PeriferiArtMi: gli appuntamenti di giugno

Si rinnova anche per il mese di giugno il doppio appuntamento con le Giornate PeriferiArtMi:
A Casa Petrarca, venerdì 14 giugno 2024 dalle 17 alle 19
Nell’antico Borgo di Quarto Cagnino, domenica 16 giugno 2024 dalle 11 alle 12

Il venerdì, a Casa Petrarca, avremo insieme delucidazioni storiche/letterarie/artistiche relative al soggiorno del grande poeta, osservando la preziosa parete delle imprese viscontee, ideata da Francesco Petrarca e le significative simbologie proprie dell’età medievale. A seguire percorreremo il sentiero tanto amato dal poeta all’interno dell’attuale parco delle cave, con i suoi i fontanili e le marcite.

Nella visita della domenica, dal sagrato della chiesa di Sant’Elena arriveremo all’ingresso del Borgo antico di Quarto Cagnino.

Invito alla Lusiroeula al Boscoincittà

CSA Petrarca Onlus e Nuovo Comitato di quartiere di Figino invitano la cittadinanza alla nona edizione della Lusiroeula al Boscoincittà. Una serata con la magia delle Lucciole immersi nella natura del Boscoincittà a Figino Sabato 8 giugno 2024 ore 21
Ritrovo presso la palestra SEF Mediolanum, Via Ponte del Giuscano, 1/2 – Milano Figino. Partenza alle ore 21.15

Percorreremo, insieme ad adulti e piccini, i sentieri che conducono alle selve del Boscoincittà,
progettato e gestito dal CFU ItaliaNostra dagli anni ’70. Visiteremo il Laghetto delle Ninfee, il giardino d’acqua e l’hotel degli insetti, in compagnia delle Lucciole del Boscoincittà.
Rientro previsto alle ore 22.30.
Partecipazione libera e gratuita. Si consigliano calzature per camminata su sterrato e sentiero. Utile l’uso di una piccola torcia tascabile. Non si assume alcuna responsabilità per fatti e accadimenti. Parcheggio auto a Figino via Ponte del Giuscano.

Mezzi pubblici: Fermata bus 72 (collegamento con le stazioni M1) e 80 a Figino in via Morelli
(collegamento con le stazioni M5)

info: Antonia Longo 338 1385388 . Fabio Greco NCQF 351 7313794
Massimo de Rigo 339 4448574

Foto ed emozioni della XXVI edizione del Corteo Medievale

Lo splendore del Medioevo rivive nel CORTEO MEDIEVALE – 26ma edizione
Sabato 1 Giugno 2024

Nel 650mo anniversario della morte di Francesco Petrarca, una stupenda pagina aperta della vita del Medioevo. Molti i cittadini che hanno assistito a questo emozionante evento storico promosso dalla Scuola secondaria di primo grado Benedetto Marcello in collaborazione con CSA Petrarca Onlus di Villa Linterno.
Un tuffo nei tempi gloriosi di Francesco Petrarca e dei suoi predecessori quando Linterno era una grangia monastica templare sulla via dei pellegrinaggi, dove nell’ampia corte antica si avvicendavano momenti di vita quotidiana che oggi abbiamo rivissuto.
Bambini, ragazzi e adulti di ogni età si sono calati negli abiti di allora per omaggiare i nostri antenati: Petrarca e Laura, tamburini, nobili , nobildonne, streghe e, per ultimi, i templari a loro difesa e protezione sono usciti dall’antico cancello dirigendosi verso piazza della Cooperazione per unirsi al corteo proveniente dalla scuola Benedetto Marcello.
Qui uno spettacolo di sbandieratori, tamburini e danze ha coinvolto il pubblico; Giovanni Visconti, arcivescovo e mecenate del poeta, riceve Laura e Francesco.
Al termine dello spettacolo il Borgo antico, un altro tuffo nel passato perché luogo con reminiscenze, storia, architettura medievali, ha accolto il corteo che ha raggiunto la scuola dove si sono concluse le celebrazioni.


Ogni anno identici gli antichi luoghi e l’itinerario, simili i volti e gli abiti ma diverse due peculiarità: l’emozione e la preziosa parete delle imprese viscontee di Casa Petrarca tornata al suo primitivo splendore.
Un dono alle generazioni future che, apprendendo le loro radici, rafforzeranno i propri valori.
Cose stupende accadono se si tiene il timone diritto e fermo nella burrasca e il nostro presidente lo fa.
Giuseppina Mazzotti

Il Corteo Medievale della sms Benedetto Marcello riparte da Casa Petrarca

Sabato 1° giugno 2024. Il Corteo Medievale della sms Benedetto Marcello riparte da Casa Petrarca

Torna un evento assolutamente straordinario per Milano e non solo: un Corteo storico composto principalmente dai ragazzi, con la coppia Petrarca e Laura in testa, seguita dai tamburini, sbandieratori, musici e giullari, ma anche da nobili, armigeri, fratres Templari e prelati.

Quest’anno sarà un evento speciale perchè il Corteo storico riparte da Casa Petrarca a Villa Linterno nel 650mo anniversario della morte del grande Poeta. È dal 1997 che gli oltre 250 ragazzi della Scuola Secondaria di 1° G “Benedetto Marcello” dell’Istituto comprensivo Luciano Manara, sfilano ogni anno per le vie di Quarto Cagnino per mantenere vivo il legame tra giovani e memoria del territorio e in particolare con la storica Villa Linterno dimora prediletta del sommo Francesco Petrarca nel lungo periodo in cui fu cittadino milanese ospite del Visconti (1353-61) a Milano. La parete recentemente restaurata delle imprese viscontee risalente al periodo del sommo Poeta (XIV sec.) testimonia le preziose origini della dimora petrarchesca.

Gli alunni nati nello stesso anno del primo corteo sono ora studenti universitari e alcuni di loro sono tornati a scuola felici di ricordare e di essere “maestri” di nuove leve di sbandieratori e tamburini…

Casa Petrarca e OPEN HOUSE MILANO 2024 di nuovo insieme

Anche quest’anno Casa Petrarca partecipa ad OPEN HOUSE MILANO 2024, il festival giunto alla nona edizione, per un weekend di porte aperte per conoscere e condividere l’architettura milanese.
Una ghiotta occasione per assistere allo spettacolo della parete viscontea appena restaurata (inaugurazione sabato 25 maggio ore 11) e per riscoprire le meraviglie naturali dei sentieri petrarcheschi del Parco delle Cave.

Qui la scheda con descrizione ed orari di sabato 25 e domenica 26 maggio 2024.

Cerimonia di inaugurazione della parete restaurata delle imprese viscontee

Sabato 25 maggio alle ore 11 .
Villa Linterno del Petrarca – via Fratelli Zoia 194 Milano

Nella ricorrenza dei 650 anni dalla morte di Francesco Petrarca (1374-2024) i volontari dell’Associazione CSA Petrarca Onlus, che da sempre si prodigano per tutelare e divulgare la memoria della sua dimora prediletta milanese dal 1353 al 1361, sono orgogliosi di consegnare alla cittadinanza e alla nazione la parete delle imprese viscontee (sec. XIV) ideata dal Poeta, magistralmente restaurata da Laura Tosi con la supervisione
della Soprintendenza di Milano e il totale autofinanziamento del CSA Petrarca Onlus.
Una dimora tanto amata da Francesco Petrarca, nella cui solitudine fu ispirato per la pregevole composizione e il completamento delle sue opere più significative.
Un omaggio dovuto al Cantore di Laura, precursore dell’Umanesimo e uno dei padri della lingua italiana, che tanto ha donato a Milano, all’Italia e al mondo, fonte di ispirazione per i letterati dei secoli successivi.

Sabato 25 maggio alle ore 11, alla presenza delle istituzioni cittadine e di personalità, si terrà
la presentazione ufficiale del restauro autofinanziato, nei locali in concessione al CSA
Petrarca, ove sarà aperto il Museo interattivo dedicato a Petrarca e alla Milano viscontea,
dimostrando concretamente che anche la periferia è portatrice di cultura di alta qualità.
Info: 339 4448574 – info@csapetrarca.it

Il racconto della conferenza “Nell’officina di Petrarca – Il trattato De vita solitaria”

Casa Petrarca di Villa Linterno
sabato 11 maggio 2024

Casa Petrarca ha avuto l’onore di ospitare la lectio magistralis impartita da un esperto petrarchista, il Professor Marco Petoletti, ordinario di letteratura latina medievale all’Università Cattolica e autore di numerosi studi di filologia medievale e umanistica oltre che essere responsabile dell’Archivio e Biblioteca Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio.
Il De Vita Solitaria è un trattato, composto intorno al 1346; come si evince dal titolo è un’esaltazione alla vita solitaria.
Nel primo libro troviamo uno dei temi preferiti dell’autore: la predilezione della vita solitaria, tema ricorrente anche nella poesia “Solo e pensoso i piu deserti campi” dal Canzoniere, letta intensamente da Giovanni Castaldi, psicoanalista, docente di terapeutica artistica all’Accademia Albertina di Torino, teatrante e drammaturgo, che ha affiancato il professor Petoletti, recitando anche la canzone più celebre della raccolta e una delle liriche più note della poesia italiana: “Chiare, fresche et dolci acque”, concludendo con un passo del “De Vita Solitaria – II, 15, in cui il Poeta afferma il primato della professione letteraria sulle altre attività umane. In questo scritto, dedicato a Philippe de Cabassole vescovo di Cavaillone e cancelliere del regno di Napoli, il Poeta invita l’amico a prendere le distanze dalle persone che hanno come sola ricchezza il denaro e a cercare rifugio con pochi amici eletti in un luogo lontano dal fragore della città.
Per ‘vita solitaria’ intende una vita basata sull’otium litteratum, contrapposto al negotium della vita cittadina, una vita caotica che non permette di concentrarsi sulla propria interiorità.
Quest’opera cerca una concilizione tra cultura classica e cristiana; secondo Petrarca tra le due culture c’è un rapporto di continuità, perchè la solitudine basata sullo studio eleva l’animo fino al raggiungimento di una pace interiore: le massime degli scrittori antichi danno conforto e guidano anche l’animo cristiano.
Il presidente di CSA Petrarca, Massimo de Rigo ha salutato gli ospiti, ricordando commosso la figura di monsignor Giovanni Balconi, recentemente scomparso, grande studioso di Francesco Petrarca e amico sincero della nostra Associazione sin dai primordi della difesa ad oltranza di Cascina Linterno. Ha ringraziato Manuel Sciurba, Vicepresidente del Municipio 7 intervenuto assieme alla consigliera Daniela Capitanio.
Coloro che ritengono gli incontri culturali come qualcosa di ammuffito e obsoleto, devono ricredersi, niente di più falso: il professor Petoletti ha divulgato la difficile tematica di Petrarca – il connubio natura-amore, la sua ricerca di solitudine e sofferenza interiore in luoghi che diventano i suoi veri complici – con esuberanza, estro e disinvoltura incredibili.
Il codice di dedica del De vita solitaria inviato da Petrarca a Philippe de Cabassole è stato attentamente rivisto dal Poeta, che corredò i margini con sue note, graffe e maniculae. Sul fondamento della produzione epistolare petrarchesca, è possibile ripercorrere la complessa storia della composizione del trattato, dalla prima stesura nel 1346 alle successive fasi che portarono alla ‘pubblicazione’ del testo nel 1366. L’identificazione consente un sicuro progresso per una più salda edizione del ‘De vita solitaria’.
Petrarca era incapace di porre la parola ‘fine’ perché leggeva sempre nuovi testi; per esempio, si rivolse all’amico Boccaccio, che si trovava a Ravenna, per avere notizie della vita di San Pier Damiani. La parola ‘fine’ tardava anche a causa della carenza di copisti. I manoscritti del De Vita Solitaria sono moltissimi, quasi 150 e, in seguito, con l’invenzione della stampa, l’opera fu diffusa in tutta Europa contribuendo alla sua fortuna. Lapo da Castiglionchio nel 1350 consegnò a Petrarca un libro con le Institutiones di Quintiliano che affermava che può esserci meditazione anche in città, la solitudine non è necessaria per scrivere bene, ma Petrarca non era d’accordo con il suo antico interlocutore e lo scrive nei margini di un suo manoscritto e all’interno del primo libro del De vita solitaria.
Dal 1353 al 1361 il Poeta trova la sua ‘stabilitas’ a Infernum/Linterno riunendo la sua ‘Libraria’, la sua ricca biblioteca, dalle varie località come se fosse una figlia.
Per meglio intendere la cura riservata da Petrarca al suo trattato è importante una lettera autografa del 1362 al maestro e copista Modius de Modii (Moggio), conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, in cui dice: ‘ti raccomando le mie cosucce’. Allo stesso Moggio, in un’altra lettera, raccomandò come copiare l’opera e ritornarla a lui avvolta da un panno cerato contro le intemperie.
Molto ricercato il codice miniato di dedica con correzioni autografe: Petrarca si fa lettore di se stesso disegnando una ‘manicula’ (un segno a forma di mano disegnato ai margini di una pagina, mediante il quale si vuole porre evidenza su un particolare passo del testo) per segnalare passi importanti. È un codice pieno di emozioni.
Il Poeta soleva affermare: “Se non piaccio al volgo, poco me ne curo. Sto consigliando a vivere fuori dalla città, guadagni, traffici e clamore. Basta una fontana limpida e profumi di fiori e non le mense maleodoranti dei ricchi”.
Nell’ambito delle iniziative per il 650° anniversario della morte del Poeta (1374-2024), il prof. Marco Petoletti ha condotto un incontro intenso, ricco di emozioni comunicate con passione, un incontro con particolari inediti corredato da un’interessante presentazione, che ci ha fatto conoscere un Petrarca lettore di se stesso, sempre autentico e perfezionista. Come ha concluso l’autorevole e coinvolgente relatore: “Sepultus vivit”(Sepolto vive).
Prima del commiato, Massimo de Rigo ha ricordato ai presenti la prossima inaugurazione, sabato 25 maggio, della parete delle imprese viscontee, restaurata con i fondi della nostra associazione.
Dulcis in fundo, CSA Petrarca ha accompagnato gli ospiti in una piacevole passeggiata sulle orme del Cantore di Laura nei “delitiosi passeggi” nell’adiacente Parco delle Cave, che noi vorremmo fosse rinominato “Parco Petrarca”.

Giuseppina Mazzotti e Massimo de Rigo
Foto di Artphotogram Claudio Bonomo

A Casa Petrarca e nel Borgo di Quarto con PeriferiArtMi

Si rinnova anche per il mese di maggio il doppio appuntamento con le Giornate PeriferiArtMi

🗓️ A Casa Petrarca, venerdì 17 maggio 2024 ⌚️ dalle 17 alle 19
🗓️ Nell’antico Borgo di Quarto Cagnino, domenica 19 maggio 2024 ⌚️ dalle 11 alle 12

In occasione delle visite del 19 e 21 aprile scorsi, a Casa Petrarca delucidazioni storiche/letterarie/artistiche relative al soggiorno del grande poeta hanno affascinato i nostri visitatori che hanno ammirato la tanto preziosa parete delle imprese viscontee, ideata da Francesco Petrarca e le significative simbologie proprie dell’età medievale. Ammirandone lo stato di avanzamento del restauro, autofinanziato dalla nostra associazione, si sono complimentati per l’opera dei nostri volontari nel salvaguardare e fare conoscere questa dimora, unica allo stato originale.
Degna conclusione, il percorrere il sentiero tanto amato dal poeta, i fontanili, i gatti nei verdi spazi petrarcheschi: il tutto illuminato dalla luce di un tramonto da favola.

Nella visita della domenica, ci siamo incontrati, sul sagrato della chiesa di Sant’Elena, con nove persone che, passo dopo passo, si sono trovate immerse in un’atmosfera medievale per loro inaspettata.
Il gonfalone di Quartum Castrum nella Chiesa di Sant’Elena, il Cippo di Quartum Castrum al crocevia delle vie dei pellegrinaggi medievali, la vecchia scuola Luciano Manara ci hanno condotto all’ingresso del Borgo antico. Ci ha accolto Villa Resnati, l’ex Monastero e la Chiesa della Beata Natività. La colonnetta devozionale ci riporta alla peste del 1576 e 1630, mentre in un antico cortile la presenza di capitelli recanti un fregio identico a quelli di Casa Petrarca, la testa di cavallo, ci fa comprendere come la nostra zona fosse un presidio monastico di assistenza ai pellegrini.
Nella visita, in collaborazione con Walter Cherubini, ogni dettaglio, sito architettonico, storia, usanze e costumi dell’epoca, sono stati dettagliatamente spiegati dal nostro presidente di CSA Petrarca Onlus

Invito alla conferenza “Nell’officina di Petrarca: il trattato De vita solitaria”

Sabato 11 maggio 2024, ore 15:30 a Casa Petrarca.
Nella ricorrenza dei 650 anni dalla morte di Petrarca (1374-2024) l’incontro ricorda una delle opere più significative del Poeta e umanista: il trattato “De vita solitaria”.

Una svolta nella storia compositiva dell’opera è segnata dal soggiorno milanese di Petrarca, di cui sopravvivono i luoghi ameni della sua Solitudine a Villa Linterno (Infernum).

Petrarca attese per molti anni alla composizione del De vita solitaria, iniziato nel 1346 in Provenza e completato vent’anni più tardi, nel 1366, quando la copia di dedica, recentemente scoperta, fu mandata al caro amico Philippe de Cabassole. Qualche anno più tardi, sollecitato dal priore di Camaldoli, Petrarca aggiunse un altro capitolo per onorare s. Romualdo. Il trattato, di grande bellezza, si sviluppa in due libri: alla riflessione generale, affidata al I libro, si affianca nel II libro una serie di esempi di uomini illustri solitari, che con il loro esempio testimoniano il valore della vita in solitudine. Una svolta nella storia compositiva dell’opera è segnata dal soggiorno milanese di Petrarca, tra 1353 e 1361: fu proprio allora che egli, disponendo di una grande biblioteca, riformulò le proprie argomentazioni e le arricchì di nuove fonti, come per esempio le opere di sant’Ambrogio lette presso la biblioteca dei canonici della basilica dedicata al santo patrono. Così sono molte le memorie milanesi evocate nel De vita solitaria, con particolare riferimento appunto alla figura di Ambrogio.

trattato De vita solitaria

Sabato 11 maggio

alle ore 15.30

Casa Petrarca di Linterno – via Fratelli Zoia Milano

Relatore

prof. Marco Petoletti

Professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Direttore del periodico “Italia medioevale e umanistica”

Saluto e presentazione

Massimo de Rigo

Presidente CSA Petrarca Onlus

Letture recitate a cura di

Giovanni Castaldi

“Solo et pensoso” sonetto XXXV (35) del Canzoniere

“Chiare, fresche et dolci acque” canzone CXXVI (126) del Canzoniere  “De vita solitaria”, II, 15 (estratto)

Il racconto della conferenza “De Vulgari Eloquentia”

Domenica 14 aprile 2024 un Ospite d’eccezione a Casa Petrarca: Dante ci spiega, dopo 720 anni, il significato della sua opera attraverso le parole del professore Franco Sanna, già docente di materie letterarie in licei di Milano e provincia, del laboratorio di Multimedialità e studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano.
Il nostro presidente Massimo de Rigo sottolinea che questa conferenza va nella direzione del nostro progetto culturale mirato a unire le Tre Corone della lingua italiana: Dante, Petrarca e Boccaccio.
Il professore Franco Sanna, affiancato dall’intensa lettura di Laura Viganò, docente e attrice di Officine Teatrali, commenta i passi del ‘De Vulgari Eloquentia’, un’opera che affronta in maniera critica i problemi attorno alla lingua volgare che si stava imponendo come lingua letteraria e, perciò, colta. Proprio per giustificare l’adozione del volgare e far sì che questa scelta venisse compresa dai suoi interlocutori, Dante scrive il suo trattato in latino, seguendo le regole più severe della trattatistica del suo tempo, in particolare quella retorica. Petrarca, pur scrivendo prevalentemente in latino, creerà la propria grande poesia in quel volgare illustre predicato da Dante, diventando così modello stilistico nei successivi secoli.
Dante vive un dualismo linguistico “sente profondamente la problematica del rapporto, talora conflittuale, tra lingua volgare e lingua latina”, scrive in entrambe le lingue, Virgilio sarà “il suo maestro e il suo autore” e la lezione del maestro servirà per innalzare il livello del volgare, la “nuova” lingua, vitale e creativa.
Petrarca dice in terzine dantesche che la sua lingua di elezione è il latino, Dante dice in latino che la sua lingua di elezione è il volgare.
Che anniversario! 2024: 800 anni fa nasceva la letteratura italiana, e ci piace immaginare che sia nata in primavera, quando Francesco di Assisi avvertì più forte il fremito della natura con il suo “Cantico delle Creature” (Laudes creaturarum).
(Giuseppina Mazzotti – M. de Rigo)