MILANO VERGOGNATI!

Potente e chiara è uscita la condanna verso gli amministratori della nostra città, così esordiva il professor Luigi Zanzi: “Vergognati Milano! Non si trattano in questa maniera i nostri monumenti!”. Condannando senza appello la trascuratezza della nostra amministrazione che ha verso la Cascina/Villa Linterno, unica reliquia petrarchesca che la nostra città possiede del soggiorno milanese del grande Francesco Petrarca.

L’occasione per questo anatema era la presentazione dell’ultima fatica letteraria del professor Luigi Zanzi dal titolo “Trittico alpino”, come dice il titolo il volume è diviso in tre capitoli: Il primo è dedicato a Francesco Petrarca e alla sua lettera che descrive la sua ascesa al monte Ventoso (Familiari, IV, 1), questo primo capitolo occupa più della metà del volume. Gli altri due capitoli sono dedicati a Dante Alighieri e il suo rapporto con la montagna e l’ultimo è dedicato al pittore espressionista Paul Cézanne e la sua visione pittorica del mondo alpino.

La sede prestigiosissima era la sala del Consiglio del Touring Club Italiano in corso Italia 10, onusta di storia patria, luogo ideale per questa immersione nella nostra cultura e per presentare alla cittadinanza questa opera edita da Ulrico Hoepli.

La sala era gremita. Dopo un ringraziamento del console del Touring Gian Mario Maggi, ha preso la parola Massimo de Rigo, presidente del CSA Petrarca, associazione organizzatrice dell’evento, il quale ha illustrato il pericolo di oscuramento della memoria petrarchesca e del Vincolo Monumentale che pesa su Villa Linterno, illustrando con dovizia di particolari le parti dolenti del progetto di restauro attualmente in atto. Il pubblico si è mostrato particolarmente colpito da questo intervento.

Per la presentazione erano presenti, oltre all’autore, tre grandi personaggi della cultura alpina e turistica d’Italia, tre uomini che hanno onorato con il loro lungo e indefesso lavoro il nostro Paese: L’ingegner Francesco Cetti Serbelloni, vice presidente dal 1984 al 1988 e presidente del Touring dal 1988 al 1991, fondatore in seno all’Alleanza per il turismo internazionale del Comitato Etico per il Turismo e l’Ambiente e socio di numerose associazioni a livello internazionale.

Francesco Cetti Serbelloni, classe 1926, con una straordinaria freschezza ci ha illustrato l’importanza che ha per l’umanità il muoversi, il conoscere, lo stringere relazioni e ci ha indicato come un esempio luminoso di questo criterio di vita è proprio Francesco Petrarca, instancabile viaggiatore, amante della cultura e dei libri, amante della natura (inventore del panorama così come ha detto il nostro relatore) e grande coltivatore di amicizie.

Il secondo relatore era il professor Luigi Rizzi, il massimo esperto italiano del mondo Walser, autore di innumerevoli volumi sulla montagna e il suo mondo, presidente della Fondazione Enrico Monti di Anzola d’Ossola. L’intervento di Rizzi si è concentrato sulla lettera di Francesco Petrarca dedicata all’ascensione al monte Ventoso, analizzando l’importanza che questa lettera ha per la letteratura di montagna, di come questa costituisca il primo esempio di un genere letterario destinato nei secoli ad un grande successo, di seguito ha accennato anche agli due capitoli del libro in questione.

Il terzo relatore era il giornalista Teresio Valsesia, già direttore della Rivista del Club Alpino Italiano, autore di più di trenta volumi d’argomento montano, inventore del “Trekking Camminaitalia”, che attraversa tutta l’Italia da sud a nord ed è il sentiero attrezzato più lungo del mondo.

Il suo intervento si è concentrato sulla fatica del camminare, di come questa fatica ci costringa a riflettere sulle motivazioni del nostro agire, di come il camminare sia una felice scoperta del mondo nei suoi particolari più reconditi e spesso più belli, ha concluso l’intervento narrando alcuni aneddoti vissuti in occasione di “trekking” e di come camminando spesso si possano creare accostamenti fra citazioni letterarie e fatica del camminare.

Ha concluso l’incontro l’autore del libro, il professor Luigi Zanzi, docente alle università di Genova e Pavia, autore di innumerevoli studi sui sacri Monti, sui più disparati aspetti del mondo alpino e su argomenti diversi di letteratura italiana, con un particolare affetto per Niccolò Machiavelli.

Zanzi, seppur sofferente di una grave malattia, ci ha dato un grande e commovente esempio di vitalità e amore per la cultura. Il suo intervento si è concentrato quasi esclusivamente su Petrarca, spiegando il significato di quanto ha scritto a proposito della lettera del Ventoso.

In questo suo capitolo smonta punto per punto la tesi del professor Giuseppe Billanovich, il quale sosteneva che Petrarca non avesse mai fatto questa ascensione e che fosse uno spunto letterario per motivare la sua conversione. Luigi Zanzi con una acribia tipica dello studioso intellettualmente onesto dimostra come questa ascensione sia effettivamente avvenuta, ripercorrendo, anche fisicamente, i sentieri a suo tempo percorsi da Francesco e da suo fratello Gherardo, ci ha invitato a prendere in considerazione le opere filosofiche di Petrarca, troppo trascurate dalla critica, ma ricche di grandiosi insegnamenti, innovativi per l’epoca e ancor oggi estremamente validi.

Zanzi ci ha insegnato, nel suo intervento, cos’è il “valore” punto cardine del pensiero filosofico di Petrarca, è il “valore” applicato a tutti gli aspetti della vita che dà significato e importanza a ciò che facciamo e viviamo.

Una gran pomeriggio di cultura, condotti per mano da un uomo eccezionale a scoprire uno dei nostri massimi geni, che a Milano ha vissuto ben otto anni ma che, misteriosamente, i milanesi trascurano e dimenticano.

Roberto Gariboldi – CSA Petrarca

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