La vetrina del CSA Petrarca alla 393^ edizione della Sagra di Baggio

La pandemia ha cambiato radicalmente le nostre abitudini, imponendoci obblighi e regole per evitare la diffusione del contagio. Dopo un interminabile periodo di chiusura, la gente di ogni età si è immersa nella 393^ edizione della Sagra di Baggio, in una folla di migliaia di persone, pazientemente dotate di mascherine, che in vari punti è sembrata meravigliosa e un inno alla vita. 

In questo contesto il gazebo del CSA Petrarca è stato un vero successo, anche se faticoso mobilitando i volontari per dodici ore consecutive, dalle prime luci dell’alba alle ombre della sera. 

A detta dei visitatori il gazebo CSA Petrarca è stato uno dei più ricchi di contenuti, un gazebo poliedrico che ha sorpreso molti nostri ospiti, poiché la nostra associazione veniva spesso confusa con quella dei nostri vicini a Cascina Linterno. 

Per l’occasione abbiamo presentato ufficialmente il progetto di gemellaggio con le dimore del Poeta “La Via del Petrarca” e in anteprima il saggio “Infernum&Linterno. A Milano rivive Casa Petrarca” che presenteremo nell’ambito di Bookcity.

Devo ringraziare con riconoscenza Gino Mereghetti, Giacomo Tarlarini, Stefano Crippa, per la loro abnegazione nel realizzare questa splendida vetrina del CSA Petrarca, strategica per la nostra immagine.

 Un ringraziamento di cuore ad AnnaMaria Verde e al marito Fabio che hanno presidiato per molte ore il gazebo; grazie a Maria Maffucci, al consorte Sergio e a Fabio Crippa per il loro sostegno. 

Nel ricordo commosso degli amici Renato Bosoni e GianCarlo Dalto che ci sentivamo vicini, vorrei ringraziare Tina per il supporto logistico, il consigliere comunale Marco Bestetti, i consiglieri municipali Antonio Salinari, Andrea Giorcelli e tutti i numerosi visitatori che hanno gratificato la nostra fatica.

Massimo de Rigo

CSA Petrarca alla Sagra di Baggio

Nel 1628, un anno prima che Milano venisse colpita dalla pesta descritta nei Promessi Sposi del Manzoni, si svolgeva per la prima volta la Sagra di Baggio. Nessuno poteva prevedere che l’evento sarebbe andato avanti per quasi quattro secoli, perfino rispettandone la data, ovvero la terza settimana di ottobre. Come ogni anno, noi ci siamo.