruttori ben conoscevano anche se l’odierna sottocultura tende a cancellarli dalla memoria collettiva. Tra questi, “Infernum” Linterno (antica grangia monastica oggi in fase di un discutibile recupero) che certamente non fu scelta a caso dal nostro grande umanista Petrarca, la cui geniale onda lunga arriva nell’abside del Duomo di Milano, con l’immagine della “colombina” (trascurata e semidistrutta a Linterno) da lui disegnata per il futuro Duca Gian Galeazzo Visconti, fondatore del Duomo nel 1386.

Da Petrarca all’Uomo Vitruviano di Leonardo de Vinci, trionfa l’Umanesimo, in cui l’uomo è artefice del proprio destino, in contrasto al mondo medievale che imponeva la sua totale sottomissione al Potere.

Oggi, più che mai, si sente il bisogno di un nuovo Umanesimo che ridia speranze alle nuove generazioni e il nucleo petrarchesco di Villa Linterno potrebbe esserne l’ideale centro propulsore.

Al termine dell’incontro, molto applaudito dal pubblico, si era all’imbrunire e la possente mole dell’abbazia cistercense pareva ricordarci di come questo Ordine di monaci fosse intimamente legato, attraverso la figura di San Bernardo da Chiaravalle, ai Templari, e le ombre della sera incombenti apparivano quasi protettive e amichevoli piuttosto che nemiche e foriere di mistero.

Arrivederci al 2016 con il prossimo incontro templare a Morimondo!

 

Roberto Gariboldi e Massimo de Rigo – CSA Petrarca http://csapetrarca.it/

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