Un’occasione mancata, Milano Cortina 2026 senza Petrarca

La Cerimonia di Apertura di Milano Cortina 2026 vedrà esibirsi artisti internazionali di grande successo. La celebrazione diffusa e inclusiva poteva riverberarsi nella culla dell’Umanesimo, in via fratelli Zoia 194, a soli tre chilometri dallo Stadio di San Siro, luogo dell’inaugurazione: Villa Linterno monumento nazionale Vincolato (DM 9.3.99), la dimora prediletta incredibilmente oscurata del grande Poeta e umanista Francesco Petrarca (1304-1374).

L’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 è un contenitore che coinvolge territori, istituzioni e comunità, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale italiano e promuovere i valori Olimpici attraverso arte, storia e partecipazione. Non solo Sport, quindi, ma anche l’occasione di dare centralità alla Cultura. Incredibilmente l’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 sarà senza Petrarca. Francesco Petrarca è considerato il padre dell’Umanesimo e uno dei fondatori della cultura occidentale moderna, ponendosi come ponte tra Medioevo e Rinascimento. Figura di intellettuale cosmopolita, ha riscoperto i classici latini con un approccio filologico, inaugurando la moderna coscienza critica, l’introspezione psicologica e il culto della bellezza. Luigi Zanzi (1938-2015) docente della metodologia delle scienze storiche nelle università di Genova e Pavia, ha voluto che la sua ultima fatica “Trittico Alpestre” fosse presentata nella sede prestigiosa del Touring Club a Milano. Quest’ultimo messaggio è il suo testamento spirituale e spiega l’importanza della centralità di Petrarca nella Cultura universale: “Mi sta a cuore rinnovare a tutti Voi del CSA Petrarca la mia più cordiale gratitudine. Mi sento veramente coinvolto in amicizia nella Vostra Associazione che tiene viva strenuamente la memoria di Francesco Petrarca in Milano. Speriamo, e Ve lo auguro con tutte le mie forze, che si riesca a rimediare alla vergognosa ignoranza con cui la città di Milano sta inerte nei confronti di questa, che potrebbe essere una delle grandi ‘rinascite’ di una Milano attenta al suo grande passato culturale. Grazie ancora di cuore”. Luigi Zanzi, 21 aprile 2015.

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